Episoder

  • Cefalo e Procri è una storia d'amore, di gelosia e di tradimento! Ed è una storia bellissima!
    Cefalo, giovane di una bellezza irresistibile è sposo di Procri e la ama teneramente.
    Del fedele Cefalo si innamora perdutamente Eos, la divinità dell’aurora. Come forse ricordi, Eos è stata condannata da Afrodite a bruciare perennemente di desiderio d’amore: non passa giorno senza che ella seduca o rapisca giovani amanti i quali solo temporaneamente riescono a saziare il suo appetito. Tra i suoi amanti più famosi vi sono Titone, di cui ti ho raccontato molto tempo fa e Cefalo, di cui ti narro oggi.

    Cefalo, come ti dicevo, è fedele, ma cade, proprio per la sua perfetta bellezza, nell’occhio della dea dalle dita rosate. Egli è così bello che Eos non vuole trascorrere con lui una sola notte d’amore: vuole tenerlo con se’ e per se’.

    Ma c'è quell'impiccio di sua moglie in mezzo...


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    Forse hai sentito una trama diversa di questo mito: esiste infatti una altra versione, per quanto riguarda Procri che si unisce a Minosse: te ne parlerò in un prossimo episodio dedicato al potente re di Creta.

    Il nodo di Gordio citato riguarda una storia di Alessandro Magno. Il condottiero giunge nella città di Gordio: e qui si trova il famoso "Nodo di Gordio", impossibile da sciogliere, che lega un carro ad un anello fissato ad una parete. Una profezia afferma che solo chi è destinato a divenire il padrone del mondo riuscirà ad aver ragione di quel nodo e a staccare il carro dalla parete.
    Alessandro nemmeno prova a dipanare quell'intrico di corde... con la spada taglia il nodo a metà.
    È lui il predestinato!
    Tagliare il nodo di Gordio, perciò, sta ad indicare una soluzione presa di forza per riuscire a superare una situazione impossibile o di difficoltosissima soluzione.
    La storia di come è stato stretto il nodo di Gordio la trovi nell'episodio 55: Re Mida e le orecchie d’asino

  • Benvenuta e benvenuto in questa nuova puntata speciale!
    Come promesso, ecco qui la seconda parte della puntata celebrativa per questo importante giro di boa!
    In questo episodio rispondo alle restanti domande che mi sono state poste.

    Qui di seguito trovi una bibliografia non esaustiva; ci sono i testi citati nello scorso episodio e in questo.

    Aa. Vv., I Presocratici. Testimonianze e frammenti, voll. 1 e 2, Laterza, Roma-Bari 1990.
    Apollodoro, Biblioteca, Adelphi, Milano 1995.
    Bettini, Maurizio, Il grande racconto dei miti classici, il Mu- lino, Bologna 2018.
    Esiodo, Tutte le opere e i frammenti, Bompiani, Milano 2009.
    Euripide, Le baccanti, Biblioteca universale Rizzoli, Milano 2004.
    —, Ciclope, Biblioteca universale Rizzoli, Milano 2005.
    —, Ione, Mondadori, Milano 2001.
    Graves, Robert, I miti greci, Longanesi, Milano 1992.
    Guidorizzi, Giulio, Il mito greco, voll. 1 e 2, Mondadori, Milano 2013.
    Guidorizzi, Giulio, Romani, Silvia, In viaggio con gli dei, Raffaello Cortina editore, Milano 2019.
    Kerényi, Károly, Gli dei della Grecia, il Saggiatore, Milano 1998.
    Omero, Iliade, Biblioteca universale Rizzoli, Milano 1990. —,
    Odissea, Biblioteca universale Rizzoli, Milano 1993.
    Otto, Walter, Gli dei della Grecia. L’immagine del divino nello specchio dello spirito greco, Adelphi, Milano 2016.
    Ovidio Nasone, Publio, Metamorfosi, Einaudi, Torino 2015.
    —, Metamorfosi, Garzanti, Milano 1995.
    Platone, Fedro, in Tutti gli scritti, Bompiani, Milano 2000.
    —, Gorgia, in Tutti gli scritti, Bompiani, Milano 2000.
    Plauto, Anfitrione, Biblioteca universale Rizzoli, Milano 2002.
    Sechi Mestica, Giuseppina, Dizionario universale di mitologia, Rusconi, Milano 1992.
    Verzura, Elena (a cura di), Orfici. Testimonianze e frammenti nell’edizione di Otto Kern, Bompiani, Milano 2011.

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  • Benvenuta e benvenuto in questa puntata speciale!
    Come promesso, ecco qui una puntata celebrativa per questo importante giro di boa!
    In questo episodio rispondo a tutte dico tutte le domande che mi sono state poste.

    Come promesso nel podcast, qui di seguito trovi una bibliografia non esaustiva

    Aa. Vv., I Presocratici. Testimonianze e frammenti, voll. 1 e 2, Laterza, Roma-Bari 1990.
    Apollodoro, Biblioteca, Adelphi, Milano 1995.
    Bettini, Maurizio, Il grande racconto dei miti classici, il Mu- lino, Bologna 2018.
    Esiodo, Tutte le opere e i frammenti, Bompiani, Milano 2009.
    Euripide, Le baccanti, Biblioteca universale Rizzoli, Milano 2004.
    —, Ciclope, Biblioteca universale Rizzoli, Milano 2005.
    —, Ione, Mondadori, Milano 2001.
    Graves, Robert, I miti greci, Longanesi, Milano 1992.
    Guidorizzi, Giulio, Il mito greco, voll. 1 e 2, Mondadori, Milano 2013.
    Guidorizzi, Giulio, Romani, Silvia, In viaggio con gli dei, Raffaello Cortina editore, Milano 2019.
    Kerényi, Károly, Gli dei della Grecia, il Saggiatore, Milano 1998.
    Omero, Iliade, Biblioteca universale Rizzoli, Milano 1990. —,
    Odissea, Biblioteca universale Rizzoli, Milano 1993.
    Otto, Walter, Gli dei della Grecia. L’immagine del divino nello specchio dello spirito greco, Adelphi, Milano 2016.
    Ovidio Nasone, Publio, Metamorfosi, Einaudi, Torino 2015.
    —, Metamorfosi, Garzanti, Milano 1995.
    Platone, Fedro, in Tutti gli scritti, Bompiani, Milano 2000.
    —, Gorgia, in Tutti gli scritti, Bompiani, Milano 2000.
    Plauto, Anfitrione, Biblioteca universale Rizzoli, Milano 2002.
    Sechi Mestica, Giuseppina, Dizionario universale di mitologia, Rusconi, Milano 1992.
    Verzura, Elena (a cura di), Orfici. Testimonianze e frammenti nell’edizione di Otto Kern, Bompiani, Milano 2011.

  • Il figlio più famoso di Elio è Fetonte, lo splendente. Questo giovane è divenuto famoso per il suo folle volo nel cielo.
    Sua madre è la bellissima oceanina Climene.

    La giovanissima Climene, immersa fino alla vita nelle acque del grande mare Oceano, gioca con le onde, gettando spruzzi di acqua salata verso il sole, come per attirarne l’attenzione.
    E così accade. Secondo il racconto di Nonno di Panopoli, la bella Climene dal seno scoperto perfetto e rotondo, imporporato dal gioco con l’acqua, ghermisce lo sguardo Elio. Il dio del sole la raggiunge e lei gioiosamente si concede, giacendo amorevolmente con lui. Le Naiadi danzano al loro amplesso, mentre le fresche braccia di Climene accolgono quelle muscolose e calde dell’infuocato amante.
    La stella di Afrodite all’alba vibra per i due un canto d’amore, mentre Selene la sera li veglia coi suoi raggi.
    Gioiscono Le Esperidi e Teti stessa; Oceano dalle sorgenti della sua gola fa echeggiare una calma melodia mentre il ventre di Climene si fa gonfio.

    Fetonte, lo splendente, è il nome che Elio dona al proprio figlio.
    Il bimbo ama giocare con il nonno Oceano. Egli lancia il piccolo in aria, e Fetonte ride, ricadendo tra le affettuose braccia del grande Titano.
    Ma ad un tratto...

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  • Le Ore si muovono con armonia, vanno e vengono secondo la ferrea legge della ripetitiva circolarità della natura e della stessa esistenza. Esse, proprio per la loro essenza, sono incapaci di ingannare: il loro parlare è sempre verace e solido.

    Stanno a guardia dei cancelli del cielo e delle porte dell’Olimpo e veloci si affrettano a spalancare quei passaggi, quando a grandi falcate una irata Era entra a palazzo; la regina degli dei si getta tra le braccia di Temi a cercar conforto: il tempo le ha rese grandi amiche, superando l’affetto che deriva dal legame di sangue.

    I cancelli del cielo vengono aperti dalle Ore anche per permettere la circolazione delle nubi portatrici di pioggia sui campi: queste nuvole dall’inaccessibile cima del monte divino hanno la loro scaturigine.
    E ancora, si prendono cura dei cavalli di Zeus e di Elio, attaccandoli e staccandoli con le loro mani ai cocchi degli dei.

    I nomi di queste tre divinità sono: Eunomia, l’«ordinamento legale», Dike, la «giusta ricompensa», e Irene, la «pace»; e questi sono i doni che queste dee generate da Zeus con Temi hanno portato nel mondo...


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    Ti aspetto!

  • Le tre Grazie diffondono al gioia nella natura e nel cuore degli uomini, come pure portano letizia in quello degli dei.
    Nell’Olimpo, in cui abitano in compagnia delle Muse, spesso si ritrovano a cantare e a danzare per allietare il consesso degli Olimpi.

    La loro continua presenza nel mito ci spinge a pensare, con buona sicurezza di essere nel giusto, che le tre divinità appaiano anche ad illuminare il percorso di ogni singoli uomo o donna.

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  • Tre sono le Moire, di candido bianco vestite, generate nella notte dei tempi da due fratelli, Erebo e Notte, entrambi figli del Caos.

    Erebo è la divinità del buio delle profondità, del luogo dove vengono ospitati i morti e Notte a sua volta è nume della mancanza di luce.

    Questi due fratelli, unendosi, danno vita a diverse figure mitologiche di grande fascino; tra queste ci sono le tre Moire, le divinità filatrici, quelle che sono responsabili di come si svolge giorno per giorno la nostra vita.

    Esse vivono in un luogo buio dove con fare attento filano della lana. Il fuso da cui tirano il filo, è in tutto e per tutto la nostra vita, la nostra esistenza.

    Quando nasciamo la prima Moira, il cui nome è Cloto, che vuol dire la filatrice, comincia a filare dal nostro fuso un filo sottile; lo passa poi alla seconda Moira, Lachesi, ovvero “la distributrice” che arrotola, dipana, districa e infoltisce il filo. La terza Moira, attende con pazienza che il filo le venga passato. Quando finalmente quel filo delicato e prezioso arriva nelle sue candide dita, Atropo, questo è il suo nome, con una forbice lo taglia. Quando questo taglio viene inferto, la persona cui quel filo è correlato, muore. Non importa cosa stia facendo, quali progetti abbia in mente, quali azioni intenda compiere: in un attimo Atropo, nome che significa “colei che non può essere dissuasa”, pone termine alla esistenza e anche alla esperienza del malcapitato.
    Atropo, la terza delle tre sorelle, è tra tutte la più minuta di statura, ma la più terribile: mentre le altre filano e distribuiscono, ella taglia di netto.

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  • Insieme alle Moire e alle Graie, il gruppo delle Erinni fa parte di quelle che vengono chiamate divinità antiche. Appartengono, costoro, ad un periodo anteriore a quello degli dei dell’Olimpo.
    Sono dunque più vecchie di tutti gli dei beati, ad eccezione di Afrodite, che può essere considerata una loro sorella…

    Come forse ricordi, Crono, il titano dai pensieri tortuosi, per guadagnare per i suoi fratelli e per se’ la libertà, evira il padre Urano mentre questi sta per per congiungersi con la sua sposa, Gea, la divinità-terra che tutti accoglie.
    Mentre con la mano sinistra afferra la virilità del padre Urano, con la destra armata di un affilatissimo falcetto compie il suo atto di ribellione.

    Il membro amputato della divinità del cielo viene gettato in mare: qui cullato dalle onde, feconderà la candida schiuma del mare, dando vita ad Afrodite.

    Le gocce di sangue cadute dalla ferita inferta, invece, penetrano la terra fecondandola e danno vita alle ninfe dei frassini, ai Giganti e alle Erinni.

    Questa sanguinosa storia la ritrovi facilmente in una delle puntate passate, nell’episodio dedicato alla “tirannia di Crono”.

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  • Glauco è un giovane pescatore: lontano dal fracasso della città getta le reti dalla terraferma nel verde mare e vive del suo pescato.
    Ama cercare sempre nuovi luoghi dove mettersi alla prova con le reti: ogni giorno passa il suo tempo a studiare le maree e i luoghi, le insenature della costa e le opportunità dei fondali.
    Un giorno, in un luogo della costa di Antedone che da allora viene chiamato il "Salto di Glauco", il giovane assiste ad un evento prodigioso...

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    Figlio di Iperione e di Tia, Elio è la divinità del sole. Egli percorre il cielo con il suo carro infuocato trainato da una quadriglia di meravigliosi cavalli che sputano fuoco dalle bocche.
    È il fratello di Selene, la titanide custode della luna, e di Eos, la bellissima divinità dell’Aurora che da est annuncia il suo arrivo, l’arrivo del Sole.

    Elio ama diverse figure femminili e ad esse è legato, pur passando dall’una all’altra: Climene, Rodo sua sposa, Eea e infine Clizia, una ninfa innamoratissima del dio che non attende altro che un suo nuovo abbraccio.
    Il dio, lontano, disdegna l’amore di Clizia, la quale nutre nel suo seno un acuto dolore.

    Ed ecco che Elio vede Leucòtoe , figlia di Eurinome e del re Orcamo della casata reale achemenide, in Persia, che insieme alle serve ride e scherza sui prati. La sua leggiadra bellezza, a detta di tutti, supera la si pensava insuperabile avvenenza di Eurinome, sua madre. Nella terra degli aromi questa giovane di grazia inarrivabile senza saperlo fa breccia nel cuore di Elio, il quale sente di non poter più rimanere senza il suo amore...

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    Nelle scorse due puntate ti ho raccontato di come Eracle si sia messo al servizio di Laomedonte, re di Troia, e di come quest’ultimo si sia fatto beffe di Eracle, con un clamoroso voltafaccia riguardo al premio pattuito per liberare la città da un mostro marino.
    Se ti sei perso quegli episodi, ti consiglio di ascoltare l’intera vicenda nel corretto ordine.

    Eracle sbarca sulle spiagge di Troia, accompagnato da grandi figure del mito: ci sono due audaci figli di Eaco, Peleo e Telamone (quest’ultimo è suo compagno di avventure in questo periodo della sua vita); svetta pure il fedele e adorato nipote Iolao, figlio dell’altrettanto amato fratello di Eracle, Ificlo; un altro nome illustre è quello dell’argivo Ecleo.

    Eracle è passato da Salamina per andare a prendere Telamone e portarlo con se’ in questa impresa. Telamone, all’arrivo dell’amico, lo accoglie con una coppa d’oro colma di vino e lo invita a brindare insieme a lui all’indirizzo di Zeus, suo padre. DI fronte a questo gesto così ospitale e generoso, Eracle si commuove e alzando le braccia al cielo invoca il padre, re degli dei: «Padre, che tu possa donare a Telamone uno splendido figlio, con la pelle dura come quella del leone ed parimenti eccezionale nel coraggio!»

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    Eracle sta affrontando il mostro marino che, sorgendo dal profondi abissi, assedia Troia.
    I troiani lo hanno avvisato della insuperabile corazza della terribile creatura, corazza squamata che si fa beffe di frecce lance e spade. Molti uomini valorosi hanno perso la vita nell’inutile tentativo di trafiggere quell’invulnerabile difesa della bestia di Poseidone.

    Eracle, per nulla preoccupato, si reca alla spiaggia e, come sai dall’episodio precedente, armato solamente di una corta spada, quando il mostro si avventa su di lui, gli salta dritto nella gola, anticipando la sua mossa.


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    Ritorna il beniamino di questo podcast, l’eroe degli eroi, il semidio figlio di Zeus adunatore di nubi e della risoluta regina Alcmena: Eracle.

    Questa avventura, pur con i suoi cruenti scontri, contiene dei dettagli che ci aiutano a comprendere sempre più il peso che Eracle ha per la Mitologia Greca e, soprattutto, ci permettono di trovare collegamenti con altri filoni narrativi. Ci torneremo a fine avventura.

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    Ecate è figlia del potente titano Perse e di Asteria, sorella di Leto che come sai è madre di Artemide e di Apollo.

    La sua schiatta è di prim’ordine! Asteria e Leto sono figlie di Febe, divinità preolimpica misteriosa, legata alla luna, nume dello stupore e della distanza.
    Dalla nonna Artemide, Apollo ereditano perciò questa tensione a stare “a distanza”, ad agire da lontano. Questo non accade in toto per Ecate, la quale, con delle torce in mano, si muove nell’oscurità...

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    La figura di Chirone è di prima grandezza, nella mitologia greca, pur rimanendo spesso ai margini delle grandi storie di dei e di eroi.

    Chirone è conosciuto per essere la creatura vivente più saggia mai esistita, insegnante meticoloso e formidabile dei più grandi eroi dell’antichità: Achille, Asclepio, Atteone, Enea, Eracle, Giasone, Palamede, Peleo, Teseo e secondo alcuni anche lo stesso dio Dioniso.
    Lo abbiamo incontrato in diversi episodi come motore della soluzione di una intricata vicenda o di supporto a questa o a quell’altra occasione: è arrivato il momento di parlare un po’ di lui.

    Chirone è un centauro, dunque una creatura ibrida: essere umano dalla testa a tutto il torso e meraviglioso cavallo dalla cinta in giù...

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    Pan ha un aspetto che lo distingue dalla perfezione degli dei beati, non ostenta un corpo perfetto e una bellezza superiore: ha il muso caprino, corna sulla larga fronte e zampe di capra; la sua ferinità si esprime anche attraverso una sessualità insaziabile ed incontinente: Pan è un pericoloso violentatore di ninfe e compiaciuto compagno dei turbinii erotici delle sacerdotesse di Dioniso, le Menadi.

    Pan viene definito da alcuni autori come la “bestia divina” in cui si raccolgono quegli istinti così potenti in natura: sessualità, e impulso vitale; così come in lui si agitano pulsioni insopprimibili, quali ira e paura...

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    https://it.wikipedia.org/wiki/Ninfe_e_satiro#/media/File:William-Adolphe_Bouguereau_(1825-1905)_-_Nymphs_and_Satyr_(1873).jpg

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    Ovidio, sul Mar nero, scrive le sue metamorfosi: un testo meraviglioso da cui ho a piene mani fatto incetta a supporto di questo o di quel mito, di questo o quel racconto.
    Nel caso di Apollo e Dafne, tutto l’episodio è stato fondato sulle righe di questo autore.
    Così, anche la puntata di oggi fa affidamento interamente sull’invenzione ovidiana.

    Filemone e Bauci

    Sui colli della Frigia, in prossimità di un tempio dorato, c’è una quercia che si erge solida vicina ad un tiglio centenario, entrambe le piante sono riparate da una cinta di rocce bianche.

    Un po’ più sotto c’è uno stagno ampio, in cui si tuffano le anitre. Una volta al suo posto c’erano abitazioni che ora sono scomparse: nessuno vive più in quelle terre: solo i viandanti che, come pellegrini, vanno a visitare quel romito tempio.

    In quelle terre, centinaia di anni fa, si ritrovano a passeggiare Zeus ed Ermes, tutti presi da una accesa discussione sulla natura degli esseri umani...


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    Estia è la primogenita, la maggiore di tre sorelle: Demetra ed Era con lei abitano nell’Olimpo.

    La riservata e dolce Estia è desiderata da diversi dei, primo fra tutti Poseidone seguito dall’intraprendente Apollo, ma tutti la corteggiano inutilmente: una volta sconfitti i Titani, nella pace provvisoria che segue, Estia chiede a Zeus due grazie: l’onore di rimaner per sempre vergine e, in quanto prima dea, di avere dedicata a lei la prima parte di ogni sacrificio.
    Con il beneplacito di Zeus, Estia vede finalmente allontanarsi le attenzioni degli dei che desiderano sposarla.

    In greco il suo nome significa “Focolare”, “famiglia”: ella ha dunque in ogni casa, nel centro della casa, il suo luogo sacro, il luogo del fuoco.

    Venerata a Roma come Vesta, diviene una delle divinità più rispettate che rappresentano, infine, lo spirito di un popolo, la trasmissione dei valori della tradizione.

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    Quando si parla di Era, Giunone per i romani, si pensa alla sposa di Zeus come se dalla notte dei tempi ella sia sempre stata impegnata in matrimonio con lui.

    Ma non è così: lo sposalizio dei due più potenti dei avviene dopo un lungo e tortuoso percorso.
    Col racconto di questo particolare episodio, spero di riuscire a restituirti un quadro abbastanza fedele della regina degli dei.

    Non prendermi per un vecchio maschio di parte, se inizio parlandoti in breve delle “ex fidanzate” di Zeus: il re degli dei si è legato a diverse divinità, prima di cadere innamorato di Era...

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    Assoggettata l’intera Beozia al proprio culto, Dioniso veleggia verso le isole dell’Egeo.
    La sua imbarcazione, ferita e vetusta, ormai fatica tenere il mare.
    Dioniso decide, arrivato all’isola di Icaria, di noleggiarne una maggiormente robusta da dei marinai che affermano di essere diretti verso l’isola di Nasso.

    Ben presto Dioniso si accorge che i suoi compagni di viaggio in realtà sono dei pirati, che hanno capito di essere di fronte ad una persona di valore. Hanno deciso di rapire il proprio passeggero e di venderlo poi come schiavo.

    Dioniso decide di far finta di niente fino a quando i pirati, l’unisono, lo circondano, armati di spade, bastoni e reti per imprigionarlo.

    Il dio sorride dell’ingenuità di quei brutti ceffi…

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