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  • La salita dei prezzi delle azioni dot-com non si basava su aziende solide, ma su persone che compravano le azioni convinte di riuscire a rivenderle ad un altro scemo ad un prezzo più alto. Una salita del genere non può durare all’infinito, perché ad un certo punto gli scemi finiscono.

    Gli scemi finirono a Marzo del 2000.

    Tra il 1995 e il 2000, la promessa di un’età dell’oro di internet ha portato gli investitori di tutto il mondo a scagliare i loro soldi alle azioni di qualunque società avesse un “.com” alla fine del nome. Aziende con pochi mesi di vita, fondate da ragazzini appena usciti dal college, arrivarono a valere cifre mostruose e senza senso, per poi crollare rapidamente una volta raggiunti livelli ingiustificabili. La bolla delle dot-com è l’evento di storia economica moderna che ha impattato di più le nostre abitudini, i lavori tra cui possiamo scegliere oggi e il modo in cui li svolgiamo.

    Testo: Luca Dann e Francesco Namari

    Voci: Luca Dann, Francesco Namari

    Guest star: Fjona Cakalli

    Sound design a cura di Andrea Roccabella

    Graphic design a cura dello studio Sezione Grafica

    #dotcom #bolla #bolladelledotcom

    Fonti:

    - Swisher, K. (2000, December 18). Dot-Com Bubble Has Burst; Will Things Worsen in 2001?. Wall Street Journal.

    - Eaton, L. (2000, December 18). Keeping Up With the Dow Jones; From Suites to Streets, All Eyes Are on Stock Market. The New York Times.

    - Ip, G. Pulliam, S. Thurm, S. Simon, R. (2000, July 14). How the Internet Bubble Broke Records, Rules, Bank Accounts. Wall Street Journal.

    - John Cassidy, Dot.Con: The Greatest Story Ever Sold (2002)

    - Stock market data are taken from The Wall Street Journal, Yahoo Finance, and Bloomberg.

  • Chi ha avuto la faccia tosta di portare le azioni di compagnie giovani e in perdita sui sacri scaffali della borsa? Saranno stati quei pazzi furiosi degli investment banker della City e di Wall Street.

    Tra il 1995 e il 2000, la promessa di un’età dell’oro di internet ha portato gli investitori di tutto il mondo a scagliare i loro soldi alle azioni di qualunque società avesse un “.com” alla fine del nome. Aziende con pochi mesi di vita, fondate da ragazzini appena usciti dal college, arrivarono a valere cifre mostruose e senza senso, per poi crollare rapidamente una volta raggiunti livelli ingiustificabili. La bolla delle dot-com è l’evento di storia economica moderna che ha impattato di più le nostre abitudini, i lavori tra cui possiamo scegliere oggi e il modo in cui li svolgiamo.

    Testo: Luca Dann e Francesco Namari

    Voci: Luca Dann, Francesco Namari

    Guest star: Fjona Cakalli

    Sound design a cura di Andrea Roccabella

    Graphic design a cura dello studio Sezione Grafica

    #dotcom #bolla #bolladelledotcom

    Fonti:

    - Swisher, K. (2000, December 18). Dot-Com Bubble Has Burst; Will Things Worsen in 2001?. Wall Street Journal.

    - Eaton, L. (2000, December 18). Keeping Up With the Dow Jones; From Suites to Streets, All Eyes Are on Stock Market. The New York Times.

    - Ip, G. Pulliam, S. Thurm, S. Simon, R. (2000, July 14). How the Internet Bubble Broke Records, Rules, Bank Accounts. Wall Street Journal.

    - John Cassidy, Dot.Con: The Greatest Story Ever Sold (2002)

    - Stock market data are taken from The Wall Street Journal, Yahoo Finance, and Bloomberg.

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  • Dal 1982, giorno di rialzi dopo giorno di rialzi, sempre più persone avevano spostato i loro risparmi nel mercato azionario, e nel 1995 tutti erano pronti ad investire nella prossima novità.

    La novità la portò un team di ragazzi dell’Università dell’Illinois, che regalò al mondo il primo internet browser capace di mostrare testo e immagini insieme nella stessa schermata. Ah oltre al browser i ragazzi fecero partire anche la bolla delle dot-com.

    Tra il 1995 e il 2000, la promessa di un’età dell’oro di internet ha portato gli investitori di tutto il mondo a scagliare i loro soldi alle azioni di qualunque società avesse un “.com” alla fine del nome. Aziende con pochi mesi di vita, fondate da ragazzini appena usciti dal college, arrivarono a valere cifre mostruose e senza senso, per poi crollare rapidamente una volta raggiunti livelli ingiustificabili. La bolla delle dot-com è l’evento di storia economica moderna che ha impattato di più le nostre abitudini, i lavori tra cui possiamo scegliere oggi e il modo in cui li svolgiamo.

    Testo: Luca Dann e Francesco Namari

    Voci: Luca Dann, Francesco Namari

    Guest star: Fjona Cakalli

    Sound design a cura di Andrea Roccabella

    Graphic design a cura dello studio Sezione Grafica

    #dotcom #bolla #bolladelledotcom

    Fonti:

    - Swisher, K. (2000, December 18). Dot-Com Bubble Has Burst; Will Things Worsen in 2001?. Wall Street Journal.

    - Eaton, L. (2000, December 18). Keeping Up With the Dow Jones; From Suites to Streets, All Eyes Are on Stock Market. The New York Times.

    - Ip, G. Pulliam, S. Thurm, S. Simon, R. (2000, July 14). How the Internet Bubble Broke Records, Rules, Bank Accounts. Wall Street Journal.

    - John Cassidy, Dot.Con: The Greatest Story Ever Sold (2002)

    - Stock market data are taken from The Wall Street Journal, Yahoo Finance, and Bloomberg.

  • Il 1982 fu un anno ricco di eventi. La nazionale di calcio Italiana vinse il suo terzo titolo mondiale, l’Argentina occupò le isole Falkland, Michael Jackson rilasciò Thriller, il suo album più celebre che fece la storia della musica.

    Ma questi sono tutti eventi insignificanti (se non addirittura ridicoli) in confronto al ben più importante mercato azionario, che proprio quell’anno cominciò il più lungo periodo di rialzi che Wall Street aveva mai visto. Un periodo di quasi vent’anni che vide l’indice azionario Dow Jones aumentare di oltre dieci volte, e il NASDAQ di oltre trenta volte.

    Questo lungo periodo di prosperità a Wall Street è stato il primo di una serie di step che ha portato alla formazione della bolla speculativa passata alla storia come “la bolla delle dot-com” degli anni ‘90.

    Tra il 1995 e il 2000, la promessa di un’età dell’oro di internet ha portato gli investitori di tutto il mondo a scagliare i loro soldi alle azioni di qualunque società avesse un “.com” alla fine del nome. Aziende con pochi mesi di vita, fondate da ragazzini appena usciti dal college, arrivarono a valere cifre mostruose e senza senso, per poi crollare rapidamente una volta raggiunti livelli ingiustificabili. La bolla delle dot-com è l’evento di storia economica moderna che ha impattato di più le nostre abitudini, i lavori tra cui possiamo scegliere oggi e il modo in cui li svolgiamo.

    Testo: Luca Dann e Francesco Namari

    Voci: Luca Dann, Francesco Namari

    Guest star: Fjona Cakalli

    Sound design a cura di Andrea Roccabella

    Graphic design a cura dello studio Sezione Grafica

    #dotcom #bolla #bolladelledotcom

    Fonti:

    - Swisher, K. (2000, December 18). Dot-Com Bubble Has Burst; Will Things Worsen in 2001?. Wall Street Journal.

    - Eaton, L. (2000, December 18). Keeping Up With the Dow Jones; From Suites to Streets, All Eyes Are on Stock Market. The New York Times.

    - Ip, G. Pulliam, S. Thurm, S. Simon, R. (2000, July 14). How the Internet Bubble Broke Records, Rules, Bank Accounts. Wall Street Journal.

    - John Cassidy, Dot.Con: The Greatest Story Ever Sold (2002)

    - Stock market data are taken from The Wall Street Journal, Yahoo Finance, and Bloomberg.

  • Dalla storia incredibile della Banana Republic, è facile trarre conclusioni romantiche.

    E’ forte la tentazione di pensare che le banche e i loro numeri alla fine non servono. Che se nel Novembre 1970 le banche Irlandesi non avessero riaperto, tanto era lo stesso.

    Ma non è andata proprio così. Per capire perché l’economia Irlandese non sarebbe andata avanti all’infinito senza banche, serve rispondere ad un’ultima domanda: che cosa sono i soldi?

    Nel 1970, tutte le banche commerciali della Repubblica d’Irlanda rimasero chiuse per oltre sei mesi, a causa di una disputa sindacale tra le banche e i loro impiegati.

    Per quei sei mesi, l’Irlanda divenne la cavia involontaria di un sadico esperimento sociale. Che proprio come un esperimento di laboratorio, ci consente di osservare un prima e un dopo, e ci aiuta a rispondere ad una domanda: puo’ funzionare un’economia senza banche?

    Testo: Luca Dann e Francesco Namari

    Voci: Luca Dann, Francesco Namari

    Sound design a cura di Andrea Roccabella

    Graphic design a cura dello studio Sezione Grafica

    #irlanda #banche #soldi

    Fonti:

    - Irish Newspaper Archives, https://www.irishnewsarchive.com/

    - Murphy, Antoin E, 1978. "Money in an Economy without Banks: The Case of Ireland," The Manchester School of Economic & Social Studies, University of Manchester, vol. 46(1), pages 41-50, March

    - Krüger, Malte (2017) : Money and credit: Lessons of the Irish bank strike of 1970, ROME Discussion Paper Series, No. 17-13, Research On Money in the Economy (ROME), s.l.

    - McLeay, Michael & Radia, Amar & Thomas, Ryland, 2014. "Money creation in the modern economy," Bank of England Quarterly Bulletin, Bank of England, vol. 54(1), pages 14-27.

  • Nel 1970, l’85% del denaro nell’economia Irlandese esisteva solo sottoforma di depositi in conto corrente, numeri scritti sui libri contabili delle banche.

    Ma quando quelle banche chiusero i battenti tutto quel denaro, proprio come era stato creato dal nulla, scomparve all’improvviso.

    All’Irlanda serviva un’alternativa… E quell’alternativa arrivo!

    Nel 1970, tutte le banche commerciali della Repubblica d’Irlanda rimasero chiuse per oltre sei mesi, a causa di una disputa sindacale tra le banche e i loro impiegati.

    Per quei sei mesi, l’Irlanda divenne la cavia involontaria di un sadico esperimento sociale. Che proprio come un esperimento di laboratorio, ci consente di osservare un prima e un dopo, e ci aiuta a rispondere ad una domanda: puo’ funzionare un’economia senza banche?

    Testo: Luca Dann e Francesco Namari

    Voci: Luca Dann, Francesco Namari

    Sound design a cura di Andrea Roccabella

    Graphic design a cura dello studio Sezione Grafica

    #irlanda #banche #soldi

    Fonti:

    - Irish Newspaper Archives, https://www.irishnewsarchive.com/

    - Murphy, Antoin E, 1978. "Money in an Economy without Banks: The Case of Ireland," The Manchester School of Economic & Social Studies, University of Manchester, vol. 46(1), pages 41-50, March

    - Krüger, Malte (2017) : Money and credit: Lessons of the Irish bank strike of 1970, ROME Discussion Paper Series, No. 17-13, Research On Money in the Economy (ROME), s.l.

    - McLeay, Michael & Radia, Amar & Thomas, Ryland, 2014. "Money creation in the modern economy," Bank of England Quarterly Bulletin, Bank of England, vol. 54(1), pages 14-27.

  • A cosa servono le banche? Qual è il loro ruolo nell’economia?

    Le banche non sono semplici intermediari finanziari: Le banche creano soldi dal nulla…

    Nel 1970, tutte le banche commerciali della Repubblica d’Irlanda rimasero chiuse per oltre sei mesi, a causa di una disputa sindacale tra le banche e i loro impiegati.

    Per quei sei mesi, l’Irlanda divenne la cavia involontaria di un sadico esperimento sociale. Che proprio come un esperimento di laboratorio, ci consente di osservare un prima e un dopo, e ci aiuta a rispondere ad una domanda: puo’ funzionare un’economia senza banche?

    Testo: Luca Dann e Francesco Namari

    Voci: Luca Dann, Francesco Namari

    Sound design a cura di Andrea Roccabella

    Graphic design a cura dello studio Sezione Grafica

    #irlanda #banche #soldi

    Fonti:

    - Irish Newspaper Archives, https://www.irishnewsarchive.com/

    - Murphy, Antoin E, 1978. "Money in an Economy without Banks: The Case of Ireland," The Manchester School of Economic & Social Studies, University of Manchester, vol. 46(1), pages 41-50, March

    - Krüger, Malte (2017) : Money and credit: Lessons of the Irish bank strike of 1970, ROME Discussion Paper Series, No. 17-13, Research On Money in the Economy (ROME), s.l.

    - McLeay, Michael & Radia, Amar & Thomas, Ryland, 2014. "Money creation in the modern economy," Bank of England Quarterly Bulletin, Bank of England, vol. 54(1), pages 14-27.

  • Nel 1864, Raiffeisen fonda la sua prima cooperativa di credito a Heddesdorf. Il borgomastro è riuscito a creare una banca capace di risolvere la tinder trap, sfruttando i rapporti sociali tra i contadini che vivevano nei piccoli borghi rurali tagliati fuori dalle altre banche. Questo modello di banca si diffonde presto nel resto della Germania e dell’Europa, e il suo successo gli ha permesso di arrivare fino ai giorni nostri.

    In questa serie di episodi torneremo indietro nel tempo, nella Germania di metà ‘800, dove il sindaco di un borgo di montagna ha creato un modello di banca capace di risolvere inefficienze di mercato che ancora oggi affliggono banche, economisti… e utenti delle app di incontri online. Un modello che esiste ancora oggi: il credito cooperativo.

    Testo: Luca Dann, Francesco Namari e Marco Tedeschi

    Voci: Luca Dann, Francesco Namari, Marco Tedeschi

    Sound design a cura di Andrea Roccabella

    Graphic design a cura dello studio Sezione Grafica

    #creditocooperativo

    Fonti:

    - Guinnane, Timothy W. “Cooperatives as Information Machines: German Rural Credit Cooperatives, 1883-1914.” The Journal of Economic History, vol. 61, no. 2, Cambridge University Press, 2001, pp. 366–89, http://www.jstor.org/stable/2698024

    - Groeneveld, Hans, Reconciling Different Truths About Isomorphic Pressure and Distinctive Behavior at European Cooperative Banks: Back to the Future with Raiffeisen's Principles (September 2020). Annals of Public and Cooperative Economics, Vol. 91, Issue 3, pp. 359-386, 2020, Available at SSRN: https://ssrn.com/abstract=3686659 or http://dx.doi.org/10.1111/apce.12280

    - Raiffeisen, F.W. – Le Associazioni Casse di Prestito (Ecra, 2010).



  • Il borgomastro Friedrich Wilhelm Raiffeisen ha una soluzione per dare accesso al credito ai contadini: essere tutti più bravi cristiani, smettere di pensare al vile denaro e aiutare il prossimo. Ma prima di realizzare questo paradiso in terra dovrà passare per l’inferno di una carestia, armato solo di una pagnotta di pane.

    In questa serie di episodi torneremo indietro nel tempo, nella Germania di metà ‘800, dove il sindaco di un borgo di montagna ha creato un modello di banca capace di risolvere inefficienze di mercato che ancora oggi affliggono banche, economisti… e utenti delle app di incontri online. Un modello che esiste ancora oggi: il credito cooperativo.

    Testo: Luca Dann, Francesco Namari e Marco Tedeschi

    Voci: Luca Dann, Francesco Namari, Marco Tedeschi

    Con la partecipazione di Francesca Mazzotti nel ruolo di Natasha

    Sound design a cura di Andrea Roccabella

    Graphic design a cura dello studio Sezione Grafica

    #creditocooperativo

    Fonti:

    - Guinnane, Timothy W. “Cooperatives as Information Machines: German Rural Credit Cooperatives, 1883-1914.” The Journal of Economic History, vol. 61, no. 2, Cambridge University Press, 2001, pp. 366–89, http://www.jstor.org/stable/2698024

    - Groeneveld, Hans, Reconciling Different Truths About Isomorphic Pressure and Distinctive Behavior at European Cooperative Banks: Back to the Future with Raiffeisen's Principles (September 2020). Annals of Public and Cooperative Economics, Vol. 91, Issue 3, pp. 359-386, 2020, Available at SSRN: https://ssrn.com/abstract=3686659 or http://dx.doi.org/10.1111/apce.12280

    - Raiffeisen, F.W. – Le Associazioni Casse di Prestito (Ecra, 2010).

  • Che cosa hanno in comune gli utenti delle app di incontri online e i contadini tedeschi di metà ‘800? Entrambi devono fare i conti con la selezione avversa e l’azzardo morale! Queste inefficienze di mercato impediscono a chi usa Tinder di trovare il partner perfetto. Le stesse inefficienze lasciavano gli ex servi della gleba esclusi dal sistema bancario, e negavano loro l’accesso al capitale di cui avevano un disperato bisogno.

    In questa serie di episodi torneremo indietro nel tempo, nella Germania di metà ‘800, dove il sindaco di un borgo di montagna ha creato un modello di banca capace di risolvere inefficienze di mercato che ancora oggi affliggono banche, economisti… e utenti delle app di incontri online. Un modello che esiste ancora oggi: il credito cooperativo.

    Testo: Luca Dann, Francesco Namari e Marco Tedeschi

    Voci: Luca Dann, Francesco Namari, Marco Tedeschi

    Con la partecipazione di Francesca Mazzotti nel ruolo di Natasha e Alessandro Ferrari nel ruolo di Luciano

    Sound design a cura di Andrea Roccabella

    Graphic design a cura dello studio Sezione Grafica

    #creditocooperativo

    Fonti:

    - Guinnane, Timothy W. “Cooperatives as Information Machines: German Rural Credit Cooperatives, 1883-1914.” The Journal of Economic History, vol. 61, no. 2, Cambridge University Press, 2001, pp. 366–89, http://www.jstor.org/stable/2698024

    - Groeneveld, Hans, Reconciling Different Truths About Isomorphic Pressure and Distinctive Behavior at European Cooperative Banks: Back to the Future with Raiffeisen's Principles (September 2020). Annals of Public and Cooperative Economics, Vol. 91, Issue 3, pp. 359-386, 2020, Available at SSRN: https://ssrn.com/abstract=3686659 or http://dx.doi.org/10.1111/apce.12280

    - Raiffeisen, F.W. – Le Associazioni Casse di Prestito (Ecra, 2010).

  • La finanza, quella vera, non è il trading online o un grasso conto in banca, e non è nemmeno riuscire a comprare un bitcoin proprio prima di un aumento vertiginoso del prezzo. La finanza vera è quella con cui devono confrontarsi i contadini tedeschi di metà ‘800: da poco liberati dalla servitù della gleba e bisognosi di capitale per finanziare investimenti nelle loro piccole imprese agricole.

    In questa serie di episodi torneremo indietro nel tempo, nella Germania di metà ‘800, dove il sindaco di un borgo di montagna ha creato un modello di banca capace di risolvere inefficienze di mercato che ancora oggi affliggono banche, economisti… e utenti delle app di incontri online. Un modello che esiste ancora oggi: il credito cooperativo.

    Testo: Luca Dann, Francesco Namari e Marco Tedeschi

    Voci: Luca Dann, Francesco Namari, Marco Tedeschi

    Sound design a cura di Andrea Roccabella

    Graphic design a cura dello studio Sezione Grafica

    #creditocooperativo

    Fonti:

    - Guinnane, Timothy W. “Cooperatives as Information Machines: German Rural Credit Cooperatives, 1883-1914.” The Journal of Economic History, vol. 61, no. 2, Cambridge University Press, 2001, pp. 366–89, http://www.jstor.org/stable/2698024

    - Groeneveld, Hans, Reconciling Different Truths About Isomorphic Pressure and Distinctive Behavior at European Cooperative Banks: Back to the Future with Raiffeisen's Principles (September 2020). Annals of Public and Cooperative Economics, Vol. 91, Issue 3, pp. 359-386, 2020, Available at SSRN: https://ssrn.com/abstract=3686659 or http://dx.doi.org/10.1111/apce.12280

    - Raiffeisen, F.W. – Le Associazioni Casse di Prestito (Ecra, 2010).

  • Ciao e benvenuti a Bank Station. Il podcast, diretto dagli ex analisti, della City of London.

    Ex perché se inizialmente questo podcast era cominciato come un piccolo progetto di educazione finanziaria a cui lavoravamo la notte, ai weekend, o in un qualunque momento libero lontano dai nostri desk nelle investment bank inglesi, adesso è diventato il nostro lavoro a tempo pieno.

    Abbiamo costruito un piccolo studio di registrazione a Bologna e abbiamo acceso i microfoni.

    In questo podcast raccontiamo la storia economica, e le notizie finanziarie più importanti, sviscerandole in maniera comprensibile e facendo un uso intensivo del sound design, come quello che state sentendo adesso, secondo noi utilissimo per facilitare ancora di più la comprensione dei complicati temi che trattiamo.

    Eh sì, non siamo qui a dirvi che la finanza e l’economia sono semplici... Perché non lo sono.

    La buona notizia, però, è che la finanza non è solo di chi ha studiato economia o di chi lavora in questo settore, la finanza è di chi ha voglia di capirla.

    I nostri podcast contengono tutto quello che serve sapere per comprendere a fondo una notizia, o un importante avvenimento di storia economica.

    Le cose vi appariranno semplici non perché siano banali, ma perché noi ve le spieghiamo bene dall’inizio.

    Questo significa che non vi risparmieremo nemmeno le spiegazioni tecniche e le lezioni di finanza più complesse, spesso fondamentali per capire veramente come sono andate le cose.

    Ma se avete davvero voglia di capire e di imparare, anche le cose più tecniche diventeranno semplici, visto che avrete chiaro il perché ve le stiamo raccontando.

    Siamo Francesco Namari e Luca Dann, and the next stop is… Bank Station.

  • Un esercito di trader degenerati, chiusi nelle loro case in pieno lockdown, con conti Robinhood carichi di risparmi e di sussidi statali. Una compagnia considerata spacciata e il suo titolo pesantemente shortato. Teorie su un possibile short squeeze stavano cominciando ad apparire qui e là su WallStreetBets. Gli ingredienti ci sono tutti. Che cosa stiamo aspettando?

    Un anno dopo la battaglia epica tra i trader degenerati di Reddit e gli hedge fund di Wall Street, Bank Station racconta la storia incredibile dei piccoli investitori che hanno messo in ginocchio alcuni tra i più famosi fondi di investimento al mondo.

    Questa serie di episodi è basata sui post originali dei membri del subreddit WallStreetBets, il social network dove i piccoli trader si sono organizzati, e sui tweet e gli articoli di giornale dell’epoca.

    Testo: Luca Dann, Francesco Namari e Marco Tedeschi

    Voci: Luca Dann, Giammarco Miani, Francesco Namari, Marco Tedeschi

    Sound design a cura di Andrea Roccabella

    Graphic design a cura dello studio Sezione Grafica

    #GameStop

    Fonti:

    - Form S-1 REGISTRATION STATEMENT – Robinhood Markets, Inc.

    - Staff Report on Equity and Options Market Structure Conditions in Early 2021

    - Restore GameStop – GameStop’s Investor Presentation Reinforces the Need for More Change [online] Available at: https://www.sec.gov/Archives/edgar/data/1326380/000092189520001510/ex1todfan14a12166002_051920.pdf

    - Market data from Bloomberg

    - Bloomberg (2021). How WallStreetBets Pushed GameStop Shares to the Moon [online] Available at: https://www.bloomberg.com/news/articles/2021-01-25/how-wallstreetbets-pushed-gamestop-shares-to-the-moon

    - https://www.reddit.com/r/wallstreetbets/

  • GameStop stava per diventare la prossima BlockBuster; le sue azioni sono state una miniera d’oro per gli hedge fund che per anni ci hanno scommesso contro. Ma le cose stavano per cambiare…

    Un anno dopo la battaglia epica tra i trader degenerati di Reddit e gli hedge fund di Wall Street, Bank Station racconta la storia incredibile dei piccoli investitori che hanno messo in ginocchio alcuni tra i più famosi fondi di investimento al mondo.

    Questa serie di episodi è basata sui post originali dei membri del subreddit WallStreetBets, il social network dove i piccoli trader si sono organizzati, e sui tweet e gli articoli di giornale dell’epoca.

    Testo: Luca Dann, Francesco Namari e Marco Tedeschi

    Voci: Luca Dann, Giammarco Miani, Francesco Namari, Marco Tedeschi

    Sound design a cura di Andrea Roccabella

    Graphic design a cura dello studio Sezione Grafica

    #GameStop

    Fonti:

    - Form S-1 REGISTRATION STATEMENT – Robinhood Markets, Inc.

    - Staff Report on Equity and Options Market Structure Conditions in Early 2021

    - Restore GameStop – GameStop’s Investor Presentation Reinforces the Need for More Change [online] Available at: https://www.sec.gov/Archives/edgar/data/1326380/000092189520001510/ex1todfan14a12166002_051920.pdf

    - Market data from Bloomberg

    - Bloomberg (2021). How WallStreetBets Pushed GameStop Shares to the Moon [online] Available at: https://www.bloomberg.com/news/articles/2021-01-25/how-wallstreetbets-pushed-gamestop-shares-to-the-moon

    - https://www.reddit.com/r/wallstreetbets/

  • WallStreetBets era diventato la foresta di Sherwood di Robinhood e i suoi allegri compari. Quello che li ha spinti ad organizzarsi è un nemico comune…

    Un anno dopo la battaglia epica tra i trader degenerati di Reddit e gli hedge fund di Wall Street, Bank Station racconta la storia incredibile dei piccoli investitori che hanno messo in ginocchio alcuni tra i più famosi fondi di investimento al mondo.

    Questa serie di episodi è basata sui post originali dei membri del subreddit WallStreetBets, il social network dove i piccoli trader si sono organizzati, e sui tweet e gli articoli di giornale dell’epoca.

    Testo: Luca Dann, Francesco Namari e Marco Tedeschi

    Voci: Luca Dann, Giammarco Miani, Francesco Namari, Marco Tedeschi

    Sound design a cura di Andrea Roccabella

    Graphic design a cura dello studio Sezione Grafica

    #GameStop

    Fonti:

    - Form S-1 REGISTRATION STATEMENT – Robinhood Markets, Inc.

    - Staff Report on Equity and Options Market Structure Conditions in Early 2021

    - Restore GameStop – GameStop’s Investor Presentation Reinforces the Need for More Change [online] Available at: https://www.sec.gov/Archives/edgar/data/1326380/000092189520001510/ex1todfan14a12166002_051920.pdf

    - Market data from Bloomberg

    - Bloomberg (2021). How WallStreetBets Pushed GameStop Shares to the Moon [online] Available at: https://www.bloomberg.com/news/articles/2021-01-25/how-wallstreetbets-pushed-gamestop-shares-to-the-moon

    - https://www.reddit.com/r/wallstreetbets/

  • Robinhood aveva democratizzato la finanza. Chiunque avesse voluto, avrebbe potuto cominciare ad investire. Quello che mancava ai piccoli investitori era il tempo a disposizione e un luogo dove informarsi.

    Un anno dopo la battaglia epica tra i trader degenerati di Reddit e gli hedge fund di Wall Street, Bank Station racconta la storia incredibile dei piccoli investitori che hanno messo in ginocchio alcuni tra i più famosi fondi di investimento al mondo.

    Questa serie di episodi è basata sui post originali dei membri del subreddit WallStreetBets, il social network dove i piccoli trader si sono organizzati, e sui tweet e gli articoli di giornale dell’epoca.

    Testo: Luca Dann, Francesco Namari e Marco Tedeschi

    Voci: Luca Dann, Giammarco Miani, Francesco Namari, Marco Tedeschi

    Sound design a cura di Andrea Roccabella

    Graphic design a cura dello studio Sezione Grafica

    #GameStop

    Fonti:

    - Form S-1 REGISTRATION STATEMENT – Robinhood Markets, Inc.

    - Staff Report on Equity and Options Market Structure Conditions in Early 2021

    - Restore GameStop – GameStop’s Investor Presentation Reinforces the Need for More Change [online] Available at: https://www.sec.gov/Archives/edgar/data/1326380/000092189520001510/ex1todfan14a12166002_051920.pdf

    - Market data from Bloomberg

    - Bloomberg (2021). How WallStreetBets Pushed GameStop Shares to the Moon [online] Available at: https://www.bloomberg.com/news/articles/2021-01-25/how-wallstreetbets-pushed-gamestop-shares-to-the-moon

    - https://www.reddit.com/r/wallstreetbets/

  • Il 31 Gennaio del 2020 le azioni di GameStop venivano scambiate alla borsa di New York a prezzi sotto i $4 ad azione. Lo stesso giorno un anno dopo le azioni chiusero la giornata di borsa a $325.

    Un anno dopo la battaglia epica tra i trader degenerati di Reddit e gli hedge fund di Wall Street, Bank Station racconta la storia incredibile dei piccoli investitori che hanno messo in ginocchio alcuni tra i più famosi fondi di investimento al mondo.

    Questa serie di episodi è basata sui post originali dei membri del subreddit WallStreetBets, il social network dove i piccoli trader si sono organizzati, e sui tweet e gli articoli di giornale dell’epoca.

    Testo: Luca Dann, Francesco Namari e Marco Tedeschi

    Voci: Luca Dann, Giammarco Miani, Francesco Namari, Marco Tedeschi

    Sound design a cura di Andrea Roccabella

    Graphic design a cura dello studio Sezione Grafica

    #GameStop

    Fonti:

    - Form S-1 REGISTRATION STATEMENT – Robinhood Markets, Inc.

    - Staff Report on Equity and Options Market Structure Conditions in Early 2021

    - Restore GameStop – GameStop’s Investor Presentation Reinforces the Need for More Change [online] Available at: https://www.sec.gov/Archives/edgar/data/1326380/000092189520001510/ex1todfan14a12166002_051920.pdf

    - Market data from Bloomberg

    - Bloomberg (2021). How WallStreetBets Pushed GameStop Shares to the Moon [online] Available at: https://www.bloomberg.com/news/articles/2021-01-25/how-wallstreetbets-pushed-gamestop-shares-to-the-moon

    - https://www.reddit.com/r/wallstreetbets/

  • Siamo nel Settembre 2015 e l’allora ministro dell’economia e delle finanze peruviano, Alonso Segura Vasi, è costretto a cambiare repentinamente i suoi piani per volare a nord dell’equatore. Il motivo pare sia dovuto ad un… diciamo pettegolezzo. Un rumour, direbbero in inglese.

    In pochi minuti Alonso Segura è già su un jet diretto negli Stati Uniti. E badate bene, il ministro non è diretto alla Casa Bianca, questo non è un incontro tra ufficiali per discutere i rapporti tra le due nazioni. Il volo è verso New York, e gli uffici dove è diretto sono privatissimi, a due passi da Wall Street. Sono gli uffici della MSCI, il famoso fornitore di indici.

    Il motivo che ha spinto il ministro a mettersi su un volo intercontinentale è esattamente lo stesso che ha spinto i nostri due Yankees a compiere un atto illegale di insider trading: in ballo, ci sono miliardi di dollari.

    Nel capitolo finale di questa storia, a noi di Bank Station non resta che parlarvi di coloro che sono usciti vincitori dalla crescita di popolarità dei fondi passivi che tracciano gli indici. Ovvero coloro che li creano, gli indici. E decidono quindi chi è fuori… e chi è dentro.

    Siamo Giammarco Miani, Francesco Namari e Gaia Geraci, and the next stop is... Bank Station.

    Crediti:

    Testo di Giammarco Miani, Francesco Namari e Gaia Geraci

    Voci: Giammarco Miani, Francesco Namari e Gaia Geraci

    Sound design a cura di Andrea Roccabella

    Graphic design a cura dello studio Sezione Grafica

    Fonti:

    - Petry, J., Fichtner J. and Heemskerk, E., (2019). Steering capital: the growing private authority of index providers in the age of passive asset management, New Political Economy.

    - Petry, J. (2020). From National Marketplaces to Global Providers of Financial Infrastructures: Exchanges, Infrastructures and Structural Power in Global Finance, New Political Economy.

    - Braun, B. (2016). From performativity to political economy: index investing, ETFs and asset manager capitalism, New Political Economy.

    - Rauterberg, G. and Verstein, A. (2013). Index Theory: The Law, Promise and Failure of Financial Indices, Yale Journal On Regulation.

    - Robertson A. (2019). Passive in Name Only: Delegated Management and "Index" Investing, Yale Journal On Regulation.

  • Ci siamo quasi. Il giorno del ribilanciamento degli indici della S&P si fa sempre più vicino.

    James, nel cercare di convincere Yuanbiao ad aiutarlo nella sua impresa criminale, ripercorre la storia dei fondi passivi, raccontando gli ostacoli che hanno incontrato tra gli investitori e il supporto che hanno invece trovato nella realtà accademica.

    I primi fondi passivi degli anni 70 e le intuizioni di Jack Bogle. Le ostruzioni degli investitori che bollavano questi fondi come comunisti e non-americani (perché replicare il mercato era un compito da… beh, perdenti). E poi il CAPM, la realtà accademica, Michael Jensen e non solo, che guardavano con scetticismo al mondo dei fondi attivi e con grande interesse a quello dei fondi passivi. I masters of the universe riescono davvero a battere il mercato come millantano?

    Come ci racconta James, tutto questo comincia a cambiare con la grande recessione del 2007, che spazza via lontano i ricordi dei ritorni strepitosi del mercato pre-crisi e comincia a far scricchiolare il business model dei fondi attivi, che rimaneva dipendente da elevate commissioni.

    Ma l’ascesa dei fondi passivi passa anche dall’innovazione finanziaria; in questo ambiente di ritorni depressi uno strumento nato negli anni 90 inizia a prendere sempre più piede, facilitando enormemente la crescita del denaro investito nei fondi passivi: gli Exchange Traded Funds.

    Il terzo capitolo di questa storia passa proprio da questo prodotto, da ciò che lo ha reso così popolare, dalle sue caratteristiche e perché no, anche da un bouquet di fiori!

    Siamo Giammarco Miani, Francesco Namari e Gaia Geraci, and the next stop is... Bank Station.

    Crediti:

    Testo di Giammarco Miani, Francesco Namari e Gaia Geraci

    Voci: Giammarco Miani, Francesco Namari e Gaia Geraci

    Sound design a cura di Andrea Roccabella

    Graphic design a cura dello studio Sezione Grafica

    Fonti:

    - Petry, J., Fichtner J. and Heemskerk, E., (2019). Steering capital: the growing private authority of index providers in the age of passive asset management, New Political Economy.

    - Petry, J. (2020). From National Marketplaces to Global Providers of Financial Infrastructures: Exchanges, Infrastructures and Structural Power in Global Finance, New Political Economy.

    - Braun, B. (2016). From performativity to political economy: index investing, ETFs and asset manager capitalism, New Political Economy.

    - The Economist. (2017) Exchange-traded funds become too specialised. [online] Available at https://www.economist.com/finance-and-economics/2017/04/27/exchange-traded-funds-become-too-specialised [Accessed 1 June 2021].

    - BlackRock. "iShares: What’s an ETF?" [online] Available at https://vimeo.com/33357971 [Accessed 1 June 2021].

  • Il secondo episodio della nostra saga sul passive management e gli index providers.

    Il ribilanciamento dell’indice è in arrivo e James e Yuanbiao sono pronti ad anticipare le mosse del mercato. Il piano è chiaro: James, utilizzando la sua posizione di insider alla S&P DJI, con l’aiuto di Yuanbiao, scommetterà sulle aziende che verranno incluse ed escluse dall’indice prima che la notizia arrivi al mercato, per tirar su una fortuna.

    Ma c’è qualcosa che tormenta ancora Yuanbiao: com’è possibile che il solo ribilanciamento di un indice, cioè il cambiamento di una semplice lista di aziende, abbia un impatto così grande sui prezzi delle azioni, tale che se anticipato possa fruttare milioni?

    Il loro piano si basa sull’idea che una volta ribilanciati gli indici, i fondi passivi saranno costretti a ribilanciare a loro volta i loro investimenti comprando e vendendo azioni. Il quesito che si pone Yuanbiao, quindi, non è scontato: ci sono davvero così tanti soldi investiti nei fondi passivi? Così tanti da influenzare il prezzo delle azioni che comprano e vendono?

    Per rispondere a queste domande vi trasporteremo attraverso anni di storia economica e finanziaria. Attraverso i primi fondi negli anni 70, le intuizioni di Jack Bogle, e le teorie finanziarie di Harry Markowitz, Jack Treynor, William Sharpe, e Michael Jensen.

    Quindi allacciate le cinture, e tenetevi forte. Il secondo capitolo di questa saga passa attraverso il passive investing, i fondi passivi, la loro nascita e la loro storia.

    Siamo Giammarco Miani, Francesco Namari e Gaia Geraci, and the next stop is... Bank Station.

    Crediti:

    Testo di Giammarco Miani, Francesco Namari e Gaia Geraci

    Voci: Giammarco Miani, Francesco Namari e Gaia Geraci

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    Fonti:

    - Petry, J., Fichtner J. and Heemskerk, E., (2019). Steering capital: the growing private authority of index providers in the age of passive asset management, New Political Economy.

    - Petry, J. (2020). From National Marketplaces to Global Providers of Financial Infrastructures: Exchanges, Infrastructures and Structural Power in Global Finance, New Political Economy.

    - Braun, B. (2016). From performativity to political economy: index investing, ETFs and asset manager capitalism, New Political Economy.

    - Bloomberg (2019). When Vanguard's founder first invented the index fund, it was ridiculed as 'un-American'. [online] Available at: https://www.businessinsider.com/vanguard-jack-bogle-first-index-fund-criticism-2019-1?r=DE&IR=T.

    - Bloomberg (2016). Are Index Funds Communist? [online] Available at: https://www.bloomberg.com/opinion/articles/2016-08-24/are-index-funds-communist.

    - The Economist (2019). No one did more for the small investor than Jack Bogle. [online] Available at: https://www.economist.com/leaders/2019/01/26/no-one-did-more-for-the-small-investor-than-jack-bogle.