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  • Quando avevo registrato questa puntata, le piogge non si erano ancora fatte vedere nel Nord Italia. Stavamo infatti vivendo uno degli inverni più miti e secchi degli ultimi decenni. Poca acqua, soprattutto nel Nord Est, e temperature miti hanno messo sotto stress l'agricoltura e la produzione di energia idroelettrica. In questo episodio cerchiamo di fare il punto per capire sia i motivi meteorologici che hanno determinato questa penuria di piogge, sia la contestualizzazione di questo fenomeno in un contesto di cambiamento climatico. 

    Proseguiremo la puntata parlando di allergie e clima e di come, ahimè, la stagione dei pollini sarà destinata ad essere sempre più lunga mano a mano che la concentrazione di CO2 in atmosfera e le temperature aumenteranno.

    Infine, uno spaccato sull'inquinamento dei fiumi da parte dei farmaci di uso comune. Vi parlerò del primo studio che ha analizzato più di 1000 corsi d'acqua in tutto il pianeta alla ricerca di una sessantina di principi attivi. Quali sono i corsi d'acqua più inquinati? E i farmaci più presenti? E' un problema per la salute umana? E cosa dice la legislazione europea a tal proposito?

    Come al solito, se la puntata di è piaciuta, vi invito a votarla nella vostra app di podcast e di seguirmi sulla pagina Instagram di Amo La Chimica!


    FONTI

    La siccità in Italia

    La difficoltà delle centrali idroelettriche

    Allergie e cambiamento climatico

    Fiumi inquinati da farmaci

  • In questa puntata di Cosa Bolle in Beuta ci occupiamo del nuovo deposito definitivo di stoccaggio delle scorie nucleari che sarà a breve inaugurato in Finlandia. Si tratta del deposito di Onkalo e discuteremo sia di come queste scorie saranno sepolte, ma soprattutto del perché questo progetto non è stato osteggiato dai cittadini finlandesi. Piccolo spoiler? Una grande fiducia nelle istituzioni e una conoscenza dell'argomento!

    L'altro grande tema della puntata è invece legato a come e se la lotta alla pandemia e la guerra in Ucraina abbiano influito nella lotta al cambiamento climatico. "Build back better", era il mantra delle migliaia di miliardi di dollari investiti in tutto il mondo per la ripresa post-pandemica? E' stato davvero così? Quanti ti questi soldi sono veramente andati per contrastare la crisi climatica? Inoltre, la guerra in Ucraina come sta influenzando i nostri tentativi di decarbonizzazione?

    Tutto questo, nei canonici 20 minuti di puntata! Fatemi sapere cosa ne pensate, votando il podcast nella vostra app preferita! 

    FONTI:

    DEPOSITO SCORIE NUCLEARI IN FINLANDIA

    PANDEMIA E LOTTA ALLA CRISI CLIMATICA

    GUERRA IN UCRAINA E DECARBONIZZAZIONE

  • Missing episodes?

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  • In questa puntata ci occupiamo dell'ultimo rapporto pubblicato dall'IPCC e ne analizziamo i contenuti principali. In particolare, mettiamo in evidenza i rischi legati all'approvigionamento idrico e di cibo, alle migrazioni causate dal cambiamento climatico e al ruolo della crisi climatica nel provocare disagi mentali alle persone che ne subiscono le conseguenze.

    La puntata continua con un approfondimento sulla situazione nucleare ucraina. A completezza di quanto detto nel podcast, aggiungo una riflessione: il problema non è che i russi vogliano distruggere l'impianto nucleare. Non avrebbe senso, anche perché i primi ad essere esposti alle radiaizoni sarebbero proprio i soldati russi. I problemi, come si sta riscontrando a Chernobyl, è che le autorità ucraine non possano più controllare quello che accade all'interno di un loro impianto e che il personale della centrale rischierebbe di rimanere ostaggio e costretto a lavorare in condizioni di particolare stress mentale. Infine, un'altra conseguenza potrebbe essere la disconnessione della centrale dalla rete elettrica nazionale con conseguenti rischi blackout.

    Inoltre, parleremo di quali strategie l'Italia vorrà perseguire per ridurre la propria dipendenza dal gas russo. Di recente è stato anche pubblicato un nuovo rapporto dell'Agenzia Internazionale per l'Energia che evidenzia dieci punti per ridurre di almeno 1/3 la dipendenza dal gas russo entro un anno.

    Infine, ci spostiamo a Nairobi, dove è stata approvata una risoluzione storica che impegna i 170 paesi sottoscrittori a redigere entro il 2024 un trattato legalmente vincolante in materia di produzione e gestione della plastica. Secondo gli analisti si è trattato di un accordo storico, pari per la sua portata, a quello di Montréal e di Parigi.

    Se la puntata ti è piaciuta, non dimenticare di votarla su Spotify e di attivare le notifiche così da essere aggiornato sulle nuove puntate!  Cosa Bolle in Beuta è il podcast di Amo la Chimica. 

    FONTI:

    RAPPORTO IPCC

    CENTRALI NUCLEARI UCRAINA

    RAPPORTO AGENZIA INTERNAZIONALE PER L'ENERGIA

    TRATTATO SULLA PLASTICA

  • In questa puntata parleremo di Olimpiadi e di sostenibilità. Un recente articolo pubblicato su Nature Sustainability ha evidenziato come, nonostante l'attenzione crescente verso le tematiche della sostenibilità, le Olimpiadi più recenti siano state anche quelle meno sostenibili, in base a 9 indicatori usati nella ricerca. 

    Parleremo poi nel dettaglio delle Olimpiadi invernali di Pechino e scopriremo quali importanti passi avanti abbia fatto la Cina nell'alimentare in maniera pulita i giochi olimpici, nonostante evidenti contraddizioni quali il massiccio ricorso all'innevamento artificiale e l'apertura di un impianto a carbone proprio nei giorni precedenti l'inaugurazione dei giochi. Puro greenwashing? Provo a darvi il mio punto di vista, ma fatemi sapere cosa ne pensate!

    Infine, sempre per rimanere in tema olimpico, parleremo del futuro delle Olimpiadi Invernali. Un recente studio ha scoperto che le località alpine europee non risulteranno più idonee ad ospitare i giochi già a partire dal 2050, indipendentemente dagli scenari climatici. A livello globale, invece, solo 8 città sulle 21 che hanno già ospitato la competizione in passato, potrebbero ospitare i giochi qualora gli accordi di Parigi fossero rispettati (contenimento delle temperature medie globali entro 1.5°C), entro il 2080. Invece, nel peggiore degli scenari climatici (aumento delle temperature medie globali superiore ai 4°C), il numero si contrarrebbe fino a 1: Sapporo.

    Per concludere la puntata, parleremo di caffè e di avocado e di come la loro produzione sia minacciata dall'aumento globale delle temperature... Con un particolare riferimento al caffè.

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    Buon ascolto!

    FONTI

    An evaluation of the sustainability of the Olympic Games

    How China is powering the winter Olympics?

    Rising costs of Climate Change threaten to make skiing a less diverse even more exclusive sport

    Climate change and the future of the Olympic Winter Games: athlete and coach perspectives

    Expected global suitability of coffee, cashew and avocado due to climate change

  • In questa puntata discuteremo dei tre articoli climatici più citati dai media nel 2021, secondo la classifica realizzata da Carbon Brief. Si tratta di temi molto scottanti: il primo parla di quanti morti legati al caldo siano attribuibili ad ondate di calore provocate dal cambiamento climatico. Il valore medio globale è intorno al 37%, con grandi differenze geografiche. Da un lato, in Paesi come il Kuwait, la percentuale raggiunge punte superiori al 60%, mentre in Cina questa scende al 20%. In Italia, la percentuale di decessi legati ad ondate di calore associabili al cambiamento climatico è del 30% sul totale di decessi dovuti al caldo. 
    Il secondo articolo ci racconta della situazione della Corrente del Golfo e del suo, lento, rallentamento. Quali le conseguenze per l'emisfero boreale? Un attento monitoraggio dell'evoluzione della Corrente del Golfo sarà fondamentale per capire il suo stato e quanto lontano sia da un punto di transizione critico, cioè dal passaggio da uno stato di stabilità (nel quale si trova attualmente) ad uno stato di instabilità (in cui si potrebbe trovare in futuro).
    Il terzo articolo, infine, dà dei numeri molto concreti su quali sforzi dobbiamo fare per abbandonare i combustibili fossili: gas, petrolio e carbone. Tutti vanno lasciati sottoterra! 
    Continuiamo la puntata con un articolo che racconta del traffico di rifiuti tra Europa e paesi extra-europei. Il caso di 141 container carichi di rifiuti di plastica mista permette di affrontare alcune problematiche tra cui: perché l'Europa esporta annualmente fino a 1.7 milioni di rifiuti plastici? L'esportazione ed il successivo trattamento avvengono sempre nel rispetto dell'ambiente e delle regolamentazioni europee?

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    FONTI DELLA PUNTATA:
    I 25 articoli sul clima più citati del 2021 (Carbon Brief)
    Un colonialismo di rifiuti (The Guardian)
    Come sta procedendo il ripristino ambientale all'Isola del Giglio

  • In questa puntata di Cosa Bolle in Beuta? esploreremo una recente analisi dell'Agenzia Internazionale dell'Energia (IEA) secondo la quale, ci sono troppi SUV in circolazione. Questa grande quantità di SUV rischia di compromettere gli obiettivi di riduzione delle emissioni dal settore automobilistico. Discuteremo anche dell'ultimo rapporto del programma europeo Copernicus che fa il punto su quanto caldo è stato il 2021 a livello mondiale, europeo e nazionale. Proprio per il caldo e più in generale a causa dell'attuale crisi climatica, uno dei ghiacciai più importanti al mondo è a rischio collasso, con potenziali gravi conseguenze sull'innalzamento del livello degli oceani. Si tratta del ghiacciaio Thwaites e si trova in Antartide. Lo andremo a conoscere meglio! Infine, discuteremo del ruolo della burocrazia nel frenare i progetti rinnovabili italiani (letteralmente tra le pale) e di quanta difficoltà i nuovi impianti eolici e fotovoltaici abbiano nell'affermarsi nel nostro Paese. La burocrazia c'entra, ma c'entra molto anche la sindrome NIMBY.

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    FONTI DELLA PUNTATA:

    I SUV nell'analisi dell'IEA

    Global SUV sales set another record in 2021, setting back efforts to reduce emissions

    Quanto caldo ha fatto nel 2021? 

    Dicembre e anno 2021 a livello mondiale (MeteoSvizzera)

    Il possibile collasso del ghiacciaio Thwaites

    Scientists watch giant ‘doomsday’ glacier in Antarctica with concern (The Guardian)

    La burocrazia tra le pale

    L’Italia rinnovabile resta sulla carta. Impianti bloccati dalla burocrazia (La Repubblica)

    La battaglia del borgo contro i parchi eolici. Il progetto va cambiato. Benevento, la protesta dei cittadini: spostiamoli (Il Corriere della Sera)

  • Questa puntata sarà in parte dedicata al decimo anniversario del naufragio della Costa Concordia e ad un aspetto spesso trascurato: qual è stato il suo impatto ambientale? Vi riporto tre studi che ho consultato che hanno abbracciato il periodo che va dal naufragio (Gennaio 2012) fino al periodo successivo alla rimozione del relitto (Settembre 2014) e che cercano di fare il punto sugli impatti del naufragio dal punto di vista dell'inquinamento da sostanze chimiche (idrocarburi policiclici aromatici, idrocarburi volatili, metalli) e microplastiche.

    In seguito vi do la mia opinione sul film del momento, "Don't Look Up!" e vi riporto anche quelle di alcuni giornalisti specializzati in tematiche climatiche.

    Infine, daremo uno sguardo a quelli che saranno gli eventi scientifici del 2022 più significativi, a cominciare dalle esplorazioni spaziali della Luna e di Marte e dalla COP27 in Egitto, che dovrà dare seguito alle buone intenzioni dimostrate a Glasgow.

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    FONTI DELLA PUNTATA: 

    COSTA CONCORDIA

    Passive sampling monitoring of PAHs and trace metals in seawater during the salvaging of the Costa Concordia wreck (Parbuckling Project)

    A multidisciplinary weight of evidence approach for environmental risk assessment at the Costa Concordia wreck: Integrative indices from Mussel Watch

    Microplastics pollution after the removal of the Costa Concordia wreck: First evidences from a biomonitoring case study

    DON'T LOOK UP

    Don’t Look Up: four climate experts on the polarising disaster film

    EVENTI SCIENTIFICI DEL 2022

    The science events to watch for in 2022

  • In questa ultima puntata del 2021 di Cosa Bolle in Beuta parleremo dell'incredibile progetto Beyond Epica, coordinato dall'Istituto di Scienze Polari del Consiglio Nazionale delle Ricerche e finanziato dalla Commissione Europea. Questo progetto, in corso di svolgimento in Antartide, ha come obiettivo quello di ricostruire il clima del nostro Pianeta degli ultimi 1.5 milioni di anni per cercare di risolvere uno dei più grandi interrogativi della climatologia: la transizione del Pleistocene medio.

    Restando in Antartide, vi racconto anche di una ricerca pubblicata di recente su Nature Communications che mi ha visto come co-autore. In questo studio evidenziamo gli effetti che l'apertura del buco dell'ozono, a metà degli anni '70, ha avuto sullo iodio. Lo iodio è un elemento che gioca un ruolo importante negli equilibri energetici del Pianeta e studiare come si comporta in relazione all'intensità della radiazione solare può essere molto utile per perfezionare le proiezioni climatiche future.

    Infine, cambiando continente e tornando in Europa, vi presento i risultati dell'ultimo rapporto dell'Agenzia Europea per l'Ambiente che stima in 307.000 le morti premature dovute all'esposizione ad elevati e prolungati livelli di PM2.5 nel 2019. Un numero molto alto, ma che deve comunque essere letto in prospettiva.

  • In questa nuova puntata, e penultima, puntata del podcast voglio ringraziarvi davvero di cuore per essere stati così numerosi nell'accogliere con entusiasmo questo nuovo progetto.
    Per 5 giorni, il podcast è addirittura entrato tra i primi 140 podcast più ascoltati d'Italia ed è un successo che voglio condividere con tutti quelli che mi hanno dedicato 20 minuti di ascolto più o meno ogni settimana. A voi, grazie!
    Avevo piani molto diversi per questa puntata, ma gli eventi drammatici avvenuti negli Stati Uniti mi hanno imposto di cambiare la programmazione dei contenuti. Per questo motivo, ho deciso di raccontarvi dei tornado.
    Cercheremo di capirci qualcosa di più di questi fenomeni meteorologici tanto distruttivi quanto affascinanti e soprattutto capiremo se il cambiamento climatico possa (o meno) giocare un ruolo nello spiegare la potenza distruttiva del tornado che ha devastato parte del territorio del Kentucky in un periodo dell'anno piuttosto inusuale. In più: i tornado in un contesto di riscaldamento globale saranno destinati ad aumentare in frequenza?
    L'altro tema su cui mi sono voluto soffermare è l'attuale crisi umanitaria in Madagascar. Ve ne avevo già parlato nella quinta puntata del podcast, ma è uscito di recente un nuovo studio che "scagiona" il cambiamento climatico come responsabile della siccità che da due anni sta attanagliando la regione meridionale dell'Isola e che sta riducendo in miseria milioni di persone.
    Fatemi sapere se questa puntata vi è piaciuta e, se vi va, condividete il podcast tra i vostri amici: sono convinto che grazie a voi ritorneremo in classifica su Spotify! :)

  • Sabato 13 Novembre 2021 si è conclusa ufficialmente la ventiseiesima edizione della Conference of Parties, la COP26, la più importante conferenza sul clima che ha riunito a Glasgow i delegati di 196 Paesi.

    In questa puntata cercheremo di capire quali sono stati i risultati più importanti che sono stati raggiunti, quali i punti oscuri e quali sono i nodi ancora da sbrogliare. 

  • Questa puntata è interamente dedicata ai Premi Nobel per la Fisica e della Chimica 2021. 

    Parleremo delle straordinarie scoperte di Syukuro Manabe e Klaus Hasselmann che hanno gettato le fondamenta per la comprensione del clima terrestre evidenziando in maniera inequivocabile, da un lato il ruolo dell'anidride carbonica nel causare un aumento delle temperature globali, dall'altro come sia il contributo umano a causare l'attuale cambiamento climatico. Ne discuteremo ripercorrendo la storia della scienza del clima.

    Sarà anche l'occasione per approfondire il Premio Nobel per la Chimica conferito a Benjamin List e David MacMillan per la loro capacità di pensare "out of the box" e vedere ciò che gli scienziati del tempo non furono in grado di notare: la capacità da parte di piccole molecole organiche di agire da catalizzatori. Grazie al loro intuito, fondarono la moderna organocatalisi, con implicazioni importanti specialmente in ambito farmaceutico.

    Infine, insieme a Dario Corbisiero, post-doc presso l'Università di Bologna, cercheremo di approfondire le scoperte di List e MacMillan indagando quali sono le limitazioni di questi nuovi catalizzatori e quali difficoltà è ancora necessario superare per arrivare ad una loro applicazione su larga scala.

    Buon ascolto! 

  • Nella nuova puntata di Cosa Bolle in Beuta, ci trasferiamo in Artico. La regione artica è infatti la più vulnerabile per quanto riguarda i cambiamenti climatici, riscaldandosi ad una velocità tra le 2 e 3 volte in più rispetto alla media globale.  

    Cominciamo questo appuntamento con un aggiornamento sullo stato di salute del ghiaccio marino che, a metà Settembre, ha raggiunto la sua minima estensione annuale. Un valore che, se confrontato con quello dell'anno scorso, risulta tutto sommato confortante, sebbene si inserisca in un trend di forte decrescita. I motivi, come spiegano i ricercatori, non sono tanto legati ad una inversione di tendenza, quanto piuttosto a condizioni meteorologiche particolari che hanno rallentato la velocità di ritiro del ghiaccio marino durante questa estate. 

    La nostra avventura polare ci porta poi in Groenlandia a scoprire come la fusione della calotta ha  messo fino ad un'epoca di rilevazioni scientifiche in quello che era Swiss Camp, un campo remoto ideato dal Prof. Koni Steffen, completamente smantellato questa estate. Da luogo per studiare il clima, a luogo vittima del clima che cambia. Un'esperienza di ricerca dal triste epilogo, ma che ha dato molto alla comunità scientifica nel corso dei suoi 30 anni di storia.  

    Infine, dopo aver scandagliato gli oceani e i ghiacciai, ci occupiamo di permafrost. Uno studio pubblicato recentemente su Nature Climate Change, ha evidenziato i rischi ai quali gli ecosistemi artici sono esposti a causa della fusione del permafrost in virtù del possibile rilascio di virus, batteri, radionuclidi e, più in generale, di tutti quegli inquinanti che nel corso dei decenni si sono accumulati alle alte latitudini. Una possibile bomba ad orologeria? Si sa ancora troppo poco, ma i rischi associati allo scongelamento del permafrost e al rilascio di inquinanti e microorganismi potenzialmente patogeni potranno stressare ulteriormente un ecosistema già fragile e fortemente minacciato dall'aumento delle temperature medie globali.

  • In questa puntata parleremo di clima. Inizieremo con un commento all'ultima intervista rilasciata da Claudio Descalzi, ad di ENI, a La Stampa, per poi andare ad indagare le risorse minerarie (ferro, rame, cobalto, litio e terre rare) custodite nel suolo dell'Afghanistan. Una ricchezza che potrebbe fare gola a molti, ma la cui estrazione è tutt'altro che semplice.

    Ciò che invece non dovrà più essere estratto è rappresentato, invece, dai combustibili fossili. Quanto metano, carbone e petrolio dovremo lasciare nel sottosuolo per vincere la sfida climatica e contenere la temperatura media globale entro i 1.5°C? Prova a rispondere un nuovo articolo pubblicato su Nature.

    Infine, per la rubrica "Chiedilo a Frank", andremo a scoprire che cosa sta succedendo in Madagascar, dove una siccità senza precedenti e indissolubilmente legata al cambiamento climatico, sta condannando milioni di persone alla fame. Esseri umani che non hanno contribuito all'innalzamento delle temperature, ma che sono i primi a pagarne le conseguenze. 

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  • Chi l'avrebbe detto che un trattato firmato nel 1987 ci avrebbe dato una mano per la lotta al cambiamento climatico? E' il caso del protocollo di Montréal, nato per mettere al bando i CFC, responsabili della riduzione dell'ozono stratosferico, ma che si sta rivelando un prezioso alleato anche per contenere le temperature medie globali entro 1.5°C rispetto al periodo pre-industriale. 

    La puntata continua poi con una mia riflessione sul modo in cui i risultati del sesto rapporto dell'IPCC sono stati comunicati dai media e con la notizia della pioggia in Groenlandia. Si finisce parlando di specie invasive e cambiamento climatico! Buon ascolto! 

  • Iniziamo questa puntata dando un'occhiata ai dati di temperatura di Giugno 2021, inseriti in un contesto climatico: quanto caldo ha fatto a livello globale? Passeremo poi alle alluvioni in Germania, Belgio e Svizzera per poi addentrarci nel tema caldo di questa settimana: l'anidride carbonica e la sua cattura dall'atmosfera. Nel farlo, partiremo da un articolo pubblicato su Nature che ha evidenziato come la foresta Amazzonica emetta più CO2 di quella che riesce ad assorbire per continuare con un'intervista a Pier di Alchemy on Air relativamente ai processi (artificiali) di cattura di CO2: a che punto siamo? Sono davvero sicuri? Buon ascolto! 

  • In questo episodio parliamo dell'ultimo sondaggio commissionato a SWG da tre pagine social (Avvocato dell'Atomo, Nucleare e Ragione e La Fisica che non ti aspetti) relativamente alla percezione del nucleare in Italia. Continueremo poi parlando degli effetti sugli ecosistemi dell'ultima ondata di calore in Canada e concluderemo con un viaggio extraterrestre in direzione di Venere: quali sono le ultime novità circa la possibile presenza di vita?

  • In questa prima puntata di Cosa bolle in Beuta, parleremo dell'ondata di calore in Canada, approfondiremo il tema legato ad aumento delle temperature medie globali e sopravvivenza dell'essere umano. Commenteremo anche l'ultimo editoriale di Nature sulle batterie al litio, infine andremo a Londra per indagare un mistero che riguarda il piombo!