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  • Il piano dei contenuti è una lista di contenuti chiave da realizzare per dare spessore e valore al tuo sito web.

    Il piano dei contenuti comprende sia i contenuti fondamentali, i pilastri iniziali di riferimento del tuo sito, che affrontano i temi chiave che interessano ai tuoi potenziali clienti, sia i contenuti (i titoli/temi) da realizzare in futuro per alimentare, aggiornare ed accrescere il valore e l’utilità del tuo sito nel poter intercettare potenziali clienti.

    Perché fare il piano dei contenuti:

    a) Il motivo principale per cui realizziamo il piano dei contenuti è perché vogliamo scegliere in maniera scientifica e non a caso o a intuito, quali contenuti rilevanti e utili per il nostro pubblico creare da subito. L'obiettivo è quello di avere le idee chiare su cosa c’è da scrivere e da studiare prima di iniziare.

    In questo modo è più facile pianificare, preparare e coordinare la preparazione di questi contenuti, invece che il dover improvvisare man mano che si procede.


    b) Il secondo motivo, è che il tuo sito web senza un set di contenuti base ben selezionati in base alle esigenze specifiche dei tuoi potenziali clienti, può farti da biglietto da visita, presentarti, dare un pò di info base, ma nulla più.

    Integrando dei contenuti di spessore e su temi specifici nel tuo sito, puoi invece cominciare ad intercettare coloro che vanno su Google e che sono alla ricerca di una soluzione ad un loro problema.

    Per questo il piano dei contenuti deve nascere ed è strettamente collegato all’analisi delle frasi chiave e della concorrenza che hai fatto durante la fase del Project Brief.


    *Passi da fare

    Per realizzare il piano dei contenuti per il tuo sito web, è secondo me indispensabile seguire un percorso e dei passi ben precisi.

    Step 1 - Parti dall’Analisi delle Frasi Chiave e della Concorrenza
    Dobbiamo partire dal foglio di analisi delle frasi chiave e della concorrenza perché è lì che sono indicate in maniera chiara e oggettiva gli interessi e le problematiche principali che hanno le persone che possono essere nostri potenziali clienti. E’ intorno a queste problematiche ed esigenze che va costruito il nostro piano dei contenuti.


    Step 2 - Individua le esigenze chiave con più opportunità
    Quali sono le frasi-chiave - o meglio ancora i gruppi di frasi che rispecchiano un certo problema - che hanno maggiori opportunità nella tua analisi?

    Usa la formula KD meno KO (SEOZoom) per calcolare in maniera rapida e affidabile il reale potenziale di ogni frase chiave. Questa è una formuletta semplicissima ideata da Matteo Edoardo Momenté di Metaline. Lui la chiama EdoRank.


    Step 3 - Individua dei “titoli” che soddisfino quelle specifiche esigenze


    Step 4 - Fai un mini-indice
    di che cosa ogni titolo conterrà. Potresti usare una serie di domande per facilitarti il cammino.


    Step 5 - Passa alla produzione (stesura dei contenuti)






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  • Finito il Project Brief val la pena mettere un primo piede nell’acqua prima di tuffarsi completamente nel pubblicare il proprio sito online.


    Il Problema
    Per costruire una presenza online basata su un sito web, ci vogliono dei mesi. Ma questo non vuol dire che è necessario attendere dei mesi per cominciare ad essere visibili, e ad avere una presenza base online.

    Inoltre durante tutto il tempo che è necessario per creare contenuti e risorse che dovranno popolare il nostro sito, dove rimandiamo chi incontriamo e ci chiede di saperne di più, o chi ha già sentito parlare di noi e cerca attraverso Google la possibilità di poter leggere un profilo completo e approfondito su di noi?


    Soluzione
    La strada più semplice in assoluto in questa situazione è quella di aprire un profilo su LinkedIN e di compilarla con estrema cura e dovizia di dettagli. Il costo è zero e l’unica cosa che serve è la tua dedizione e cura.

    Già nel profilo LinkedIN puoi mettere a buon uso il lavoro fatto nell’individuare e definire Chi Sei, Cosa Fai, e la tua USP. E’ inoltre utile dettagliare a fondo e con dovizia di particolari le tue esperienze professionali e quelle di studio, sia accademiche che non.

    A complementare ed arricchire questo investimento iniziale in personal branding, suggerisco di prendere in seria considerazione la possibilità di creare un mini-sito di una pagina, dove presentare ancor più in dettaglio e profondità il tuo profilo professionale. Il vantaggio principale è quello di mostrare un profilo professionale per la tua attività su un dominio personale che attesta, più di una pagina LinkedIN, la tua serietà, determinazione e professionalità nel settore dove hai scelto di muoverti.

    Per creare un mini-sito di una pagina oggi ci sono tutta una serie di tool davvero fantastici, che possono essere utilizzati anche da persone non tecniche e che consentono, avendo fatto a monte un buon lavoro di analisi e pianificazione di poter creare un mini-sito dall’aspetto professionale in pochissimo tempo.

    Mi riferisco in particolare a tool come:

    • Weblium.com
    • Tilda.cc
    • Landen.co

    che offrono la possibilità di realizzare mini-siti di una pagina semplici ma efficaci come questi:

    🔹MicheleBarzaghi.it
    🔹AntonellaRussoTraining.it
    🔹Sinastriadicoppia.it
    🔹PamelaMazzanti.it

    I costi di queste piattaforme / servizi, sono irrisori (apx $10-20/mese) e puoi provare e collaudarli praticamente senza dover pagare nulla.

    La caratteristica principale di questi servizi è l'opportunità che offrono di creare siti web che hanno un look professionale anche senza avere competenze di grafica e design. La strategia adottata da questi servizi è infatti quella di integrare nel servizio template e blocchi pre-definiti per i contenuti da inserire già progettati da designer e grafici esperti. In questa maniera il design è già integrato nella piattaforma di pubblicazione e ciò che l'autore deve decidere è solo la struttura e ordine delle sezioni e la stesura dei contenuti che le popoleranno.

    Inoltre queste piattaforme di pubblicazione hanno il grande vantaggio di essere estremamente semplici da usare e di consentire quindi a chi come te vuole usarle per pubblicare il proprio sito, di poter poi aggiornare e modificare i contenuti del sito direttamente, in maniera facile e intuitiva senza dover ricorrere ad un webmaster o ad un tecnico.

    Questo fa tutta la differenza per un imprenditore o una piccola azienda nello snellire e semplificare la gestione e la comunicazione attraverso il proprio sito web.


    Suggerimenti e consigli per far bene

    • Non iniziare fino a che non hai tutti i contenuti pronti (incluse le immagini)

    • Fai una bozza di ciò che vuoi realizzare su carta o al computer decidendo l’ordine delle cose che appariranno

    • Usa una struttura del tipo:
    CTA - cosa offri / che problema risolvi
    Cosa offri
    Dettaglio
    Chi sei
    Tue esperienze e credenziali
    Testimonianze
    Contatti

    • Non ti perdere nel design e nella scelta dei colori
    Fai inizialmente le cose in maniera minimalista e solo alla fine valuta se e dove aggiungere degli elementi di colore oltre le immagini

    • Non centrare testi che sono più lunghi di due righe

    • Se ti fai aiutare da un graphic designer o da una persona esperta in comunicazione visiva, ancora meglio. Poi puoi comunque avere il vantaggio di poter modificare e cambiare le cose quando vorrai senza dover passare per un tecnico.




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  • Che cosa è Patreon? A chi e a che cosa serve?

    Patreon è un servizio di crowdfunding utile a chi ha un seguito di fan veramente appassionati, e produce / condivide periodicamente contenuti, strumenti, eventi o risorse di valore con la sua comunità.

    Patreon è specificamente adatto a chi:

    1) Ha un seguito
    Un nutrito gruppo di persone appassionate segue con attenzione ciò che fà e ciò che condivide gratuitamente online

    2) Produce costantemente valore condiviso
    Condivide sistematicamente cose che vanno oltre il pubblicare articoli su un sito web o su un blog.

    Ad esempio:
    Chi scrive musica e canzoni
    Chi fa video artistici
    Chi scrive poesie o racconti
    Chi crea con le mani oggetti, gioielli, abiti, accessori, borse
    Chi fa performance, eventi, intrattenimento
    Chi condivide continuamente ricerche e scoperte su un argomento
    Chi fa giornalismo indipendente
    Un avventuriero, un esploratore
    Insomma è adatto a chi fa’ qualcosa che non ha una diretta e immediata connessione con il guadagno, ma che è generalmente guidata e ispirata da valori diversi dal profitto (e più in linea con la condivisione, l’arte, l’espressione personale, la crescita personale, l’apprendere gli uni dagli altri).

    3) Combatte per una (o più) cause
    Si schiera per difendere idee, principi e valori che gli stanno a cuore.

    Queste, secondo me, sono le tre condizioni essenziali per poter valorizzare le opportunità di crowdfunding offerte da Patreon.

    Da questa mia prospettiva Patreon è più un veicolo per consolidare il lavoro di condivisione, ascolto e community building fatto a monte, che non un mezzo per costruire da zero valore e community. Ma potrei sbagliarmi.

    Per chi ha un'attività il cui obiettivo va oltre il mero profitto economico, il futuro è tutto dipinto di situazioni nelle quali quelli che fino ad oggi chiamavamo clienti diventano azionisti, co-produttori e agenti di promozione dei prodotti (servizi e persone) nei quali credono e investono.



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  • Brainstorming Parte 2 - Tecniche.

    Avere a disposizione più tecniche è sempre utile per affrontare situazioni ed obiettivi diversi.
    Quando si brainstorma, si può usare l'approccio classico oppure ci si può spingere un po' più in là.

    Quattro le tecniche che ti propongo per provare ad esplorare nuovi orizzonti.

    1) Passino - ognuno scrive e propone la sua idea in forma anonima. Le idee vengono raccolte e votate e poi si fà uno o più altri passaggi per filtrare e migliorare quanto individuato al primo giro.

    2) Rugby - ognuno scrive un'idea, passa al vicino che aggiunge o migliora. Si procede finché a ognuno torna il suo foglietto. Si compara e si valuta.

    3) Postino - si crea una lista di distribuzione e si invia la domanda al primo che poi la invia al secondo. E' un po come la Rugby, ma per quando i partecipanti non sono in contatto fisico e quando si vuole dare più tempo di riflessione e analisi.

    4) Estrattore - All'inizio si dichiara sia la domanda sia i criteri di valutazione finali. Poi si procede ognuno scrivendo la sua idea e poi passandola ad un altro partecipante che cercherà di migliorarla usando i criteri ufficiali dichiarati all'inizio.

    Il comun denominatore che rende utili questi approcci è la possibilità di arricchire e migliorare le idee iniziali attraverso un percorso di effettiva cooperazione fra i partecipanti.





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    Musica: "Tune In" by Joseph Jacobs - disponibile su Bandcamp: https://chillhop.bandcamp.com/track/tune-in

  • Brainstormiamo un po’.

    Ma cosa vuol dire esattamente "brainstormare"? Che cosa è? Da dove viene? Chi lo ha inventato?

    Il termine "brainstorming" è entrato in voga 70 anni fa, nel 1953, allorché l'allora advertising executive Alex Faickney Osborn lo utilizzò nel libro “Applied Imagination” (prima menzione in "How to Think Up" libro del 1942).

    Io definirei il BRAINSTORMING come una tecnica di cooperazione creativa di gruppo che ha lo scopo di aiutare a trovare una soluzione ad un problema attraverso l’individuare un gran numero di idee e opzioni alternative.

    Più precisamente è una tecnica per far sì che un gruppo di persone possano incontrarsi e generare nuove idee e soluzioni relative ad uno specifico problema rimuovendo limiti ed inibizioni.

    Come funziona il brainstorming e come farlo nella maniera giusta?

    Non giudicare. No critica idee altrui - nessuna è respinta
    Ascolta e accogli le idee degli altri

    1) Non dire no a nessuna proposta. Rilancia sempre

    2) Parla. Non pensare Alla cosa giusta da dire
    Tutti pensano che nel brainstorming una debba pensare in silenzio finché non gli viene un’idea per poi manifestarla, ma ciò è esattamente l’opposto di ciò che è utile fare

    3) Accogli idee bizzarre e stravaganti

    4) Prendi nota visivamente o via testo

    5) Alterna voci e pensieri

    6) Non monopolizzare e spegnere la dinamica del brainstorming con lunghi interventi (più di due minuti)

    7) Dichiara e condividi un obiettivo ben chiaro all’inizio a tutti i partecipanti. Possibilmente scrivilo.

    8) Non sposarti la prima bionda - cerca altre alternative - il brainstorming è per trovare più idee / più possibili strade

    9) Remixa e rilancia usando le idee e le riflessioni degli altri

    10) Più teste si è (nei limiti) meglio è

    11) Si parla uno alla volta per alzata di mano

    Ricordati sempre: l'obiettivo è raccogliere la più ampia gamma di idee / soluzioni possibili.

    Il “brainstorming” serve per trovare idee, soluzioni e spunti per risolvere un problema specifico. E’ ideale per esempio nel trovare nomi, slogan, brevi frasi, modi di rappresentare un’idea, tattiche per coinvolgere, e molto altro.

    E’ del tutto inadatto invece per risolvere problemi complessi che richiedono un’analisi e valutazione di più aspetti (è meglio che mi sposo o no? È bene aprire la partita IVA? etc.)



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    Musica: "Tōzen" by GYVUS - disponibile su Soundcloud: https://soundcloud.com/chillhopdotcom/gyvus-tozen

  • Negli ultimi mesi ho ricevuto diverse offerte e promozioni per creare una mia "skill" per Amazon Alexa.

    Il fenomeno degli assistenti vocali virtuali è certamente in forte e rapida ascesa, anche se siamo, almeno qui in Italia, solo agli inizi. Le possibilità che questo nuovo medium di interazione offre sono interessanti, ma come per tutte le nuove tecnologie è sempre bene analizzare, studiare, chiedere e valutare con attenzione questi nuovi trend, prima di lanciarsi anima e corpo nell'adottarli.

    Per questo motivo ho contattato Francesco Tassi, che tra i miei contatti risulta essere l'esperto più affidabile di questo settore (assistenti vocali virtuali e Amazon Alexa) per sentire dal parere di una persona competente (ma non interessata a vendermi per forza qualcosa) qual è la prospettiva che si gode dal suo punto di vista.

    Qual è la situazione attuale del mercato degli assistenti vocali virtuali?

    Quanto c'è di vero in questa corsa all'oro per avere la propria frase univoca di invocazione su Alexa?

    Hai dei dati di riscontro utili da condividere?





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    Risorse

    • PodcastAlexa
    Per chi è interessato a rendere disponibile il suo podcast su Alexa
    https://podcastalexa.com/

    • Perché creare una skill su Alexa per il proprio podcast
    https://podcastalexa.com/blog.php





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    Musica: "Alright" by Aso - disponibile su Bandcamp: https://chillhop.bandcamp.com/track/alright

  • Scrivere. ...e che problema c'è? Mi sento rispondere il più delle volte, quando faccio notare a un mio cliente, che è necessario cominciare a preparare contenuti di valore.

    I più, di coloro che non lo hanno mai fatto in maniera sistematica, pensano che lo scrivere sia una competenza che loro hanno già coltivato e acquisito da lungo tempo. Talvolta riconoscono di non aver avuto molto tempo per continuare ad allenare questo skill dopo l'università, ma in generale la stragrande maggioranza degli imprenditori con cui lavoro sanno sì scrivere, ma non lo hanno mai fatto per comunicare, per raccontare o emozionare altri.

    Hanno fatto preventivi, hanno preparato sintesi di riunioni, piani di fattibilità, fatture e mail in gran quantità. Ma non hanno mai veramente scritto nulla con l'intenzione di comunicare le loro idee, o le storie che coinvolgono i loro prodotti e i loro clienti.

    E quindi, quando si trovano a dover scrivere per la prima volta qualcosa di spessore, si impantanano come un TIR nelle sabbie mobili. Il brutto, è che più spesso che no, non se ne rendono neanche conto. Affondano nelle sabbie mobili ma la loro sensazione è quella di andare in autostrada a velocità di crociera.

    Il problema è che il saper scrivere bene, così come qualsiasi altro skill complesso, richiede un allenamento costante. Ciò che abbiamo imparato a scuola e poi all'università, va rivisto, trasformato e aggiornato alle esigenze odierne.

    Il primo passo è quindi - come per i video, o i podcast - di allenarsi costantemente, non compiacendosi e adagiandosi sul minimo comun denominatore di qualità, ma mettendosi in discussione, affrontando le cose con umiltà, facendo domande e cercando di migliorarsi ad ogni passo.

    Alcuni consigli pratici, che ti possono essere utili in questo percorso di apprendimento:

    1) Scrivi tutti i giorni. Basta una paginetta.
    Può essere un diario, un blog, una serie di piccoli racconti. Non ha bisogno di essere pubblico, ma è meglio se lo è.

    2) Allenati a sintetizzare.
    Parti da cose interessanti che ti appassionano, e di cui altri parlano o scrivono. Allenati a sintetizzare in pochi paragrafi ciò che loro dicono in più pagine.

    3) Fai prima uno schema. Poi scrivi.
    Butta giù un indice, una lista di punti, di titoli, di argomenti che faranno parte del tuo testo, così da attraversare mentalmente ciò che desideri scrivere, scomponendolo in una struttura logica.

    4) Rileggi ad alta voce. Ascoltandoti.
    Sì, rileggere è importante, ma ancor più decisivo è il rileggere "ascoltando" e cercando di sentire come suona ciò che hai scritto, quando lo reciti ad alta voce. Suona accademico, freddo, incollato? Allora vuol dire che c'è da lavorarci ancora.

    5) Confrontati.
    Alleati con qualcuno disposto a rileggere i tuoi testi e a darti feedback spassionato. Confrontati con chi potrebbe essere un reale, possibile lettore. Non ti fidare solo delle tue auto-valutazioni. Verifica e mettiti in discussione chiedendo feedback ad altri.

    6) Leggi.
    Più roba buona leggi e più stimoli e riferimenti utili avrai nella tua testa quando si tratta di scrivere e comunicare i tuoi concetti e le tue storie in maniera chiara, immediata. Quindi il consiglio è quello di leggere "roba" di alta qualità. Scopri chi è che sa scrivere in maniera eccellente e comincia a seguirlo. Spendi due soldi su Amazon e riprendi a leggere libri fisici e non solo articoli online.

    7) Scrivi come parli.
    Allenati a scrivere in maniera informale, diretta e utilizzando termini di tutti i giorni, così come fai abitualmente quando parli con qualcuno che conosci e che ti è seduto davanti. Per riuscire in questo esercizio, immagina - mentre scrivi - di avere davanti a te una persona che conosci realmente e prova a scrivere ciò che gli diresti a voce per comunicargli la tua idea/storia.

    8) Fai un corso.
    Tanto male non può fare. Ma non prendere il primo che capita. Chiedi in giro a chi ne ha già fatti e senti campane diverse, non la prima che incontri. Studiare in maniera strutturata, facendo parte di un gruppo dove ci si può confrontare, e apprendere gli uni dagli altri, è sempre un'esperienza utile.





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    Risorse

    • Alessio Beltrami - Content Marketing Italia
    https://contentmarketingitalia.com/

    • Beltrami su Telegram: https://t.me/cmi99

    • Podcast: https://itunes.apple.com/it/podcast/content-marketing-italia/id1062518390







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    Musica: "Hold Please" by Bonus Points - disponibile su Bandcamp: https://chillhop.bandcamp.com/track/hold-please

  • A mio modo di vedere, la miglior strategia per ottenere attenzione e apprezzamento da parte di un potenziale cliente, è questa. Senza attendere che sia il tuo potenziale cliente a fare la prima mossa, interessati a lui, facendo o condividendo con lui qualcosa che gli sia veramente utile e allo stesso tempo sia riprova della tua competenza.

    Ciò non vuol dire regalargli un gadget o una chiavetta USB con i tuoi ultimi articoli, o con le nuove puntate del podcast o i video estratti dal tuo corso online.

    La strada è quella di interessarti specificamente a questa persona / azienda e di "anticipare" le esigenze e le problematiche che prevedi potrebbe incontrare. Analizza il suo processo, metti ai raggi x le sue vetrine, viviseziona la sua ultima campagna su Facebook o il suo nuovo sito.

    In questo modo dai dimostrazione concreta della tua competenza, distinguendoti in maniera unica da tutta la concorrenza e comunicando nel frattempo tra le righe, reale interesse, generosità e onestà.

    Se ti domandi come si possa mai mettere in pratica una strategia del genere ascolta la breve storia di Cristopher (graphic designer) che l'ha appena messa in pratica.




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    Risorse

    • Condividere tutto, vende
    https://www.spreaker.com/user/robingood/24-condividere-tutto-vende

    • L'importanza delle reputazione online
    https://www.spreaker.com/user/robingood/07-importanza-reputazione-online




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    Musica: "Cruise Control" by Monma - disponibile su Bandcamp: https://chillhop.bandcamp.com/track/cruise-control

  • Consigli pratici per quando sei nella fase in cui devi sviluppare il tuo logo.

    1. Lavora prima di tutto in bianco e nero. E' inutile che costruisci un logo partendo dai colori. Quella sono l'ultima cosa. Trova una soluzione grafica che funzioni sia in bianco su fondo scuro, che in nero (o grigio scuro) su fondo chiaro. Poi, se necessario aggiungi una punta di colore.

    2. Non colorare il testo. Colora l'elemento grafico. E' lì che ti suggerirei di usare il tuo punto di colore. Il testo offre il massimo della leggibilità in bianco o in nero con poche rare eccezioni.
    Ricordati inoltre che ogni persona vede una tinta diversa, che molte persone non vedono i colori così come gli altri e che ogni monitor e ogni dispositivo mostrano il tuo colore in maniera differente.

    3. Tieni presente il significato di ogni colore nella tua cultura. Non scegliere i colori solo in base alla forza visiva che hanno, ma soprattutto in base a ciò che comunicano in maniera silenziosa. (Guarda le risorse).

    4. Utilizza, come colore per il tuo logo, i colori base del tuo brand. Non trovare dei colori diversi, se hai già un brand che usa dei colori specifici.

    5. Non è per te. Non fare un logo per compiacerti di quanto ti piace. Non deve piacere a te. Deve essere in grado di comunicare in maniera chiara a chi non ti conosce e lo vedrà per la prima volta. Chiedi di conseguenza, soprattutto a chi è disinteressato ed è in gradi di dirti non se gli piacciono o no le prove che gli mostri, ma "cosa" gli comunicano.

    6. Ricordati: un buon logo deve poter funzionare bene sia in una versione "chiara" che in una "scura", di modo da poter essere applicato e reso leggibile sia su fondi scuri che chiari.

    7. Cerca di immaginarti dove e come verrà usato ed agisci di conseguenza. Ad esempio: se lo userai essenzialmente sui social come Facebook e Instagram, come apparirà il tuo logo quando sarà ridotto a stare in un pallino grande pochi centimetri? Pensaci prima.

    8. Ove possibile, specialmente se vorrai usarlo anche per il tuo sito, io ti suggerisco di sviluppare il tuo logo in orizzontale. Elemento grafico a sinistra e nome del brand a destra. Il motivo è semplice: occupare minor spazio verticale e adattarsi bene alla banda che è spesso disponibile in cima alle pagine del proprio sito.

    9. Cerca inizialmente dei loghi esistenti, possibilmente del tuo settore (magari di un azienda di un altro paese) che si avvicinano al tipo di idea e immagine che vuoi comunicare. Usa questi come punti di riferimento per sviluppare il tuo logo.

    10. Prendi in considerazione la possibilità di utilizzare un servizio di crowd-design come bestcreativity.it o 99designs.com.




    Risorse:

    Colori e significato

    • Mappa di colori che ne spiega il loro utilizzo in cromaterapia
    https://danartys.com/wp-content/uploads/2017/06/guarire-con-i-colori.jpg

    • Mappa della psicologia e le emozioni legate ai colori
    https://graf1x.com/color-psychology-emotion-meaning-poster/

    • Mappa dei colori e delle emozioni collegate con esempi di brand e logo
    https://www.dailyinfographic.com/wp-content/uploads/2013/01/Color_Emotion_Guide22-640x560.png

    • Mappa dei significati psicologici dei colori
    https://mylifemystuff.files.wordpress.com/2012/04/emotional-and-psychological-meaning-of-colours.jpg

    • Logo Design Brand - podcast
    https://www.spreaker.com/user/10040094/77-logo-design

    • Servizi di crowdsourced-design
    https://web-design-tools.zeef.com/robin.good#block_48662_digital-product-mockups




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    Musica: "Memories" by Sugiwa - disponibile su Bandcamp: https://chillhop.bandcamp.com/track/memories

  • Il logo è un elemento di credibilità e autorevolezza che può aiutare a essere più facilmente riconoscibili e a ricordare anche in maniera indiretta chi siamo e cosa facciamo.

    E' importante che sia semplice, facilmente riconoscibile, e leggibile.

    Se dovessi pensare ad un logo di un professionista nel mio settore che svolge egregiamente la sua funzione menzionerei quello di Skande (Riccardo Scandellari). Riccardo è un esperto di comunicazione e marketing online e il suo brand "Skande" non è altro che un abbreviazione moderna e sintetica del suo nome. Non ci sono simboli, elementi grafici, icone. Bastano sei lettere, scritte nel suo inconfondibile font.

    Ma non è certamente l'unica strada.

    Il problema principale nello sviluppare un buon logo, è che troppo spesso lo si fa' per soddisfare una propria esigenza di gratificazione estetica, invece di rendersi conto che il logo è un veicolo per comunicare velocemente ad "altri" chi sei. Conta quindi molto poco che ti piaccia. Conta molto di più che sia chiaro, riconoscibile e leggibile a chi non ti conosce ancora.

    Per realizzare un logo ci sono varie strade percorribili, e oggi, grazie ad Internet, quella di assumere un grafico non è più l'unica alternativa possibile. Ecco tre modi diversi in cui puoi arrivare ad identificare un buon logo per la tua attività:

    1) Ingaggia un grafico professionista - se già ce l'hai bene, altrimenti chiedi in giro ai tuoi contatti. In questo caso la cosa più importante è che invece di aspettare delle sorprese miracolose da lui, tu gli dia in anticipo degli esempi di logo di altre aziende che si avvicinano molto al tipo di stile e grafica che vorresti utilizzare anche tu. Sii chiaro su cosa vuoi comunicare e su quali sono i simboli che per te meglio rappresentano ciò che vuoi comunicare.

    2) Elabora un riferimento base di come potrebbe essere il tuo logo usando uno dei tanti strumenti automatici disponibili online a costo zero. Questi tool ti aiutano a progettare un logo in pochissimo tempo generando in maniera automatica decine di alternative e varianti agli elementi di base da te indicati. L'ideale è arrivare ad alcune soluzioni che si avvicinano a ciò che desideri e darle come basi di partenza ad un grafico professionista che le possa migliorare e rendere perfette. (Vedi sezione "Risorse" per link su servizi.)

    3) Utilizza un servizio di crowd-design per ottenere decine e decine di proposte grafiche alternative da decine di designer diversi. Il costo è equivalente a quello di ingaggiare un grafico professionista, ma con il vantaggio che sei tu a decidere esattamente quanto vuoi investire. Più alto metti il premio e maggiore sarà il numero di proposte che riceverai e la qualità degli autori che parteciperanno al tuo logo design contest. (Vedi sezione "Risorse" per link su servizi.)




    Risorse:

    Tool per generare logo:
    - Designevo.com
    - Launchaco.com
    - LogoMaker.com
    - https://web-design-tools.zeef.com/robin.good#block_23733_logo-design


    Servizi di crowd-design
    - Bestcreativity.it
    - 99Designs.com
    - DesignHill.com
    - https://web-design-tools.zeef.com/robin.good#block_22830_crowdsourced-design





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    Musica: "Sangria Sunset" by Bonus Points - disponibile su Bandcamp: https://chillhop.bandcamp.com/track/sangria-sunset

  • Ne ho già parlato qualche puntata fa, ma sento che val la pena tornarci sopra. Se non altro perché questa attività, è tanto indispensabile quanto le precedenti per poter completare un Project Brief degno di tale nome, ed è utilissima nell'aiutarci a chiarire cose che diamo spesso per scontate.

    Il succo di tutta la questione è che per poter sviluppare un'idea forte e chiara del nostro posizionamento, dobbiamo per forza provare a metterci in discussione e a descriverlo. Nero su bianco.

    Partendo da me e te, e cioé dalla persona che c'è dietro, e continuando poi con l'azienda / attività nel suo insieme.

    Siamo in grado di descriverci e raccontarci in maniera chiara, semplice e ben strutturata?

    Il mio suggerimento è di partire da se' stessi, scrivendo un bio che ci descriva in maniera efficace da tutti i punti di vista (questo vale soprattutto per i leader di azienda, e per gli esperti, i giornalisti, i formatori). Chi sono? Da dove vengo? Cosa mi appassiona? Che percorso ho fatto nella mia vita per arrivare dove sono ora? In cosa credo? Quali sogni e ambizioni ho?

    Queste sono solo alcune delle domande a cui suggerisco di rispondere nello scrivere il proprio "Chi Sono".

    La "descrizione" è invece un "chi sono" della tua attività.

    Ecco alcune semplici domande che puoi utilizzare per svilupparla: Cosa fa? Per chi? In che maniera? Cosa la caratterizza? Perché ha scelto ed opera in questo settore? Che risultati ha raggiunto?




    Risorse:

    Podcast #71
    Auto-analisi: il Valore di "Sbucciarsi"
    https://www.spreaker.com/user/robingood/71-auto-analisi-sbucciarsi




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    Musica: "Late Night Strolls" by Bonus Points - disponibile su Bandcamp: https://chillhop.bandcamp.com/track/late-night-stroll

  • Scegliere un nome e un dominio appropriato per la propria attività, così come uno tagline/slogan e una USP in grado di comunicare in 15 secondi cosa fa la tua azienda e in cosa si differenzia dagli altri, sono alcuni dei passi essenziali per comunicare e posizionare in maniera efficace la propria attività.


    1) Nome sito
    Per quanto riguarda il nome di un sito, va bene sia la possibilità di utilizzare il proprio nome e cognome, soprattutto allorché si è dei consulenti, degli esperti di settore, dei formatori o coach, (o quello della propria azienda se si è un'attività commerciale), sia quella di adottare come nome di dominio per il sito una frase-chiave tipica legata alle esigenze specifiche dei nostri clienti ideali.

    L'importante, secondo me, è che il nome sia facile da scrivere, pronunciare e soprattutto da comunicare al telefono, anche a chi non è un addetto ai lavori, senza dover fare lo spelling.


    2) Tagline
    Un elemento importante da abbinare al nome è quella che io chiamo "tagline". Altri magari lo chiamerebbero "slogan" ma in realtà c'è un po' di differenza fra i due. La "tagline" vuole essere una set di massimo 5-6 che descrive cosa fai tu o la tua azienda. A differenza dello "slogan" non cerca di essere una frase simpatica, ironica o ad effetto ma bensì un set di parole che descrivono sinteticamente ciò che l'azienda fà o offre.


    3) USP / UVP
    Il poter esprimere in poche parole ciò che facciamo, per chi lo facciamo e in cosa ci differenziamo dagli altri è un elemento vitale per poter comunicare sempre in maniera chiara e coerente il nostro posizionamento. La USP / UVP (unique selling proposition / unique value proposition) è una formuletta semplicissima che serve specificamente a generare un paragrafo che comunica l'essenza del nostro business in due o tre righe.





    Risorse:

    Come creare la tua USP
    https://www.youtube.com/watch?v=sso1ZkdzJV8







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    Musica: "Shaken, Not Stirred" by Bonus Points - disponibile su Bandcamp: https://chillhop.bandcamp.com/track/shaken-not-stirred

  • Internet è come una libreria infinita, dove il tuo sito web è come un libro fra milioni di altri.

    Affinché la libraia possa suggerire il tuo libro a chi cerca soluzioni ad uno specifico problema o interesse, è di vitale importanza la scelta, non solo del titolo, ma anche della categoria / argomento nel quale il tuo libro verrà classificato.

    "Fare posizionamento", quando si parla di marketing online, significa identificare nella maniera più precisa possibile, il titolo del tuo libro e le sue categorie di riferimento di modo da poter far si che la libraia (Google) non abbia alcun dubbio sul argomento specifico di cui ti occupi.

    Essendo la libreria immensa, va da sé, che più il tuo libro (e quindi la tua attività) è specifica nel risolvere un determinato problema, interesse, esigenza, e più il tuo libro avrà facilità nell'essere suggerito dalla libraia.

    E' altresì importante cercare di non pubblicare libri su argomenti per i quali ci sono già centinaia di titoli.

    Ma come si fa' in pratica a fare questo lavoro di "posizionamento"? Quali sono i passi pratici che vanno svolti?

    E' semplice.

    a) Da un lato è necessario scoprire e individuare tutte le frasi-chiave rilevanti che i tuoi potenziali clienti potrebbero utilizzare per cercarti online, quando ancora non ti conoscono.

    b) Dall'altro è indispensabile vedere qual è il livello di domanda mensile che c'è per ciascuna frase-chiave. Quante sono le persone che ogni mese chiedono a Google come risolvere quello specifico problema che risolvi anche tu?

    c) Infine, è d'obbligo andare a misurare qual è il livello di concorrenza presente intorno a quella specifica esigenza, e cioé quanti siti web già ci sono là fuori che si sono posizionati per risolverla.

    Ascolta questa puntata del podcast per saperne di più.



    Risorse consigliate:

    • AnswerthePublic
    Per trovare frasi-chiave rilevanti in qualsiasi settore e nicchia di mercato
    Prova gratuita.
    https://answerthepublic.com

    • Neil Patel UberSuggest
    Per trovare frasi-chiave rilevanti in qualsiasi settore e nicchia di mercato
    In grado di misurare livello di domanda e concorrenza.
    Gratuito.
    https://neilpatel.com/ubersuggest/

    • SEOZoom.it
    Strumento professionale di analisi SEO e posizionamento.
    Misura livello di domanda, concorrenza.
    Prova gratuita. A pagamento.
    https://seozoom.it

    • PosizionamentoMotoridiRicerca
    Corso online in Italiano, pratico, per apprendere tutti i passi necessari
    per posizionare qualsiasi azienda.
    Prova gratuita.
    https://PosizionamentoMotoridiRicerca.com








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    Musica: "Both of us" by Idealism - disponibile su Bandcamp: https://chillhop.bandcamp.com/track/both-of-us

  • Per avviare un progetto online con il piede giusto la priorità numero uno non è l'individuare che piattaforma scegliere per pubblicare il sito, che tema di Wordpress utilizzare o quali plugin SEO installare.

    La priorità numero uno è analizzare la parte strategica del progetto cercando di capire bene da subito, quale problema risolviamo, a chi, e in che maniera ci differenziamo dagli altri che fanno le stesse cose.

    "Think Strategy, Before Technology"

    Nella mia esperienza, questa parte di analisi strategica del progetto viene quasi sempre sottovalutata, ritenendo erroneamente che essa sia utile solo ad aziende di una certa dimensione. Inoltre, la maggior parte degli imprenditori e delle piccole aziende ritiene di avere già molto ben chiaro il proprio posizionamento di mercato e la propria identità nonostante non abbia mai messo nero su bianco, ne l'una ne l'altra.

    Si pensa di averli chiari, questi concetti, perché ci si è pensato molto. Ma il pensare senza confrontarsi non è sufficiente per riuscire a verificare e a espandere la nostra visione personale.

    In più, lo sviluppare idee e concetti mentali senza mai provare a convertirli in testi e parole di facile comprensione, è un pò come imparare a nuotare con Playstation. Si ha la sensazione di avere tutto sotto controllo, ma trasferiti nella realtà fisica, siamo principianti totali.

    Perché?

    Perché dobbiamo confrontarci, immergerci e "nuotare" dentro le cose che vogliamo conoscere e apprendere in profondità. E' necessario non solo pensare, ma anche scrivere, mettere in discussione, confrontarsi.

    Quindi, se dovessi dire qual è il primissimo passo da fare, per mettere le giuste fondamenta ad un progetto online, è quello di individuare in maniera chiara due cose:

    a) che problema, interesse o esigenza intendiamo risolvere
    individuandone uno e non dieci (PIE)

    b) a quale specifica tribù - che ha quel problema - intendo rivolgermi

    Per la PIE la cosa importante da capire, è che tanto più sono specifico, tanto meglio è.

    *Come Fare Web Marketing per Ristoranti* è 100 volte meglio che "Come Fare Web Marketing".

    *Come Fare Web Marketing per Hotel sulla Riviera Romagnola* è 100 volte meglio che "Come Fare Web Marketing Turistico".

    *Come Vendere di Più nel Tuo Negozio di Abbigliamento* è 100 volte meglio di "Come Aumentare le Vendite nel Tuo Settore".

    Per la tribù, è bene individuare caratteristiche di interesse, età, professione o ambizione che caratterizzino il tuo pubblico ideale.

    A volte la PIE determina automaticamente una tribù ben precisa di riferimento, ma in molti altri casi ci possono essere più tribù interessate a risolvere quel problema e il saper individuare quali fra queste è la più interessante, in termini di apprezzamento del nostro prodotto/servizio e di spesa potenziale, vale ovviamente moltissimo.



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    Musica: "Fluid Dynamics" by Moose Deeb - disponibile su Bandcamp: https://chillhop.bandcamp.com/track/fluid-dynamics

  • Per poter essere "punti di riferimento" nella propria nicchia di mercato, secondo me è importante, essere consapevoli della grande opportunità e responsabilità di poter essere grandi ispiratori piuttosto che guardie, parroci e coscienze morali.

    E' troppo facile lasciarsi andare al criticare il comportamento degli altri, quando potremmo spendere le stesse energie per ispirare, mostrando strade virtuose ed efficace con tanto di esempi.

    Ma la constatazione più amara è che quando critichiamo, senza realmente dedicare alcuna energia all'ispirare o proporre, non creiamo nulla di valore... ci parliamo addosso... e rimaniamo esattamente laddove eravamo prima.

    La critica, anche severa, può essere davvero utile e costruttiva solo laddove propone e ispira nuove soluzioni e prospettive.

    L'invito costruttivo è quindi quello si di utilizzare sì gli errori di altri, ma non per deriderli o per guardarli dall'alto in basso, ma per suggerire soluzioni, strategie e strumenti immediatamente utili in grado di risolverli.



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    Musica: "The Story" by Deeb - disponibile su Bandcamp: https://chillhop.bandcamp.com/track/the-story-ft-asteroid

  • Avendo seguito da vicino tanti progetti e aziende che vogliono creare nuovi prodotti e servizi da offrire online, ho scoperto quanto straordinariamente utile sia il dedicare tempo nel generare un' auto-analisi dell'azienda e del suo posizionamento attraverso gli occhi di chi gli sta dietro (tu).

    In altre parole: la capacità di fermarsi, e di mettersi in discussione provando a definirsi "nero su bianco" sia in termini di azienda, sia in termini di persona, è un processo tanto utile quanto sottovalutato.

    Lo fanno solamente le aziende e gli imprenditori che hanno capito quanto sia importante l'interrogarsi prima di tutto su chi siamo veramente, cosa abbiamo da offrire e a chi, piuttosto che il perdersi frenetico nelle tattiche e negli strumenti e mode di tendenza.

    Per quanto la maggior parte di imprenditori e titolari di aziende pensi di avere già chiarissimo nella propria testa tutto ciò, la realtà dei fatti è che quando mi capita di interfacciarmi con uno di loro, il 99% non è in grado di articolare in maniera chiara, semplice e sintetica ne ciò che fa e rappresenta la sua azienda/attività, ne il suo profilo personale.

    Per spiegare la nostra attività a volte dobbiamo parlare per 5-10 minuti, spiegare dettagli e collegamenti che altrimenti riteniamo non renderebbero chiara l'idea.

    Per dire chi siamo saliamo spesso su piedistalli che non ci appartengono o che ci siamo assegnati da soli, o ci perdiamo nel fare liste di titoli e impieghi che dicono poco sul chi siamo veramente, cosa ci muove, ci appassiona e soprattutto su cosa inseguiamo e perché.

    Eppure queste dovrebbero essere le fondamenta di qualsiasi attività sana. Capire così bene cosa si fa' e a chi ci si rivolge in modo da poterlo distillare in poche parole semplici e comprensibili a tutti.

    Ma la cosa più interessante è che nell'avere l'umiltà e la pazienza di affrontare questo processo di scrittura e analisi, possiamo scoprire tantissimo e aumentare di ordini di grandezza la nostra consapevolezza di cosa facciamo e di cosa ci rende veramente speciali.

    In pratica, ciò che io faccio con i miei clienti, è di assegnargli la scrittura del proprio "Chi Sono" e di una "Descrizione" della loro azienda in versione sia breve che lunga.

    Il "Chi Sono" è un testo che può essere lungo dalle 200 alle 600 parole e che racconta, a differenza del classico curriculum, chi sei dal punto di vista del tuo percorso di vita, dei tuoi interessi, delle tue passioni e ambizioni.

    La "Descrizione" breve e quella lunga, rispettivamente di 100 e 300+ parole, sono invece due testi che illustrano in maniera chiara, usando termini terra-terra comprensibili a tutti, ciò che la tua azienda o il tuo marchio offre, a chi lo offre, come lo offre e perché.

    Affinché questo processo porti ad una più grande consapevolezza di se stessi e della propria reale missione all'interno di un'attività imprenditoriale, è indispensabile che venga svolto in collaborazione con un amico esperto, o con un coach / formatore con cui rivedere e analizzare - spesso più volte - i testi che emergeranno.

    Svolgerlo da solo non produce neanche lontanamente i risultati che si ottengono in due, perché la nostra capacità di auto-analisi critica è inizialmente molto bassa e perché tendiamo a parlarci addosso e a ripetere discorsi, frasi e idee che abbiamo fatte nostre ma che non abbiamo mai realmente messo in discussione o analizzato.

    L'auto-analisi critica di qualsiasi attività attraverso il provare a descrivere chi siamo, cosa facciamo, per chi, e i motivi che ci spingono a farlo, è un attività non solo indispensabile per qualsiasi attività che desidera comunicare meglio se stessa, ma è anche il metodo migliore per creare delle solide fondamenta da cui far emergere tutte le attività di PR, comunicazione e marketing che seguiranno.



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  • Per diventare punti di riferimento per gli altri è indispensabile dimostrare di essere utili.

    E poiché viviamo in un'epoca caratterizzata dalla straordinaria abbondanza di informazioni e notizie, una delle cose più utili che è possibile fare è quella di risparmiare del tempo agli altri.

    Come?

    Occupandoci di selezionare e raccogliere per loro, sistematicamente, le notizie e/o le risorse più utili, su un tema molto specifico.

    Eppure, sono ancora in pochissimi ad aver veramente compreso questo concetto così semplice.

    Il 90% delle aziende e dei consulenti continua a preoccuparsi di scrivere e creare nuovi contenuti, spesso rigurgitando idee e concetti già affrontati precedentemente, senza portare nulla di realmente nuovo e utile sul tavolo.

    Non che ci sia qualcosa di male con la creazione di nuovi contenuti e con il re-iterare concetti ed idee importanti. Lo faccio sempre anche io.

    Il discorso è un altro.

    Se voglio distinguermi dagli altri e desidero mostrare la mia autorevolezza in un settore, una delle strade più efficaci e meno battute e quella di "fare da punto di riferimento" per tutte le notizie di un settore ben specifico.

    Monitorare quotidianamente un problema, un interesse, un'esigenza, anche e non solo da fonti Italiane e riportare poi - aggiungendo valore - ciò che più di significativo e rilevante emerge là fuori.

    Come si aggiunge il valore?

    Contestualizzando le notizie e le risorse interessanti che condividi per il tuo pubblico, sintetizzando la "ciccia" che contengono e spiegando chiaramente perché val la pena approfondirle.

    Questo è il disc-jockey delle notizie, il "newsmaster" in grado di dimostrare la sua autorevolezza attraverso la selezione, il commento e la condivisone guidata di ciò che scopre.


    Strumenti utili:

    Per scoprire e selezionare nuovi contenuti interessanti da contestualizzare e condividere
    http://Feedly.com - tieni sott'occhio tutti i siti e le fonti rilevanti da un'unica dashboard
    http://Flipboard.com - scopri contenuti rilevanti selezionati da altri esperti di settore
    http://Scoop.it - scopri, cura e condividi sui tuoi social / o sito web il tuo newsradar

    https://medium.com/content-curation-official-guide/


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    Musica: "Something Between Us" by Khudosoul feat. Birocratic - disponibile su Bandcamp: https://chillhop.bandcamp.com/track/something-between-us-ft-birocratic

  • Oggi, sono in tanti a raccomandare e a sposare verbalmente l'idea che il cliente non debba essere un numero, e che sia necessario ascoltare, condividere e dialogare in maniera diretta e onesta con lui.

    Ma la realtà dei fatti è ben diversa dai buoni propositi.

    E spesso, proprio chi suggerisce e raccomanda non si rende conto di quanto il suo modo di agire e comunicare non è in linea con quanto predica.

    Ci sono delle volte che avvertiamo subito che un'azienda, un'attività commerciale, un consulente sono dei "brand", con tanta bella facciata ma poca "empatia" e capacità di ascolto. E ci sono altre volte che istantaneamente sentiamo che il nostro interlocutore, non è solo un bel nome ma qualcosa di autentico, genuino, concreto e pronto a reagire con attenzione alle nostre richieste.

    Perché?

    Quali sono le caratteristiche e differenze principali, che a mio modo di vedere, differenziano un azienda "brand" da una che è "friend", specialmente quando si comunica online?

    Questa è la sfida che mi sono lanciato quest'oggi. Provare a mettere nero su bianco, i tratti che caratterizzano due modi completamente agli antipodi di fare comunicazione e marketing online (sul sito, nei social, nei video e nei podcast).

    Ne ho identificati più di 10.

    Ascoltali e domandati: in quali di questi due identikit mi riconosco di più come professionista/azienda?

    Allo stesso modo, quando ascolti, leggi o partecipi ad un evento filtra ciò che ti viene trasmesso attraverso questa lente e impara a riconoscere i piccoli dettagli che differenziano i venditori di pentole e i "professoroni" (ex-guru), da quei marchi in grado di essere in reale sintonia con il loro pubblico.



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  • Ho la sensazione che spesso ci perdiamo nel parlare, nell'aggiungere, nell'abbellire, ma soprattutto nel *riempire* di parole i nostri contenuti. Parlati, scritti o videografati.

    Ci parliamo addosso.

    In un'epoca nella quale regna la cultura dell'effimero, e siamo sovrastati da tonnellate di rumore con zero valore aggiunto, ciò che assume estremo valore è la capacità di filtrare, selezionare e sintetizzare ciò che di raro, nascosto e rilevante c'è veramente là fuori.

    Non è facile, I know.

    Ma è anche vero che allenandosi, si può apprendere quasi tutto. Io per esempio ho imparato tantissimo sulla sintesi lavorando sulla SEO nel creare titoli efficaci per i miei contenuti.

    In questo podcast individuo cinque approcci e metodi pratici per allenare e migliorare le proprie capacità di sintesi.

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  • Recentemente ho avuto un paio di avventure con lo schermo del mio computer che mi hanno fatto rendere conto di che impatto micidiale possa avere il customer service, sia sulla valutazione che una persona da' ad un'azienda, sia su come si orienteranno le sue scelte di spesa future.

    La sintesi di quello che scopriresti ascoltando questo episodio del podcast è che trattare i clienti stendendo tappeti rossi e con i guanti bianchi (andando oltre il dovuto), per molti tipi di prodotti e servizi (sopratutto per quelli non di bassa fascia), può fare una differenza straordinaria.

    Ancor più in un mercato e contesto (quello Italiano) dove sono rari come i tartufi quelli che lo fanno.

    Suggerito l'ascolto a tutti coloro che hanno avuto problemi con lo schermo del loro computer e a tutti quelli "schierati" pro-Windows o pro-Mac.


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