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  • Adriana Cavarero "Torino Spiritualità"

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    Adriana Cavarero
    "Torino Spiritualità"
    www.torinospiritualita.org


    Torino Spiritualità
    Domenica 30 settembre, ore 15.00
    Museo Nazionale del Risorgimento
    Via Accademia delle Scienze, 5

    Il soggetto imprevisto. Forme e figure del dissenso delle donne letterate

    Nell’intreccio malato fra sesso, denaro e potere, nel mondo del lavoro, nei rapporti privati, nella vita come nella letteratura, i “no” delle donne sono stati e continuano a essere determinanti per il cambiamento, sebbene spesso non riconosciuti e ricordati. Adriana Cavarero, filosofa, e Anna Maria Crispino, editora e direttora della rivista Leggendaria, riflettono sulla natura del dissenso delle donne, sul loro pensare, il loro diverso sentire e l’alterità che le abita: un patrimonio umano che sta facendo scaturire la luce del cambiamento dal cuore del presente, come recentemente testimoniato dalle “Silence Breakers” o dal movimento “Me Too”. Con Daniela Finocchi, ideatrice del Concorso Lingua Madre e Luisa Ricaldone, presidente della Società Italiana delle Letterate

    A cura di Concorso letterario nazionale Lingua Madre e Società Italiana delle Letterate
    Ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili




    Adriana Cavarero
    "Platone"
    Raffaello Cortina Editore
    www.raffaellocortina.it
    Un lungo e intenso "corpo a corpo" con Platone: è questa la cifra caratteristica del pensiero di Adriana Cavarero
    «Riflessioni, non arrabbiate ma ponderate, su pagine milioni di volte indagate, questa volta studiate da un altro punto di vista. Che non è quello, non insensato, ma troppo sentito, del linguaggio astratto del maschio da contrapporre alla sensibilità e alla passione della femmina. È quello piuttosto di chi vuole, semplicemente, studiare.» – Maria Bettetini, Il Sole 24 Ore
    Il volume lo rivela attraverso una serie di scritti introvabili o mai apparsi in italiano, un inedito e altri testi cruciali dedicati al grande allievo di Socrate. Al lettore viene offerto un viaggio appassionante sulle tracce di Platone, che non rappresenta solo un riferimento costante della filosofia di Cavarero ma anche il vero e proprio fil rouge con cui l'autrice intesse molteplici trame. La filosofia classica si intreccia qui con la riflessione politica e con la teoria femminista, come pure con la letteratura, la musica e l'arte. Il risultato è un confronto profondo e al tempo stesso ironico e irriverente con il padre della filosofia occidentale.


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  • Federica Tammarazio "Torino Spiritualità"

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    Federica Tammarazio
    "Torino Spiritualità"
    www.torinospiritualita.org


    Torino Spiritualità
    Sabato 29 settembre ore 10.00
    Domenica 30 settembre ore 10.00

    Andare al diavolo. Quattro passi tra raffigurazioni diaboliche e parole di zolfo

    Una passeggiata tra le tombe storiche del Cimitero Monumentale: grandi artisti, personaggi quasi eretici, citazioni luciferine e l’immancabile icona della “femme fatale” simbolista nella Torino fin de siècle. Un viaggio a due voci tra storia e suggestioni letterarie insieme alla storica dell’arte Federica Tammarazio e all’attore Lorenzo Beatrice.

    L’incontro fa parte del ciclo Lo spirito che dice sempre “no”

    Ingresso da corso Novara 131/A
    Partecipazione € 6
    Prenotazione obbligatoria 334 1809224





    Federica Tammarazio
    "Torino. Con cartina"
    Skira Editore

    Il volume, che presenta i monumenti e le opere più importanti della città e dei dintorni, contiene una mappa estraibile della città, un breve profilo storico e culturale, gli eventi, la cucina e i prodotti tipici e l'elenco dei ristoranti e degli alberghi.



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  • Simone Campa "Torino Spiritualità"

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    Simone Campa
    "Torino Spiritualità"
    www.torinospiritualita.org


    Torino Spiritualità
    Giovedì 27 settembre 2018
    "Meditare nel suono e nel silenzio"

    Una sessione di ascolto – guidata da Simone Campa, sound therapist – meditazione e percezione sottile della vibrazione sonora nella sua duplice manifestazione: silenzio e suono. Il suono è in continuo rapporto con il silenzio e con lo spazio spirituale che da esso nasce e che chiede d’essere colmato. È nel silenzio che il suono prende forma, ed è al silenzio che infine fa ritorno.

    Portare tappetino yoga, cuscino e coperta.
    Si ringrazia il Peter Hess® Institut per aver messo a disposizione 15 Klangschalen (campane tibetane di speciale produzione e certificate dal PHI) utilizzate per la meditazione sonora.

    Ingresso € 12
    Ridotto Amici di Torino Spiritualità (posti limitati) € 8
    Prenotazione obbligatoria 334 1809224
    Biglietteria al Circolo dei lettori (via Bogino 9)
    Dal lunedì al sabato dalle ore 9.30 alle ore 21.30 e domenica 30 settembre dalle ore 9.30 alle ore 21

    L’incontro fa parte della Scuola di Otium
    Con degustazione a cura di Yogi Tea

    www.simonecampa.com



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  • Alberto Maggi "Di questi tempi"

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    Alberto Maggi
    "Di questi tempi"
    Garzanti Editore
    www.garzanti.it

    La felicità non è un’utopia, ma una possibilità concreta alla portata di tutti.



    Torino Spiritualità
    Giovedì 27 settembre 2018, ore 18.30
    Teatro Gobetti, Torino
    Alberto Maggi
    "Bei tempi andati?"
    Piccola guida contro la paura del presente (e del futuro)
    www.torinospiritualita.org


    «Di questi tempi» oppure «al giorno d’oggi» sono espressioni che indicano ogni volta qualcosa di negativo, che si parli dei giovani come della politica, della famiglia o del lavoro. Si avverte spesso un rimpianto diffuso per i «bei tempi» andati, per un passato che è sempre più felice del presente, e che non ritornerà più, come la moda e le canzoni di una volta. Ma Alberto Maggi, con la sua gioia contagiosa, ci dimostra che questa nostalgia non ha ragion d’essere, e che invece si può e si deve vivere serenamente il presente e andare incontro fiduciosi al futuro. Perché infinite sono le piccole e grandi bellezze che costellano la nostra esistenza ma che troppo spesso ci ostiniamo a trascurare. Grazie alle riflessioni raccolte in questo libro, riscopriremo la voglia e la capacità di aprire gli occhi e il cuore, così da saper accogliere le novità come opportunità e non come pericoli

    Alberto Maggi, frate dell’Ordine dei Servi di Maria, ha studiato nelle Pontificie Facoltà Teologiche Marianum e Gregoriana di Roma e all’École Biblique et Archéologique française di Gerusalemme. Fondatore del Centro Studi Biblici «G. Vannucci» (www.studibiblici.it) a Montefano (Macerata), cura la divulgazione delle sacre scritture interpretandole sempre al servizio della giustizia, mai del potere.



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  • Michael Davide Semeraro "Torino Spiritualità"

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    Michael Davide Semeraro
    "Torino Spiritualità"
    www.torinospiritualita.org


    Torino Spiritualità
    Il "no" del figlio, il "no" del discepolo
    Venerdì 28 settembre, ore 18.30
    Circolo dei Lettori, Torino

    Dire dei “no” comporta una fatica che a volte paralizza, a volte fa indietreggiare nei perimetri sicuri della concordia superficiale e del facile assenso. Il monaco benedettino Michael Davide Semeraro ci mostra però che è lo stesso Gesù, con la forza del suo agire, a insegnare che libero non è chi dice sempre “sì”, ma chi sa pronunciare anche dei “no”. E così dovrebbe essere il discepolo: capace di contrapporsi senza fuggire, perché formato alla scuola di una nuova ed eversiva coerenza.
    L’incontro fa parte del ciclo Il segno di contraddizione
    Ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili
    Gli Amici di Torino Spiritualità possono prenotare un posto in sala


    Dal sito www.lavisitation.it

    Non siamo un’abbazia, non siamo un priorato e se siamo un monastero lo siamo nella misura più piccola come è appunto una “domus monastica”. Siamo attualmente tre monaci che cercano di vivere la fedeltà alla tradizione benedettina nella Congregazione Sublacense-Cassinese, cogliendo ogni giorno gli appelli della vita fino ad assumerne le costrizioni e le necessità.

    Il mistero che ispira la nostra vita è quello della Visitazione, che è anche il titolo della parrocchia in cui viviamo. Ecco la Koinonia de La Visitation, una fraternità in cui la koinonia – comunione – è al primo posto nelle relazioni tra di noi e con quanti incrociano, in vario modo, la nostra vita.

    Pur essendo una piccola comunità, non siamo isolati e in questo siamo aiutati e sorretti dal riferimento al monastero di En Calcat (Francia) e dalla cura di padre André-Jean Demaugé che, in quanto delegato dell’Abate presidente della nostra Congregazione, ci guida nel nostro cammino di ricerca di Dio e di attenzione ai fratelli e sorelle in umanità.

    Accanto alla figura del nostro padre Benedetto, abbiamo scelto di dare rilevanza alla testimonianza di Francesco d’Assisi e di frère Charles de Foucauld. In queste due figure troviamo un’ispirazione per un’interpretazione più ampia della tradizione monastica.

    Forse potrà sembrare strano e persino inopportuno impegnarsi in una nuova realtà con tutte le comunità che hanno bisogno di forze per continuare la loro testimonianza. Nondimeno accogliamo la nostra vita come una possibilità vissuta nella provvisorietà e in una fragilità che ci richiede una fedeltà al momento presente, senza troppi progetti e con la gratitudine di essere qui ed ora per vivere una fedeltà fraterna che si apre all’accoglienza e alla partecipazione dei cammini e delle speranze di quanti passano nella nostra casa.

    Quando entriamo in contatto con il vissuto di altre comunità monastiche, spesso sentiamo parlare di “fragilizzazione”, di diminuzione di forze, di una necessità di ridurre le proprie attività e di trovare il modo per abitare case troppo grandi e troppo esigenti. Per noi le cose sono molto diverse: viviamo in una realtà piccola a tutti i livelli – la casa, le attività, il mondo e il modo di relazione –, ma soprattutto per noi non si tratta di fare esperienza di “fragilizzazione”, bensì di assumere “uno stato essenziale di fragilità” che potremmo definire costitutiva della nostra vita. L’essere solo in tre e il fatto di abitare una casa che non è nostra ci obbliga a vivere radicalmente il momento presente senza troppa progettualità per il futuro. Tutto ciò se da una parte ci fa sentire molto vulnerabili, dall’altra ci permette una libertà che ha il suo valore e la sua bellezza.


    Michael Davide Semeraro
    "L'armadio del cuore. Lo straordinario potere del riordino interiore"
    Terra Santa Edizioni
    www.edizioniterrasanta.it
    La vita di ogni uomo e donna è simile a un armadio... per ogni cosa c'è il suo posto. Un armadio non solo deve essere spazioso, ma deve pure essere ordinato in modo da poter disporre di ciò che ci serve con facilità. La nostra esistenza va continuamente rivestita con gli abiti adeguati ad ogni stagione come pure in modo conveniente alle situazioni che viviamo, non solo per noi stessi ma anche per gli altri. L'autore suddivide la nostra vita nelle quattro stagioni. All'interno di ognuna ci sono gli scomparti (cura di sé, relazioni affettive, il lavoro, l'ozio necessario), i ripiani (il tempo, lo spazio da abitare, i rapporti da curare), i cassetti (gestire i fallimenti, la necessità di sognare, il coraggio di scegliere, la forza dei desideri) e le scatole (imparare nella sofferenza, ringiovanire nella vecchiaia, la morte come compimento). Mettere ordine nella propria vita richiede non solo di aprire l'armadio del nostro cuore per prendere ciò che ci serve al momento giusto, ma prevede pure che, a suo tempo, abbiamo rimesso ogni cosa al suo posto mantenendo così quell'ordine interiore che permette di vivere armoniosamente con noi stessi e sinfonicamente con gli altri.



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  • Davide Ferrario "Scherma, schermo"

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    Davide Ferrario
    "Scherma, schermo"
    Il regista dietro la maschera
    Add Editore
    www.addeditore.it


    "Scherma, schermo" racchiude due passioni o, meglio, una passione che si accompagna a un lavoro appassionante. Davide Ferrario è un regista, ma il suo vero grande amore è la scherma, incontrata da adolescente alla fine degli anni Sessanta, un po' dimenticata per i casi della vita, poi riscoperta e mai più abbandonata. Dietro la maschera, con l'arma in mano, si è soli con se stessi e le connessioni con il mondo del cinema sono molte, talvolta inattese, talvolta lampanti perché in un combattimento si è allo stesso tempo attori, registi e spettatori. Ferrario racconta la scherma come girerebbe un film, partendo da un primissimo piano su un atleta fermo in pedana, per poi allargare l'inquadratura sul mondo attorno a lui, con gli occhi di chi sta per affondare una stoccata: tesi, concentrati, emozionati.


    Davide Ferrario
    Regista, sceneggiatore, produttore e critico cinematografico. Davide Ferrario è un intellettuale che ama il cinema, la magia delle immagini in movimento, sperimenta generi e stili diversi, con l'intento di raccontare piccole storie di italiani, provinciali alla ricerca di una vita più piena. Con uno spirito critico acuto, ha realizzato commedie e drammi, e si è affezionato all'animo dell'inchiesta dei documentari.
    Il suo debutto alla regia è del 1989 con La fine della notte, giudicato "Miglior film indipendente" della stagione. Dirige poi sia opere di finzione che documentari, che gli procurano una grande considerazione in Italia e che sono stati presentati in numerosi festival internazionali, da Berlino al Sundance, a Venezia, Toronto, Locarno. Tra gli altri: Tutti giù per terra, Figli di Annibale, Guardami e i lavori realizzati con Marco Paolini.
    Rigorosamente indipendente, non è solo regista ma guida, al contempo, e con notevoli risultati la propria casa di produzione. Dopo mezzanotte, realizzato con un budget molto ridotto, ha ottenuto un grande successo in Italia, ed è stato venduto in tutto il mondo. È anche autore di romanzi (il suo Dissolvenza al nero è stato tradotto in molte lingue e adattato per lo schermo da Oliver Parker); è collaboratore di testate giornalistiche e radiofoniche; e, recentemente, fotografo.
    Ha pubblicato Dissolvenza al nero (Longanesi, 1994), adattato per lo schermo da Oliver Parker, e Sangue mio (Feltrinelli, 2010).
    Nel 2015 esce un suo racconto nell'antologia Gente di Bergamo (Bolis Edizioni).


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  • Daniele Aristarco "Torino Spiritualità"

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    Daniele Aristarco
    "Torino Spiritualità"
    www.torinospiritualita.org



    Torino Spiritualità
    Venerdì 28 settembre - ore 22.00 - Off Topic www.offtopictorino.it
    Io dico "NO"! Storie di disobbedienza
    chitarra e voce: Chiara Percivalli
    synth e voce: Giulia Marinelli
    Brevi ritratti in forma di monologo di donne e uomini che hanno saputo disobbedire di fronte alle ingiustizie. Da Oscar Wilde ad Anna Politovskaja, da Franco Basaglia a Rosa Parks e Martin Luther King, lo scrittore Daniele Aristarco coglie i personaggi nel momento in cui imprimono alla loro vita una svolta che cambierà il corso della Storia. A dire che, se lo vogliamo davvero e ci diamo da fare, non c'è muro che non si possa abbattere, non c'è iniquità che non si possa rimuovere.


    Torino Spiritualità
    Sabato 29 settembre - ore 14.00
    La Scuola di Otium
    "Dimmi di no e ti dirò chi sei"
    I “no” restano scolpiti nella memoria. I “no” che abbiamo detto, quelli che avremmo voluto dire o che ci sono stati detti. Riuscire a raccontarli può rappresentare un’importante consegna di conoscenze e pratiche di disobbedienza. Proveremo a organizzare questi racconti, con lo scrittore Daniele Aristarco, e a tessere così una trama di storie e idee e a stringere bene i legami. Un racconto epico delle nostre esistenze, insomma, da consegnare alle nuove generazioni.
    Ingresso incontro € 12
    Ridotto Amici di Torino Spiritualità (posti limitati) € 8
    Prenotazione obbligatoria 334 1809224
    L’incontro fa parte della Scuola di Otium
    Con degustazione a cura di Yogi Tea



    Daniele Aristarco è nato a Napoli nel 1977. È autore di racconti e saggi divulgativi rivolti ai ragazzi, pubblicati sia in Italia che in Francia. Ha insegnato lettere nella scuola media e ora si dedica ai libri per ragazzi e alla scrittura per il cinema e la radio. Drammaturgo e regista teatrale, ha vinto numerosi premi. Si occupa inoltre di laboratori di scrittura creativa per l’infanzia presso scuole, biblioteche e associazioni culturali. Nel nostro catalogo ha pubblicato Shakespeare in shorts – Dieci storie di William Shakespeare, eletto libro del mese di settembre 2016 dai radioascoltatori della trasmissione «Fahrenheit» di Radio 3 Rai, Io dico no! – Storie di eroica disobbedienza, inserito nella lista dei «White Ravens» 2017, Così è Pirandello (se vi pare) – I personaggi e le storie di Luigi Pirandello, Cose dell’altro secolo, Lucy, la prima donna, La nascita dell’uomo, Decameron, Fake – Non è vero ma ci credo, La diga del Vajont.



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  • Luca Cerchiari "Master in Editoria e Produzione Musicale" IULM Milano

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    Luca Cerchiari
    "Master in Editoria e Produzione Musicale"
    IULM Milano
    www.iulm/masters




    NUOVI GRANDI DOCENTI NEL MASTER IN “EDITORIA E PRODUZIONE MUSICALE”



    Il Master di primo livello in “Editoria e produzione musicale”(www.iulm/masters), direttore Prof.Luca Cerchiari, giunge al quinto anno presentando due importanti novità. Da un lato ne è stato aumentato significativamente il monte ore, da 420 a 600, dall’altro esso offre un corpo docente più ampio e agguerrito, che presenta due grandi figure del panorama musicale italiano. Si tratta del Maestro Ivan Fedele, compositore di fama internazionale con oltre cento opere rappresentate in Italie e in Europa, Direttore della Biennale musica di Venezia e Docente all’Accademia Santa Cecilia di Roma, che si occuperà in modo nuovo del repertorio classico e contemporaneo europeo. E di Franco Mussida, chitarrista, storico fondatore di uno dei gruppi più innovativi del progressive pop italiano, la Premiata Forneria Marconi, nonché titolare, da anni, del Centro Professione Musica(CPM)di Milano, una delle migliori scuole di formazione alla popular music, o musica pop, materia che Mussida insegnerà nel Master IULM 2019, accanto ad altri Docenti.
    Il Master, che avvia sistematicamente alle professioni musicali nell’ambito dell’editoria, della produzione discografica, della programmazione musicale radiotelevisiva e dell’organizzazione concertistica, con un ottimo job-placement, è l’unico in Italia, accanto all’offerta formativa nell’ambito di tutti i generi musicali(classica, jazz, pop, etnica, da film)a offrire specifici corsi dedicati a due materie fondamentali, Economia della musica(Prof.Luca Barbarito)e Musica e diritti(Avv.Patrizio Visco). L’Avvocato Visco, il maggior esperto italiano di diritto d‘autore in ambito musicale, terrà inoltre un altro nuovo corso, dedicato ai profili professionali dell’industria discografica e dello spettacolo musicale. Nuovo è anche un corso su musica e cinema che verrà svolto dal Prof.Quirino Principe, illustre musicologo, letterato e germanista, critico musicale del quotidiano Sole 24 ore. Tra gli altri Docenti di maggior spicco del Master, Fabio Jegher, Gabriella Pasi, Stefano Lombardi Vallauri, Alessandro Carrera(Università di Houston), Ilaria Narici(Amministratore delegato Ricordi/Hal Leonard)e Roberto Rossi(Dirigente Sony Music Italy) .




    Luca Cerchiari, musicologo e critico musicale, è tra i massimi esperti europei di musica jazz, di popular music e di discografia. Docente universitario dal 1997 (Torino, Udine, Verona, Padova, Genova), dirige presso l’Università di Milano-IULM il Master in Editoria e produzione musicale e vi insegna Storia della musica pop. Conferenziere anche in Europa e Usa, è autore di un centinaio di libri e saggi (alcuni editi in altre lingue), tra i quali Treemonisha, Jazz e fascismo, Il disco, Miles Davis, Eurojazzland (Usa 2012). Per Bompiani ha pubblicato Intorno al jazz (2016).
    Il suo sito web è www.lucacerchiari.it


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  • Gianni Cascone "1, 2, 3... Tocca a te!"

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    Gianni Cascone
    "1, 2, 3... Tocca a te!!
    Banquero
    Giraldi Editore
    www.giraldieditore.it


    L’ossessione di controllo della cultura occidentale ci ha portato a creare un simulacro virtuale della realtà e a tradurre questa in sequenze di codice binario. Ma così facendo i contorni della realtà tendono a sfumare e la simulazione si ingigantisce fino a sfuggire al nostro controllo, mentre le cose continuano a conservare la loro inesorabile crudezza.

    “La vita è sogno” diceva Calderon de la Barca... ma in quale incubo si è andato a cacciare Alfredo Zabelli, esperto di sistemi informatici della multinazionale NED, giovane piacente campione di quel cinismo, di quella indifferenza, di quell'arrivismo e di quella anaffettività che connotano tanta parte del nostro mondo?

    Gianni Cascone, scrittore e regista di Bologna, è uno dei capostipiti della formazione alla scrittura espressiva in Italia. Nel 1991 ha fondato il Laboratorio di Scrittura Grafio, preso a modello alternativo alla Scuola Holden nel Convegno al Salone del Libro di Torino 1996. Fra il 1999 e il 2010 ha organizzato il festival internazionale di letteratura Forme del Narrare. Fra i laboratori di scrittura che conduce in Italia si segnalano quello di San Lazzaro di Savena, che ha dato vita al gruppo letterario IndiMondi, quelli di Pistoia presso il Centro Culturale “Il Funaro”, che hanno dato vita ai gruppi letterari Immagici (La mano di corallo) e Pistores e quello di Taggia, che ha dato vita al gruppo letterario del Banchéro. Fra i suoi libri il romanzo Quadrante Nord (Manni 2004).



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  • Michele Mazzeo "Fragilità e preziosità del vivere umano"

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    Michele Mazzeo
    "Fragilità e preziosità del vivere umano"
    Bibbia ed etica di fine vita: dilemmi e responsabilità
    Prefazione di Antonio Gioacchino Spagnolo
    Postfazione di Vincenzo Bertolone
    Aracne Editrice
    www.aracneeditrice.it



    Il volume rappresenta un inedito nel panorama odierno, poiché pone Bibbia ed etica di fine vita di fronte ai dilemmi e alle responsabilità che oggi emergono non solo sul versante clinico, ma anche su quello civile e religioso. Nell’itinerario proposto, l’etica applicata alla vita si misura in modo interdisciplinare con le esperienze limite della persona ammalata, sofferente e vicina alla morte. La Bibbia, del resto, affronta sin dall’inizio le situazioni di malattia e di sofferenza, invitando a riconoscere la persona malata come maestra di vita, a confrontarsi con l’uomo che in certe situazioni vuole morire, ad accogliere la responsabilità del malato e del medico. Uno strumento pensato per raccogliere le sfide del mistero della vita umana nel terzo millennio.

    Michele Mazzeo, sacerdote cappuccino, è docente di Sacra Scrittura presso l’Università Antonianum di Roma, presso l’Istituto Teologico Calabro San Pio X di Catanzaro e presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale. Tra le sue pubblicazioni: La sequela di Cristo. Nel libro dell’Apocalisse (Paoline 1997); Pietro roccia della chiesa (Paoline 2004); Vangelo e lettere di Giovanni. Introduzione, esegesi e teologia (Paoline 2007); La spiritualità del Nuovo Testamento. Ascolto e sequela. Corso di Teologia spirituale 3 (EDB 2011); Bibbia ed educazione. Per una nuova evangelizzazione (Paoline 2011); La vita mistero d’amore. Gesù maestro ed educatore (Libro-DVD, Bibbia e Vita 2015); La cura della vita. Bibbia e bioetica (EDB 2015); Lettere di Pietro. Lettere di Giuda, I libri biblici 18 (Paoline 2016, seconda edizione); Vangeli sinottici e Atti degli apostoli. Introduzione, esegesi, percorsi tematici (Paoline 2017, seconda ed. aggiornata e ampliata).


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  • Ernesto Aloia "La vita riflessa"

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    Ernesto Aloia
    "La vita riflessa"
    Bompiani Editore
    www.bompiani.it


    Che cosa succede quando a due uomini che si sono perduti accade per caso di ricongiungersi e condividere un progetto rivoluzionario che può trasformare le loro esistenze sviate? E' possibile risalire il corso del tempo e trovare il modo di diventare se stessi? Una mattina di settembre del 2008, guardando un servizio sul fallimento della Lehman Brothers, Marco - funzionario di una grande banca con compiti e legami per niente limpidi - riconosce tra i dipendenti appena licenziati il suo amico d'infanzia Greg, già matematico e pioniere dell'informatica, poi votato ai fasti ormai pericolanti della finanza.
    Quarant'anni prima, quando erano ragazzini e Greg viveva in Italia, i due sono stati protagonisti di un episodio oscuro e incancellabile, dopo il quale si sono persi di vista. Ma quando Greg viene inquadrato dalle telecamere è come se per Marco quegli anni non fossero mai trascorsi. La tentazione di riallacciare l'antico legame è irresistibile.
    Greg ha un sogno, Marco di sogni non ne ha più da un pezzo, e forse proprio per questo non sa resistere alla proposta dell'amico: utilizzando la struttura di vecchi software e il denaro del luciferino mentore Danilo Serra svilupperanno la versione embrionale di Twins, un nuovo social network ''ad azione profonda'', e lo venderanno ad Amit Roy, antico collega di Greg e ora CEO della BWE, un grande gruppo della information technology europea in crisi e alla disperata ricerca di riscatto.
    Il lancio di Twins, rielaborato e perfezionato dallo spregiudicato Amit Roy, è un successo planetario. Il social modifica rapidamente comportamenti collettivi e stili di vita.
    La BWE fa il suo ritorno trionfale tra i grandi dell'informatica. Ma quando viene ritrovato il corpo di Milena Sarti, una dei tanti ragazzi incantati da Twins, lo scenario muta radicalmente e Marco si trova di fronte alla più difficile delle scelte. Un romanzo limpido e disperato sulle complicazioni della tecnologia e sull'irriducibile mistero dell'identità.


    Ernesto Aloia è nato a Belluno nel 1965, ma vive e scrive a Torino. Prima di La vita riflessa ha pubblicato Chi si ricorda di Peter Szoke (2003), Sacra Fame dell’oro (2006), Paesaggio con incendio (2011) per Minimum fax, e I compagni del fuoco (2007) per Rizzoli.



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  • Olga Osuchowska "ISAO Festival"

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    Olga Osuchowska
    "ISAO festival"
    www.isaofestival.it


    Scorrere in alto presuppone uno sforzo
    I fiumi spesso segnano confini. Però i confini non esistono, li hanno inventati gli uomini; i fiumi semplicemente li attraversano, e corrono verso il mare, indifferenti.

    Ci sono due fiumi che scorrono in direzioni opposte: quando uno si svuota, l’altro si riempie. Tutti facciamo continuamente esperienza della possibilità di osservare la realtà che ci circonda da un fiume oppure dall’altro.

    Scorrere non è fatale. Dobbiamo domandarci dove vogliamo scorrere.

    Continuamente siamo invitati a scegliere dove scorrere e quale fiume alimentare. Dobbiamo chiederci quale fiume vogliamo alimentare. Quello che scorre verso il basso, verso l’impossibilità, verso il “nulla si può fare”, verso il “tutto è perduto”, verso “si stava meglio quando si stava peggio”?

    Oppure vogliamo alimentare quello che scorre verso l’alto, e lo fa malgrado la forza di gravità, malgrado lo sforzo, le difficoltà, malgrado l’inquinamento, la corruzione, il terrorismo, la crisi che finisce ma sfinisce, malgrado tutto, eppure scorre! E il suo scorrere significa che tutto si può fare, nulla è perduto, si sta meglio adesso perché è proprio adesso e non è prima e non è dopo; si sta meglio se decidiamo di stare meglio!

    La felicità è alle spalle o alle porte? Non è importante, perché se è alle porte avanziamo, e se è alle spalle possiamo voltarci e correrle incontro. Al di là di ogni “buonismo”.

    L’impegno è solo uno: alimentare il fiume che scorre verso l’alto, sempre, per quanto resistenza si possa incontrare, per quanto possa sembrare impossibile e retorico, per quanto possa far sorridere. Sorridere fa bene. Se un’idea strappa un sorriso, l’obiettivo in parte è già raggiunto.

    Giordano V. Amato


    ISAO Festival, sebbene ideato da un’associazione teatrale, è sempre stato un festival multidisciplinare, con concerti, laboratori e testimonianze attive.

    Questa edizione parte nella splendida cornice della Mole Antonelliana con un evento che unisce musica, cinema e teatro. ISAO Festival 25 dedica spazio anche a una mostra di scultura nella suggestiva location di San Pietro in Vincoli.

    La rassegna cinematografica dell’ISAO Festival propone film di Federico Fellini in dialogo con pellicole di autori contemporanei dalla Polonia e Repubblica Ceca che si possono accomunare per l’universalità dei temi e gli interrogativi fondamentali dell’esistenza.

    Tutte le proiezioni dei film stranieri saranno in lingua originale con sottotitoli italiani. Saranno presenti i registi Marek Koterski e Petr Zelenka.

    Come un Pensiero può stare in una testa, così il Teatro può stare in una valigia. Come un unico Pensiero può contagiare l’intero mondo, anche un Teatro che esce da una valigia può farlo. Perché il Teatro può essere fisicamente piccolo e il suo messaggio enorme.

    Il progetto internazionale Teatro in valigia coglie il format scelto da regista polacco Marek Koterski e sua moglie, l’attrice Małgorzata Bogdanska, da anni appassionata di cultura italiana. A partire da ISAO 25, artisti italiani, polacchi e cechi porteranno le loro produzioni nelle città europee che collaborano con l’iniziativa.

    Gli otto spettacoli selezionati per la sezione ISAO 25 Performance interpretano in vari modi il tema “scorrere in alto”. Intendono a soffermarsi sulle scelte e gli slanci creativi verso la felicità umana, per superare i confini, quelli geografici o politici, ma anche quelli personali; malgrado lo sforzo e le difficoltà, le intolleranze, le violenze, affinché i muri possano essere abbattuti e non costruiti, lavorando per un’integrazione nella quale nessuno debba rinunciare alle proprie peculiarità e tutti possano contribuire alla creazione di un ambiente di pacifica convivenza.

    ISAO 25 inaugura il nuovo progetto di rete e partenariato, che vede Il Mutamento Zona Castalia con Mulino Ad Arte e O.P.S. Officina per la Scena promotori di SofT Streets of Theater, un percorso che programmerà oltre cinquanta spettacoli in Piemonte tra settembre 2018 e aprile 2019. Attraverso SofT, Torino Nord dialogherà con Torino Centro e con l’area metropolitana, con una programmazione che accompagnerà il pubblico per gran parte dell’anno, sostenendone la circolazione nei diversi spazi.

    L’ultima tappa di ISAO si sposta fuori dalla citta: al Teatro Sandro Pertini di Orbassano e al Teatro Felice Carena di Cumiana, con due spettacoli dedicati a bambini.


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  • Carlo Volta "Festival della Dignità Umana"

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    Carlo Volta
    "Festival della Dignità Umana"
    www.festivaldignitaumana.com

    Festival della Dignità Umana 2018
    “Speranza di futuro”
    V edizione
    22 settembre – 20 ottobre 2018
    Borgomanero, Arona, Briga Novarese, Novara e Orta San Giulio



    Giunto alla sua quinta edizione, il Festival della Dignità Umana torna dal 22 settembre al 20 ottobre 2018 con numerosi appuntamenti in Piemonte, dislocati tra Borgomanero, Arona, Briga Novarese, Novara e Orta San Giulio.
    Il Festival, che fin dalla prima edizione affronta tematiche di forte richiamo sociale quali la diversità (2013-14), il lavoro e la dignità (2015), la povertà (2016), il dono e la gratuità (2017), pone quest’anno il tema “Speranza di futuro” al centro di numerosi incontri, appuntamenti per le scuole, spettacoli teatrali e musicali, testimonianze e incontri con l’autore.
    Tra gli ospiti: Paolo Benanti, Aldo Bonomi, Eugenio Borgna, Guido Brivio, Alessandra Cislaghi, Lucilla Giagnoni, Davide Maggi, Lidia Maggi, Roberto Mancini, Alberto Martinelli, Moni Ovadia, Giannino Piana, Francesco Remotti, Francesca Rigotti, Pier Aldo Rovatti, Luigi Zoja.
    Il Festival della Dignità Umana 2018 è organizzato dall’Associazione Dignità e Lavoro – Cecco Fornara ONLUS (ADL), in collaborazione con il Circolo dei Lettori di Novara, il CIESSETI di Novara e Vco e il Festival Torino Spiritualità. Il Comitato scientifico è composto da Eugenio Borgna, Gianni Cerutti, Giulia Cogoli, Davide Maggi e Giannino Piana.


    Il legame tra la dignità umana e la speranza è molto forte. Non si può infatti parlare di dignità umana se non si fanno anzitutto i conti con la domanda sul senso della vita. La speranza è la risposta esistenziale a questa domanda. Sperare è aprirsi con fiducia al futuro e sentire il bisogno di progettarlo per sé e per gli altri; è impegnarsi a costruirlo mediante le proprie scelte personali e sociali; è credere che il cambiamento è possibile e che è giusto impiegare il proprio tempo e le proprie energie per realizzarlo.

    Il perseguimento di questi obiettivi è tuttavia oggi sempre più difficile. La speranza è minacciata da più parti. Il moltiplicarsi dei focolai di violenza e di guerra, la crisi ecologica, le spinte individualiste e corporative, con il venir meno di valori fondamentali quali la partecipazione, la solidarietà e la pace, sono alcuni segnali inquietanti che denunciano uno stato diffuso di malessere. Il futuro è più temuto che atteso, più fatto oggetto di paura che di speranza. A esso si guarda con sgomento, ripiegando, anche a causa del ritmo accelerato del tempo, sul presente. Senza futuro e senza speranza, tuttavia, non c’è storia. La vicenda umana, tanto nelle sue dimensioni personali quanto in quelle sociali, ha bisogno di un respiro che può venire soltanto dalla capacità di saper andare oltre l’immediato, di cogliere i segni positivi che sollecitano la fantasia e l’immaginazione e alimentano la ricerca di vie nuove di sviluppo personale e comunitario. La promozione della dignità umana non può prescindere dalla restituzione a ogni persona di una prospettiva di futuro, risuscitando la speranza laddove è venuta meno e stimolandone la crescita nei vari contesti in cui si svolge la vita quotidiana.

    Il Festival si propone dunque di restituire centralità a questa attitudine esistenziale – o, per i credenti, virtù teologale – riscoprendone le ragioni e individuando gli spazi di impegno sociopolitico e di azione civile, anche in riferimento alle prospettive del destino umano a seguito dell’introduzione di tecnologie molto avanzate nel campo della robotica, dell’intelligenza artificiale, delle neuroscienze e dell’ingegneria biogenetica.

    Il Festival intende raccogliere la provocazione che viene da valori apparentemente inattuali, come la gratuità e il dono, riconoscendone la fondamentale importanza per l’affermazione della dignità umana.

    Comitato Scientifico:
    Eugenio Borgna
    Gianni Cerutti
    Giulia Cogoli
    Davide Maggi
    Giannino Piana




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  • Matteo Miucci "Festival delle Migrazioni"

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    Matteo Miucci
    "Festival delle Migrazioni"
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    “Il solo vero viaggio, il solo bagno di giovinezza, non sarebbe quello di andare verso nuovi paesaggi,
    ma di avere occhi diversi, di vedere l’universo con gli occhi di un altro, di cento altri, di vedere i cento universi
    che ciascuno di essi vede, che ciascuno di essi è”

    [ Marcel Proust ]


    Festival delle Migrazioni
    Domenica 23 settembre 2018, ore 19.30
    San Pietro in Vincoli

    I VERYFERICI – SHEBBAB MET PROJECT

    La compagnia Shebbab Met Project si presenta come un gruppo eterogeneo, gente nata nella periferia del mondo che una forza vigorosa ha spinto verso il centro, verso la luce. Il viaggio è faticoso, pieno di ostacoli. E, come tutte le cose difficili, questo viaggio vale la pena di essere raccontato, urlato, cantato, a volte anche sputato. Soprattutto, ascoltato.


    Shebbab met project è un gruppo multietnico di giovani nato nel 2016. Sviluppano un metodo di drammaturgia e regia collettivi. Fatta di griglie. Di parole chiave. Di esperimenti. La drammaturgia nasce dalle vite dei componenti. Organizzata in canzoni e in abbozzi di canzoni.. La regia nasce dai mondi della danza. Dalle improvvisazioni. Praticate nei contesti culturali di provenienza dei membri.




    COMPAGNIA
    Shebbab Met Project

    CON
    Lamin Kijera, Moussa Molla Salih, Alexandra Florentina Florea, Natalia De Martin Deppo, Youssef El Ghada, Matteo Miucci, Younes El Bouzari, Gianfilippo Di Bari, Camillo Acanfora

    REGIA COORDINATA DA
    Camillo Acanfora

    DRAMMATURGIA
    Natalia De Martin Deppo

    VISUAL ARTIST
    Aurélia Higuet




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  • Andrea Dondi "Torino Spiritualità"

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    Andrea Dondi
    "Torino Spiritualità"



    Venerdì 28 Settembre
    Ama il tuo nemico. Breve percorso tra negoziazione e sopravvivenza
    con Andrea Dondi

    Spesso si pensa al conflitto come a una lotta il cui esito deve generare un vincitore e uno sconfitto, ma è possibile abbracciare altre logiche e rendere possibili approdi diversi? Quali limiti è bene porre al confronto? Quale visione del mondo e degli uomini sottende una negoziazione efficace? Un seminario con Andrea Dondi, psicologo e psicoterapeuta, per costruire momenti di riflessione ed esplorazione dei concetti di “conflittualità” e “affermazione di sé” all’interno di gruppi e contesti sociali.

    Ingresso incontro € 12
    Ridotto Amici di Torino Spiritualità (posti limitati) € 8
    Prenotazione obbligatoria 334 1809224
    Biglietteria al Circolo dei lettori (via Bogino 9)
    Dal lunedì al sabato dalle ore 9.30 alle ore 21.30 e domenica 30 settembre dalle ore 9.30 alle ore 21

    L’incontro fa parte della Scuola di Otium

    Con degustazione a cura di Yogi Tea



    Andrea Dondi
    "Siblings. Crescere fratelli e sorelle di bambini con disabilità"
    San Paolo Edizioni
    www.edizionisanpaolo.it
    Nell'esperienza quotidiana di una famiglia con un figlio con disabilità, tra impegni di cura e accompagnamento, a volte è difficile dare spazio agli altri figli. I siblings vivono un'esperienza di crescita che può essere a tratti faticosa, in una chiamata implicita a essere responsabili, indipendenti, sempre comprensivi. Questo libro si propone di dare loro voce, aiutando i genitori a cogliere, nelle diverse fasi di crescita, l'enorme ricchezza del loro sguardo sulla disabilità (e il modo in cui questa li sta forgiando), ma anche a combattere alcuni pericoli, come l'eccessiva solitudine o la paura del futuro. Attraverso la pluriennale attività di Fondazione Paideia e le più importanti esperienze internazionali sui fratelli sani di persone con disabilità, questo è il primo volume in Italia a offrire ai genitori un percorso sui temi educativi e affettivi centrali nella vita di tutti i figli.


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  • Rosario Sardella "Festival delle Migrazioni"

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    Rosario Sardella
    "Festival delle Migrazioni"
    www.festivaldellemigrazioni.it


    Venerdì 21 settembre, ore 17.00
    Festival delle Migrazioni
    San Pietro in Vincoli, Torino
    CAPORALATO: STORIE DI SFRUTTAMENTO E DI RISCATTO
    La dura realtà delle condizioni di vita dei braccianti stranieri, tra omertà e inesistenza dello Stato. Le lotte intraprese contro sfruttamento, odio razziale e indifferenza. Ipotesi di modelli alternativi.
    Yvan Sagnet – nato in Camerun, laureato in Ingegneria, ex bracciante, sindacalista, fondatore dell’Ass. anti caporalato NO-CAP
    Rosario Sardella – giornalista e videoreporter. Ha realizzato Io ci sto fra i migranti, reportage sul campo tra i braccianti in Puglia.
    Amerio Claudio – CrescereInsieme e Maramao: Società Cooperativa Agricola sociale con sede a Canelli. I soci sono cittadini del mondo, alcuni italiani e altri richiedenti o titolari di protezione internazionale.
    Conduce Gianluca Gobbi – giornalista co-direttore di Radio Flash.




    Una settimana nel campo di volontariato promosso dai padri scalabriniani nella Puglia del caporalato e della raccolta del pomodoro. Decine di giovani provenienti da tutta Italia incontrano e aiutano ogni anno decine di giovani nigeriani, senegalesi, marocchini e rumeni costretti a lavorare per ore, nei campi sotto il sole, accontentandosi di pochi euro al giorno.

    Rosario Sardella ci accompagna nelle loro baraccopoli, ci svela il sistema di sfruttamento che li opprime e ci racconta lo stupore, le emozioni e la rabbia dei giovani italiani che alla richiesta di aiuto dei padri scalabriniani hanno risposto “io ci sto”



    Rosario Sardella
    "Io ci sto fra i migranti"
    Istos Edizioni
    www.istosedizioni.com

    “Bellezza è vedere il mondo sotto una nuova luce e rendersi conto che questa luce è quella delle torce di Sumon, Shagor, Ainik e tutti gli altri, che non si arrendono di fronte al buio, che non si sono arresi di fronte al viaggio che hanno affrontato, alla desolazione che hanno trovato in quella Pista, ma che hanno scelto di comporre un puzzle con tutte le loro speranze, i loro sogni, perché, chissà, forse sommandole tutte insieme verrà fuori una speranza ancora più grande, un sogno comune e ancora più condiviso.”

    Questo diario ci accompagna nelle baraccopoli degli immigrati della raccolta dei pomodori, ci svela il sistema di sfruttamento che li opprime e ci racconta lo stupore, le emozioni e la rabbia di giovani volontari italiani che alla richiesta di aiuto hanno risposto “io ci sto”.



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  • Giovanni Quaglia "Città & Cattedrali"

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    Giovanni Quagliapresidente Fondazione CRT"Città & Cattedrali"sabato 22 e domenica 23 settembrewww.cittaecattedrali.itCittà e Cattedrali, ideato da Fondazione CRT e dalle diocesi del territorio, è un piano di valorizzazione di oltre 500 luoghi di storia e di arte sacra aperti e fruibili sul territorio del Piemonte e della Valle d’Aosta. L’esperienza del territorio.In occasione delle giornate europee del patrimonio culturale organizzate nelle giornate di sabato 22 e domenica 23 settembre, torna l’appuntamento di “Città e Cattedrali a porte aperte”, con l’apertura straordinaria di monasteri, chiese, pievi, santuari e musei diocesani. che fanno parte del piano di valorizzazione. L’esperienza della Cultura a Porte Aperte.Il significativo patrimonio culturale ecclesiastico del Piemonte e delle Valle d’Aosta è stato interessato, nel recente passato, da importanti lavori di studio, restauro e manutenzione straordinaria, con il virtuoso concorso della Chiesa, degli Enti pubblici, delle Fondazioni di origine bancaria del Piemonte e delle comunità locali.Rendere praticabile anche attraverso la rete a pellegrini e visitatori questo patrimonio è l'obiettivo del Portale "Città' e Cattedrali”, che intende mettere a sistema la valorizzazione di luoghi di storia e di arte sacra aperti e fruibili, arricchendoli con itinerari di visita geografici e tematici, corredati da ampie descrizioni.Il portale “Città e Cattedrali” rappresenta una piattaforma fondamentale nel processo di valorizzazione del patrimonio culturale ecclesiastico di Piemonte e Valle d’Aosta e si candida a diventare nel tempo una vera e propria porta d’ingresso digitale: uno spazio di presentazione e di interpretazione nel quale, in un’unica visione d’insieme, si possano cogliere le specificità e le chiavi di lettura storico-artistiche e liturgico-devozionali dei luoghi, per un’esperienza di visita consapevole."Chiese a porte aperte" è un progetto sperimentale per aprire e visitare autonomamente i beni culturali ecclesiastici del Piemonte e della Valle d’Aosta con l’ausilio delle nuove tecnologie.L’App "Chiese a porte aperte" gestisce molteplici operazioni dalla prenotazione della visita all'apertura automatizzata della porta. Una volta effettuato l’accesso tramite QR si viene guidati alla scoperta del bene al suo interno attraverso un’installazione multimediale costituita da una narrazione storico – artistico – devozionale accompagnata da un sistema di luci mobili e di micro proiettori.Uno progetto innovativo ideato dalla Consulta Regionale per i Beni Culturali ecclesiastici e dalla Fondazione CRT.Una nuova opportunità per scoprire l’arte sacra in Piemonte e in Valle d’Aosta!Fondazione CRTLa Fondazione CRT è un ente privato non profit la cui attività trova radici ideali nell’opera filantropica svolta dal 1827 dalla Cassa di Risparmio di Torino. Prende forma nei primi anni Novanta dalla privatizzazione della Banca CRT ed ha sede in un edificio storico ubicato nel centro di Torino .Interviene nei settori chiave dello sviluppo di Piemonte e Valle d’Aosta - che riconduce operativamente a tre macro-aree: Arte e Cultura, Ricerca e Istruzione, Welfare e Territorio - spaziando dalla conservazione e valorizzazione dei beni artistici e delle attività culturali alla ricerca scientifica, l’istruzione e la formazione; dall’assistenza alle categorie sociali deboli alla protezione civile; dalla tutela ambientale all’innovazione di processi e istituzioni.Oggi si pone quale obiettivo centrale il mettere a disposizione di giovani meritevoli concrete opportunità di crescita e di lavoro, forte di un’esperienza ampia e consolidata nei settori chiave della cultura, della formazione e del welfare.Benchè radicata nel territorio di appartenenza, la Fondazione conferma il proprio impegno a confrontarsi a livello internazionale e a sviluppare modelli di gestione efficaci ed innovativi. L'attenzione all'internazionalizzazione trova la sua principale ragion d'essere nell'intenzione di rendere le organizzazioni no profit del territorio più forti attraverso l'apertura all'Europa e di attrarre in Piemonte nuove risorse progettuali ed economiche.fonte: www.fondazionecrt.itGiovanni Quaglia"La forza della società"Comunità intermedie e organizzazione politicaprefazione di Giuseppe Guzzettipostfazione di Massimo LapucciNino Aragno Editorewww.ninoaragnoeditore.itSi dice: «c’è la crisi dei corpi intermedi». Ed è vero, ma non per questo dobbiamo dire che non servono. Le Fondazioni di origine bancaria hanno dimostrato, e continuano a farlo, di poter essere nuovi attori del tessuto sociale e di rispondere a quella missione che è certamente filantropica, ma è anche – e soprattutto – porsi come corpi intermedi tra la politica e le organizzazioni non profit. La crisi dei corpi intermedi si contrasta con la ricerca di nuovi modelli, di un nuovo schema da applicare, non con la soppressione; ed è compito della politica favorire questo passaggio, accompagnandolo, sostenendolo, valorizzandolo.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.it

  • Fabiola Palmeri "Torino Spiritualità"

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    Fabiola Palmeri
    "Torino Spiritualità"
    Preferisco di no
    dal 26 al 30 settembre 2018
    www.torinospiritualita.org


    Sabato 29 settembre 2018, ore 11
    Karin Bagnato, Fabiola Palmeri, Hideyuki Miyakawa
    "Crisalidi per sempre. Gli Hikikomori"
    MAO Museo d'Arte Orientale
    Via San Domenico 11 - Torino

    Bruco, poi crisalide e infine farfalla. Ma se la crisalide non vuole spiegare le ali? È quanto accade agli hikikomori, giovani che per sfuggire alla competizione e alla pressione degli schemi sociali si rintanano nell’involucro della propria stanza e non ne escono più. È possibile aiutarli? Quali sono le caratteristiche del fenomeno? Di questa forma di auto-esclusione, comparsa in Giappone e oggi diffusa anche in Europa, discutono Fabiola Palmeri, nipponista e giornalista di la Repubblica, la ricercatrice di Pedagogia dell’Università di Messina Karin Bagnato e Hideyuki Miyakawa, che negli anni Ottanta ha contribuito al recupero di hikikomori giapponesi grazie a periodi di inserimento lavorativo in Italia.

    Ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili
    Gli Amici di Torino Spiritualità possono prenotare un posto in sala




    Fabiola Palmeri
    "Fiabe del sole più ad est"
    Effatà Editrice
    www.editrice.effata.it
    Bambini prodigiosi che nascono da una pesca o alti appena una falange, animali che parlano e si aiutano, si sfidano o prendono spudoratamente in giro gli uomini. Nonni, nonne e spiriti dei boschi dai nasi rossi.
    In questo libro i bambini vengono trasportati nei villaggi del Giappone di tanti secoli fa, dove fra boschi, laghetti, alberi di ciliegio, mare e montagne si snodano le avventure degli antenati degli eroi dei cartoni animati o dei giochi elettronici attuali.
    Una lettura per divertirsi, per conoscere e per avvicinarsi al pensiero e alla saggezza popolare del Paese più a est, dove il sole sorge «prestissimo»


    Fabiola Palmeri
    È nata a Baden, Svizzera, ma ha vissuto fin da piccola a Torino e poi a Tokyo.
    Laureata in Filosofia, parte per il Giappone in cerca di favole e torna a Torino ormai giornalista.
    Scrive per riviste e il quotidiano «la Repubblica», occupandosi in particolare di attualità e costume nipponico.


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  • Nicola Perullo "Università Diffusa"

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    Nicola Perullo
    "Università Diffusa"
    Università di Scienze Gastronomiche, Pollenzo
    Responsabile scientifico del progetto "Università Diffusa"
    Professore Ordinario di Estetica,
    Delegato del Rettore alle relazioni internazionali
    Direttore del Corso di Dottorato in Ecogastronomia, Formazione e Società
    Direttore del Master of Gastronomy: Creativity, Ecology and Education.
    www.unisg.it


    Petrini: «L’Università Diffusa favorirà il dialogo tra le conoscenze accademiche e i saperi tradizionali»

    A Terra Madre Salone del Gusto si gettano le basi per il nuovo progetto promosso dell’Università di Pollenzo.

    «L’idea dell’Università Diffusa è emersa come naturale sviluppo di Terra Madre e dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, entrambe nate nel 2004 e oggi diventate realtà riconosciute a livello internazionale» ha esordito Carlo Petrini, presidente di Slow Food lanciando uno dei progetti di più ampio respiro di questa dodicesima edizione di Terra Madre Salone del Gusto, dal 20 al 24 settembre a Torino.

    «Terra Madre - ha proseguito - è innanzitutto una rete presente in 160 Paesi con migliaia di delegati che in questo momento si stanno preparando a venire a Torino. In questi anni Slow Food si è concentrata sempre di più sulla valorizzazione dei prodotti che finalmente vengono riconosciuti come patrimonio universale e inestimabile. Molto lo dobbiamo all’idea dei Presìdi Slow Food: non solo abbiamo allargato le fila di chi difende l’agrobiodiversità, ma abbiamo anche trovato una via per rafforzare le economie locali e delle comunità. Perché una volta tutto questo veniva considerato come folklore, ma oggi tutti i sindaci, i produttori e gli artigiani sanno qual è il valore del prodotto che contraddistingue ogni singola città d’Italia. Anche nelle nostre valli ci sono tantissimi giovani, coscienti di ciò che hanno nelle mani e che stanno ricostruendo intere economie nelle zone marginali. Queste realtà sono veri centri di cultura: un casaro che sa produrre un ottimo formaggio merita lo stesso rispetto e attenzione di un accademico. Ma il dialogo ci può essere solo tra pari e per realizzarlo bisogna partire dalla convinzione che nessuno dei due ha la verità. I saperi tradizionali, inoltre, sono un soggetto fondamentale per dare le risposte al cambiamento climatico, che è causato da un sistema agroalimentare globale responsabile per il 21% delle emissioni clima alteranti. Pensate che l’intero sistema di trasporti incide per il 18 %. Solo cambiando il nostro comportamento quotidiano possiamo offrire una soluzione per risolvere questo problema e rafforzando il dialogo tra saperi. È per questo che stiamo costruendo un terreno sul quale il percorso della rete di Terra Madre e quello dell’Università di Scienze Gastronomiche si possano finalmente integrare: è così che nasce l’Università Diffusa».



    «Con i colori, i sapori e i profumi di Terra Madre Salone del Gusto, Torino si appresta ad accogliere cittadini e visitatori che possono ancora una volta apprezzare il meglio della produzione agroalimentare mondiale, all’insegna della convivialità – sottolinea Alberto Sacco, assessore al Commercio e al Turismo del Comune di Torino –. La nostra è una città che si identifica con i valori del cibo buono, genuino e sostenibile. Non possiamo dimenticare che l’alimentazione è una dimensione centrale che riguarda ogni aspetto della vita oltre a essere cultura, divulgazione di modelli corretti sotto forma di conoscenza di principi nutritivi e di difesa dei prodotti e dei piatti della tradizione territoriale».


    «A partire dal nostro piccolo Ateneo, siamo riusciti a generare processi virtuosi, soprattutto riguardo alla cosiddetta Terza Missione, cioè la capacità di incidere in modo positivo sulla vita dei cittadini e sul territorio. La nostra università si occupa di cibo a 360 gradi, ma non solo: ci proponiamo di realizzare la sostenibilità alimentare, ossia il diritto delle comunità a disegnare un sistema alimentare consono alle proprie esigenze. Per raggiungere questo obiettivo abbiamo appurato che la strada classica dell’accademia non basta, perché genera processi verticali tra chi sa e chi non sa: noi invece daremo avvio a processi orizzontali. Nel mondo c’è un interesse sul cibo reale e diffuso che nasce dal basso e che determina il nostro benessere e la nostra felicità. Ma le università e i centri di formazione classici non sono più in grado di rispondere efficacemente a questa esigenza. La grande sfida è l’accesso alla conoscenza, la democratizzazione del sapere. Ecco perché noi crediamo che i saperi accademici debbano prestare attenzione ai saperi contadini. Infine, l’altro elemento che ci ha convinti a dare il via all’Università Diffusa è la necessità di nuove piattaforme: non possiamo studiare le comunità e dire loro quello che devono fare, ci vogliono piattaforme che consentano la condivisione e lo scambio orizzontale di esperienze. Noi dell’Università di Pollenzo ci poniamo come facilitatori per consentire l’accesso alla formazione in campo alimentare per tutti» ha sottolineato il Rettore del’Università di Scienze Gastronomiche, Andrea Pieroni.



    A Torino, venerdì 21 e sabato 22 si riuniscono 500 accademici, ricercatori e formatori del settore alimentare di tutto il mondo per porre le basi dell’Università Diffusa, mettendo in condivisione le loro esperienze e le loro idee. A questo indirizzo trovate il programma dei lavori dell’Università Diffusa. https://www.unisg.it/terra-madre-salone-del-gusto-2018/universita-diffusa/



    Quello proposto dall’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo è uno dei progetti di ampio respiro per gli anni a venire che prendono il via con questa dodicesima edizione di Terra Madre Salone del Gusto, ma non è la sola novità di cui si è parlato stamattina durante la conferenza stampa: «Tra i tantissimi elementi da mettere in evidenza per questa edizione ci sono le aree #foodforchange con cui raccontiamo al pubblico le tematiche di cui Slow Food si è occupato in questi anni - Slow Meat, Slow Fish, Cibo e salute, Semi e biodiversità, Api e insetti - grazie alle parole di esperti e scienziati, chef, produttori e all’intervento dei delegati di Terra Madre. La seconda novità, rispetto alla storia della manifestazione, è l’evento diffuso in città e regione grazie al programma di eventi del Terra Madre IN. E poi, c’è la possibilità di vivere la manifestazione fino a mezzanotte, grazie alla Piazza della birra artigianale e delle cucine di strada nel piazzale antistante l’Oval e all’Enoteca e ai food truck a Palazzo reale» ha raccontato Roberto Burdese, membro del comitato esecutivo internazionale di Slow Food.



    Nicola Perullo
    "Il gusto non è un senso ma un compito"
    Mimesis Edizioni
    www.mimesisedizioni.it

    Questo saggio è il proseguimento di "Epistenologia. Il vino e la creatività del tatto", pubblicato con Mimesis nel 2016. Da un lato, approfondisce e chiarisce aspetti e temi che lì erano presenti in nuce; dall'altro, presenta nuove elaborazioni di una ricerca che non cessa di rivelare nuovi sentieri per un approccio complessivo alla creatività della vita, attraverso e con il vino.




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  • Simone Schinocca "Festival delle Migrazioni"

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    Simone Schinocca
    "Festival delle Migrazioni"
    Siediti vicino a me.
    www.festivaldellemigrazioni.it

    “Il solo vero viaggio, il solo bagno di giovinezza, non sarebbe quello di andare verso nuovi paesaggi,
    ma di avere occhi diversi, di vedere l’universo con gli occhi di un altro, di cento altri, di vedere i cento universi
    che ciascuno di essi vede, che ciascuno di essi è”
    Marcel Proust




    Quattro giorni di spettacoli teatrali, incontri tematici, reading, concerti, momenti di convivialità e laboratori dedicati ai temi della migrazione, della convivenza, del dialogo condiviso. Dal 20 al 23 settembre a Torino la prima edizione
    È un invito collettivo “Siediti vicino a me”, quello che da giovedì 20 a domenica 23 settembre risuonerà a Torino che ospita la prima edizione del Festival delle Migrazioni – Siediti Vicino a me, ideato e organizzato dalle Compagnie Acti Teatri Indipendenti, AlmaTeatro e Tedacà e inserito nel programma di eventi di Terra Madre In.

    Un festival che partendo dal fenomeno della migrazione parla anche di futuro, condiviso. L’invito è quello di incontrarsi per riflettere sulle resistenze culturali, sulla convivenza, sul concetto di comunità e accoglienza, e che vede in dialogo la popolazione italiana autoctona, le persone di diverse provenienze che da anni sono residenti qui e sono diventate cittadine italiane, le seconde e terze generazioni, chi da poco è arrivato nella nostra città e vive nei centri di seconda accoglienza, tutti da considerarsi come soggetti culturali attivi.

    Il Festival delle Migrazioni si snoda tra Porta Palazzo e Aurora, quartieri simbolo della multietnicità, tra gli spazi di San Pietro in Vincoli, Sermig-Arsenale della Pace, Scuola Holden e Cottolengo. Tra i principali protagonisti del programma Gabriella Ghermandi, scrittrice e cantante etiope che aprirà il festival giovedì 20 (Scuola Holden, ore 21), i somali Waayaha Cusub sul palco di San Pietro in Vincoli sabato 22 alle ore 22, lo scrittore indiano Amitav Ghosh che domenica 23 alle 17 parlerà alla Scuola Holden di La Grande Cecità. Il cambiamento climatico e l'impensabile, il suo ultimo saggio edito da Neri Pozza. Tra i momenti da non perdere anche la cena conviviale aperta a tutta la cittadinanza in cui poter assaggiare specialità somale e non solo (sabato 22 ore 20, San Pietro in Vincoli). Chiuderà poi il festival lo spettacolo teatrale Occident Express di Stefano Massini con Ottavia Piccolo e l’Orchestra multietnica di Arezzo che mette in scena la storia vera di Haifa, anziana donna irachena che nel 2015 percorre 5.000 km per sottrarre la nipotina alla guerra (Cottolengo, domenica 23 ore 21,30).

    Quelli che prendono il via giovedì 20 settembre sono quattro giorni per affrontare il tema della migrazione, del dialogo fra diverse culture e della convivenza, attraverso il teatro, la letteratura, la musica, laboratori interattivi e momenti di festa e convivialità in cui assaggiare le specialità gastronomiche preparate dalle varie comunità di migranti presenti sul territorio.

    Incontri e laboratori a ingresso gratuito.
Per ogni spettacolo il biglietto di ingresso ha il costo di 3 euro.

    IL POSTO DELLE PAROLE
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