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  • In questo video abbiamo deciso di portarvi con noi per un aperitivo su un treno italiano! Sappiamo che molti stranieri apprezzano i treni italiani, ma sappiamo anche che molti ancora non se ne servono, preferendo noleggiare un’auto. In effetti, il sistema ferroviario italiano è di tutto rispetto, quindi pensiamo che dovreste provarlo, almeno una volta nella vita!













    Tipologie di treno



    Ma prima di entrare nei dettagli del nostro viaggio, vediamo un po’ di informazioni utili riguardo i treni italiani, per chiunque abbia intenzione di fare un viaggio in Italia e spostarsi con i mezzi pubblici.



    In Italia, ci sono diverse tipologie di treni:



    1 - treni regionali2 - treni interregionali3 - treni ad alta velocità



    I treni regionali sono quelli che collegano le varie città e i vari paesi all’interno di una stessa regione. Per esempio, se io sono a Bari e voglio andare a Lecce, prenderò un treno regionale. Il costo dei biglietti è generalmente basso, su questi treni non c’è il posto riservato (dovete sedervi dove vi capita), non c’è la carrozza ristorante e non c’è la prima classe. Qualche volta, non ci sono nemmeno i bagni, ma questa è un’altra storia.



    I treni interregionali, invece, detti anche “a lunga percorrenza”, sono treni che collegano le città (più grandi) tra diverse regioni (ma non i paesi). Questi treni costano un po’ di più, hanno i posti assegnati e tutti i comfort necessari: bagni, prima classe, carrozza ristorante. Questi treni si chiamano Intercity. Non sono, però, ad alta velocità. Per esempio, immaginiamo di voler andare da Bari a Roma: ci metteremo, come vedete, 6 ore e mezza.







    I treni ad alta velocità



    I treni ad alta velocità fanno esattamente lo stesso dei treni interregionali, ma sono molto più veloci e, ovviamente, anche più costosi. Ci sono poi varie classi, con comfort e prezzi diversi. Di questi treni abbiamo:



    ⁃ Le Frecce (Frecciabianca, Frecciargento, Frecciarossa)⁃ Italo



    Tra le Frecce, il più veloce è il Frecciarossa, che arriva fino a 300km/h. Il più “lento” tra i veloci, invece, è il Frecciabianca.



    I treni Frecciarossa offrono 4 livelli di servizio Executive, Business, Premium e Standard.



    Tutti i treni Frecciarossa sono dotati di:



    • Impianto di climatizzazione• Prese di corrente e tavolini per ogni posto• Ampi spazi per i bagagli• Monitor con informazioni varie (per esempio meteo) e news di viaggio in continuo aggiornamento• WI-FI gratuito, servizi di intrattenimento online• Posti e bagni attrezzati per disabili• Toilette per ogni carrozza• Carrozza ristorante



    In più, il servizio Premium offre più spazio per le gambe tra i sedili e un servizio di benvenuto con uno snack dolce o salato e bevande.



    Il Business, oltre a tutte queste cose, offre anche un’area del silenzio ed elementi divisori in cristallo per la massima privacy.



    E infine, l’Executive, che è il top del top, offre (oltre a quanto già riportato prima): ampie poltrone in pelle con schienale reclinabile e poggiagambe estendibile, spazio tra le poltrone di 150 cm, drink e pasto gourmet servito al posto, accesso ai FRECCIAClub nelle stazioni e accoglienza dedicata al binario.



    Volendo fare la stessa tratta di prima, cioè Bari-Roma, in Freccia, abbiamo due opzioni (FrecciaArgento e FrecciaRossa). Ci metteremmo ben due ore in meno rispetto all’Intercity, ma costerebbe un po’ di più.



    Anche i treni Italo hanno 4 livelli di servizio: Smart, Comfort, Prima e Club Executive.



    Tutti i treni Italo offrono:



    • Impianto di climatizzazione• Prese di corrente e tavolini per ogni posto• Spazi per i bagagli• WI-FI gratuito• Area snack con distributori automatici per acquistare caffè espresso, bevande fredde e snack• Toilette per ogni carrozza



    Il Comfort offre più spazio e comodità.



    La Prima offre anche uno snack di benvenuto, tra le altre cose, con snack e bevande.



    E la Club Executive offre anche la possibilità di accedere alla Lounge Italo in stazione, ma anche, secondo il sito,

  • Quando ci si approccia a imparare una lingua straniera sembra impossibile entrare in confidenza con la grammatica e il lessico. Quello che però molti studenti sottovalutano è che esiste un modo per affrontare questi ostacoli: la lettura. Leggere è il modo migliore per entrare in contatto con la lingua vera e vedere messe in pratica le regole che di solito troviamo scritte nei libri di grammatica. Tuttavia, perché l’esperienza sia veramente efficace occorre seguire qualche accorgimento. In questo articolo vi illustreremo come sfruttare al massimo un’esperienza di lettura in una lingua straniera.













    Imparare le lingue straniere leggendo



    Il nostro consiglio è leggere il più possibile! Bisogna però tener conto del proprio livello e dei propri interessi. Qui sotto vi indichiamo pochi e semplici step per approcciarsi a una lettura stimolante e proficua!



    Scegliere un argomento che vi interessi. Per quanto a qualcuno possa piacere la lettura, a volte può essere difficile proseguire con questa attività e leggere di argomenti per cui abbiamo passione è il modo perfetto per mantenere alto il livello di motivazione. Questo può anche aiutarvi a sviluppare il lessico specifico di un certo campo.







    Non fermarsi a cercare ogni parola che non si conosce. Questo è un altro motivo che può portarvi a perdere la motivazione e che non vi aiuterà a memorizzare nuovi vocaboli e strutture della lingua, perché così facendo sottoporrete il vostro cervello a troppi input che non sarà in grado di elaborare. La cosa migliore è leggere pezzi interi di testo e cercare di farsi un’idea generale di quello che significa e di come vengono usate le strutture grammaticali.







    Scegliere una lettura adatta al proprio livello. A volte può succedere di sopravvalutare le nostre capacità e scegliere una lettura fuori dalla nostra portata, ma questo ci lascerà solo con un senso di confusione e frustrazione. Per evitare questa situazione, potete leggere le prime pagine di un libro per farvi un’idea di quale sarà il livello e per capire se siete in grado di comprenderlo.







    Essere un lettore attivo, non passivo. Leggere può essere un passatempo divertente, ma non dimenticate che state imparando! Quindi fate attenzione alle strutture grammaticali e alle parole che incontrate in contesti reali che possono aiutarvi a sciogliere i vostri dubbi linguistici.







    Leggere una rivista. Se non siete il tipo di persona che riesce a rimanere concentrata su una cosa per troppo tempo, gli articoli di una rivista sono la soluzione che fa per voi. Leggere degli articoli è meno impegnativo a livello di tempo di leggere un libro, ma non per questo meno utile! Ci sono molti tipi di riviste di generi diversi che potete usare per il vostro studio:se vi interessano gli affari internazionali e le notizie dal mondo potete leggere Internazionale;se vi interessa la scienza allora potete leggere Airone, e se avete un livello più elevato anche Focus;se la vostra passione è l’economia, Millionaire è quello che fa per voi;se volete saperne di più sull'Italia e su ciò che accade in questo Paese potete leggere Bell’Italia, oppure L’espresso; un’alternativa sul mondo femminile e della moda è Donna moderna.







    Dedicare tempo alla lettura ogni giorno. Il modo migliore di ottenere risultati è fare un po’ di lavoro ogni giorno: bastano anche cinque minuti per imparare qualcosa di nuovo. Un buon modo per sfruttare ogni momento è leggere un ebook, perché possono essere letti in ogni momento e c'è un’ampia scelta. A proposito di ebook, avete già letto il nostro libro Italiano Colloquiale: Parole ed Espressioni per Tutti i Giorni? È un libro, a mo’ di fumetto, molto utile e divertente, che vi permetterà di imparare le più comuni parole ed espressioni usate quotidianamente dagli italiani. Offre anche degli ottimi esercizi di ripasso, per consolidare il lessico che apprenderete durante la lettura.







    Leggere libri con traduzione a fronte.

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  • La pronuncia è, senza dubbio, uno dei primi grandi problemi con cui ci confrontiamo quando cominciamo ad imparare una nuova lingua! In italiano, uno dei suoni più difficili da pronunciare per i non-madrelingua è sicuramente la “R” vibrata. In questa lezione scopriremo se tutti gli italiani lo pronunciano allo stesso modo, la ragione per la quale non tutti riescono a pronunciarla, e come migliorare la pronuncia di questa consonante, per chi non ci riesce.













    Impara a pronunciare la "R" in italiano



    Caratteristiche della "R"



    Prima di tutto, è importante sottolineare che non tutti gli italiani pronunciano la “R” nella stessa maniera: non c’è sempre quel suono forte e “vibrato” che ci si aspetterebbe. Dipende soprattutto da fattori interni (come deficit o disturbi linguistici sviluppati da bambini quando si stava imparando a parlare, come la cosiddetta “r moscia”) oppure esterni, tra cui la regione ed il dialetto della stessa, che influenzano fortemente la pronuncia, ma attenzione: nessuna di queste pronunce “differenti” rende qualcuno “meno” italiano degli altri.



    La “R” in italiano può avere tre diverse posizioni all’interno della parola:



    in mezzo a due vocali oppure tra una vocale e una consonante;



    doppia



    all’inizio



    Andiamo a vedere come cambia la pronuncia in base a questi casi.



    “R” in mezzo a vocali (intervocalica) o tra una vocale e una consonante: è una “R” più dolce, non con un suono troppo forte. Un esempio è la parola “marito”: nel pronunciare la “R” non andremo ad enfatizzarla; stessa cosa accade, per esempio, con la parola “torta” (qui la r sarà leggermente più forte, ma il suono è comunque non enfatico, né vibrato). Nessun italiano la pronuncerebbe “torrrrrrta”, per intenderci. Quindi non dovete preoccuparvi della pronuncia in questi due casi, non dovete sforzarla!



    “R” ad inizio di parola oppure doppia: qui la pronuncia inizia a diventare più complicata, perché in questi due casi si tende ad enfatizzare la “R” e quindi a produrre un suono vibrato. Due esempi sono la parola “Roma” e la parola “Guerra”: in entrambi casi, il suono “R” è ben definito.



    Come mai è così difficile per i non madrelingua riuscire a pronunciare questo suono? Andiamo a scoprirlo e ad imparare come riuscire a far vibrare le nostre “R”. Adesso ci sarà una parte un po’ più tecnica! Seguitemi e non mollate, perché poi vi darò qualche suggerimento su come “vibrrrrarla”!



    Esercizi per pronunciare la "R" correttamente



    Dal punto di vista fonetico, la “R” italiana viene definita una vibrante alveolare ed è rappresentata dal suono [r] nell’alfabeto fonetico internazionale. Ha tre principali caratteristiche: si articola in maniera vibrante, ossia il suono deriva dall’occlusione ed il rilascio continuo d’aria nella bocca; è detta alveolare perché pronunciandola la punta della lingua si avvicina ai denti superiori ed è una consonante sonora, perché il suono è prodotto muovendo le corde vocali.



    Nelle altre lingue, ad esempio l’inglese, il suono della “R” non nasce dalla bocca: sono completamente opposte, ed è impossibile produrre una “R” vibrata facendo partire il suono dalla gola.In italiano, la lettera “L” e la “R” hanno due suoni molto simili. Pronunciando la “L” italiana, arricciamo la lingua e la stessa si avvicina alla parte superiore del palato, toccando leggermente i denti. Per pronunciare correttamente la “L” italiana, può essere utile immaginare di avere dell’acqua in bocca: quando pronunciamo la parola “liquido”, l’acqua andrà a riversarsi lateralmente e non frontale, poiché la lingua la blocca. Cosa succede con la “R”, invece? La lingua è un po’ più distesa sul palato, e non arriva a toccare i denti, ma la si articola in un modo molto simile a quando la si articola per pronunciare la “L”.



    Adesso proviamo a fare un piccolo esercizio: portiamo la lingua arricciata al palato, come se stessimo pronunciando la “L”,

  • In questo articolo ci occuperemo di un tema molto importante per chiunque abbia deciso di imparare l'italiano, ovvero i mezzi di trasporto. Tranquilli, non stiamo parlando solo di treno, auto, aereo e bicicletta; sappiamo che tutti li conoscono! Ma entreremo nello specifico, con una guida completa… tutta da scoprire!













    I Mezzi di trasporto e i Veicoli in Italiano



    I mezzi di trasporto utilizzati in città e non solo



    Auto da corsa: veicolo sportivo usato nella gare.







    Auto d’epoca: veicolo di vecchia generazione (due o più spesso alcuni decenni), che per questa ragione ha raggiunto un certo valore collezionistico.







    Autobus/Corriera: mezzo di trasporto pubblico locale di passeggeri su ruote (la corriera è generalmente un po’ più piccola).







    Autobus a due piani: si tratta autobus come quelli tipici di Londra.







    Automobile/Macchina: veicolo su ruote utilizzato per trasportare persone e merci.







    Camion/Autocarro: veicolo molto grande in grado di trasportare merci pesanti autonomamente, a differenza dei rimorchi o semirimorchi, che hanno bisogno di essere trainati. Due tipi diversi di camion sono: camion dei pompieri e camion dei rifiuti.







    Camper: mezzo di trasporto che può trasformarsi in una casa, perciò allestito in modo da permettere il soggiorno dei suoi occupanti.







    Coupé: autovettura di stile sportivo a due porte.







    Decappottabile/Cabriolet/Cabrio: automobile dotata di tetto apribile pieghevole in tela o retro attivabile in metallo o plastica.







    Fuoristrada/SUV: veicolo adatto a muoversi oltre che sulle strade asfaltate, anche al di fuori di esse, su fondi accidentati, a forte pendenza e a scarsa aderenza.







    Furgone: veicolo per il trasporto merci, più piccolo e più compatto del camion, infatti la cabina è incorporata nella carrozzeria.







    Furgoncino/Van/Camioncino: poco più grande di un’automobile, la zona dietro i sedili anteriori è interamente adibita al carico di merci e i sedili posteriori non sono presenti.







    Limousine: autovettura allungata di molto rispetto alla vettura di base al fine di ottenere maggiore comfort; ha una partizione di vetro che separa il sedile del conducente dall'abitacolo con i passeggeri.







    Macchinina/Microcar: veicolo dalle dimensioni e dalla cilindrata estremamente ridotte, che si può guidare a partire dai 14 anni.







    Pickup: veicolo a motore dotato di cassone posteriore completamente aperto per contenere merci, separato e non accessibile dalla cabina con i sedili.







    Pullman: spesso confuso con l’autobus, ma in realtà è un veicolo che ospita fino a 70 passeggeri ed è l’opzione ideale per le lunghe percorrenze e distanze. Può anche disporre di toilette.







    Pulmino: veicolo di grandezza intermedia tra la normale automobile e il pullman, adatto al trasporto di fino a nove persone compreso il conducente.







    Quad: veicolo a quattro ruote equiparato ai motocicli adatto agli sterrati, ma anche all’asfalto.







    I mezzi di trasporto utilizzati in cantiere



    Autobetoniera: camion dotato di un serbatoio rotante per lo  scarico automatico del calcestruzzo.







    Autogrù: automezzo pesante in grado di provvedere alla movimentazione di materiali.







    Camion cisterna: camion dotato di cisterna per carburanti o acqua.







    Escavatore: macchina utilizzata per il movimento di terra.







    Rullo compressore: macchina per la compattazione di terreni sciolti o asfalto.







    Ruspa: macchina per la movimentazione di terra composta da un rimorchio trainato da un trattore.







    Trattore: mezzo utilizzato in agricoltura per trainare un rimorchio o agganciare delle attrezzature specifiche per i lavori agricoli.







    Mezzi di trasporto aerei



    Aeroplano: aeromobile dotato di ali rigide, in grado di decollare e atterrare su piste rigide e volare nell'atmosfera terrestre sotto il controllo di uno o più piloti.







    Aliante: mezzo di trasporto aereo non molto diverso dall’aeroplano,

  • Sono sicura che almeno una volta abbiate immaginato di visitare i magnifici paesaggi dell'Italia! Bene, questo video fa proprio al caso vostro. Infatti, oggi vi consiglieremo ben 8 meravigliosi itinerari grazie ai quali potrete godervi esperienze e panorami magnifici nel Bel Paese!











    Gli 8 Viaggi in treno più belli d'Italia



    Forse non tutti sanno che in Italia vantiamo un’ottima linea ferroviaria, molto apprezzata soprattutto all’estero. In questo video scopriremo le tappe più apprezzate di questa linea ferroviaria e partiremo insieme per un viaggio nello Stivale, percorrendolo da Nord a Sud. Pronti? Preparate in bagagli... Si parte!



    Ecco gli 8 meravigliosi itinerari da non perdere:



    Il nostro tour inizia dal Trentino Alto Adige: è qui che troviamo il Trenino del Renon. Sembrerà di fare un viaggio nel tempo! Pensate che questo treno è dotato di alcune vetture storiche ancora in funzione. In una ventina di minuti passarete dal centro di Bolzano fino a Soprabolzano, a ben 1200 metri di altitudine! Il panorama sulle Dolomiti è pazzesco: il Trenino del Renon attraversa 10 stazioni e il valore aggiunto è il fatto di poter optare per delle escursioni a piedi in qualsiasi momento (sì, avete capito bene, è possibile partire da ciascuna delle 10 fermate!) Una curiosità? Se volete coccolarvi, su questo treno magico avete la possibilità di prenotare una cena che prevede diverse portate, servite ognuna in ogni diversa stazione. Attenzione, però, è possibile usufruire di questa possibilità soltanto in estate!







    Approdiamo ora in Piemonte: proprio qui, precisamente a Domodossola, potrete salire sul Treno del Foliage”, caratteristico treno bianco e blu della storica linea ferroviaria che collega Domodossola e Locarno dal 1923. Sono migliaia i turisti che ogni anno scelgono questo itinerario, particolarmente consigliato in autunno: lungo 52 chilometri, dura circa due ore e vi porterà alla scoperta dei meravigliosi colori autunnali tra i boschi del Piemonte e della Svizzera. Fra ponti, gallerie, splendide vallate, boschi incantevoli e borghi affascinanti, vivrete un’esperienza unica che vi lascerà a bocca aperta!







    Ci spostiamo in Liguria. Il Cinque Terre Express è un treno regionale che viaggia attraverso un parco nazionale dichiarato niente di meno che “Patrimonio Mondiale dell’Umanità” dall’UNESCO: il Parco Nazionale delle Cinque Terre. Il treno percorre la tratta da La Spezia a Levanto e si ferma in tutti e 5 i comuni che costituiscono il Parco, dandovi la possibilità di scendere e risalire in qualsiasi stazione (con un unico biglietto). Il percorso offre un panorama mozzafiato, percorrendo tratti di costa dove si alternano scogliere a picco sul mare e pareti di roccia. Inutile dire che il Cinque Terre Express è il modo migliore per visitare questo piccolo angolo di paradiso!







    È il turno della Toscana: qui vogliamo suggerirvi ben due itinerari. Partiamo dalla linea Saline Volterra – Cecina, una linea antica: pare che persino lo scrittore Cassola, per un paio di sue opere, abbia tratto l’ispirazione proprio dal panorama di cui godeva spesso dal finestrino del treno. Da marzo a maggio si ha l’opportunità di viaggiare su treni storici. Inoltre, grazie ad alcuni eventi a tema, è possibile ricordare la storia di questa linea, un tempo già conosciuta da Etruschi e Romani.







    Rimaniamo sempre in Toscana: vogliamo parlarvi della linea delle Terre di Siena. Si tratta di un’ottima idea, qualora voleste organizzare un tour tra i borghi toscani per degustare tartufo accompagnato a dell’ottimo vino! La particolarità è quella di poter fare un tuffo nel passato, viaggiando su un treno dotato di locomotiva a vapore. Avete mai sentito parlare del Trenonatura? I suoi itinerari durano tutti una giornata; Siena è il punto di partenza e di arrivo. Perché ve lo consigliamo? I paesaggi che potrete vedere sono stupendi e, alcuni di essi, sono ben visibili soltanto dal treno. Sarà possibile scendere nelle stazioni che più vi ...

  • Settembre è già qui e, come tutti sanno, è il mese preferito dagli studenti, siccome comincia la scuola! Per celebrare questo lieto (lieto?) evento, ho deciso di proporvi, in questo video, una serie di espressioni da utilizzare nel contesto scolastico, per qualsiasi tipo di scuola voi vogliate frequentare.













    Le Espressioni da utilizzare nel contesto Scolastico



    Ecco una lista di espressioni italiane indispensabili per parlare di scuola:



    Iscriversi/Immatricolarsi Mollare/abbandonare gli studi significa entrare a far parte di un’istituzione o di un’organizzazione facendo registrare il proprio nome e seguendo le formalità richieste. La prima iscrizione di uno studente a un istituto di istruzione secondaria o università si chiama immatricolazione. E la persona che vi si iscrive per la prima volta è una matricola.







    Essere una matricola significa essere uno studente al primo anno di scuola superiore o università







    Mollare/Abbandonare gli studi significa interrompere gli studi senza completarli.







    Seguire le lezioni - L’orario delle materie significa frequentare le lezioni delle varie materie, secondo uno schema (orario) prestabilito, che riporta le varie materie da seguire durante i diversi giorni della settimana, ora per ora.







    Assegnare i compiti (insegnante) - Svolgere/Fare i compiti (studente) succede quando l'insegnante assegna i compiti e dice agli studenti cosa dovranno fare a casa prima della prossima lezione. Loro, poi, dovranno seguire quelle istruzioni: svolgeranno (o faranno) i compiti.







    Fare l’appello significa chiamare più persone per nome, secondo un ordine stabilito (per lo più alfabetico), per accertarsi che siano presenti.







    Essere presente/assente: se lo studente risponde “Presente!”, significa che è in classe. Altrimenti, se per qualsiasi ragione è rimasto a casa, si considera assente.







    Essere bocciato/promosso: nel caso si parli di un singolo esame o test, significa non superarlo. Al contrario, se superiamo quell’esame, siamo promossi. Essere bocciato a scuola, invece, significa non essere ammesso alla classe successiva (generalmente a causa di voti troppo bassi) e dover ripetere l’anno. Se invece si supera l’anno e si è ammessi alla classe successiva, si è promossi.







    Essere rimandato: uno studente può essere rimandato alla fine dell’anno in una o più materie (massimo 3). Questo significa che non è bocciato, ma che in quelle materie non c’è un voto, perché dovrà sostenere degli esami di riparazione alla fine dell’estate, prima dell’inizio della scuola. Se supera quegli esami, è ufficialmente promosso, altrimenti, è ufficialmente bocciato.







    Prendere/Beccarsi una nota sul registro: il registro di classe è il quaderno in cui si scrive la storia della classe. Lo possono compilare solo gli insegnanti, che dovranno inserire le proprie firme, le assenze, le giustificazioni degli alunni, i compiti assegnati, i lavori svolti durante la lezione e i dati generali degli alunni, giorno per giorno. Lì, tra le altre cose, si scrivono le note (forma abbreviata di “note disciplinari”). Una nota è un appunto, un’annotazione dell’insegnante riguardo un comportamento scorretto di uno o più studenti. Ogni nota presa influenza il voto finale dello studente. Se lo studente si comporta spesso male oppure fa qualcosa di molto molto grave, può essere sospeso dalle attività scolastiche fino a un massimo di 15 giorni.







    Fare sega/fare filone/marinare la scuola/bigiare significa non andare a scuola per un giorno (o più), senza che i genitori lo sappiano. È un problema per la giustifica (documento che il genitore firma in cui si dichiara consapevole dell’assenza del proprio figlio per ragioni di salute o famiglia). Smette di essere un problema quando si raggiungono i 18 anni e ci si può firmare da soli le giustifiche.







    Andare alla lavagna significa essere chiamati dall’insegnante e doversi alzare e andare verso la lavagna,

  • L’italiano è una lingua bellissima, lo dicono tutti, molto musicale e poetica e tutto quanto, ma è anche vero che ha delle stranezze che a volte ci lasciano un po’ di stucco e ci fanno pensare che la grammatica di questa lingua non abbia molto senso. Non è vero? Quante volte l’avrete pensato? Vediamo insieme alcune delle cose più strane e senza senso dell’italiano!













    Le stranezze della lingua Italiana



    L'italiano è caratterizzato da una grammatica un po' complicata e un vocabolario ricco e vario, che spesso fanno sembrare questa lingua priva di senso e impossibile da imparare. Di seguito abbiamo riportato degli esempi, sia a livello del lessico che della grammatica, con l'intento di chiarire certi aspetti in modo che non possiate più sbagliare o confondervi.



    Forse un senso non c'è, ma una spiegazione sì!



    Il lessico



    I geosinonimi.



    L’Italia non è un Paese molto grande, ma questo non toglie che esistano differenze da un punto di vista linguistico tra le diverse regioni e all’interno delle regioni stesse. Queste non riguardano solo i dialetti, che già sono difficili da comprendere, ma anche lo stesso lessico dell’italiano “standard”. Per esempio, cannella è il termine italiano per la nota spezia di colore giallo-marrognolo, ma se in Toscana vi chiedono di “aprire la cannella” significa che dovete aprire il rubinetto! Un altro esempio è la spazzatura, che pur essendo comune a tutta la penisola e isole cambia nome a seconda del luogo in cui vi trovate: a Bologna si parla di “rusco”, in Toscana “sudicio”, “monnezza” a Napoli, e molti altri! Un’altra cosa che accomuna tutti gli italiani sembra essere il "marinare la scuola", ossia saltare le lezioni e si può dire: “bucare” o “tagliare” in Piemonte, “fare sega” a Roma, “fare forca” a Firenze, “fare filone” a Bari ecc. Questi termini per indicare oggetti e situazioni della vita quotidiana cambiano da zona a zona ed è difficile impararli tutti, quindi la cosa migliore è chiedere se non si capisce.



    Le bestemmie.



    Queste sono una particolarità dell’italiano parlato e no, non hanno senso! Perché non esistono in altre lingue/culture. Di che si tratta? Sono degli insulti, offese contro Dio e i Santi e le cose sacre e religiose. Molti le confondono con le parolacce, ma in realtà sono due cose diverse. Le parolacce, infatti, sono sì parole volgari, offensive, oscene, scurrili e quant’altro. Ma generalmente non coinvolgono la religione. Per questo, sono considerate quasi “accettabili”  nell’italiano parlato e informale, soprattutto per dare più enfasi a quello che si vuole dire. Le bestemmie, invece, rendono il vostro linguaggio mooolto “colorito” e sono certamente da sconsigliare in contesti formali o in cui non sapete come potrebbe reagire la persona di fronte a voi. Nelle bestemmie, è sufficiente anche solo accostare la divinità a un animale, perché si intende che la divinità abbia le caratteristiche dell’animale e questo è considerato offensivo per molti italiani, perché la religione è radicata fortemente nella cultura nonostante l’Italia sia un Paese laico. Per questo non sentirete molte persone bestemmiare in ambienti pubblici o davanti a bambini.



    La grammatica



    Il verbo piacere e i suoi fratelli.



    Per qualcuno il funzionamento del verbo “piacere” può suonare un po’ strano, perché mentre in molte lingue con il verbo “piacere” il soggetto grammaticale e il soggetto logico coincidono, per esempio in inglese I like pasta, io sono sia il soggetto grammaticale (I like) che il soggetto logico a cui piace effettivamente la pasta. In italiano Mi piace la pasta, invece, è l’oggetto logico, la pasta, che piace a me (soggetto logico), quindi la pasta è il soggetto grammaticale. La stessa cosa accade, ad esempio, con il verbo “mancare” (I miss you, in inglese, MA Mi manchi, in italiano, ossia Tu manchi a me, anche se sono io la persona che avverte il sentimento. Questo ribaltamento rispetto alle altre lingue può creare confusione all’inizio,

  • Dopo la pubblicazione del video dedicato alla storia e all'analisi dei primi versi dell'Inno di Mameli, l'inno nazionale italiano, in tanti ci avete chiesto di pubblicare una seconda parte in cui spiegavamo il significato dei restanti versi. Pertanto, in questo articolo parleremo proprio di quei versi dell'inno nazionale italiano che nessuno conosce!













    Il Canto degli Italiani



    Cosa significa l'Inno di Mameli?



    Nello scorso video abbiamo analizzato le prime tre strofe dell'inno nazionale, ovvero le strofe che vengono cantate sempre in tutte le competizioni sportive e negli eventi ufficiali. Oggi, invece, ci concentreremo sulle strofe un po' meno... conosciute! Andiamo ad analizzarle:



    Noi siamo da secoli



    Calpesti, derisi,



    Perché non siam popolo,



    Perché siam divisi.



    Raccolgaci un’unica



    Bandiera, una speme:



    Di fonderci insieme



    Già l’ora suonò.



    [Stringiamci a coorte



    Siam pronti alla morte



    L’Italia chiamò.]



    In questa strofa, Mameli sottolinea la necessità di formare un’Italia unica ed unita.



    Nel momento in cui l’inno viene scritto, l'Italia è divisa in sette stati: Regno delle due Sicilie (comprendeva l’odierno Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia per intero, Campania tranne Benevento, il Lazio orientale, il Lazio meridionale e l'arcipelago di Pelagosa), Stato Pontificio (l’odierno Lazio, Benevento, Umbria, le province di Bologna, Ferrara, Forlì e Ravenna), Regno di Sardegna, Granducato di Toscana, Regno Lombardo-Veneto (Lombardia, Veneto e Friuli), Ducato di Parma, Ducato di Modena.



    Mameli fa notare come da secoli gli italiani siano schiacciati dal nemico (calpestati) e siano derisi, presi in giro proprio per via del fatto che ancora, nell’800, non sono un popolo unito.



    In questa strofa Mameli parla della speranza (“speme”) di vedere l’Italia unita sotto un’unica bandiera (“raccogliaci un’unica bandiera”), quindi non solamente una “fusione” a livello geografico-politico ma anche culturale, sotto gli stessi ideali.



    È ormai anche ora ("già l'ora suonò"), ci ricorda Mameli.



    Uniamoci, amiamoci,



    l’Unione, e l’amore



    Rivelano ai Popoli



    Le vie del Signore;



    Giuriamo far libero



    Il suolo natìo:



    Uniti per Dio



    Chi vincer ci può?



    [Stringiamci a coorte



    Siam pronti alla morte



    L’Italia chiamò.]



    In questa strofa Mameli richiama le idee di Giuseppe Mazzini: il politico italiano, infatti, era convinto che un’Italia non unita era un’Italia debole. Per questo il suo progetto della “Giovine Italia”, presentato nei giornali omonimi, includeva la fondazione di una repubblica democratica unitaria sul territorio italiano. La Giovine Italia era un’organizzazione politica insurrezionale che aveva l’obiettivo della Repubblica fondata sui principi di unità, indipendenza e libertà.



    Mameli richiama quindi la politica mazziniana, affermando che un’Italia unita è impossibile da sconfiggere (“chi vincer ci può?”). Inoltre, ci ricorda che un popolo invincibile non è soltanto unito, ma è anche legato da un sentimento d’amore, perché solo questo può condurci a Dio. Incita quindi gli italiani a liberare la propria terra “per Dio”: in questo caso non è un’imprecazione, ma significa “attraverso Dio”, con la forza che solo lui può donarci, in quanto sostenitore dei popoli oppressi.



    Dall’Alpi a Sicilia



    Dovunque è Legnano,



    Ogn’uom di Ferruccio



    Ha il core, ha la mano,



    I bimbi d’Italia



    Si chiaman Balilla,



    Il suon d’ogni squilla



    I Vespri suonò.



    [Stringiamci a coorte



    Siam pronti alla morte



    L’Italia chiamò.]



    Successivamente incontriamo quattro riferimenti storici a grandi rivolte della storia italiana: Legnano, Ferruccio, Balilla e Vespri.



    Il primo (Legnano) si riferisce alla battaglia di Legnano del 1176 in cui i Lombardi, guidati da Alberto da Giussano, sconfissero Federico Barbarossa. L’imperatore sconfitto dovette rinunciare alla propria autorità, concedendola alle province lombarde nel 1183.



    Il secondo,

  • È arrivato il momento di parlare di un tema che a noi italiani sta molto a cuore. Infatti, se c’è una cosa che, durante la giornata, proprio non possiamo saltare e a cui non riusciamo a dire di no, quella è la colazione: è veramente un momento sacro e nessuno lo deve rovinare. E qual è la colazione tipica degli italiani? Solitamente un caffè (o cappuccino), accompagnato da una brioche, o un cornetto, o un croissant… ma sono queste tre in realtà la stessa cosa? Ci sono delle differenze? Come si mangiano? Come si accompagnano? Adesso chiariamo tutto! 













    Qual è la differenza tra cornetto, brioche e croissant



    Da nord a sud con queste parole si intendono cose un po’ diverse, a seconda della zona. Però, in realtà, questi tre dolci sono diversi, e hanno delle caratteristiche particolari e specifiche. Una cosa però hanno in comune: sono buonissimi e ideali a colazione! 



    Le principali differenze riguardano le ricette, e siccome per i LearnAmici solo il meglio, abbiamo deciso di ricorrere alla massima autorità in questo settore per chiarire tutto: La Cucina Italiana, una rivista storica di cucina, fondata negli anni '20. Più autorevole di così…



    Il cornetto



    Cominciamo subito dal cornetto, ed in particolare, con la sua storia. Da dove viene? Il cornetto è il figlio di un dolce austriaco, il kipferl. Questo dolce è stato inventato nella Vienna del 1683. All’epoca, la città era sotto assedio da parte dell’impero ottomano (i turchi). Per colpire il nemico e abbattere le mura, i turchi hanno attaccato a notte fonda, scavando cunicoli con pale e picconi per andare a colpire le fondamenta. Gli unici uomini che erano svegli a quell’ora erano i panettieri: questi, sentendo il rumore degli scavi, hanno potuto avvertire l’esercito, che in questo modo ha respinto gli attacchi.



    Come ricompensa è stato chiesto a un panettiere di celebrare la vittoria austriaca sull’impero ottomano con un dolce a forma di mezzaluna, simboleggiante la bandiera turca. Era nato il kipferl. A quel panettiere è stata concessa la vendita esclusiva di quel dolce.



    I rapporti che legavano Austria ed Italia nel 1683 erano così intensi che in pochi anni quel dolce a mezzaluna arrivò in Italia, in Veneto, grazie ai commerci tra l’Austria e Venezia. Come tutti i figli però somiglia al proprio genitore solo esternamente. La forma è quella suggerita dal nome, un corno carino. Poi ha preso la sua propria direzione autonoma, come fanno tutti i figli, soprattutto per quanto riguarda la ricetta. Il cornetto si prepara con farina, latte, uova, zucchero, sale, burro e lievito. Si può mangiare sia vuoto, sia farcito: crema, marmellata, cioccolato, pistacchio, sono le farciture più popolari. 



    Il croissant



    Molti credono che il croissant abbia origini francesi, ma, mi dispiace, non è così. Anche il croissant, infatti, deriva dal kipferl, ma nasce solo nel 1838, a Parigi. 



    La prima apparizione in Francia del croissant ha delle origini un po’ misteriose, ci sono due versioni più gettonate al riguardo:



    La prima e più verosimile attribuisce il merito all’ufficiale austriaco August Zang, fondatore della Boulangerie Viennoise (Pasticceria Viennese) di Parigi attorno al 1839, la cui specialità era proprio il kipferl assieme a tutta la pasticceria austriaca. La sua tipica forma a mezzaluna ben presto fece mutare il nome in quello che a tutt’oggi conosciamo come croissant, ovvero crescente, come la luna.La seconda e sicuramente più affascinante versione vuole che la famosissima Regina di Francia Maria Antonietta fosse così tanto legata alla sua colazione con il kipferl che quando si recò a Versailles non poté fare a meno di portarlo con sé. Il dolce piacque così tanto ai pasticceri di allora che fu subito adottato e trasformato in croissant. 



    La differenza dal cornetto è che nella ricetta non ci sono uova (eccetto un po' di albume spennellato per lucidarne la superficie) e che la dose di zucchero è minore. Questo lo rende più leggero e con un sapore più ne...

  • Non è facile capire tutti i termini che riguardano il mondo dell’economia, soprattutto quando si tratta di una lingua straniera, ma non temete: ci siamo noi qua a spiegarvi le principali parole italiane riguardo a questo mondo! Seguiteci fino in fondo per scoprire anche il lessico fondamentale del mercato finanziario.













    La Finanza e l'Economia in italiano



    In questo articolo abbiamo suddiviso il testo in due parti: la prima sull'economia in generale e la seconda sui mercati finanziari e gli investimenti.



    Vocabolario dell'economia in italiano



    Bilancio di previsione (budget) consiste in un documento che contiene le previsioni per il periodo successivo. Questo contiene le linee guida per raggiungere gli obiettivi che un’azienda si prefissa.







    Bolla speculativa è una fase di mercato caratterizzata dalla crescita rapida e ingiustificata dei prezzi di un bene fino alla fase di scoppio della bolla, con cui i valori originari del bene sono ripristinati. L’economia è influenzata dalle bolle speculative quando crescono troppo o si prolungano nel tempo perché potrebbero scoppiare da un momento all’altro. Un esempio è la bolla immobiliare.







    Boom è un periodo di espansione economica insostenibile caratterizzato da sovrainvestimento in determinate industrie, in cui l’economia è in una fase positiva. Il contrario è il cosiddetto periodo di busto, in cui gli investimenti e la produzione sono ridotti spesso creando una recessione. 







    Credito indica l'anticipazione di denaro da parte di una persona o di un’organizzazione a un’altra a fronte di una promessa di restituzione futura in una o più soluzioni, secondo modalità e tempi specificati contrattualmente. Chi ha ricevuto il prestito è poi in debito con l’altro. 







    Deficit e surplus indicano due condizioni opposte: la condizione di deficit o disavanzo indica una situazione economica di un'impresa nella quale i costi superano i ricavi, o di un ente pubblico nel quale le uscite superano le entrate; la condizione di surplus economico, invece, le entrate sono maggiori delle spese. 







    Fiscale è un aggettivo che indica ciò che ha a che fare con il denaro. Si parla spesso di anno fiscale, che indica l’arco temporale al termine del quale vengono richiesti dei rapporti, delle dichiarazioni o degli altri documenti ufficiali alle imprese. In Italia l’anno fiscale segue l’anno solare (1 gennaio – 31 dicembre) con l’unica eccezione costituita da alcune imprese che operano nel settore pubblico. 







    Inflazione indica l'aumento dei prezzi di beni e servizi, che comporta una diminuzione del potere d'acquisto della moneta. Il contrario è deflazione, caratterizzata da diminuzione dei prezzi da cui deriva una diminuzione del fatturato delle aziende e un aumento della disoccupazione. Come abbiamo visto, nessuna delle due è positiva per l’economia. 







    Prodotto Interno Lordo (PIL) è il valore dei prodotti e servizi realizzati all'interno di uno Stato sovrano in un determinato arco di tempo. Il PIL risulta da un processo di scambio ossia dalla vendita di prodotti e servizi.







    Recessione è una condizione economica caratterizzata da una riduzione del PIL per due trimestri consecutivi. Se l’economia continua a peggiorare per altro tempo si parla di depressione. 







    Stagnazione è il termine che descrive la situazione che si ha quando non c’è movimento nel PIL. Questo, infatti, può salire o scendere e la stagnazione è negativa perché generalmente l’obiettivo è che l’economia cresca. 







    Trimestre corrisponde alla suddivisione dell’anno più diffusa per quanto riguarda il mondo dell’economia e indica tre mesi.  







    Valuta è la moneta usata in un determinato Paese (euro in Europa, dollaro americano negli Stati Uniti, ecc.).







    Vocabolario della finanza in italiano



    Azione in economia indica una percentuale di una società (società per azioni, SpA) posseduta dai cosiddetti azionisti. Con l'acquisto di un’azione si diventa in parte proprietari della ...

  • In questa lezione parleremo di un argomento molto caro a tutti, in particolare a noi italiani: gli auguri! I compleanni e gli anniversari sono senza dubbio momenti di grande gioia ed è proprio per questo motivo che vi insegneremo a non essere mai più banali e a sorprendere i vostri amici con degli auguri davvero speciali!













    10 Frasi Alternative a Buon Compleanno e Buon Anniversario



    Quando in Italia vogliamo augurare qualcosa a qualcuno, ci viene molto semplice usare "buon" + la cosa o l’evento. Buona giornata, buona serata, buon viaggio, buona visione, buon film, buona passeggiata, buon fine settimana, buon riposo e bla bla bla. Tra queste, ci sono buon compleanno e buon anniversario. Ovviamente vanno benissimo eh, ma se conoscete solo queste potreste diventare... ripetitivi!



    E si sa, quando qualcuno è in vena di festeggiare, non vuole proprio sentirsi sempre le solite frasi, qualcosa di più originale è decisamente apprezzato!



    In questo video, quindi, scoprirete dieci frasi alternative a "buon compleanno" e "buon anniversario" con cui farete bella figura e che arricchiranno la vostra conoscenza della lingua!



    Frasi alternative a buon compleanno



    Cominciamo con gli auguri più indicati per il giorno del compleanno (anche se alcuni, come vedremo, sono flessibili e si possono usare anche per altri eventi).



    “Auguri”. Questa parola è tanto semplice quanto utile, dato che può essere usata in una miriade di contesti: dal compleanno, e in questo caso si può trovare la versione “auguri di buon compleanno”, all’anniversario e perfino per una laurea. Insomma, ogni volta che ci si vuole congratulare con qualcuno. Può anche essere arricchita con l’aggettivo nella forma “tanti auguri”. Fate attenzione, però! Con intonazione sarcastica, “auguri” diventa un modo di augurare buona fortuna a chi si è messo in una situazione rischiosa o complicata. Un po’ come a dire “bel guaio quello in cui ti sei messo, ti auguro di poterne uscire senza troppi problemi”.



    “Cento di questi giorni”. Questa espressione serve per augurare a chi compie gli anni altri cento giorni come quello del compleanno, quindi, l’augurio è di poter vivere altri 100 anni. Ma si usa anche in altre circostanze, per augurare a quella persona che possa vivere ancora tantissimi altri giorni come quello, e cioè pieni di gioia, serenità e affetto.



    “Ti auguro il meglio nel giorno del tuo compleanno”. Questo augurio è semplice, ma significativo: si augura, infatti, al festeggiato tutto il meglio, cosa si può volere di più?



    “Buon giorno in cui sei venuto al mondo”. Questa espressione ironica in cui “compleanno” è sostituito da “giorno in cui sei venuto al mondo” è un po’ particolare e non si può usare in tutti i casi: la cosa migliore è usarla con chi si ha confidenza e con chi possa capire che è un augurio scherzoso, altrimenti chi se la sente dire potrebbe rimanere un po’ confuso.



    “Buon diciottesimo”. In questo caso la parola “compleanno” è direttamente omessa, come se fosse sottinteso. Qui prendiamo 18 ad esempio, ma questo augurio può essere usato anche con altri compleanni che segnano un traguardo (30, 40, 50, e così via…).







    P.S. A proposito di compleanni e anniversari, sapete qual è il regalo più bello che si possa fare durante queste occasioni? NordVPN!



    Secondo i maggiori esperti di tecnologia, NordVPN è senza dubbio la miglior VPN sul mercato. Ora, per chi non lo sapesse, una VPN è un programma che filtra la vostra connessione in modo tale da criptarla e proteggervi dai crimini informatici, come il furto d’identità e di account, che dall’inizio della pandemia sembrerebbero in forte aumento! NordVPN però non si limita a proteggervi, ma vi offre anche tanti altri vantaggi paralleli, come la possibilità di superare le geo-restrizioni. Vi è mai capitato di finire su qualche pagina che vi diceva “Il contenuto di questa pagina web non è disponibile nel tuo Paese”? Ecco, quelle sono le geo-restrizioni: significa che il contenuto che cercav...

  • Il C2... questo fantomatico livello di perfezione di conoscenza di una lingua straniera… Riuscire a diventare dei “madrelingua” in una lingua straniera è un percorso tanto tanto complesso e non importa quante volte leggerete le grammatiche o ascolterete le persone parlare: molte regole o espressioni non vi rimarranno impresse mai, o forse prima o poi, ma con un po’ di difficoltà. L’importante è non scoraggiarsi, riconoscere il proprio livello e impegnarsi per migliorarlo. Ricordatevi che non c’è niente di male a non essere in grado di capire o esprimere tutto ciò che si vuole dire subito!













    Superiamo gli ostacoli!



    Ecco una lista delle cose che possono rappresentare un ostacolo per voi nel parlare e scrivere in italiano correntemente. Pensateci su, chiedetevi se sono degli ostacoli anche per voi e, se sì, provate a concentrarvi e a lavorarci su per superare questi ostacoli.







    1. La forma di cortesia



    La forma di cortesia è un grande ostacolo per molte persone, soprattutto chi sta studiando l’italiano, visto che è poco intuitiva. Infatti, è “Lei”, con lettera maiuscola, ma tanto simile a “lei” riferito a una donna. Ma nella forma di cortesia si usa Lei anche per un uomo, però aggettivi e participi, se si tratta di un uomo, restano al maschile. Ok, è certo che se usate “tu” in una situazione che avrebbe richiesto la forma di cortesia “Lei”, per esempio durante una conversazione con un professore, il vostro datore di lavoro o una persona più anziana di voi, nessuno si arrabbierebbe perché capirebbe che siete stranieri. Ma ecco, questo è il punto: capirebbero che siete stranieri. Praticate di più questa forma, per usarla quando serve, e vedrete che figurone farete!







    2. Specificate il soggetto della frase



    In italiano, il soggetto è sottinteso nella maggior parte dei casi, a meno che non si voglia enfatizzare chi ha compiuto una certa azione. Specificare il soggetto all’inizio della frase è qualcosa che fa immediatamente capire che non siete parlanti nativi dell’italiano e quindi vi impedisce di avere una padronanza completa della lingua. Nella maggior parte delle altre lingue, però, il pronome è necessario, quindi imparare a non metterlo richiede un po’ di sforzo e di tempo, ma vedrete che presto diventerà naturale!







    3. I tempi passati vi terrorizzano



    Non siete ancora sicuri di quando usare l’imperfetto, il passato prossimo e il passato remoto e usare il tempo sbagliato nel momento sbagliato può creare fraintendimenti e suonare veramente strano per i vostri ascoltatori. Dire “Ho vissuto in questa casa per 10 anni” in italiano, significa che non ci vivete più, ma in altre lingue come l’inglese, la stessa struttura (“I have lived in this house for 10 years”) significa che ancora vivete nella stessa casa. Quindi praticare i passati è veramente importante. Un metodo efficace per farlo è quello di leggere molti libri, così potrete familiarizzare anche con quel tanto temuto passato remoto.







    4. Essere o non essere, questo è il dilemma



    Lo diceva anche Shakespeare. Capire quando usare l’ausiliare “essere" e quando invece usare “avere” è sempre un ostacolo, anche a un livello medio-alto. Non mollate. Continuate a praticare. Gli ausiliari in italiano seguono regole precise e potete aiutarvi guardando film o leggendo libri.







    5. I nomi maschili terminanti in -a (cinema, problema, tema) vi irritano



    Quando avete iniziato a studiare l’italiano vi è stato detto che la maggior parte delle parole terminanti in -a sono di genere femminile, fatta eccezione alcune parole che invece sono di genere maschile, come per esempio cinema. Fate quindi attenzione a queste parole (di solito, queste parole problematiche terminano in -ma). Ovviamente, tutti vi capiscono se dite “la cinema”, ma è chiaro che non è corretto e che tutti si accorgeranno che siete stranieri.







    6. Non avete ancora capito quando vada omesso l’articolo determinativo



    Perché si dice “Vado a casa” e non “Vado alla casa”?

  • “Aiuto, imparo parole continuamente ma poi le dimentico dopo qualche giorno. Come posso fare?” Ricevo sempre messaggi di questo tipo e li capisco perché essere capaci di ricordare i significati di tutte le parole che incontriamo e cerchiamo sul vocabolario non è facile! Anzi! È più facile ricordare come usare il congiuntivo in italiano… e questo la dice lunga! Se vi siete trovati in difficoltà nella memorizzazione continuate a leggere, vi consiglio qualche trucco!













    I trucchi per imparare più velocemente



    Esistono alcuni trucchetti per memorizzare un maggior numero di parole in poco tempo. Attenzione! Ci tengo a chiarire che questi trucchetti non fanno miracoli, nel senso che non imparerete 200 parole in una notte, ma sicuramente vi saranno di grande aiuto, soprattutto (e questo è fondamentale!) se sarete costanti nell’applicarli! Detto questo, vediamo quali sono!



    Le basi sono importanti



    Nemmeno un madrelingua conosce ogni parola della propria lingua, anche perché non le utilizza tutte nei suoi contesti quotidiani. Le parole che vengono utilizzate più spesso formano il cosiddetto vocabolario di base, che sarà la vostra arma per muovervi senza paura nei meandri di una lingua. Il vocabolario di base dell’italiano è stato definito da Tullio De Mauro, un famoso linguista italiano. Ad oggi conta circa 7500 vocaboli.



    Se volete sapere quali sono queste 7500 parole, potete acquistare il libro di Tullio De Mauro su Amazon. Altrimenti, potete creare la vostra propria lista di parole comuni, quelle che voi utilizzate più spesso nella vostra lingua, e convertirla in italiano. E poi potrete imparare quella lista… coi suggerimenti che vi darò tra poco!







    6 metodi per ricordare meglio







    1 - Gruppi semantici



    Un ottimo metodo per imparare velocemente un grande numero di parole è imparare per famiglie semantiche. Una famiglia semantica è un insieme di parole che derivano da una parola d’origine con la quale condividono la radice. Quindi se voi conoscete una parola d’origine, potete imparare le altre relazionate a lei, perché ormai già conoscete la radice! Per esempio, se conoscete già la parola “libro”, potete partire da quella e scoprirne e impararne altre come “libreria”, “libraio”, “segnalibro”, “cartolibreria” e così via. Questo meccanismo non si limita solo ai sostantivi, ma può farvi scoprire anche verbi, aggettivi e avverbi. Prendete per esempio anche la parola “colore”: da questa potete ricavare parole come “colorare”, “colorificio”, “colorante”, “colorazione”, “colorato” eccetera.



    2 - Omonimia tra parole



    Quando incontrate gli omonimi, non dovete farvi scoraggiare, ma anzi dovete trarne vantaggio! Il pensiero che una parola possa avere più significati ci mette davanti a un altro livello di difficoltà della lingua, ma in realtà è qualcosa da cui si può imparare ancora di più. Se state imparando il lessico della frutta e della verdura, per esempio, scoprirete che il termine “pesca” può indicare sia il frutto, sia l’attività di chi va a prendere pesci in laghi o fiumi.



    Fate attenzione! Molto spesso l’italiano usa la strategia degli accenti per distinguere i significati degli omonimi: pèsca (frutto), pésca (attività). Anche in questo caso, la mentalità è tutto: non dovete pensare “Ah questo italiano, con tutte queste parole uguali ma diverse”, ma piuttosto “Ah figo! Con una sola parola, posso dire due cose diverse! Comodo!”



    3 - Un aiuto da Internet



    Un’immagine vale più di mille parole. Perciò… sfruttatele! Grazie a Internet abbiamo la possibilità di ricercare migliaia e migliaia di immagini. E queste possono aiutarvi nell’imparare parole nuove, perché così sfrutterete la memoria visiva, che è molto efficace. Quindi, il mio consiglio è: ogni volta che imparate una nuova parola, scrivetela sul vostro motore di ricerca e andate sulla sezione “immagini” e scorrete un po’.



    Finirete per fare delle associazioni tra parole e immagini e magari potrete imparare altri significati della stess...

  • In questo articolo affronteremo un argomento grammaticale molto importante per chiunque stia imparando l’italiano. Ci occuperemo infatti delle preposizioni di luogo a e in. ANDARE A o ANDARE IN? Questo è un dilemma che affligge tutti gli studenti di italiano, dai principianti ai più avanzati, perché effettivamente è un po’ un casino!













    Come usare le Preposizioni di Luogo a e in



    La preposizione IN e la preposizione A si usano con i luoghi, sia il luogo in cui ci troviamo (stato in luogo, e in quel caso avremo il verbo essere o verbi simili), sia il luogo verso cui stiamo andando (moto a luogo, e in quel caso avremo il verbo andare o verbi simili).



    Il modo migliore per imparare a usarle in maniera corretta è leggere o ascoltare in italiano il più possibile, essere esposti a input di lingua reale, per esempio guardando film o viaggiando. A furia di sentirle, le internalizzerete e diventeranno più automatiche. Ma è ovviamente un processo che richiede tempo! Tanto tempo! Mesi! Nel frattempo, quindi, ho deciso di darvi, in questo video, alcune regole per semplificare il compito.



    Ma come capire se, dopo ESSERE o ANDARE, bisogna usare IN oppure A?



    Ci sono alcune regole, per fortuna. Eccole qui!



    Si usa A con:



    i nomi di città e paesi, intesi non come nazioni, bensì piccole città (Abito a Napoli, Vado a Caserta)



    i verbi all’infinito (Vado a fare un po’ di jogging, Vado a fare la spesa)



    i pasti, dunque colazione, pranzo, merenda e cena (Sono a pranzo da mia cugina, Andrò a cena fuori)



    Invece, la preposizione IN si usa con:



    i nomi di nazioni, regioni e continenti (Abito in Italia, Sono stata in viaggio di nozze in Asia). Attenzione a Stati Uniti, con cui si usa la preposizione articolata formata da in + gli, ossia negli  (Voglio andare in vacanza negli Stati Uniti);



    gli indirizzi, che sono caratterizzati dalle parole via, viale, corso, piazza, ecc. (Abito in viale della Repubblica 27);



    tutte le stanze della casa: soggiorno, cantina, cucina, corridoio, sala da pranzo, giardino, balcone, camera da letto, bagno. (Vado in cucina a preparare il pranzo). Fate attenzione alla parola studio che è caratterizzata dalla preposizione articolata nello, formata da in + lo (Vado nello studio a lavorare);



    i nomi dei posti che finiscono in -ia (Vado in... farmacia, profumeria, macelleria, cartoleria, pizzeria, birreria, gelateria, panetteria, libreria, tabaccheria, gioielleria, ecc.)



    i mezzi di trasporto (Vado in... macchina, aereo, treno, tram, autobus, nave, barca, traghetto, metro, moto, bicicletta, elicottero, motorino, vespa, ecc.). Questo vale sia nelle frasi dove vengono usati come mezzi per andare da qualche parte (Vado in vacanza in aereo), sia nelle frasi in cui c’è il complemento di stato in luogo (Sono in macchina). Attenzione ad andare a cavallo e andare a piedi (camminare) che vanno entrambe con la preposizione a.



    Queste sono molte regole, che però non bastano per spiegare tutti i casi possibili. Infatti, non c’è una regola per tutte le altre parole (cioè tutti gli altri luoghi) e a volte si usa a, altre volte in.



    Tuttavia, vi posso dare un suggerimento, che non vale come regola in tutti i casi, ma può essere d’aiuto a volte, e cioè che la preposizione a con l’articolo è usata con molti nomi maschili.



    Vado al museo



    Vado al mare



    Vado al cinema



    Vado al parco



    Vado al ristorante



    Vado al supermercato



    Vado allo stadio



    Vado al concerto



    Vado al negozio



    Vado al mercato



    Vado al bar



    Vado al comune



    Vado all’aeroporto



    Vado al porto



    Vado al centro commerciale



    Vado al centro estetico



    Vado all’ufficio postale



    Vado al casinò



    Vado a teatro —> attenzione: teatro non prende l’articolo!



    MA ci sono anche nomi femminili che prendono la preposizione a



    Vado a scuola —> anche questo non prende l’articolo



    Vado all’opera



    Vado all’università



    Vado alla stazione di polizia



    Invece sono molti i nomi femminili che prendono la...

  • Continuano le nostre visite alla scoperta di Firenze e questa volta vi raccontiamo dell'Abbazia di San Miniato al Monte. Vi consigliamo di andarci in un periodo migliore rispetto all'estate italiana, perché per arrivarci si deve faticare un po': c'è una salita molto ripida da affrontare! In ogni caso, vale la pena di vedere questo monumento, continuate a leggere per scoprirne di più!













    Una gita fuori porta a Firenze



    Per arrivare all'Abbazia di San Miniato al Monte, si può fare una bella passeggiata dal centro di Firenze, passare per i vicoli e arrivare "fuori porta", cioè al di là delle porte di una città, all'estrema periferia della città, dove solitamente comincia la campagna. Prima di arrivare all'Abbazia si possono trovare tanti posti dove mangiare, ma un posto in particolare ha colto la nostra attenzione perché alcuni panini avevano nomi che si riferivano a modi di dire toscani, per esempio:



    Giueee!: è un'esclamazione che significa "Accidenti!".



    Maremma maiala!: esclamazione che esprime disappunto, sorpresa, fastidio, stupore, paura o approvazione.



    Brindellone: indica una persona sciatta e trasandata nel vestire e scomposta nel camminare; un po' oziosa e svogliata.



    Ganzo: indica una persona eccezionalmente astuta e scaltra, che per questo suscita scalpore e ammirazione.



    Ma continuiamo con la nostra passeggiata per arrivare all'Abbazia...La strada per arrivare lì è molto ripida (ha una forte pendenza) ed è faticosa da salire, anche perché bisogna passare 273 gradini!



    La prima tappa prima di arrivare è Piazzale Michelangelo:



    Fu realizzato nel 1869 da Giuseppe Poggi, quando Firenze era Capitale d'Italia, ed è il punto d'osservazione panoramico più famoso di Firenze. In quel periodo era in corso il Risanamento (miglioramento) della città, così sulla costa sinistra dell'Arno vennero costruiti il Viale dei Colli che arriva alla collina di San Miniato, dove spicca questa terrazza panoramica e l'Abbazia. Dal Piazzale si possono individuare tutti i monumenti più importanti di Firenze come: il Duomo, Ponte Vecchio, il Museo Nazionale del Bargello, ma anche le colline a nord della città dove si trova Fiesole. Fortunatamente quando hanno risanato questa parte di Firenze, hanno reso il viale alberato, quindi ci sono numerosi alberi e piante, che ci permettono di prendere fiato e goderci un po' di ombra. Da qui, si prosegue un po' più su e si arriva all'Abbazia di San Miniato al Monte.





    Abbazia di San Miniato al Monte





    A chi è dedicata l'Abbazia?



    San Miniato è il santo a cui è stata dedicata ed è stato il primo martire della città di Firenze. Pare che intorno al 250, una volta giunto a Firenze, iniziò la vita di eremita, tuttavia, durante le dure persecuzioni cristiane venne decapitato. Secondo la leggenda, il santo non morì dopo la decapitazione, ma presa la sua testa sotto il braccio, la portò sul colle fiorentino dove aveva vissuto come eremita. Su questo luogo è stato costruito un santuario e poi una cappella, la costruzione dell'attuale chiesa iniziò nel 1013.



    Descrizione



    La facciata di San Miniato è un capolavoro dell'architettura fiorentina che si ispira agli edifici monumentali romani. È divisa in due fasce: la parte inferiore è caratterizzata da archi con colonne in marmo bianco, mentre quella superiore mette in evidenza la struttura della chiesa. Sulla facciata sono presenti particolari in marmo nero e anche un mosaico del 1260 che rappresenta Cristo e tra le Vergini e San Miniato. Sulla sinistra si trova il campanile, che nel 1500 era usato per come deposito per l'artiglieria della città.



    L'interno dell'abbazia è completamente decorato: il soffitto è a capriata (in legno), il pavimento è intarsiato (abbellito) e si può trovare un pannello riguardante lo zodiaco, sono presenti dei mosaici e nella Cappella del Crocefisso si trovava il Crocefisso Miracoloso, che ora si trova in Santa Trinità.



    L'Abbazia racchiude anche una Cappella,

  • Noi italiani siamo piuttosto famosi nel mondo per la nostra abilità di gesticolare mentre parliamo. Infatti gesticoliamo per dare più enfasi a quello che stiamo dicendo, per sottolineare i concetti, per farci capire meglio… ma lo sapevate che noi italiani siamo addirittura capaci di fare intere conversazioni senza le parole, usando solo i gesti? E no, non sto scherzando, anzi può capitare molto spesso. Continuate a leggere per scoprire la gestualità italiana e mettetevi alla prova con il test sui gesti!













    Spiegazione dei gesti italiani



    La gestualità italiana è un insieme di atteggiamenti, movimenti del viso e delle mani, che caratterizzano la comunicazione dei madrelingua italiani. Questi segni possono variare di regione in regione, pur essendo tutti riconducibili all'interno dello stesso fenomeno. Secondo la psicologa Isabella Poggi sarebbero quantificabili in addirittura 250 i gesti presenti nella cultura italiana, ma non si devono confondere con la Lingua dei Segni Italiana (LIS), utilizzata dalla comunità sorda.



    Generalmente i gesti sono coverbali, quindi accompagnano la parola, ma possono anche essere autonomi, quindi utilizzati senza parlare. Molte volte i gesti sono accompagnati dal movimento della testa e le espressioni del viso, che enfatizzano il tutto.



    I gesti autonomi sono utilizzati in alcuni casi, come, per esempio, se ci troviamo in un luogo dove non si può parlare come in chiesa o in biblioteca, oppure se vogliamo comunicare qualcosa di molto rapido a una persona che è piuttosto lontana da noi e non possiamo urlare a squarciagola, o ancora, se siamo in un luogo troppo rumoroso come per esempio una discoteca e quindi le altre persone non potrebbero comunque sentire quello che noi diciamo.



    Spesso gli studenti stranieri di italiano si sentono estranei a questo tipo di conversazioni perché non le capiscono, perciò di seguito troverete una spiegazione dei gesti più famosi ed utilizzati dagli italiani.



    I gesti italiani più utilizzati



    Il gesto più famoso di tutti



    Le punte delle dita della mano si riuniscono e la mano si muove più o meno velocemente; significa: “Che vuoi?”, “Cosa c'è?”. Possono essere utilizzate entrambe le mani, oppure solo una.



    Non mi interessa



    La mano tocca il mento e poi si sposta in avanti: indica menefreghismo, totale disinteresse, che di qualcosa non ci importa; è un gesto molto schietto e diretto.



    Non ho capito



    La mano aperta si avvicina all’orecchio.



    Avere fame



    La mano aperta, con le dita unite e distese, batte ritmicamente di taglio contro il fianco, all’altezza dello stomaco.



    Non ne ho/Non ce n'è



    Indice e pollice aperti, come a formare una pistola, la mano ruota sul polso a destra e a sinistra, con un ritmo né lento, né veloce.



    Rabbia



    Mordersi la nocca di un dito, di solito l’indice.



    Ok!



    Indice e pollice si toccano formando un cerchio, le altre dita puntano verso l'alto. Oppure si punta verso l'alto con il pollice, mentre le altre dita si chiudono.



    Che buono!



    L’indice viene puntato e “avvitato” contro il centro della guancia.



    Di nascosto



    Le dita della mano sono rivolte verso il basso, il polso è piegato e si fanno movimenti circolari. Indica qualcosa fatto di nascosto, a volte illegale, oppure qualcosa di segreto.



    Occhio!



    L’indice si appoggia alla palpebra inferiore, indica di fare attenzione.



    Vieni qui!



    La mano rivolta verso il basso si allunga e si ripiega verso chi sta facendo il gesto. Oppure l'indice della mano indica il punto dove deve arrivare l'interlocutore.



    Una prelibatezza



    L’uomo si bacia la punta delle dita poi le sventola in fuori.



    Insieme



    Si affiancano gli indici delle mani. Significa: unire due persone.



    Che puzza!



    Si sventola la mano davanti al naso, verso destra e verso sinistra, accompagnando il gesto con una faccia disgustata.



    Andiamo!



    La mano con le dita unite punta in una direzione, può essere accompagnata dall'altra mano che si appoggia sul polso e anche...

  • Anche tu stai studiando italiano ormai da tempo e ti ritrovi a conoscere tante regole ma a non essere in grado di metterle in pratica sul serio? Se sì, allora sei nel posto giusto! Spesso, le regole della lingua che troviamo nei libri di testo possono sembrare impossibili da memorizzare e applicare in contesti reali, ma infatti sono importanti per comunicare bene: l’importante è prendere confidenza con esse e applicarle in maniera creativa costantemente. Quando parlo di maniera creativa, intendo modi più interessanti dei banali esercizi di grammatica. Ci sono tanti modi per praticare la lingua che si sta apprendendo in modo divertente. E in questo articolo ve ne mostrerò alcuni!













    Approcci Creativi allo Studio delle Lingue



    Vi proponiamo 7 metodi utili per incrementare il vostro lessico, aumentare la vostra capacità di comprensione e comunicazione in lingua straniera.



    I segreti per imparare velocemente nuove lingue straniere





    Trovare un amico di penna



    La corrispondenza è un hobby che sta cadendo lentamente in disuso, ma ciò non toglie che sia molto affascinante e un’idea perfetta per esercitarsi nella scrittura in una lingua straniera. Potrete scrivere a persone provenienti da tutto il mondo, o perlomeno provenienti dal Paese di cui state imparando la lingua! E potrete farlo sia in modo tradizionale con carta e penna, sia in modi più moderni, con email o chat. Tranquilli, per trovare un amico di penna, non serve recarsi direttamente nel Paese di interesse, potete trovare persone da tutto il mondo interessate a scambi di corrispondenza su siti come Penpal-Gate o International Pen Friends.





    Ascoltare musica e podcast in lingua straniera



    Questa è una cosa che dico sempre ai miei studenti! Chi è che non ama la musica? Penso che piaccia a tutti ascoltare un po’ di musica, qualsiasi sia il proprio genere preferito. Ebbene, ascoltare canzoni nella vostra lingua di studio è un passatempo perfetto che vi permetterà anche di imparare parole nuove. Potete sfruttare al massimo questa attività cercando di cantare insieme al cantante per perfezionare la pronuncia, oppure trascrivere i testi come se fossero un dettato oppure anche tradurli. Anche i podcast sono un’ottima alternativa che vi permette di essere esposti alla lingua, mentre siete sui mezzi pubblici o state cucinando o facendo la doccia, così da abituarvi ai suoi suoni e da imparare a riconoscere le regolarità. Non importa se vi distraete un po’ e non riuscite a seguire tutto il filo del discorso, quello che conta è che siate continuamente esposti alla lingua!





    Giocare ai videogiochi nella lingua di studio



    Questa è un’ottima opportunità per divertirsi e imparare se siete persone che giocano spesso ai videogiochi. Naturalmente, all’inizio non sarete in grado di comprendere tutto se non avete un livello di conoscenza della lingua sufficiente, soprattutto perché il vocabolario dei videogiochi è piuttosto specifico e limitato al contesto. Ma ciò non toglie che potrete comunque imparare cose nuove divertendovi.





    Guardare canali TV in streaming



    Ci sono siti web per guardare programmi, film e serie TV in streaming, come RaiPlay e Mediaset Play, le due maggiori reti televisive italiane, disponibili su qualsiasi dispositivo. Tuttavia, questi siti web sono spesso disponibili solo per chi si connette dal Paese in cui sono ubicate le aziende che offrono il servizio. Non preoccupatevi, a risolvere questo problema ci pensa NordVPN! Con NordVPN potrete filtrare la vostra connessione e visualizzare il contenuto dei siti web non accessibili nel vostro Paese. Per fare questo, dovrete semplicemente selezionare il Paese in cui vorreste virtualmente trovarvi e il gioco è fatto! NordVPN è disponibile su tutti i dispositivi: PC, tablet e smartphone. Usando il codice coupon LearnAmo, pagherete solo un paio di euro al mese e avrete anche qualche mese gratuito!





    Guardare video su YouTube



    Su YouTube sono disponibili gratuitamente migliaia di video creati...

  • Vuoi praticare il tuo italiano ma non trovi nessuno con cui farlo? Non preoccuparti, abbiamo trovato la soluzione che fa al caso tuo: Speakly! Con Speakly avrai la possibilità di parlare con veri madrelingua italiani in maniera comoda e veloce, non importa dove ti trovi!













    Speakly: il modo più veloce per imparare una lingua



    In questo video ho deciso di aiutarvi a risolvere uno dei principali problemi di chiunque studi una lingua straniera: trovare qualcuno con cui parlare e praticare! Ahimè, trovare una persona con cui parlare una lingua straniera, quando non si vive nel Paese in cui quella lingua è parlata, è estremamente difficile. Anch’io trovo sempre difficile trovare qualcuno con cui parlare le lingue che studio: inglese, francese o tedesco.



    Tuttavia, qualche giorno fa ho ricevuto una mail da un certo Ott, il quale mi chiedeva se volessi parlare della sua app per imparare le lingue, Speakly, ai miei seguaci . Se devo essere sincera ricevo spesso mail di questo tipo, quasi ogni giorno… ma sono molto selettiva quando si tratta di promuovere app o prodotti… Non mi piace parlare di cose in cui non credo o che non mi convincono, nonostante io sia consapevole che mi aiuterebbe a guadagnare qualche soldino in più.



    Tuttavia, i pregiudizi non sono mai buoni, quindi ho deciso di provare Speakly per valutare se potesse essere un’app utile davvero per imparare le lingue. Quindi, vado sull’app store e controllo un po’ le recensioni: 4.3 su 5. Niente male! Decido di scaricarla e iniziare a provarla…



    Quali sono le funzioni di Speakly?



    Appena aperta, mi accorgo che Spekaly, a differenza di altre app per l’apprendimento delle lingue, è decisamente veloce e fluida. Dopo aver selezionato la lingua che voglio imparare, Speakly mi chiede se conosco già il mio livello oppure voglio fare un test per scoprirlo. Questa è una parte importante, perché  l’app è in grado di costruire un percorso di studio in base al nostro livello e i nostri progressi!



    Decido di fare il test per vedere com’è! Le domande spaziano dalla grammatica a esercizi di comprensione uditiva… niente male, piuttosto completo! Dopo aver inserito risposte a caso, Speakly mi assegna il livello principiante!



    Continuo a esplorare l’app… L’interfaccia è molto moderna e chiara e resto subito colpita da una funzionalità chiamata: LIVE-situations. Decido di vedere di cosa si tratta… pensavo fosse il solito giochino con le flashcard… invece ecco che mi ritrovo catapultata in una vera e propria situazione italiana con tanto di interlocutore madrelingua! Non avevo mai visto nulla di simile prima! Ero davvero sorpresa! Speakly e le sue LIVE-situations ti portano direttamente in Italia attraverso centinaia di dialoghi con VERI madrelingua, in cui sei tu a dover parlare!



    Le LIVE-situations sono praticamente infinite: ce ne sono centinaia, tutte diverse tra loro. Ognuna con il suo lessico, le sue strutture ed espressioni da memorizzare in maniera naturale, mentre interagisci col tuo interlocutore virtuale! Le LIVE-situations sono una bomba, un motivo più che valido per scaricare immediatamente l’app, ma non finisce qui! Le LIVE-situations sono solo una parte di ciò che offre l’app Speakly. Infatti, tra le tante cose, c’è anche la possibilità di migliorare la propria grammatica attraverso decine e decine di lezioni chiare, brevi e dirette.



    Un’altra cosa fighissima di Speakly è che man mano che procedete con lo studio vi consiglierà delle canzoni da ascoltare in base al vostro livello! Abbastanza creativi gli sviluppatori di quest’app, non trovate?



    In ogni caso, continuo a esplorare l’app e scopro una marea di altre funzionalità, come per esempio gli esercizi di ascolto, che potrete fare a velocità normale o rallentata se non riuscite a capire. Potrete anche attivare la trascrizione del testo oppure la traduzione! Speakly vi aiuta anche a imparare tante espressioni e parole fondamentali per comunicare, attraverso esercizi interattivi e un sistema di noti...

  • Questa volta vi portiamo in un altro meraviglioso luogo della Toscana: Fiesole! Questo comune italiano ha riscosso negli ultimi decenni un grande interesse turistico e culturale, grazie in parte alle viste mozzafiato che offre, soprattutto di Firenze, e i suoi mercatini in cui si può trovare di tutto: oggettistica, taglieri (perfetti per gli aperitivi con salumi e formaggi), fiori, abbigliamento, prodotti gastronomici locali, ecc. Inoltre, in questo video, vedrete anche come Rocco prepara la Bruschetta Toscana tra le colonne etrusche! Cosa vedere a FiesoleFiesole è una piccola cittadina di circa 14.000 abitanti sorta sui colli ai piedi della città di Firenze.Sin dal XIV secolo, il paese è riconosciuto a livello internazionale come uno dei centri storici più caratteristici in tutta Italia. La sua piazza principale, Piazza Mino da Fiesole è famosa per la statua situata al centro di essa. la quale rappresenta l'incontro da Garibaldi e Vittorio Emanuele II a Teano, quando il condottiero italiano ha ceduto le terre conquistate al suo Re nell'ottobre del 1860 durante il processo di unificazione dell'Italia.Fiesole offre alcuni dei migliori punti panoramici per vedere la città di Firenze dall’alto. La vista dall’alto è incredibile! Si può vedere benissimo Firenze con la sua cupola e tutte le splendide campagne toscane.Convento di San Francesco a FiesoleCon un po' di sacrificio, potete salire sul punto più alto di Fiesole per visitare il convento dei frati francescani, sulla cima della collina. Qui, all’epoca degli etruschi c’era una città con il nome Vipsul, ma nel 1399 i frati iniziarono la costruzione di questo convento, divenuto un simbolo per il turismo di Fiesole. Ancora oggi, infatti, tantissimi turisti italiani e stranieri decidono di visitare questo luogo storico per ammirare l'antica architettura clericale.Nel convento è possibile visitare le antiche celle usate dai frati come stanze private. Si può ben notare la dimensione ridotta di queste stanze che contenevano solamente un letto, una finestra e al massimo uno scrittoio. Sicuramente i frati dovevano avere una statura piuttosto ridotta considerando la dimensione delle loro stanze private e degli scalini usati per arrivare in questa zona del convento. In ogni caso, la vista dalle piccole finestre del convento è mozzafiato!La Fiesole Archeologica Ultima chicca che Fiesole ha da offrire è l’Area Archeologica, risalente all’epoca romana, che mostra ancora i resti di un teatro, un tempio e le terme. Nel Museo Archeologico della città sono presenti reperti del III-II secolo a.C.Villa MediciUn'altra tappa fondamentale da visitare a Fiesole è data dalla Villa Medici.Villa Medici è una delle numerose ville costruite per volere della famiglia Medici, fondamentale per tutto il periodo rinascimentale toscano. Una delle ville più antiche e meglio conservate presenti nel territorio, chiamata anche Belcanto o il Palagio di Fiesole. Non è molto conosciuta a livello turistico e per tale motivo vi consigliamo di visitarla, ammirando soprattutto il suo giardino a tre livelli differenti. Ogni zona ha, infatti, una propria vegetazione differente caratterizzata da differenti stili.Cosa mangiare a FiesoleLa città di Fiesole non offre solo arte e storia, ma è anche riconosciuta come una delle mete turistiche più importanti nel settore enogastronomico. Infatti, il cibo ha un ruolo fondamentale in questa regione. Patria di piatti culinari divenuti celebri in tutto il mondo come la zuppa di ceci al caciucco, tipica pietanza della Toscana, la bistecca fiorentina, caratterizzata dal suo taglio di carne molto particolare, con un peso di circa 2 chilogrammi. Oppure possiamo parlare della Bruschetta toscana, detta "Fettunta", che ci permette di poter anche assaggiare del buonissimo Olio Extra Vergine d'Oliva km 0.

  • Domenica 11 luglio 2021 l’Italia è diventata campione d’Europa, vincendo la Coppa degli Europei di calcio. Così, ho pensato che, chi ha guardato le partite (ma anche chi non le ha guardate) deve aver sentito moltissime volte l’inno nazionale italiano. Perciò, sulla scia di questa piacevole vittoria per il Bel Paese, ho deciso di raccontarvi qualcosa in più riguardo al nostro inno nazionale e il suo autore, e di spiegarvi il suo significato. Continuate a leggere per scoprirne di più!<span data-mce-type="bookmark" style="display: inline-block; width: 0px; overflow: hidden; line-height: 0;" class="mce_SELRES_start"></span>L'inno italiano: l'Inno di MameliL’inno italiano si chiama Inno di Mameli e, sin dalle prime note, svolge perfettamente il suo ruolo e ci fa sentire tutti un po’ più patriottici. In generale gli italiani prendono molto seriamente questo momento, tutti lo cantano e tutti ne conoscono le parole. Vi spiego anche come lo cantiamo noi italiani!COME CANTARE L’INNO DI MAMELI:1. Alzarsi non appena si sentono le prime note2. Mettere la mano destra sul cuore3. Fare un’espressione seria e quasi un po’ arrabbiata4. Cantare a squarciagolaStoria dell'Inno d'ItaliaChi era Goffredo Mameli?Goffredo Mameli è vissuto nell’800 ed è stato un poeta interessato alla politica. Goffredo ha dedicato tutta la sua vita alla causa italiana e al sogno dell’Italia unita ed è proprio per quello che compone, nel 1847, “Il Canto degli Italiani”, che passerà alla storia come “Inno di Mameli”. Tra le altre cose, ha collaborato con Garibaldi, giungendo a Roma nel 1849 per la proclamazione della Repubblica di Mazzini. Purtroppo, è morto nel 1849, quindi prima di vedere l’Italia effettivamente unita. Testiamo la vostra attenzione e vediamo se vi ricordate un po' di storia italiana...Quando è stata unificata l’Italia?A) 1946B) 1871C) 1861Scrivetecelo nei commenti! Altrimenti, se volete ripassare, date un'occhiata all'articolo dedicato all'Unità d'Italia!Come nasce l’Inno di Mameli?Goffredo Mameli lo scrive mentre l’Italia è sotto il dominio austriaco, e diventa presto un canto di coraggio e di invito alla rivolta per la liberazione dell’Italia. Il suo debutto è avvenuto nel 1847 a Genova, durante la commemorazione della rivolta dei genovesi contro gli austriaci. Come si può chiaramente immaginare, l’Inno di Mameli ha visto la sua popolarità crescere durante il Risorgimento. Infatti, è stato cantato anche durante le Cinque Giornate di Milano, i cinque giorni di rivoluzione armata nel 1848, che hanno portato alla temporanea liberazione di Milano dal dominio austriaco. Ma dopo l’Unità d’Italia nel 1861, l’Italia diventa una monarchia sotto la famiglia Savoia, e l’inno italiano è la Marcia Reale dei Savoia. Eppure, il popolo sentiva l’Inno di Mameli molto più rappresentativo di sé e dei propri ideali, rispetto alla Marcia Reale.In ogni caso, è divenuto ufficialmente Inno d’Italia solo nel 1946, anno della proclamazione della Repubblica.Cosa significa l’Inno di Mameli?L’Inno di Mameli è nato in un clima di fervore e di rivolta, durante la guerra contro l’Austria. Ma le sue strofe contengono molti riferimenti al passato dell’Italia. Andiamo ad analizzarle:Fratelli d’ItaliaL’Italia s’è desta,Dell’elmo di ScipioS’è cinta la testa.L’Inno inizia sottolineando il legame fraterno che unisce tutti gli italiani, i quali si sentono come fratelli. C’è poi un invito a svegliarsi (destarsi, infatti, è un sinonimo formale per “svegliarsi”): questo riferimento è legato all’Italia pronta a lottare contro la dominazione austriaca e ribellarsi. A sostegno del fatto che gli italiani sono pronti a combattere, c’è un riferimento a un fatto storico molto importante: la vittoria dei Romani contro i Cartaginesi nel 202 a.C. A guidare i Romani alla vittoria è stato infatti Publio Cornelio Scipione (Scipio, nella strofa,