Episoder
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Ping Parrucchiere, anzi scusate, Hair Salon. Dove va ogni madre dell’Esquilino, mi dicono. E se ogni madre dell’Esquilino è sempre incinta, lunga vita alle prossime generazioni di Ping! L’ingresso è piccolo e la gente mormora. Ma ne mormora un gran bene al dispetto dell'aspetto esterno. Ping è davvero famoso nel quartiere, non solo per quell’espressione degna del miglior Zoolander, ma anche proprio per taglio e piega. Qualcuno potrà anche notare che esiste un parrucchiere a fianco, con due ingressi. Ma quando mai la quantità è stata sinonimo di qualità? Un unico trucco per abbandonare ogni perplessità e affidarsi a lui completamente. Non guardategli le scarpe! Ah ah, le state guardando!? Ma perché se uno vi dice di non fare una cosa voi subito...
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Scritto GIOLLI, G - I - O - L - L - I. Luogo degno di nota per la sua discreta raffinata eleganza, è punto di riferimento e incontro dell’intellighenzia prenestina. Il parcheggio antistante è più trafficato della Prenestina stessa, sembra dichiarare che il luogo sia per molti, ma non per tutti. Le autovetture della polizia, che spesso stazionano, vi aggiungono poi quel tocco di ulteriore avventurosa vivacità. Sarà questo, come i camionisti parcheggiati fuori dai ristoranti, sinonimo di qualità? Speriamo. Resta il fatto che l'universo intero sembra ottimamente rappresentato. Questo può essere il luogo ideale per uscire dal mondo delle idee e tornare nella vita vera. Tra le altre cose servono degli ottimi aperitivi.
Arrivederci! -
Manglende episoder?
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Siamo onesti, affermare che l’idea sia un negozio di mobili e come dire che un supermercato che ti da gli ingredienti sia un ristorante. A parte ciò, questo esercizio commerciale, dietro la facciata di mobilificio, si dedica senza alcuno scrupolo a ben altra attività: lo spaccio di candele. Quanti di voi hanno mai pronunciato la seguente frase: “Amore andiamo a vedere il nuovo KLIPPA 2019”? E quanti invece: “Oddio sono finiti le candele! Dobbiamo correre immediatamente all’Ikea! “ Ecco, tossici.
Menzione speciale per il vaso Vasen la panca Besta e la Svinga, la sedia a dondolo che già nel nome promette importanti scivoloni. Luogo per single coppie e famiglie è l'ideale per testare il vostro stato emotivo. Se lui sopravvive, vi ama. Se non dimenticate i figli allo Smaland, siete genitori realizzati. Se vivete anche voi con quello sorriso idiota in 25 metri quadrati, il vostro psichiatra ci ha preso col dosaggio dei vostri psicofarmaci! -
ParcheggioUn giorno gli archeologi del futuro si imbatteranno nei resti di queste costruzioni e affermeranno con assoluta certezza che si tratti di necropoli. Qualcuno potrebbe ribattere che tale osservazione dovrebbero avanzarla anche i sociologi oggi, ma non voglio neanche entrare in polemica a tutti i costi. Comunque, gli elementi fondamentali ci sono tutti: la struttura a catacomba interrata o seminterrata, i soffitti bassi e asfittici, i numerosi contenitori per umani ordinatamente disposti per file parallele... Tutti nella medesima posizione. Interessante anche la numerazione progressiva abbinata a lettere e colori, che certamente rivela una suddivisione delle salme per ceto sociale. Sembra che da vivi gli abitanti di queste zone si affollassero per prenotare un posto per sé e per i propri cari con largo anticipo, soprattutto nei giorni tipicamente dedicati alle funzione religiose, la domenica in primis. Si dice poi che in assenza degli animali classicamente associati alle funzioni funerarie, come gli avvoltoi, si riproducesse il loro grido attraverso lo sfregamento sul manto in gomma di accessori tondeggianti comunemente chiamati pneumatici.
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Se la maggior parte di bambini italiani appena in grado di tenere in mano una matita disegna una casa con tetto a spiovente e finestre quadrate, a Roma si impara molto presto quanto questa sia la Casa. Non è proprio una casa... forse il luogo delle emozioni, degli affetti, dei sentimenti. E’il luogo dove si gioisce, si ama, si sogna, si progetta, si soffre, si ricomincia ogni volta. E comunque sempre si torna. Struttura tondeggiante, quasi circolare come un abbraccio, e ampia zona verde interna. La suddetta casa appare soprattutto nei weekend come ritrovo di una famiglia vivace e numerosa, allegri bimbi. Mani alzate e espressioni colorite, ravvivano l’ambiente sotto gli occhi divertiti di una madonna e del cielo. Forse i vicini, qualche volta potranno lamentarsi per il rumore, ma in fondo... dai, siamo ragazzi! Unico difetto, la mancanza di un ampio parcheggio e una certa attenzione da parte delle forze dell’ordine. Ma, in termini di qualità e di cortesia, soprattutto una domenica ogni due, non ci si fa parlar dietro!
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E’ inquietudine quella che avvertite? Labirintite, vertigini nausea? E’ comprensibile, state per addentrarvi nelle viscere della terra, all’interno di quei cunicoli che i romani chiamano: “i sottopassaggi”. Di fatto rappresentano l’imbocco del Muro Torto, anche lui con un nome non del tutto rassicurante. I sottopassaggi consentono di raggiungere Porta Pia da Piazzale Flaminio, percorrendo il quale può accadere qualsiasi cosa: lavoro in corso notturni con ricorrente cadenza, macchine cappottate sul curvone che lambisce Villa Borghese - maledetta borghesia! - rendono la traversata ricca di stimoli e di sorprese. E meno male! Altrimenti pensa che noia, visto che neanche prende il telefono! Non prende il telefono!? Oh santo cielo, no!
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Si, ok, è il liceo Ginnasio Giulio Cesare tanto cantato da Venditti. Si, ok quello è il bar Tortuga tanto cantato da Venditti. Si, ok, quello è Venditti, tanto cantato da Venditti. Ma vogliamo parlare del vero pezzo forte di questa piazzetta? Ma come quale piazzetta, la piazzetta! Piazza Trasimeno, per coloro i quali non abbiano studiato nel palazzo di fronte, per noi La Piazzetta. Ma lo sapete quanti giovani vite ogni giorno si sono incontrate per ciondolare senza motivo su questo spiazzo? Quanti sedere innamorati si sono poggiati su queste panchine? Quanti motorini hanno sgommato come su un circuito da corsa attorno a quest’oasi d'asfalto. Quanti baci, quante seghe a scuola, quanti compiti copiati, quante sigarette, quante canne! E quanti ceffoni potrebbero raccontare i pini che lo sovrastano. No, non lo sapete, o forse sì, lo sapete. Voi e Venditti, che comunque salutiamo.
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A Roma è il Verano, anche se il nome e cognome completo sarebbe Cimitero del Verano. L’epiteto qui tiene, poi, senza falsa modestia, è Cimitero Monumentale del Verano. E se ci tiene lui, ha studiato, e si è preso questo pezzo di carta, chi siamo noi per non tributargli il titolo che gli spetta?
Monumentale. Detto così, potrebbe apparire un luogo serioso, e la nomea di essere abitato da gente non dall’allegria contagiosa, certo non gli giova. Ma nella vita, si sa, è sempre questione di punti di vista. Vogliamo dunque ignorare il continuo andirivieni di grandi e piccini e financo anziani che lo anima? Così come la vegetazione lussureggiante e le lucine, che gli donano quel certo qualcosa tra il nostalgico e il romantico? Perdetevi dunque, mano nella mano, nel dedalo di viuzze che si articola all’interno, tra i profumi di incenso e suoni della natura, potrebbe anche capitarvi di imbattervi in qualcuno di vostra conoscenza. Un unico avvertimento: non prendetevela troppo nel caso non risponda al vostro saluto. -
Per quanto la location possa apparire suggestiva, Fontana di Trevi deve il proprio successo ad una smaliziata pubblicità e alla Babele del passaparola dei turisti che, complici le differenze linguistiche, di certo non sono riusciti a spiegarsi al meglio.
Come Fontana innanzitutto evidenzia difetti strutturali abnormi: ma come possibile abbeverarsi da bocchette così lontane dai bordi? Siamo forse bestie chiamate a chinarci come un quadrupede qualsiasi? Le dimensioni della fontana suggeriscono un'altra opzione d’uso: quella della piscina. Ma cosa fa il comune, dorme? Non lo vede che l’acqua è troppo bassa? Ma cosa siamo sull’Adriatico? E’ una vergogna! Uno scandalo!” Cadranno delle teste. Grazie tante, che nella dolce vita Anita Ekberg è entrata vestita per 20 cm d’acqua, ma chi se lo mette il costume? -
Noto come “il cinema di Nanni Moretti”, il Sacher si distingue visivamente per quell’aria un po’ retrò propria dei luoghi che il tempo ha resto distrattamente unici. Sarà per via della collocazione all'interno del Palazzo del dopolavoro dei Monopoli di Stato ma tiene comunque a specificare che si tratti del Nuovo Sacher. Pensate quello vecchio! Rinomato per la programmazione atipica e anticonvenzionale, ospita spesso pellicole introvabili altrove. Non entreremo qui nel merito del perché. Complice anche la coppia cassiera e bigliettaio dal sorriso accogliente e dalla dritta facile il Nuovo Sacher potrebbe apparire un luogo rassicurante ma in realtà nasconde delle insidie. Infatti spesso è stato teatro della fine di grandi amori, amicizie di lungo corso e rapporti fiduciari che avevano retto colluttazioni e tradimenti. Il film congolese con i sottotitoli in francese non perdona...
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Posso spiegarvi tutto, non è come pensate. E’ per una mia amica. Vabeh, lo avete capito, quello davanti a voi è un sexy shop. Ah, pensavate fosse una lavanderia cinese? Cercavate un noleggio auto? Ah, anche voi qui per caso? Certo, come no. Nascondete la coda di coniglio azzurro che vi esce dalla borsetta e tirate dritto. Ma spiegatemi almeno come faccia vostro marito a rimanere serio. L'esercizio commerciale in questione si presenta spartano all’esterno coperto da un provvidenziale porticato che non lo espone agli occhi di chiunque, ma con un insegna chiara e tonda che non lascia spazio ad equivoci. Per tanto, volete smetterla di fischiettare facendo i vaghi il noto motivetto? E’ solo un gioco, no non era un fuoco...
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Pensavamo fosse solo il palazzo più brutto del mondo e invece no. La costruzione che fa a gara di dimensioni, attività di per se poco elegante col dirimpettaio centro commerciale è il primo tempio italiano della chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni. Per gli amici, i mormoni. Subito a rubare l'occhio sulla sommità della facciata est svetta chic ma senza impegno, pacchiano e altisonante, aureo e con altrettanta aurea trombetta, lui, l’angelo Moroni. Unica entità trascendente con nome e cognome. Circense, in piedi su una palla, alto 4 metri pesa 200 kg, ma probabilmente ha le ossa grosse, perché alla fine sembra portarseli bene. I lavori di costruzione dell’edificio, che si sviluppa su tre piani su una superficie di 3700 metri quadrati, sono iniziati nell’ottobre 2010, con la suggestiva cerimonia del primo colpo di piccone. Ora ultimato è in grado di ospitare ben 25000 temerari.
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Settanta, Palazzo è settanta. Moderno tempio dell'antica arte mistica e divinatoria nota come numerologia, il Bingo Palace, sede di oscuri e profondi riti ancestrali in cui l'uomo cambia se stesso: si entra giovani, alle 9 di mattina, e si esce vecchi, alle 4 di notte. Si entra ricchi, beati voi, e si esce poveri, benvenuti tra noi! Si entra sobri, pare vero, e si esce 14: l’ubriaco. Si entra educati, e si esce 8: la madonna. Si entra sulle proprie gambe, si esce 24: le guardie. Una domanda: ma perché 63 è la sposa e 62 è il morto ucciso?
Mi si fa notare che il bingo è più una tombola, e non certo l’estrazione del lotto. Con fare circospetto allora, fischiettando...35! L’uccellino: andate via. -
“Alla Breccia Pia hanno vinto i bersaglieri” recitava il testo del noto motivetto. Pochi sanno però che proseguisse con un sobrio “gli zuavi prigionieri li vogliamo fucilar”.
Non so voi, ma ora guardo la porta con un pizzico di circospezione in più. Imponente ma insieme leggera, forse per l'alternarsi dei cromatismi complementari, la struttura apre non pochi interrogativi. A cosa serve visto che non la si attraversa ma le si gira intorno? Che razza di porta è visto che si estende più in profondità che in larghezza. Cosa diamine significano le parole e i simboli scaraventati a casaccio su entrambe le facce? In particolare, sul lato che osserva il traffico di via Nomentana si intravede una scritta latina dal sapore premonitore traducibile con “registrati e twitta”, che Porta Pia sia dunque una porta verso il futuro? -
Senza giri di parole, si presenta come una struttura fatiscente che potremmo definire un casermone in disarmo. Straordinaria metafora visiva del nostro sistema pensionistico. Alle prime luci dell’alba i fortunati che si troveranno a passare da queste parti potranno assistere ad un rito ancestrale La distribuzione dei pre numeri. Entita che gli stessi matematici stentano a definire se non all’interno di un sistema non euclideo. Dalla mattina presto in poi quindi, saranno visibili assembramenti di bella gioventù, attempati serpentoni e file chilometriche che culminano in allegre risse. Imperdibile il fenomeno della caduta delle penne, riservata al pubblico alle ore 12 in punto, davanti alla quale, consigliamo di esprimere un desiderio.
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Vetri a specchio, struttura moderna, quasi avveniristica... fantastico. direte voi, ma in realtà avete davanti solo l’agenzia delle entrate. Paura eh? Fate bene perché c’e di piu, siete di fronte all'ufficio del catasto. Si, il catasto esiste davvero. E’ un luogo fisico oltre che mitico, abitato all’interno da una figura epica, l’impiegato del catasto. Terrore di ogni genitore ..”studia o finisci a lavorare al catasto!”. L’impiegato del catasto si dice possa essere di sesso maschile o femminile. Dalle fattezze cangianti, esso è in gradi di assumere molteplici forme, fino ad arrivare a sembrare addirittura come tutti noi.
L’ampia cancellata che circonda l'edificio ne denuncia la pericolosità e il brulicare di vita all'interno tradisce un esercito in fermento. Forse preparano l'invasione, o peggio, forse sotto le mentite spoglie gli impiegati dello stato, padroni delle piante e della logistica e di ogni nostro edificio, hanno già preso possesso della città? -
Davanti, dietro, di lato a voi... non è colpa vostra, è lui che non da riferimenti precisi all’avversario, potete notare una riproduzione a dimensioni pressoché naturali dell’unico immenso capitano. Realizzata dallo street artist Lucamaleonte e visibile solo nella parte superiore del corpo, come nelle omologhe statue dell’isola di Pasqua, la divinità lancia lo sguarda oltre l'orizzonte, sorvolando quartieri, città, nomi, cose, animali e marche di automobili. Alla sinistra del più grande di tutti, la scritta “vecchio a chi?” senz'altro premonitrice. Da quando è apparso fino al 28 maggio 2017, data in cui è finito il mondo, spezzando l’incantesimo, sembra sia stato questo murale a invecchiare al posto dell’eterno capitano. E’ storia invece il fatto che il sindaco del tempo, Ignazio Marino, abbia fatto cancellare il murale che omaggiava papa Bergoglio vestendolo da superman, non osando invece separare ciò che Dio aveva unito, questo Francesco Totti e la sua gente.
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Se chiedete a un tassista cosa ci sia all’interno di questo palazzo con le bandiere istituzionali, vi risponderà “Il turismo”. Se vi inoltrerete poi nell androne interno, una targa in plexiglass confermerà “Ministero per il Turismo”.
Peccato però che la struttura nono ospiti affatto tale ufficio per il turismo sito da anni da tutt'altra parte. Quando i gendarmi all'ingresso vi fermeranno chiedendo cosa state cercando, dite dunque loro che siete qui per semplice turismo. A rigor di logica dovrebbero lasciarvi entrare.
Ulteriori note di colore, che valgono la visita: una vetrata su cui troneggia la scritta “Centrale telefonica” con all'interno un bar, e una targa che recita:”Struttura per il rilancio dell’immagine dell’Italia”.
Bravi, lo state facendo bene! -
Conosciuta e non autoctoni soltanto grazie ai fasti a lei riservati dai moderni navigatori, via di val Cannuta potrebbe apparire come uno spoglio canale di passaggio tra due arterie: Boccea e Aurelia. Ma pochi ne conoscono l’oscuro segreto, e nessuno è sopravvissuto per raccontarlo.
La val Cannuta è infatti è assimilabile al più noto triangolo delle Bermude. Seguendo le ampie curve della strada, cullati dalla voce ipnotica del navigatore è fatale incorrere in un drammatico errore. Decidere inconsciamente che la via sia a senso unico.
Grazie per aver seguito questo canale, addio! -
Vi trovate in un luogo dalla spiritualità potente, simbolo della coesistenza tra religione, tradizioni e culture differenti.
Infatti, con lo sguardo bonariamente rivolto verso le auto in doppia fila, qui riposa, traffico permettendo, una statua della madonna.
E’ poco noto che tempo addietro, essa, sentendosi trascurata, abbia deciso di compiere IL MIRACOLO. Centinaia di bambini, uomini e donne si sono ritrovati ad affollare all’unisono la zona antistante l'angusta nicchietta, armati di telefono cellulare puntato su di lei.
Nostra Signora dei Pokemon.
Dando prova di accoglienza in tempi già bui, ospitava infatti un rarissimo esemplare di pokemon, di cui devoti all’applicazione Pokemon Go, avevano letto solo su guide apocrife di ignoti hacker, Questo luogo si può definire dunque Terra Santa, incontro tra Sacro, ovviamente i pokemon, e profano, una statua della madonna di dozzinale fattura, ma dall’ottimo senso dell’umorismo. - Vis mere