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  • Le probabilità che tra Israele e Libano possa scoppiare presto la pace sono vicine allo zero, e i motivi sono scritti nero su bianco nel documento firmato venerdì a Washington.
    Per capirlo bisogna guardare sia alla storia dei conflitti tra i due paesi, sia alla storia del Libano, dove sei milioni di persone ancora oggi vivono divise in comunità che sono religiose, ma anche politiche. Sono partiti, ma anche gruppi armati.
    Sono classe dirigente, ma anche forze di resistenza.

    Matteo Miavaldi e Lorenzo Trombetta in questa puntata provano a raccontarle partendo da lontano, per capire come siamo arrivati fino a qui e, da qui, in che direzione bisogna andare per avvicinarsi a una pace sostenibile e duratura in Asia occidentale.

    Esterno notte è un podcast della redazione esteri del manifesto

    La supervisione è di Matteo Miavaldi, la veste grafica è di Davide Luccini, la sigla originale è di Okapi

  • Lunedì 22 giugno il premier britannico Keir Starmer si è dimesso per far spazio all’ex sindaco di Manchester Andy Burnham, l’uomo che avrà il compito di rimettere in piedi il partito laburista dopo due anni di governo del Regno unito a sinistra più a parole che nei fatti e una batosta clamorosa alle elezioni locali di metà maggio. Una tornata che ha dominato la destra islamofoba, razzista e antieuropeista di Nigel Farage, tra gli artefici della Brexit.

    Sarà sufficiente il cambio al vertice del Labour party per fermare l’onda nera che sta investendo la politica britannica? Matteo Miavaldi ne parla con il corrispondente da Londra del manifesto Leonardo Clausi.

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  • Stati uniti e Iran dicono di aver raggiunto un’intesa per chiudere il conflitto nel Golfo. La firma ufficiale è prevista per venerdì prossimo in Svizzera ma mancano ancora parecchi dettagli da definire: su tutti, l’occupazione israeliana del Libano, la gestione dello stretto di Hormuz e il destino del programma nucleare di Teheran.

    Dopo 109 giorni di guerra sembra però arrivata una svolta, e in questa puntata con Matteo Miavaldi, la professoressa di relazioni internazionali Paola Rivetti e l’inviato del manifesto in Israele e Palestina Michele Giorgio proviamo a fare un primo bilancio del conflitto dalle prospettive di Iran e Israele. Come sono entrati in questa guerra, cosa speravano di ottenere, e ora che la pace sembra sempre più vicina, come cambieranno gli equilibri dentro e fuori i confini delle due potenze che da decenni sono al centro delle trame politiche di tutta l’Asia occidentale. E quindi, di tutto il mondo.

    Ascolta Esterno notte, il nuovo podcast di esteri del manifesto, su ilmanifesto.it/podcast e su tutte le piattaforme di streaming

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  • Sono passate più di due settimane dall’arresto dei dieci membri della Global Sumud Flotilla che stavano trattando per il passaggio della carovana di terra diretta in Palestina attraverso la Libia orientale controllata dal generale Haftar. Tra loro ci sono due cittadini italiani, Domenico “Nico” Centrone e Leonarda “Dina” Alberizia. Dal primo giugno stanno portando avanti uno sciopero della fame per fare pressioni sulla Libia, ma anche sull’Italia.

    In questa puntata, con Matteo Miavaldi, Andrea Spinelli Barrile e Giulia Beatrice Filpi, proviamo a capire quali sono gli ostacoli diplomatici e politici che stanno complicando la liberazione di Dina e Nico e, soprattutto, chi sono le persone che comandano in Libia e cosa sperano di ottenere da questa trattativa. Che parte dalla Sumud ma si inserisce in una partita molto, molto più grande.

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  • Il conflitto dimenticato: in Ucraina - colpita nella notte da un attacco su vasta scala che ha fatto sinora 23 morti - la guerra scatenata dall'invasione russa va avanti da oltre quattro anni, e le forze armate di Mosca continuano a bombardare senza sosta.
    L'Unione europea e la Nato condannano l'ennesimo «superamento del limite» da parte del regime di Putin quando dei droni si abbattono su un palazzo a Galati, in Romania.
    Dal canto suo, la Russia attraverso la sua agenzia nucleare accusa l'esercito di Kiev di aver colpito con un drone la centrale di Zhaporizhzhia.
    La guerra dei droni è una forma nuova di conflitto, che si sta testando proprio in Ucraina.
    Che ne è nel frattempo della diplomazia, e delle promesse europee di accogliere l'Ucraina nell'Unione?

    Giovanna Branca ne parla con Sabato Angieri, l'inviato del manifesto in Ucraina dall'inizio della guerra.



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  • Un nuovo ceppo di ebolavirus si sta diffondendo nella parte nord orientale della Repubblica democratica del Congo.
    I morti sono già 220 e le persone infette ormai superano il migliaio.
    E sono numeri destinati a crescere in fretta, perché le autorità locali faticano a tenere sotto controllo la diffusione del virus per motivazioni che ci riguardano direttamente.
    C’entrano i soldi che l’occidente inviava per la prevenzione delle malattie, e che ora non manda quasi più.
    E c’entrano anche i materiali con cui sono fatti i nostri microchip, estratti esattamente nella provincia dove l’ebolavirus divampa e dove, da 30 anni, c’è una guerra civile.

    Matteo Miavaldi ne parla con il giornalista scientifico Andrea Capocci e con l’africanista Andrea Spinelli Barrile


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  • L'isola di Cuba sta vivendo una delle crisi peggiori della sua storia. Mancano benzina e cibo, i blackout sono sempre più lunghi e oltre alla disperazione sta montando anche la rabbia. C'è chi dice sia colpa della dittatura castrista e che la soluzione è il cambio di regime.

    Ma a questa lettura manca contesto.
    E quando in questa parte di mondo si parla di contesto,si parla di Stati uniti, la superpotenza che da L’Avana dista solo 145 chilometri e che dal 1961 ha cercato di isolare Cuba dal resto del mondo per portarla al collasso.

    Obiettivo mai sembrato così vicino come oggi.

    Matteo Miavaldi ne parla col corrispondente da Cuba per il manifesto Roberto Livi.

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  • Mentre il prezzo della benzina aumenta ogni giorno e non si sa se e quando le compagnie aeree saranno costrette a tenere i voli a terra per mancanza di carburante, in mezzo a questa crisi del petrolio c’è qualcuno che sta facendo un sacco di soldi.

    In questa puntata, con Luigi Pandolfi, proveremo a capire chi lo sta facendo e come.

    Racconteremo i meccanismi che determinano il prezzo del petrolio, spiegheremo le regole del gioco e racconteremo le storie di chi, sfruttando le falle del sistema, sta guadagnando centinaia di milioni di dollari mentre tutto il mondo si prepara al ritorno dell’austerità.

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  • Thiago Ávila e Saif Abukeshek, i due portavoce della Global Sumud Flotilla, sono ancora rinchiusi nel carcere israeliano di Ashkelon.
    In questa puntata di Esterno notte parliamo di loro, della Flotilla di ieri e di oggi, di come Israele abbia di nuovo violato il diritto internazionale nel silenzio di gran parte delle istituzioni nazionali e internazionali coinvolte.

    E, con l'inviato del manifesto sulla Flotilla Andrea Sceresini, parliamo del trattamento che l’esercito israeliano ha riservato a chi, nella notte tra il 29 e il 30 aprile, è stato catturato nelle acque del Mediterraneo.

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  • C’è più gusto a farsi raccontare le storie da chi le segue dal vivo. E al manifesto da sempre diamo spazio a chi il giornalismo lo fa dai posti dove le cose accadono e a chi ha passato anni a studiare luoghi e persone lontane da noi.

    Dal 5 maggio lo faremo anche in formato podcast con Esterno Notte, il nuovo settimanale del manifesto che vi racconta cosa succede fuori dall’Italia.
    Una puntata di mezz’ora, ogni martedì sera, su il manifesto.it e su tutte le piattaforme di streaming.

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    La supervisione è di Matteo Miavaldi, la veste grafica è di Davide Luccini

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