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  • Parliamo della polizza che copre la perdita dell'autosufficienza, uno strumento estremamente interessante per cautelarsi in caso un infortunio o una malattia ci precludano la possibilità di essere autosufficienti, a qualsiasi età.

  • https://www.agid.gov.it/it/piattaforme/spid/identity-provider-accreditati

    SPID – SISTEMA PUBBLICO DI IDENTITA' DIGITALE
    Perché richiederlo
    Buongiorno da Gabriella, benvenuti a fisco relax.
    Alzi la mano chi di voi non ricorda le lunghe code agli sportelli dell'INPS,
    dell'Agenzia delle Entrate, del Comune o di qualsiasi Ufficio pubblico,
    oggi è davvero tutto cambiato: si comunica online dallo smartphone o dal
    PC.
    Non sta a me giudicare se questo cambiamento sia in meglio o in peggio,
    ci sono sempre vantaggi e svantaggi in ogni cosa.
    L'unica osservazione che mi sento di fare è che la situazione in cui ci
    siamo trovati in maniera inaspettata ed improvvisa ha accelerato in modo
    vertiginoso il passaggio dallo sportello fisico a quello virtuale, creando a
    volte confusione e sconcerto nei cittadini e non solo...
    Scarica la APP, si sente negli spot pubblicitari, e puoi comprare,
    consultare, inviare, scaricare e così via.
    Da non molto anche la Pubblica Amministrazione usa la stessa filosofia.
    Vediamo come
    .
    Bisogna dotarsi dello SPID, cioè il sistema pubblico di identità digitale.
    Ogni cittadino deve esserne in possesso per accedere ai portali dei Pubblici
    Uffici: Agenzia delle Entrate, INPS, Clicklavoro, POSTE, COMUNI ecc.
    e richiedere prestazioni, inviare domande e consultare la propria posizione
    fiscale e previdenziale da casa con uno smarphone, un tablet o un PC.
    Facciamo degli esempi: l'INPS da tempo non invia più a casa il dettaglio
    mensile della pensione, sul portale è disponibile e si può consultare e
    stampare. Oppure voglio sapere quanti contributi sono stati versati e mi
    serve l'estratto contributivo, sul sito posso verificarlo e stamparlo.
    Ultimamente anche il Portale dell'automobilista sul quale si possono
    vedere le informazioni sui propri veicoli, sui punti della patente ecc.
    prevede l'accesso con SPID.
    Come si richiede:
    innanzi tutto è necessario avere un cellulare e un indirizzo email, quindi
    si cerca su internet un Provider abilitato.
    I Providers sono i fornitori o gestori del servizio , si trovano a questo
    indirizzo

    https://www.agid.gov.it/it/piattaforme/spid/identity-provider-accreditati
    e si sceglie quello che si preferisce. La maggioranza dei providers offre
    questo servizio a pagamento con diverse tariffe, al momento solo due, di
    cui Poste Italiane, lo erogano gratuitamente.
    Si accede al sito del gestore scelto ci si registra avendo a portata di mano
    la carta d'identità, il tesserino sanitario, l'indirizzo email e il cellulare
    quindi si seguono passo passo le istruzioni.
    Per ottenere lo SPID è necessario essere autenticati, cioè bisogna
    dimostrare di essere “noi” facendo vedere il proprio viso con il
    riconoscimento facciale tramite la videocamera dello smartphone o del
    tablet, immagine che deve corrispondere alla foto del documento d'identità
    inviato online durante la registrazione.
    Per avere maggiori dettagli, in rete esistono ottimi tutorial che spiegano
    come registrarsi e autenticarsi. Potete trovare quello delle Poste a questo
    link:
    https://www.youtube.com/watch?v=iApwtliH2IQ
    Comunque per i meno informatizzati e per chi vuole risparmiare, il
    servizio di Poste Italiane è quello più adatto. Una volta registrati al sito, si
    fissa un appuntamento all'ufficio postale più vicino muniti di carta
    d'identità e tesserino sanitario e sarà l'impiegato a riconoscere che siete
    proprio voi e vi abiliterà lo SPID.
    Richiederlo vi aprirà un mondo di accessi sui siti della Pubblica
    Amministrazione per entrare nel vostro mondo fiscale, previdenziale e non
    solo.
    Avere lo SPID è utilissimo anche se vi rivolgete al vostro CAF di fiducia,
    infatti sarà più semplice comprendere e risolvere i problemi delle vostre
    pratiche.
    Vi do un consiglio: se non avete confidenza con smartphone, tablet o
    computer, insomma con tutte le diavolerie digitali, coinvolgete i figli, i
    parenti o gli amici più tecnologici e chiedetegli aiuto. In questo momento
    in cui ci sentiamo tutti più chiusi e isolati, anche questo è un modo per
    socializzare e stare vicini.
    Per oggi vi saluto e alla prossima.

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  • Buongiorno da Gabriella,
    benvenuti ad un nuovo episodio di fisco relax.
    Oggi vi parlerò del 730 precompilato, che dal 5 maggio è disponibile sul sito dell'Agenzia delle Entrate e dal 14 maggio può essere modificato.
    Riassumo in breve cos'è il 730:
    Il 730 è una dichiarazione dei redditi semplificata per i pensionati, i dipendenti e i collaboratori a progetto, insomma per chiunque abbia una pensione o una busta paga. Sono esclusi dalla possibilità di presentare il 730 i titolari di partita IVA. Si dichiarano i redditi dell'anno precedente, quest'anno si dichiarano i redditi del 2019.
    Come si accede al precompilato:
    si accede al sito dell'Agenzia delle Entrate tramite le credenziali FISCONLINE, o il PIN INPS personale oppure lo SPID.

    Quali dati ci sono:

    la Certificazione Unica da lavoro dipendente, pensione o collaborazioni occasionali
    i dati dei familiari a carico
    i dati sugli immobili posseduti, compresi i dati dei contratti di locazione
    la maggior parte delle spese detraibili per esempio spese mediche, mutui, assicurazioni, spese scolastiche e universitarie, spese funebri , spese sostenute per la ristrutturazione edilizia ecc. e quelle deducibili,come previdenza complementare, contributi versati alle colf o badanti e altre.
    Gli acconti versati l'anno precedente o l'eventuale credito spettante.

    A CHI CONVIENE FARE IL 730 PRECOMPILATO

    Conviene a chi accetta senza modificare i dati presenti sul precompilato

    Infatti cliccando il tasto ACCETTA IL 730 E INVIA non ci saranno controlli e verifiche da parte dell'Amministrazione Finanziaria o richiesta di documentazione. La dichiarazione dei redditi è conclusa, l'Agenzia delle Entrate comunicherà al vostro datore di lavoro o Ente pensionistico il rimborso da corrispondere o le imposte da trattenere direttamente sullo stipendio o la pensione.

    A CHI NON CONVIENE FARE IL PRECOMPILATO

    Non conviene a chi ha avuto più datori di lavoro nel corso del 2019. In presenza di più certificazioni Uniche, l'Agenzia delle Entrate non calcola le detrazioni spettanti per i giorni lavorati quindi invece di un rimborso vi troverete a pagare imposte non dovute.

    Non conviene a chi ha la necessità di integrare il 730 con altre spese , come per esempio le spese per l'abbonamento dell'autobus, spese mediche che non risultano presenti sul precompilato, oppure chi ha venduto o comprato un immobile nel corso dell'anno, chi comunque ha avuto delle variazioni che comportano una differenza rispetto a quanto risulta all'Agenzia delle Entrate.
    Bisogna però fare molta attenzione quando si fanno modifiche anche di lieve entità, in quanto si è soggetti alla verifica di tutta la documentazione, anche quella che non è stata soggetta a variazioni. e se si commette un errore, ad una sanzione per dichiarazione infedele oltre al pagamento dell'imposta dovuta o alla restituzione del credito non spettante.
    In questo caso è opportuno rivolgersi al CAF o ai professionisti abilitati in quanto essi verificano la documentazione, la conservano in digitale per l'eventuale controllo e garantiscono la correttezza del 730 apponendo il visto di conformità.
    Ho voluto concentrarmi sulla convenienza o meno del 730 precompilato, per le modalità pratiche della compilazione ci sono in rete molti tutorial che spiegano esaurientemente i vari passaggi.
    Alla prossima...

  • GUARDA LA GUIDA ANIMATA SU YOUTUBE: https://www.youtube.com/watch?v=VCsjSOelix8

    Buongiorno da Gabriella, vi do il benvenuto su fisco relax. Si sta avvicinando la primavera e con essa il periodo delle dichiarazioni dei redditi, in particolare il 730 a guastare ai più questa bella stagione.
    Vediamo allora di fare un piccolo riepilogo di cos'è il modello 730.
    Il 730 è una dichiarazione dei redditi semplificata per i pensionati, i dipendenti e i collaboratori a progetto, insomma per chiunque abbia una pensione o una busta paga. Sono esclusi dalla possibilità di presentare il 730 i titolari di partita IVA. Si dichiarano i redditi dell'anno precedente, quest'anno si dichiarano i redditi del 2019.
    Ora vediamo a cosa serve, chi deve presentarlo e a chi conviene presentarlo:
    Non sei obbligato a presentarlo se hai avuto un solo datore di lavoro nell'anno precedente o se hai solo la
    pensione, non sei obbligato se oltre a tali redditi possiedi solo la casa di residenza e le sue pertinenze,
    cantina o box.
    Sei obbligato se nell'anno precedente hai avuto diversi datori di lavoro o sei andato in pensione nel corso dell'anno, oppure se hai altri redditi da dichiarare oltre lo stipendio o la pensione, per esempio collaborazioni occasionali oppure immobili dati in affitto. Infatti in questo caso si è obbligati perché ci sono delle imposte da versare al fisco.
    Non sei obbligato ma ti conviene se hai sostenuto spese mediche, se hai ristrutturato casa, hai sostenuto spese detraibili, di cui non faccio l'elenco in quanto sono veramente molte, oppure guadagni meno di circa 30.000 euro lordi l'anno e sei in affitto, quindi puoi presentare il 730 per farti rimborsare dal fisco parte delle imposte già pagate sullo stipendio o sulla pensione.
    E' importante sapere che nel mese di luglio per i dipendenti e in agosto per i pensionati, troverai l'eventuale rimborso aggiunto o le eventuali imposte tolte direttamente dallo stipendio o dalla pensione senza che tu debba fare altro.
    Ora vediamo quando si presenta e a chi. Il Mod. 730/2020 sarà disponibile sul sito dell'Agenzia delle Entrate dal 15 aprile al quale si accede tramite PIN o SPID per coloro i quali vorranno presentarlo da soli, oppure potranno rivolgersi ai CAF. Il termine ultimo per la presentazione è il 23 luglio. Sia sul sito che presentando tramite i CAF.
    Ora passiamo alle principali novità contenute nel nuovo 730:
    Da quest'anno anche gli eredi potranno presentare il 730 per conto delle persone decedute.
    E' una grossa novità, infatti fino allo scorso anno gli eredi erano obbligati a presentare il modello Redditi (ex UNICO) con lo svantaggio di attendere anni prima di ricevere l'eventuale rimborso.
    Altra novità importante è l'innalzamento a 4000 euro del reddito massimo dei figli fino a 24 anni per essere considerati a carico.
    Tutto questo riguarda il 2019 ma ci sono novità importantissime per quanto riguarda le spese detraibili sostenute e che sosterrete quest'anno che saranno inserite nel 730 – 2021.
    Su tutti i media è stato dato molto spazio alla notizia che per essere detraibili le spese che stiamo sostenendo o sosterremo nel corso del 2020 saranno detraibili solo se pagate con strumenti tracciabili.
    Vediamo di che si tratta.

    Le spese interessate

    L’obbligo di tracciabilità dei pagamenti per ottenere la detrazione di imposta del 19% in dichiarazione
    riguarda le spese mediche ad eccezione degli scontrini delle farmacie, delle spese mediche presso le ASL o presso i laboratori convenzionati. Attenzione per ché se andate da u medico da un fisioterapista, da un podologo ecc. ma privato dovete pagare in maniera tracciabile. Obbligo di tracciabilità anche per l’iscrizione dei ragazzi per le attività sportive, gli affitti per gli studenti fuori sede, quelle per istruzione secondaria e universitaria, quelle funebri o per le badanti.
    Cosa vuol dire tracciabili? Sono quelle pagate con bancomat, carta di credito, bonifico bancario o assegno. Se il pagamento è fatto in contanti non sarà possibile detrarle.
    Bene per oggi vi saluto e alla prossima.

  • Buongiorno sono Gabriella, bentornati all'ascolto di fisco relax.

    Ciao amici, è un po' di tempo che ho voglia di un podcast diverso dal solito, dove finalmente esprimermi in libertà come se foste qui con me. Vorrei parlarvi di CAF dalla parte di chi è dentro in questa realtà, che la vive tutti i giorni da addetta ai lavori. Vi svelerò la parte che gli utenti non conoscono, ma mi raccomando.....che resti fra noi!
    Vi porto un esempio: fino a qualche anno si andava al ristorante, ci si sedeva al tavolo e ci si gustava il pranzo. Quello che contava era il risultato: piatti buoni o no, servizio cortese e puntuale oppure pessimo servizio. In fondo nessuno si è mai preoccupato di cosa stesse succedendo in cucina o se il ristorante riusciva a quadrare i conti oppure era sull'orlo del fallimento. Da un po' di tempo sono proliferate le trasmissioni tipo cucine da incubo, nelle quali vero o no, viene svelato quello che i clienti non vedono. Il lato nascosto del ristoratore.
    Anche i CAF offrono un servizio e come i ristoranti, in concorrenza.
    Allora mi trasformo in Canavacciuolo e vi porto nelle cucine.

    Sono sicura che la stragrande maggioranza di voi si sia recato almeno una volta a svolgere una pratica o a chiedere informazioni presso i loro sportelli. Sarete stati ricevuti da un operatore, avrete presentato i documenti, i vostri dati saranno stati inseriti in un computer, sarà uscito un modello stampato, qualche firma, una ricevuta, e arrivederci,

    Per molti i CAF sono solo questo: intermediari che trasmettono dati e per tale semplice banalità si fanno pure pagare.
    Questo è per lo più il messaggio che i mezzi di informazione fanno passare, in rete ci sono addirittura blog che fanno descrivono i CAF come dei discount del fisco che taglieggiano i contribuenti con le loro tariffe, oppure se il servizio per il cittadino è gratuito, come nel caso del reddito di cittadinanza, dicono che occuparsi di queste pratiche è un vero business.
    Andiamo avanti con il discorso e poi potrete giudicare voi se è davvero così.
    Partiamo dall'inizio.
    Che cosa sono i CAF e che cosa fanno?
    I CAF sono nati nel 1991 per fornire assistenza ai contribuenti nell'adempimento degli obblighi tributari e sono diventati effettivamente operativi nel 1993 con l'ideazione del 730. Posso dire di averne sentito i primi vagiti di neonato.

    I CAF si sono successivamente riuniti in una Consulta Nazionale, sottoscrivendo una carta dei valori e un codice etico di comportamento.
    Negli anni successivi la pubblica amministrazione li ha investiti di un ruolo sempre maggiore di intermediazione e di consulenza, sgravando gli uffici pubblici dallo svolgimento di molte pratiche.

    Sto cercando di sfatare una convinzione comune, cioè che i CAF siano uffici pubblici finanziati ampiamente dallo Stato. Sappiate che non è così.

    Semplificando al massimo, i CAF possono essere costituiti dai sindacati, per fare un esempio, la CGIL, la CISL, la UIL, oppure da associazioni di categoria, o associazioni di lavoratori come possono essere le ACLI o MCL.
    Questi soggetti per poter operare come CAF hanno dovuto costituire a livello nazionale delle Società di capitali, le SRL, diventando a tutti gli effetti imprenditori loro malgrado.
    Infatti il ruolo sociale e di aiuto al cittadino in questo modo si scontra con la necessità di mantenere un'azienda, con le difficoltà che ciò comporta.
    Ma non è finita. A parte i sindacati, che hanno una gestione tutto sommato centralizzata, gli altri CAF delle associazioni, per poter aprire sportelli in tutto il territorio nazionale spesso si avvalgono di Società private, dette di servizi, anch'esse Società di capitali SRL. Insomma è una piramide, una piramide di costi e di.....bilanci, e non solo, c'è da considerare anche l'aspetto dell'organizzazione e della formazione professionale,

    Infatti l'Agenzia delle Entrate richiede requisiti ben precisi per essere autorizzati ad operare e sottopone a severi controlli tutti gli uffici e gli operatori sono tenuti a corsi di formazione periodici, con test di giudizio finale.

    Certo, lo Stato eroga dei rimborsi ai CAF nazionali, con un budget fisso da dividere tra tutti i CAF.
    Appunto, paradossalmente più 730 si inviano meno compenso arriva al livello nazionale e questo si ripercuote sulla quota spettante alle società locali che svolgono in pratica il servizio.
    Perciò, al contrario di quello che si pensa, questo lavoro non è certamente un affare, rispetto a quello che costa una società, tra spese di gestione, locazioni, utenze, attrezzature, per esempio i computer, tenendo presente che una delle voci maggiori è il personale.
    Infatti per espressa direttiva dell'Agenzia delle Entrate tuti gli operatori dei CAF nazionali e delle società di servizi devono essere lavoratori dipendenti.
    Ecco perchè i CAF si fanno pagare le dichiarazioni dei redditi e grazie a questo riescono anche se con fatica, a fornire altri servizi in forma gratuita.
    Detto questo, torniamo all'esempio del reddito di cittadinanza. Lo Stato, con comodo, pagherà alle Sedi CAF nazionali 10 euro a pratica una parte dei quali sarà riconosciuta alle Sedi locali operative, facciamo conto il 70% tanto per dare una cifra. Prima di inviare una domanda di reddito di cittadinanza ogni operatore deve essere formato studiando il decreto, quindi deve dare consulenza preventiva al cittadino che lo richiede, per evitare che possa incorrere in sanzioni, deve materialmente compilare il modulo, stamparlo in doppia copia (sono 20 pagine) farlo firmare, archiviarlo in modo corretto secondo le norme sulla privacy, Tempo medio mezz'ora di costo del personale più quelli della stampa e della carta.

    Francamente, 7 euro per ogni pratica vi sembrano una cifra congrua a coprire i costi?
    Qualcuno di voi sarà un lavoratore autonomo, o avrà un'azienda con dipendenti e capirà meglio di altri di che cosa sto parlando.

    Ecco, vi ho svelato il lato nascosto dei CAF, quello che nessuno dice. Spero che ora li vediate sotto un'altra luce. Uffici di gente seria e preparata che cercano di svolgere al meglio il loro lavoro. Vi garantisco che senza un po' di passione questo mestieraccio non si può fare.
    Arrivederci e alla prossima.

  • Buongiorno, sono Gabriella. Ben ritrovati all'ascolto di fisco relax.

    Siamo ormai in pieno del periodo per la presentazione e la compilazione del modello 730 , quindi oggi affrontiamone un aspetto fra i tanti, quello dei familiari a carico e delle spese che si sostengono per loro. Ci sono sempre dei dubbi su chi è a carico e chi non lo è, oppure ci si chiede potrò detrarmi la tale spesa intestata per esempio a mia moglie o ai miei figli?
    Allora, coraggio cominciamo. Innanzi tutto bisogna definire chi sono i familiari a carico:

    il coniuge, i figli (compresi quelli adottivi o affidati) non importa se conviventi o no
    a partire dal 2017 con la legge Cirinnà, sono stati equiparati al coniuge anche i partner dello stesso sesso uniti con rito dell'unione civile.

    gli altri familiari, invece sono:

    il coniuge legalmente ed effettivamente separato, purchè convivente;
    i discendenti dei figli, cioè i nipoti;
    i genitori (compresi i genitori naturali e quelli adottivi);
    i generi e le nuore;
    il suocero e la suocera;
    i fratelli e le sorelle (anche unilaterali);
    i nonni e le nonne (compresi quelli naturali).
    Per essere considerati a carico devono essere conviventi con il contribuente che presenta la dichiarazione dei redditi.
    La soglia di reddito per essere considerati a carico è di 2840,51 euro per tutto l'anno.
    Spesso mi viene fatta la domanda: mio figlio ha cominciato a lavorare diciamo...a giugno, tanto per esemplificare, e da quel momento ha superato la soglia dei 2841 euro. Posso metterlo a carico per i mesi in cui non lavorava? La risposta è no, perchè si fa riferimento al reddito dell'intero anno a prescindere da che mese si è cominciato a percepire lo stipendio.
    Vorrei precisare che sono a carico anche i familiari che percepiscono un assegno di invalidità, di accompagnamento o un assegno sociale, in quanto non sono considerati redditi ai fini IRPEF ma prestazioni sociali.

    Le detrazioni per i figli a carico, solitamente sono ripartite al 50% fra i due genitori, nel caso di coniuge a carico sono al 100% del genitore che ha reddito. In casi particolari o di convenienza, le detrazioni possono essere attribuite al 100% al genitore con il reddito più alto.

    In caso di genitori separati o divorziati: la ripartizione della detrazione varia a seconda dell’affidamento dei figli: se affidati ad un solo genitore spetterà al 100% al genitore affidatario, in caso contrario al 50% ai due genitori, salvo accordi a favore del genitore con reddito più alto. Nel caso particolare di genitore incapiente, quest’ultimo può devolvere la propria detrazione all’altro.

    Le stesse regole valgono anche per i genitori non coniugati.

    Vediamo ora a grandi linee a quanto ammontano le detrazioni.
    Per il coniuge a carico vanno da un massimo di 800 euro per chi ha redditi inferiori ai 15000 euro l'anno fino a un minimo di 690 euro per chi ha redditi fino agli 80000 euro. Oltre tale soglia le detrazioni si azzerano.
    Per i figli a carico la situazione è più complessa:

    vanno da 800 a 950 euro per i figli maggiori di 3 anni
    da 900 a 1220 euro per i figli minori di 3 anni
    con una maggiorazione in caso di figli disabili
    e una detrazione maggiore in caso di famiglie con più di tre figli a carico
    Le detrazioni diminuiscono progressivamente all'aumentare del reddito fino ad azzerarsi completamente oltre i 95000 euro di reddito lordo.
    Per gli altri familiari a carico l'importo massimo della detrazione è di 750 euro, diminuendo progressivamente all'aumentare del reddito, fino ad azzerarsi alla soglia degli 80000 euro.
    Cari amici, vi risparmio le formule di calcolo per determinare tutte le detrazioni, queste mie chiacchierate sono informative e cercano di limitare al minimo i mal di testa da conteggio, ma tranquilli, fortunatamente sia il precompilato dell'Agenzia delle Entrate, sia i software dei CAF sono predisposti per l'esatta attribuzione degli importi corrispondenti al reddito.
    Una volta definito chi sono i familiari a carico, vorrei elencare rapidamente le spese sostenute che possono essere dedotte o detratte sulla dichiarazione dei redditi:

    Le spese per le quali compete la deduzione dall’imponibile anche se sostenute per conto di familiari fiscalmente a carico sono le seguenti:
    contributi previdenziali ed assistenziali ;
    contributi versati ai fondi integrativi al Servizio sanitario nazionale, per la quota non dedotta da parte del familiare ;
    versamenti effettuati a titolo di previdenza complementare per la parte non dedotta dal familiare.
    Per quanto concerne gli oneri detraibili, il contribuente potrà detrarre dall’imposta lorda le seguenti spese anche se sostenute per conto di familiari fiscalmente a carico:
    sanitarie
    per veicoli adattati per disabili
    acquisto di cani guida
    mutuo per acquisto abitazione principale ed entrambi i coniugi intestatari del mutuo e comproprietari dell’immobile
    di istruzione sostenute per la frequenza di scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo e secondo grado
    di istruzione universitaria
    per attività sportiva dei ragazzi
    per canoni di locazione sostenute da studenti universitari fuori sede
    per il riscatto degli anni di laurea dei familiari fiscalmente a carico
    per la frequenza di asili nido
    per assicurazioni sulla vita, contro gli infortuni, l’invalidità permanente e non autosufficienza
    Anche in questo podcast vi ho inflitto la tortura delle cifre e degli elenchi, se avete retto fino in fondo vi faccio i miei complimenti, e se volete vi aspetto alla prossima.

  • Buongiorno, sono Gabriella, bentornati all'ascolto di fisco relax.
    Negli episodi precedenti ho spiegato a grandi linee le tipologie e i livelli del lavoro domestico, quindi per esempio, la differenza tra conviventi e non conviventi, tra le mansioni di colf e badanti, e che cosa comporta per una famiglia assumere una collaboratrice, cioè lo stipendio da corrispondere, i permessi e le ferie di cui possono usufruire, i contributi che bisogna versare, insomma ho parlato dei loro diritti.
    Per par condicio, mi pare giusto parlare anche di doveri, soprattutto delle badanti. Infatti il lavoro della badante è delicatissimo e comporta molte responsabilità, soprattutto perché si occupa dei nostri anziani o dei disabili, che si affidano completamente alle loro cure.
    Con cure non si intende soltanto l'assistenza puramente diciamo “fisica” come somministrare i farmaci, cambiare i pannoloni o occuparsi della pulizia personale, ma anche l'assistenza dal punto di vista umano, cercando di parlare con l'anziano tenendogli compagnia e consolandolo nei momenti di depressione dovuti proprio allo stato di completa dipendenza da un'altra persona per le funzioni più semplici. Infatti i nostri nonni, molto spesso si rendono conto della loro condizione di non autosufficienti e per loro è un motivo di forte disagio, perciò è compito, diciamo umano, della badante non far pesare questa dipendenza.
    Quando si assume, è opportuno far presente che fa parte dei compiti di questo lavoro, oltre alla cura della persona, tenere in ordine la casa e preparare i pasti per il proprio assistito

    Il mio consiglio è di prendere accordi chiari al momento dell'assunzione fissando i compiti possibilmente per iscritto per evitare equivoci in futuro, ma non solo i compiti ma soprattutto è opportuno definire gli orari di lavoro e di riposo. Infatti questa accortezza eviterà in futuro contenziosi e vertenze sindacali.
    Tornando ai doveri della badante, la Società italiana di gerontologia e geriatria
    faccio una piccola parentesi: la
    GERONTOLOGIA
    (disciplina medica che studia i fenomeni e i problemi legati all'età senile)
    la GERIATRIA
    (ramo della gerontologia che studia i mezzi terapeutici, dietetici e igienici atti a ritardare il processo d'invecchiamento fisiologico, o a prevenire e curare i processi patologici propri dell'età senile)

    ha stilato dieci regole d'oro della brava badante, in sintesi:

    1) Individuare un familiare di riferimento e un recapito telefonico per ogni necessità o emergenza

    2) Osservare le abitudini dell'anziano seguendo i suoi ritmi non imponendo i propri

    3) Stimolare l'anziano a muoversi e fare da solo

    4) Osservare nell'anziano allettato qualsiasi arrossamento della pelle o presenza di piaghe prendere gli opportuni accorgimenti e avvisare i familiari o il medico se autorizzata

    5) Capire che se l'anziano ha disturbi comportamentali la colpa è della malattia, parlarne con il familiare

    6) Se l'assistito dorme poco e i farmaci non funzionano avvisare il familiare o il medico se autorizzata.

    7) Preparare uno schema scritto della terapia quotidiana e non aspettare che il farmaco finisca per acquistarne ancora

    8) Variare gli alimenti e offrire spesso all'anziano acqua, tè, succhi di frutta, tisane per tenerlo idratato

    9) Controllare le funzioni fisiologiche dell'anziano

    10) Avere cura di se stessa perché la propria serenità si trasmette alle persone che si assistono.

    Secondo me questo cosiddetto decalogo dovrebbe essere conosciuto dalla badante. Perché non stampargliene una copia come promemoria?

    Per oggi vi saluto e come sempre alla prossima.

  • Buongiorno, sono Gabriella, benvenuti all'ascolto di fisco relax.
    Oggi parlerò ancora di lavoro domestico continuando il discorso degli episodi precedenti. Infatti è un argomento molto vasto e complicato che non si può trattare in pochi minuti.

    La volta scorsa ho parlato di categorie e livelli relativi alle varie tipologie di lavoratori: colf, badanti, baby sitter e tata e della differenza di retribuzione tra lavoratori conviventi e non conviventi.

    Ora vediamo di che cos'altro bisogna tenere conto oltre allo stipendio mensile e ai contributi versati trimestralmente, infatti come per tutti gli altri lavoratori dipendenti, anche i lavoratori domestici hanno diritto alla tredicesima, alle ferie retribuite, al TFR (trattamento di fine rapporto) la cosiddetta liquidazione quando cessa il rapporto di lavoro, ai permessi retribuiti per visite mediche e non retribuiti per giustificati motivi, al congedo matrimoniale all'assenza retribuita per maternità e malattia.

    Entriamo nel dettaglio:

    la tredicesima si corrisponde nel mese di dicembre e si calcola moltiplicando la paga oraria per il numero di ore di lavoro della settimana, poi si moltiplica il risultato per 52 e si divide per 12.
    Semplificando, se la colf o la badante lavora un numero di ore costanti tutto l'anno, l'importo della tredicesima corrisponde all'incirca ad una mensilità. In pratica a dicembre si pagano due mesi anziché uno.

    Le ferie. spettano 26 giorni lavorativi all'anno dal lunedì al sabato e si possono suddividere al massimo in due periodi.

    Il TFR la liquidazione il trattamento di fine rapporto, si chiama così proprio perché normalmente si corrisponde quando il dipendente viene licenziato o rassegna le dimissioni cessando il lavoro.
    Il TFR viene calcolato considerando lo stipendio mensile, la tredicesima e l'eventuale indennità di vitto e alloggio, che spetta ai lavoratori conviventi, il tutto moltiplicato per gli anni di anzianità calcolato con un coefficiente di rivalutazione.

    I permessi retribuiti sono riconosciuti per le visite mediche del lavoratore stesso o dei suoi familiari, per frequentare corsi di formazione professionale, per gli esami annuali in caso di studenti-lavoratori, per la nascita di un figlio (per il padre) o per cariche sindacali. Naturalmente tutte le assenze devono essere documentate.

    Il congedo matrimoniale se la colf o la badante si sposa ha diritto a 15 giorni di congedo retribuito oltre alle ferie, naturalmente.

    La maternità alla lavoratrice spetta un periodo di lavoro indennizzato dall'INPS quindi in questo caso non paga il datore di lavoro.

    La malattia in caso di assenza per malattia è il datore di lavoro a farsi carico della retribuzione nella misura del 50% della paga oraria per i primi 3 giorni e nella misura totale al 100% per i giorni successivi.

    La cassa COLF è un'assicurazione sanitaria prevista dal contratto nazionale dei lavoratori domestici che prevede trattamenti assistenziali e sanitari integrativi ed aggiuntivi delle prestazioni pubbliche erogate dal Servizio Sanitario Nazionale

    Per parlare ancora una volta di costi facciamo un esempio di una colf assunta per 24 ore settimanali con livello BS il costo annuale è di 10250 euro compresivi di stipendio, tredicesima, accantonamento TFR, contributi e cassa colf.
    Infatti bisogna tenere conto che si deve avere da parte l'importo della liquidazione sia in caso di cessazione del rapporto di lavoro sia in caso che la colf o la badante la chieda ogni anno, come è suo diritto, ma non può essere versato mensilmente insieme allo stipendio.

    Quello che non spetta al datore di lavoro è il pagamento delle imposte sullo stipendio e sul TFR, infatti i lavoratori domestici li ricevono al lordo delle tasse, per cui se ci sono le condizioni, sono obbligati alla presentazione della dichiarazione dei redditi.

    Per oggi ci salutiamo, ma la fiction colf continua... alla prossima.

    PAGA LORDA MENSILE 637,52
    TREDICESIMA 53,13
    TFR 51,16
    COSTO CONTRIBUTI MENSILI 110,24
    CASSA MALATTIA MENSILE 2,08 TOTALE COSTO MENSILE 854,13 X 12 MESI = COSTO ANNUALE € 10.249,56

  • Buongiorno, sono Gabriella
    bentornati all’ascolto di Fisco Relax.
    Nell’episodio precedente abbiamo iniziato il nostro viaggio nel mondo delle colf badanti e visto che l’argomento riscuote molto interesse, come promesso, continueremo ad approfondire l’argomento.
    Oggi entrerò più nello specifico parlando di LIVELLI a seconda dei compiti e delle mansioni richieste al lavoratore domestico.
    E’ infatti proprio dalla definizione dei compiti che deriva il livello di inquadramento e pertanto l’ammontare del compenso da conferire, insomma…. detto in parole povere…. lo stipendio!
    Ma come facciamo a capire quale livello di contratto applicare al rapporto di lavoro?
    Già nell’episodio precedente ho già accennato alle principali differenze tra il ruolo di Colf e di Badante.
    La COLF si occupa della cura della casa
    La badante si occupa della cura della persona
    Ora per arrivare a stabilire il compenso mensile, ci dobbiamo spingere di più nei dettagli tecnici.
    Vediamo i livelli della COLF
    Il Contratto Collettivo Nazionale prevede 2 livelli.

    1️⃣ LIVELLO A se la nostra Colf si occuperà solo di riordinare e pulire la casa,

    2️⃣ LIVELLO B nel caso in cui invece la nostra Colf dovesse non solo pulire e riordinare casa, ma anche prepararci la cena, oppure stirare, o portare fuori il cane
    Da notare che l’inquadramento utilizzato le Colf è utilizzato anche per altre figure lavorative come ad esempio il dog-sitter, il giardiniere, il cameriere,
    Stabiliti categoria e livello, basterà consultare la tabella dei compensi, pubblicata e aggiornata ogni anno all’interno del portale dell’ INPS, per capire quale paga oraria applicare al contratto e arrivare alla quantificazione dello stipendio.

    Vediamo ora quali sono i livelli per le Badanti

    Possiamo individuare ben 3 livelli:

    1️⃣ LIVELLO BS nel caso in cui l’assistito sia autosufficiente

    2️⃣ LIVELLO CS nel caso in cui l’assistito non sia autosufficiente

    3️⃣ LIVELLO DS prevede le stesse mansioni del CS, ma è per Badanti con titolo di studio attinente al settore, ad esempio il personale in possesso del diploma di OSS

    Esiste anche un livello AS che si applica a chi svolge solo una mansione di compagnia o alle baby sitter
    In questi casi ovviamente non parliamo più di Badante, ma di Baby-sitter o Tata, a seconda dei suoi compiti.
    La Baby-sitter si occupa esclusivamente di vigilare e di “custodire” i bambini, nel senso che il suo compito principale è evitare che il si facciano male. Lei per prima deve evitare comportamenti rischiosi, come aprire la porta di casa a sconosciuti o perdere di vista un bambino al parco.
    La TATA che si occupa della cura del bambino ha gli stessi livelli delle badanti
    Nel caso siano necessarie prestazioni di assistenza e/o cura, ad esempio fare il bagnetto al bimbo, aiutarlo a vestirsi, preparare i pasti, accompagnarlo a scuola, aiutarlo a fare i compiti ecc. allora non si parlerà più di Baby-sitter, ma di Tata e i livelli contrattuali da utilizzare saranno:
    BS in caso di bambino autosufficiente
    CS in caso di bambino non autosufficiente perché neonato o disabile
    DS in caso di bambino non autosufficiente, quando il collaboratore possiede un titolo di studio attinente al settore
    Ho elencato in sintesi i livelli corrispondenti alle mansioni richieste, ma esiste un’altra differenza fondamentale: abbiamo bisogno di una collaboratrice convivente con la famiglia o l’anziano, oppure vogliamo che la collaborazione sia a ore?
    Nel primo caso lo stipendio si calcola su un fisso mensile variabile a seconda dei livelli, nel secondo caso si calcola in base alla retribuzione oraria.
    Facciamo un esempio concreto, per parlare finalmente di soldi da sborsare.
    Una badante convivente costa 983 euro al mese di stipendio più i contributi trimestrali.
    Una badante non convivente costa 6.82 all’ora come minimo, più naturalmente i contributi trimestrali.
    Ma come ho detto l’altra volta….non finisce qui. Alla prossima

  • Buongiorno, sono Gabriella
    bentornati all'ascolto di fisco relax.
    Vorrei dedicare questo episodio alla famiglie che hanno la necessità di assumere una colf, una baby sitter o una badante. Queste categorie di lavoratrici o lavoratori (infatti è sempre più frequente trovare uomini che fanno i badanti), pur con mansioni diverse, sono inquadrate con il contratto collettivo di lavoro domestico.

    L'argomento è lungo e complesso, quindi oggi vediamo di trattarne gli aspetti generali. Comunque per chi fosse interessato, andremo nel dettaglio nei prossimi podcast.

    Di cosa si occupa una baby sitter lo sanno tutti, non solo i genitori che hanno bisogno di affidare i propri bimbi qualche ora. Forse invece la differenza di mansioni fra colf e badante può essere meno chiara, ma è molto importante conoscerla perché sarà diverso il loro inquadramento e di conseguenza lo stipendio dovuto.

    La COLF si occupa della cura della casa, fa le pulizie, lava, stira e per chi ce l'ha, magari lucida l'argenteria.

    la BADANTE si occupa della cura della persona assistendola in tutte le sue necessità, preparandogli anche i pasti se viene richiesto

    Secondo me non è mai abbastanza sottolineare l'importanza della scelta della persona che ci dovrà aiutare nella gestione della nostra casa o nella cura dei nostri anziani. Che sia per poche ore o per tutto il giorno si inserirà comunque nella vita familiare, portandone un cambiamento.

    Soprattutto nella scelta della badante bisogna valutare bene che sia ben accetta dall'anziano, infatti molto spesso l'inserimento di un'altra persona in casa è visto da parte sua come un'intrusione e si creano situazioni di conflitto e di rifiuto.
    OK ammettiamo che vada tutto bene e che quella sia la persona giusta.
    Ora cosa bisogna fare? Si deve procedere all'assunzione. Certo, assunzione e in regola. E' da tenere ben presente che avere in casa una persona in nero danneggia il lavoratore nei propri diritti ed espone il datore di lavoro a molti rischi.
    Non a caso ho detto datore di lavoro, infatti una colf o una badante è a tutti gli effetti un lavoratore dipendente e chi la assume diventa un datore di lavoro con tutte le responsabilità che ciò comporta.
    Infatti il lavoro domestico è regolato da un vero e proprio contratto nazionale sottoscritto dalle associazioni di categoria che prevede varie categorie e livelli a seconda delle mansioni, che fanno variare la retribuzione e i contributi.
    Vediamo in sintesi che cosa si deve fare quando si assume un lavoratore domestico.
    Per prima cosa è necessario richiedere all'INPS il PIN dispositivo. per poter inviare telematicamente il contratto. Avendo già ben chiari le mansioni, l'orario di lavoro avendo già concordato la retribuzione da corrispondere mensilmente.
    Elenco rapidamente i documenti necessari per la registrazione del contratto:

    per i lavoratori italiani o comunitari richiedere la carta d'identità e il codice fiscale.
    Per i lavoratori extracomunitari richiedere anche il permesso di soggiorno in corso di validità.
    Per tutti bisogna chiedere l'indirizzo di residenza e il numero di telefono.
    A questo punto si potrà registrare il contratto almeno 24 ore prima dall'inizio del rapporto di lavoro collegandosi al sito dell'INPS seguendo le istruzioni. Per esempio: se si assume dal primo di gennaio, bisogna inviare il contratto entro il 31 dicembre.
    Ora che l'assunzione della colf o della badante è stata fatta, vediamo come gestire il rapporto di lavoro.

    E' necessario:
    1 Consegnare alla colf o badante una lettera di assunzione

    2 consegnare insieme allo stipendio un cedolino paga mensile in cui sono riportate le ore lavorate e quanto è stato lo stipendio relativo. Praticamente come lo ricevono gli altri dipendenti

    3 pagare i contributi ogni tre mesi

    4 consegnare alla collaboratrice ogni anno la Certificazione Unica annuale con inseriti i redditi dell'anno precedente,

    Ma la storia continua......alla prossima.

  • Quando si può presentare il mod. 730/2019? E fino a quando?

    Il Mod. 730/2019 sarà disponibile sul sito dell'Agenzia delle Entrate dal 15 aprile al quale si accede tramite PIN o SPID. Il termine ultimo per la presentazione è il 23 luglio. Sia sul sito che presentando tramite i CAF.

    Quali sono le novità?
    Una delle novità meno conosciuta è quella dell'obbligo di comunicazione all'ENEA per poter usufruire della detrazione sugli elettrodomenstici legata alla ristrutturazione edilizia. Infatti per gli elettrodomestici acquistati entro il 21 novembre 2018 è necessaria tale trasmissione per poter usufruire della detrazione del 50%.
    Altre novità sono:
    la detrazione al 19% delle spese per l'abbonamento al trasporto pubblico fino ad un massimo di 250 euro di spesa.
    Il bonus verde cioè la detrazione del 36% sugli interventi di riqualificazione per la sistemazione dei giardini.

    Cosa è stato confermato?
    Sono state confermate le detrazioni sulle ristrutturazioni edilizie pur avendone ridotto l'importo su alcune tipologie, per esempio gli infissi dal 65% al 50%

    quali sono i documenti da presentare al CAF?

    La certificazione unica (CU), tutte le ricevute e/o fatture relative alle spese deducibili e detraibili.

    Per quanto tempo si conservano i documenti?
    Vanno conservati per un minimo di 5 anni.

  • Cos'è la Quota 100, chi può accedere a questa nuova opzione pensionistica ?

    Ne Parliamo con Ilario Sabbadini, formatore e consulente in ambito previdenziale, autore del podcast Briciole di Previdenza

  • Oggi cerchiamo di fare chiarezza sul reddito e pensione di cittadinanza. Lo facciamo con Ilario Sabbadini del podcast Briciole di Previdenza

    https://www.spreaker.com/show/briciole-di-previdenza

  • Buongiorno, sono Gabriella. Ben ritrovati sul nostro podcast. Ormai i 730 sono stati presentati, chi aveva diritto al rimborso lo avrà nella maggior parte dei casi ricevuto e chi aveva da pagare delle imposte avrà visto la trattenuta sul suo stipendio o sulla pensione. Ma che succede se quello dichiarato sul 730 non era corretto? Per esempio ci si può accorgere che è stato omesso un reddito, infatti se nel corso dell'anno si hanno avuti diversi rapporti di lavoro e uno di essi è durato magari pochi giorni o pochi mesi è possibile che la certificazione relativa sia rimasta in un cassetto. Può capitare. O ci si accorge che quella spesa inserita in realtà non era detraibile, Niente panico, non è così grave. La normativa ci viene incontro con il ravvedimento operoso.
    Che cos'è dunque questo ravvedimento operoso? E' uno strumento che da la possibilità di integrare la dichiarazione presentata o di presentarla con ritardo, pagando le relative imposte con una sanzione ridotta.
    Nel caso in cui, come ho detto prima, abbiate omesso un reddito o abbiate beneficiato di detrazioni non spettanti,, è possibile presentare una dichiarazione integrativa e pagare la differenza d'imposta con sanzioni crescenti a seconda della data del pagamento. Si possono ravvedere anche le dichiarazioni fino ai cinque anni precedenti. Si può quindi arrivare a correggere la dichiarazione presentata nel 2015.
    Vediamo le diverse opzioni:
    1) la dichiarazione e il pagamento sono fatti entro 90 giorni dalla prima scadenza, la sanzione è del 10% di quanto dovuto. Cioè 100 euro di imposta diventano 110.
    2) la dichiarazione e il pagamento sono fatti entro 1 anno dalla prima scadenza, la sanzione è del 11,25%. Cioè 100 euro diventano 111,25
    3) la dichiarazione e il pagamento dell'imposta sono fatti entro 2 anni dalla prima scadenza, la sanzione è del 12,85%. Cioè 100 euro diventano 112,85
    4) la dichiarazione e il pagamento sono fatti oltre 2 anni e comunque entro i 5 anni dalla prima scadenza, la sanzione è del 15%. Cioè 100 euro diventano 115
    Oltre alla sanzione sono dovuti anche gli interessi legali, che aumentano in base alla data di versamento, ma non hanno un importo rilevante e vanno calcolati in base all'imposta dovuta. Tutto sommato non è una tragedia, Avete scoperto il volto umano dell'Agenzia delle Entrate.
    Naturalmente la mia è un'estrema semplificazione, perché il ravvedimento operoso è molto più complesso e prevede anche sanzioni diverse per altre tipologie di errori. Il mio consiglio è rivolgersi al proprio CAF di riferimento o ad un professionista per verificare il vostro caso.
    Per oggi vi saluto e come sempre alla prossima.

  • Buongiorno, sono Gabriella, bentornati all'ascolto. L'argomento di cui parlerò oggi è quello del regime di tassazione degli affitti.
    Fino al 2011 i redditi derivanti dagli immobili dati in locazione, al fine del calcolo delle imposte dovute, si aggiungevano agli altri redditi, stipendi, pensioni, collaborazioni, ecc.

    Da quell'anno è previsto invece, in alternativa, per gli immobili destinati ad abitazione, quindi negozi ed uffici esclusi, un regime fiscale particolare denominato cedolare secca.
    Vediamo in dettaglio di che cosa si tratta.
    E' una tassazione forfettaria dei canoni di locazione percepiti con due aliquote fisse al 21% o al 10% a seconda del tipo di contratto, invece della tradizionale tassazione dei redditi secondo le aliquote e gli scaglioni Irpef. Inoltre non è soggetta ad imposte di registro e di bollo. Non si può però applicare l'adeguamento Istat per tutta la durata del contratto.
    Ora vediamo la convenienza di questo tipo di tassazione.

    Facciamo l'esempio di un contratto a canone libero, durata 4 anni più 4 anni.
    reddito annuale di lavoro dipendente di 30000 euro
    importo annuale dell'affitto di 6000 euro
    nel 730 o nel Modello REDDITI si dovrà sommare l'importo dello stipendio e gli altri redditi più l''affitto percepito scontato del 5% pari 5700 euro
    Quindi l'imponibile su cui calcolare l'imposta risulterà di 35700.
    Applicando l'aliquota corrispondente, il risultato è di 2551 euro da versare tra IRPEF e addizionali.
    Se invece si opta per la cedolare secca l'aliquota forfettaria è del 21%, e la tassa da pagare sarà di 1260 euro.
    Altro esempio: contratto a canone concordato, durata 3anni più 2 anni
    reddito annuale di lavoro dipendente 30000 euro
    importo annuale affitto 6000 euro
    nel 730 o nel Modello REDDITI, per via di un ulteriore abbattimento del 30%, il reddito su cui calcolare l'imposta sarà di 33990.
    Applicando l'aliquota corrispondente, il risultato è di 1785 euro da versare tra IRPEF e addizionali.
    Se invece si opta per la cedolare secca l'aliquota forfettaria è del 10%, e la tassa da pagare sarà di 600 euro.
    In entrambi i casi direi che il risparmio è notevole, e vale la pena di fare un po' di conti.
    Per oggi vi saluto e alla prossima.

  • Buongiorno, sono Gabriella e rieccoci insieme a parlare di fisco. Il 23 luglio scorso è scaduto il termine per l'invio dei modelli 730 e chi secondo la liquidazione d'imposta calcolata è risultato a credito, si aspetta con lo stipendio o la pensione erogata ai primi di agosto il giusto rimborso. Moltissimi lo avranno già ricevuto, ma qualcuno avrà avuto l'amara sorpresa di non trovarlo sulla rata di pensione o in busta paga.
    Per i pensionati potrebbe essere un semplice ritardo, in quanto l'INPS effettua i conguagli fiscali a partire dal mese di agosto e di settembre, ma sia per i pensionati che per i dipendenti la causa potrebbe essere un'altra: l'Agenzia delle Entrate ha bloccato la pratica per controllarla.
    Ma vediamo che cosa fa scattare il controllo:
    Se rispetto ai dati che risultano dal precompilato sono state fatte delle modifiche importanti, per esempio sono state aggiunte delle spese mediche, di ristrutturazione o di altra natura di importo consistente che aumentano quindi di molto il rimborso previsto dal fisco in base agli elementi presenti online, oppure questo rimborso è superiore ai 4000 euro, l'Agenzia delle Entrate verifica la correttezza dei dati e in questi casi non sarà il datore di lavoro o l'ente pensionistico ad erogarlo sulla pensione o lo stipendio, ma sarà l'Agenzia stessa a rimborsare se risulterà tutto corretto. Purtroppo quando ci sono i controlli di mezzo i tempi si allungano e di molto, infatti si dovrà aspettare fino a sei mesi per ricevere il credito su cui magari si contava per spenderlo in vacanza.
    Un altro caso in cui non si riceve il rimborso ad agosto è quello dei contribuenti che non hanno attualmente un datore di lavoro che possa fare da sostituto d'imposta, o che sono lavoratori domestici, il rimborso che è stato richiesto quindi direttamente all'Agenzia delle Entrate, sarà versato comunque entro l'anno sul vostro conto corrente. Se siete in questa situazione accertatevi di avere comunicato il vostro IBAN all'Agenzia.
    Per oggi vi saluto e alla prossima.

  • Buongiorno da Gabriella, la volta scorsa ho parlato degli sconti fiscali riguardanti le spese sostenute per gli anziani, ma le famiglie per fortuna spesso hanno anche dei figli e i giovani avranno ben diritto a qualche agevolazione.

    Infatti non tutti sanno che esistono varie detrazioni per le famiglie con bambini e ragazzi a carico

    Facendo il 730 si possono detrarre varie spese sostenute nell'anno precedente.

    Le più comuni e conosciute sono le spese mediche per i familiari a carico, ma oltre a queste ne esistono di specifiche per i figli, ora vediamo quali sono:

    Se i bimbi sono piccoli si può detrarre la retta per l'asilo nido che riguarda i bambini fra tre mesi e 3 anni per un importo massimo di 632 euro a figlio. Di questa cifra il rimborso è il 19% cioè 120 euro

    I bambini crescono e vanno alle primarie e poi alle superiori quindi anche le spese scolastiche che comprendono la mensa, e pure le gite organizzate dalla scuola fino ad un massimo di 717 euro sempre a una quota del 19% danno diritto ad un rimborso di 136 euro per ogni figlio

    I ragazzi hanno bisogno di attività fisica e allora è prevista la detrazione per le attività sportive dai 5 ai 18 anni svolte nelle strutture che aderiscono al CONI fino al 19% di 210 euro

    Arriviamo all'università e anche Le spese universitarie sono detraibili anche se frequentate all'estero.

    Spesso i ragazzi decidono di studiare in atenei fuori dalla propria città. Ebbene Le spese sostenute per i canoni di locazione degli studenti fuori sede cioè che studiano e alloggiano almeno 100 chilometri lontano dalla propria residenza si possono detrarre.