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Hai mai sognato di trasformare una causa a cui tieni in un'impresa?
Aurora Caporossi nasce a Roma, studia marketing e comunicazione, e prima di tutto questo lavora nel mondo fintech e blockchain. Poi arriva il Covid, tornano i pensieri legati al disturbo alimentare che l'aveva colpita a sedici anni, e Aurora si mette a cercare informazioni e supporto. Quello che trova non la convince: una comunicazione distonica rispetto alla sua esperienza, pochissima voce a chi di DCA ne ha sofferto davvero, e un sistema che ancora fatica ad agire in modo preventivo.Così nasce Animenta: prima come pagina Instagram e blog, poi come associazione no-profit che ha riscritto la comunicazione sui disturbi alimentari in Italia, portando il tema nelle scuole, nelle aziende, nelle residenze cliniche, e fino al Parlamento Europeo. E poi, siccome Animenta non bastava, nasce Comestai: una startup che digitalizza il percorso di cura per chi soffre di DCA, con un ambulatorio fisico aperto in un centro commerciale a Roma. Aurora ha costruito tutto questo da sola, come solo founder, senza un piano preciso, seguendo un'esigenza che sentiva fortissima.
In questo episodio Aurora ci racconta come si trasforma un'esperienza personale in una missione collettiva, cosa significa fare impresa intorno a un tema così difficile e delicato, e perché i social media non sono né il problema né la soluzione.
In questo episodio parliamo di:
Come riconoscere i DCA al di là degli stereotipi — perché il disturbo alimentare non riguarda solo il corpo e il cibo, ma il modo in cui una persona sta e come riesce a rispondere alla domanda "come stai?"Perché in Italia l'accesso ai trattamenti è ancora così frammentato — e quanto costano i DCA al sistema sanitario nazionale quando si interviene troppo tardiCome si costruisce impresa da solo founder intorno a una causa difficile e personale — senza un piano, senza investitori, partendo da zeroIl ruolo dei social media nei disturbi alimentari — né colpevoli né innocenti, ma fattori di mantenimento in un mondo in cui la linea tra "mi prendo cura di me" e un DCA è sempre più sfocataQual è il futuro che Aurora sogna per i DCA in Italia — nella cura, nella comunicazione, e nel modo in cui la società li viveRisorse consigliate da Aurora:
🎙️ One More Time di Luca Casadei — il podcast in cui Aurora è stata ospite📖 Il mito della bellezza di Naomi Wolf — uno dei libri più importanti sulla pressione sui corpi femminili e sulla grassofobiaProfilo instagram di Aurora: @punto.acapo
Profilo Linkedin di Aurora: https://www.linkedin.com/in/aurora-caporossi/?locale=en
Per informazioni su Animenta: https://animenta.org/
Comestai: https://comestai-centrodca.com/en/ -
Dall'esterno, aveva una storia di successo. Ma dall'interno, un'inquietudine che non riusciva a spiegarsi.
Gaia è cresciuta in Puglia, ha studiato Ingegneria Industriale a Torino, ha lavorato nella Silicon Valley, poi per quindici anni a Milano prima in Vodafone, poi in Amazon, dove stava costruendo una carriera solida e in ascesa.Durante il Covid, la possibilità di lavorare da remoto dalla Puglia diventa l'occasione per fermarsi e fare domande difficili: quali valori stava mettendo da parte? Chi era diventata? Cosa voleva davvero? La risposta non arriva in un giorno ma attraverso un anno di notti insonni, pianti, e un lavoro duro sulle proprie convinzioni limitanti.
Oggi Gaia vive in Puglia e ha cofondato Women Lead, una società benefit che lavora per ridurre i divari di genere nel mercato del lavoro attraverso formazione, mentoring e percorsi di inserimento, anche in settori inaspettati come la saldatura meccanica. È inoltre coach certificata nel metodo Designing Your Life e accompagna persone in momenti di transizione professionale.
In questo episodio Gaia ci racconta come si lascia una carriera che non funziona più, come si smontano le convinzioni che ci tengono ferme, e come si costruisce un cambiamento sostenibile anche dal punto di vista economico.
In questo episodio parliamo di:
Come riconoscere l'inquietudine che precede un cambiamento — e cosa fare quando tutto sulla carta funziona ma qualcosa dentro non tornaLe convinzioni limitanti che ci bloccano e come decostruirle — dal terrore di perdere lo stipendio fisso alla paura di perdere lo status socialeCome fare il salto da dipendente a imprenditrice o freelance senza buttarsi nel vuoto — e perché il primo passo è sempre capire i propri contiWomen Lead e il progetto per formare donne saldatrici — perché i mestieri manuali possono essere una grande opportunità, anche per le donneCome iniziare a cambiare percorso senza entrare nel loop infinito dell'introspezione — e perché l'iterazione è più utile del piano perfettoRisorse consigliate da Gaia:
📖 Circe di Madeline Miller — il romanzo che reinterpreta la figura della maga della mitologia greca, da strega a eroina📖 Liberati della brava bambina: Otto storie per fiorire — raccolta di personaggi femminili della mitologia che smonta gli stereotipi che ci portiamo dietro ancora oggiProfilo Linkedin di Gaia: https://www.linkedin.com/in/gaiacostantino/
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Missing episodes?
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Era il 1843. Ada Lovelace scriveva il primo algoritmo della storia per una macchina che non esisteva ancora. I computer sarebbero arrivati cento anni dopo, ma lei li aveva già immaginati.
Figlia di Lord Byron, cresciuta a pane e matematica da una madre ossessionata dall'idea di "correggere" la sua eredità poetica, Ada Lovelace è accreditata come la prima programmatrice della storia. Nel 1843 scrive le Note sulla Analytical Engine di Charles Babbage: un lavoro così avanzato da prevedere non solo la programmazione, ma le basi di quello che oggi chiamiamo intelligenza artificiale. Un lavoro che verrà dimenticato per cento anni, finché Alan Turing non lo riscopre e capisce che quella donna aveva visto quello che nessun altro aveva visto.
In questo episodio di ICONICHE raccontiamo la sua storia dalla Rivoluzione Industriale alla sua morte a trentasei anni, e discutiamo i temi che la attraversano e che non hanno smesso di essere attuali: la fiducia in sé stesse come atto politico, il meccanismo del "sei bravissima, ma…" che blocca le donne nella scienza ancora oggi, il "Prove It Again bias" — il pregiudizio per cui le donne devono dimostrare la loro competenza continuamente, da capo, ogni volta. E la domanda che ci portiamo a casa: quante altre Ada stiamo perdendo adesso?
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Perché aspettare che qualcuno cambi le cose, quando potresti farlo tu?
Eva Vittoria Cammerino, per gli amici Evita, ci prova tutti i giorni. Da studentessa di politiche europee a consigliera municipale a Roma, è co-fondatrice di Prime Minister, una scuola di politica gratuita e apartitica per ragazze tra i 14 e i 19 anni presente in quattordici città italiane.
In questo episodio ci parla di come è nata Prime Minister da un viaggio in Sicilia nel 2018, e di cosa vuol dire fare politica da donna in Italia quando il sistema non ti sostiene.
Parliamo anche del gender gap in politica (e di chi, nel frattempo, prende le decisioni al posto nostro), del perché diventare mamma le ha aperto gli occhi sulle disuguaglianze strutturali, e di come si tengono insieme attivismo, mandato elettivo, maternità e lavoro senza fingere che sia semplice...Scopri di piu su Evita sul suo sito: https://www.evavittoriacammerino.it/
e su Instagram @evita_vittoria_cammerino88
Scopri Prime Minister qui: @_primeminister https://www.primeminister.it/Il suo consiglio di lettura 📚: "La città della gioia" di Dominique Lapierre
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Valentina Righetti è founder di Your Personal Trainer, una catena di micro-studi fitness oggi presente in 40 centri in tutta Italia. Ma prima di arrivare fin qui, ha dovuto fare i conti con mesi senza stipendio, un round di raccolta fondi che sembrava non chiudersi mai, e un sistema, quello italiano, in cui la parola "fallimento" pesa ancora troppo.
In questo episodio parliamo di cosa significa davvero fare l'imprenditrice in Italia: dalla scintilla durante il lockdown all'idea di business, dalla gestione del rapporto con il co-founder alle notti insonni prima che i bonifici arrivassero in banca.Valentina ci racconta anche perché non ha mai avuto paura di fallire, e come questo le ha permesso di andare avanti anche nei momenti più duri. Perché, come dice lei, "se va male, ho capito come si gioca e posso farne un'altra."
Un episodio per chi sogna di fare impresa, per chi è già nel mezzo del caos, e per chi vuole capire cosa significa costruire qualcosa di proprio in un Paese che ancora fatica a fare pace con il rischio. E soprattutto per chi vuole capire come farlo in quanto donna.
Per saperne di più su Valentina:
Linkedin: https://www.linkedin.com/in/valentinarighetti/Instagram: https://www.instagram.com/valerighet/Per saperne di più su Your Personal Trainer:
https://www.yptrainer.com/enI suoi consigli di lettura e altre risorse:
The Almanack of Naval RavikantCiao Cicci podcast -
Cosa succederebbe se lasciassi un lavoro sicuro per inseguire un sogno che coltivi da quando eri bambina?
Alessia Gazzola l'ha fatto davvero: da medico legale a scrittrice con oltre 2 milioni di copie vendute, è l'autrice di serie di successo come l'Allieva, Costanza e Miss Bee.
Ma la sua storia non è un "segui i tuoi sogni e tutto si risolverà". È una storia di resistenza emotiva e anni di costruzione graduale.In questo episodio scoprirai come è nata "la scintilla di pazzia" de L'Allieva, come l'impazienza è diventata il suo superpotere creativo, il momento in cui ha capito di poter lasciare la medicina e il suo consiglio per chi vuole lanciarsi nella scrittura.
Alessia ci parla anche della sua ultima serie Miss Bee, ambientata nella Londra degli anni '20 con atmosfere alla Agatha Christie, dei suoi progetti cinematografici (il 26 marzo è uscito il film tratto da "Non è la fine del mondo"), e ci svela la sua passione per il romantasy…
Segui Alessia su Instagram @_alessiagazzola_Guarda il trailer del film “Non è la fine del mondo” qui:
https://www.youtube.com/watch?v=k1x1vywQhDY
L'ultimo libro di Alessia:
📖 "Miss Bee e il giardino avvelenato" (Longanesi, 2025) - il quarto capitolo delle avventure di Beatrice Bernabò nella Londra del 1925.
👉 Acquistalo qui: https://www.longanesi.it/libri/alessia-gazzola-miss-bee-e-il-giardino-avvelenato-9788830464063/
Il consiglio di lettura di Alessia:
📚 "Ho un castello nel cuore" di Dodie Smith (l'autrice de La Carica dei 101) - un piccolo classico inglese ambientato negli anni '30, consigliato anche da Queen Camilla. -
Roma, 1611. Artemisia Gentileschi ha 17 anni, un talento straordinario e un futuro davanti a sé. Poi, in una notte di maggio, il suo insegnante di pittura entra nella sua stanza e chiude la porta a chiave...
Quello che succede dopo è una storia di violenza, ma anche di coraggio straordinario: il processo, la tortura alle dita (le mani con cui dipingeva!) e quelle tre parole ripetute davanti ai giudici: "È vero. È vero. È vero."
In questo episodio raccontiamo come Artemisia non solo sopravvisse a tutto questo, ma costruì una carriera internazionale tra Roma, Firenze, Venezia, Londra e Napoli — diventando la prima donna nella storia ad entrare nell'Accademia del Disegno di Firenze, e lavorando per i Medici e per Carlo I d'Inghilterra.
Parliamo anche del matrimonio riparatore, rimasto legge in Italia fino al 1981. E di cosa significa oggi raccogliere l'eredità di una donna come Artemisia.
Fonti:
Ferraretto, L. — Università Ca' Foscari: https://www.unive.it/pag/fileadmin/user_upload/dipartimenti/DSLCC/documenti/DEP/numeri/n27/01_Ric_1-Ferraretto.pdfDe Benedetti, F. — Il processo di Artemisia: https://francodebenedetti.it/il-processo-di-artemisia/Lettere di Artemisia (precedute dagli Atti del processo per stupro): https://www.amazon.it/Lettere-precedute-«Atti-processo-stupro»/dp/B0B28MYRLD -
ICONICHE è il podcast che dà voce alle storie delle donne che hanno avuto il coraggio di rompere gli schemi: quelle del passato, che hanno cambiato il mondo spesso nell’ombra, e quelle di oggi, che lo stanno trasformando alla luce del presente.