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In questa puntata de L’Indolente, Francesco Zappino dialoga, in occasione del festival Ciclopica, con Massimo Donà a partire dal libro "La filosofia di Lucio Battisti" (Mimesis, 2025).
Dimenticate l'immagine del semplice "cantante di musica leggera": in questo episodio esploriamo un Battisti inedito, sperimentatore e intellettuale. Abbiamo discusso di come abbia rivoluzionato e decostruito la forma canzone (la rigida griglia strofa-ritornello), operando una rottura sovversiva paragonabile a quella di Jacques Derrida con il logocentrismo.
Massimo Donà è professore ordinario di Filosofia Teoretica presso la Facoltà di Filosofia dell’Università San Raffaele di Milano e musicista
Un ringraziamento al festival Ciclopica Giganti in collina - Festival di letteratura, arte e filosofia.
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In questa puntata de L’Indolente, Francesco Zappino dialoga con Domenico Ingenito, in occasione del festival Ciclopica, per discutere di poesia persiana, Sa'di e il loro rapporto tra corpo e anima.Domenico Ingenito, professore di Studi iranici e Letteratura persiana premoderna presso la University of California, Los Angeles, Bahari Fellow nelle Arti del Libro persiane presso le Bodleian Libraries, membro del corpo docente del Pourdavoud Center for the Study of the Iranian World ed è stato direttore del Programma sull’Asia Centrale della UCLA dal 2016 al 2021.Un ringraziamento al festival Ciclopica Giganti in collina - Festival di letteratura, arte e filosofia.Canale YouTube: https://www.youtube.com/@ameliaciclopicaSito: https://www.ameliaciclopica.itInstagram: https://www.instagram.com/ciclopicafestival/Contatti L'IndolenteInstagram: https://www.instagram.com/indolentepodcast/Spotify: https://open.spotify.com/show/4YOqzmgazMPOWo3q5C0lW9?si=5daea6a8728848eb
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In questa puntata de L’Indolente, Francesco Zappino dialoga con Gabriella Dal Lago a partire dal libro "Giorni futuri" (Einaudi, 2026). Un romanzo che ci mette di fronte a uno specchio generazionale, costringendoci a guardare la distanza tra la foto di classe del liceo e la versione di noi stessi a trent'anni.Insieme abbiamo esplorato il disorientamento dei trentenni di oggi: abbiamo discusso di quanto sia pericoloso restare intrappolati nell'immagine di chi eravamo al liceo e di come il mito del "piano di vita perfetto" sia ormai un'illusione.Gabriella Dal Lago è nata a Torino nel 1992. Suoi articoli e interviste sono apparsi su «Vogue», «Lucy. Sulla cultura», «L'Indice dei libri del mese». Ha scritto testi per cataloghi e mostre, e pubblicato racconti per riviste italiane e internazionali. Il suo ultimo romanzo è Estate caldissima, pubblicato da 66thand2nd nel 2023. Per Einaudi è uscito nel 2024 il saggio Le piú brave. Competizione e sorellanza tra le prime della classe nella collana dei Quanti. Giorni futuri (Einaudi 2026) è già in corso di traduzione in numerosi Paesi.
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In questa puntata de L’Indolente, Francesco Zappino dialoga con Elena Rui a partire dal libro "Vedove di Camus" (L'orma editore, 2025). Un libro che ci riporta al 4 gennaio 1960, giorno in cui il Premio Nobel Albert Camus perse tragicamente la vita in un incidente d'auto. Al centro della conversazione, però, non c'è lo scrittore, ma il riflesso della sua assenza negli occhi delle donne che lo hanno amato. le storie di quattro donna unite da una perdita comune.Esploriamo l'eredità emotiva e i segreti del grande scrittore attraverso gli occhi di chi lo ha amato. Tra rigore storico e immaginazione narrativa, ci addentriamo nelle vite complesse di quattro donne: la moglie legittima Francine e le tre inseparabili amanti, Catherine, Mette e Maria.Elena Rui, nata a Padova nel 1980, vive in Francia dal 2005. Ha insegnato italiano ad Albi, Tolosa e Parigi. Ha già pubblicato "La famiglia degli altri" (Garzanti, 2021) e la raccolta di racconti "Affetti non desiderati "(Arkadia, 2024). "Vedove di Camus" è il suo ultimo romanzo.
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In questa puntata de L’Indolente, Francesco Zappino dialoga con Luca Cena a partire dal libro "Un destino già scritto. Storie di libri che hanno sfidato l'oblio" (Sperling & Kupfer, 2026). Un libro che racconta le storie avventurose di alcuni libri.Guidati dalla voce di Luca Cena, ci addentriamo nel mistero insondabile della pagina scritta, sfogliando il catalogo di sventure e miracoli che governa la vita segreta dei romanzi. Il volume cartaceo si spoglia della sua semplice funzione di oggetto per svelarsi come testimone tangibile delle battaglie, dei fallimenti e delle rinascite di chi lo ha concepito.Luca Cena è libraio antiquario e divulgatore. È il titolare di un’importante libreria nel cuore di Torino e nel 2023 ha iniziato a pubblicare video su TikTok, Instagram e YouTube. Da allora, ogni giorno parla di libri antichi e rari a un numero sempre più vasto di persone ed è diventato sui social un punto di riferimento nel suo settore. Nel 2024 ha pubblicato per Mondadori "Il Biblionauta."Canale YouTube: @cenaluca
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In questa puntata de L’Indolente, Francesco Zappino dialoga con Franco Arminio a partire dal libro "L'incredibile non si può dire a tutti" (Rizzoli, 2026). Un libro che mette in evidenza come in quest'epoca la scelta più semplice è sempre quella di schermarsi nell'indifferenza restiamo, ostinatamente, divisi tra la paura e l'amore.Insieme al poeta compiamo un viaggio profondo tra la vulnerabilità e la forza della parola, riscoprendo la grande innocenza del nostro corpo: non più una macchina performante da testare, ma lo strumento essenziale per ascoltare il mistero dell'esistenza. Discutiamo dell'urgenza di un "ritorno al romanticismo" per sconfiggere le grandi malattie del nostro tempo e scopriamo come l'amore, dai tormenti giovanili fino agli slanci imprevisti e clandestini della terza età, si confermi il "posto giusto per farsi male", ma anche la nostra vocazione più autentica.Franco Arminio è nato a Bisaccia, in Irpinia d’Oriente. Come poeta e prosatore ha pubblicato più di trenta libri, che hanno raggiunto tanti lettori.
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In questa puntata de L’Indolente, Francesco Zappino dialoga con Giulio Zambon a partire dal libro "Le parole affilate" (Piemme, 2026). Un libro che attraversa il linguaggio non come semplice strumento, ma come qualcosa che ci costruisce, ci espone, ci ferisce e a volte ci salva.
Insieme a lui ci immergiamo in un viaggio profondo tra la vulnerabilità della poesia, il recupero di voci letterarie soffocate dalla storia e una riflessione senza filtri su come i classici dovrebbero essere insegnati a scuola, restituendo loro la carne, il sangue e lo scandalo originari.Giulio Zambon nasce nel 1998 a Thiene, nel vicentino, e vive a Ferrara. È laureato in Italianistica e diplomato in Pianoforte. È stato libraio, direttore di una piccola collana di poesia, docente di musica e maestro di palco presso il Teatro Comunale ferrarese. Oggi insegna letteratura italiana nelle scuole e si occupa di divulgazione di poesia sui social. Sue poesie sono apparse nel n. 25 della rivista Poesia di Crocetti e hanno ricevuto premi e menzioni, tra cui una menzione presso il Concorso "Facoltà di Poesia" dell'Università di Siena (2022) e il premio "Niccolò Bizzarri" di Firenze (sempre 2022).
Un ringraziamento al festival Un'Isola In Rete.
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In questa puntata de L’Indolente, Francesco Zappino dialoga con Edoardo Camurri a partire dal libro "La vita che brucia" (Timeo†*, 2025). Un libro che non è un manuale, ma un fenomeno atmosferico.In un'epoca che ci vuole performanti, lineari e proprietari persino dei nostri dolori, Camurri ci invita a un'espropriazione radicale. Ci invita a guardare la nostra biografia per trovarvi, paradossalmente, un bagliore di eternità.Giorgiomaria Cornelio (1997) è poeta, scrittore, regista e redattore di «Nazione Indiana». Ha pubblicato La consegna delle braci (Luca Sossella Editore, 2021, Premio Fondazione Primoli) e, con Edizioni Tlon, La specie storta (2023, Premio Montano, Premio Gozzano) e Fossili di rivolta (2024). Ha curato, come GMC, il catalogo Ogni creatura è un popolo (Nero Editions, 2025). Ha codiretto la Trilogia dei viandanti (2016–2020), presentata in numerosi festival cinematografici e spazi espositivi. Suoi interventi sono apparsi su diverse riviste, tra cui «Il Tascabile», «L’Indiscreto», «doppiozero» e «Antinomie». La traduzione di alcune sue poesie scelte, a cura di Moira Egan, ha vinto la Raiziss/De Palchi Fellowship della Academy of American Poets. Cura il progetto Edizioni Volatili ed è il direttore artistico della festa I fumi della fornace.
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In questa puntata de L’Indolente, Francesco Zappino dialoga con Giorgiomaria Cornelio a partire dal libro "L'ufficio delle tenebre" (Tlon, 2025). Un libro scritto scritto tra le rovine di una fabbrica e la fine di una civiltà.L'autore prova a parlare dal fondo del collasso senza trasformarlo in spettacolo; che attraversa la rovina industriale, la memoria politica e la fine dell’eccezionalismo umano cercando, dentro le macerie, una lingua ancora capace di nominare il viventeGiorgiomaria Cornelio (1997) è poeta, scrittore, regista e redattore di «Nazione Indiana». Ha pubblicato La consegna delle braci (Luca Sossella Editore, 2021, Premio Fondazione Primoli) e, con Edizioni Tlon, La specie storta (2023, Premio Montano, Premio Gozzano) e Fossili di rivolta (2024). Ha curato, come GMC, il catalogo Ogni creatura è un popolo (Nero Editions, 2025). Ha codiretto la Trilogia dei viandanti (2016–2020), presentata in numerosi festival cinematografici e spazi espositivi. Suoi interventi sono apparsi su diverse riviste, tra cui «Il Tascabile», «L’Indiscreto», «doppiozero» e «Antinomie». La traduzione di alcune sue poesie scelte, a cura di Moira Egan, ha vinto la Raiziss/De Palchi Fellowship della Academy of American Poets. Cura il progetto Edizioni Volatili ed è il direttore artistico della festa I fumi della fornace.
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In questa puntata de L’Indolente, Francesco Zappino dialoga con Veronica Raimo a partire dal libro "Non scrivere di me" (Einaudi, 2026).
Un'esplorazione di come il desiderio possa diventare una prigione auto-impostaIl dialogo si addentra nelle pieghe di una vita rimasta in sospeso per oltre dieci anni. La protagonista, S., è una trentacinquenne che lavora come cameriera in un bar di Roma, ma la sua vera occupazione è stata, per lungo tempo, quella di fare la guardia a un ricordo. L'oggetto della sua devozione è Dennis May, un attore e regista di culto, la cui morte improvvisa agisce come il detonatore di una narrazione che scava nel fallimento, nella vergogna e nell'ambiguità del ruolo di vittima.
Veronica Raimo è nata a Roma nel 1978. Scrittrice e traduttrice, collabora con diverse testate. Ha tradotto, tra gli altri, F. Scott Fitzgerald, Octavia E. Butler, Ray Bradbury e Ursula K. Le Guin. Per Einaudi ha pubblicato il romanzo "Niente di vero" (2022 e 2024, Premio Strega Giovani, Premio Viareggio Rèpaci, longlisted all'International Booker Prize), tradotto in diversi paesi, la raccolta di racconti "La vita è breve, eccetera" (2023 e 2025, Premio Chiara, Premio Scuola Karenin, Premio Fucini), e "Non scrivere di m"e (2026). Ha scritto i romanzi: "Il dolore secondo Matteo" (minimum fax 2007), "Tutte le feste di domani" (Rizzoli 2013) e "Miden" (Mondadori 2018), uscito in UK, Usa e Francia. Nel 2019 ha scritto il libro di poesie Le bambinacce con Marco Rossari (Feltrinelli). I suoi racconti sono apparsi su diverse antologie e riviste, sia in Italia che all'estero. Ha cosceneggiato il film "Bella addormentata" (2012) di Marco Bellocchio. Si occupa di giornalismo culturale per diverse testate.
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In questa puntata de L’Indolente, Francesco Zappino dialoga con Paolo Sortino a partire dal libro "Amanti elementari" (Einaudi, 2026). Un'archeologia del desiderio e della consapevolezza. L'autore ci porta in un tempo 'profondo', dove la natura non è uno sfondo bucolico ma una legge verde, feroce, che ordina i corpi in un coro di istinti. In questo scenario, però, accade qualcosa: un'interferenza, un errore genetico che rompe la gerarchia e fa nascere l'interiorità.Paolo Sortino è nato nel 1982 a Roma, dove vive e lavora come autore televisivo. Ha pubblicato "Elisabeth" (Einaudi 2011), "Liberal" (il Saggiatore 2015), "Demone custode" (Polidoro 2024) e "Amanti elementari" (Einaudi 2026).
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In questa puntata de L’Indolente, Francesco Zappino dialoga con Giulia Della Cioppa a partire dal libro "La mancina" (Bompiani, 2026). Un’esplorazione cruda e poetica della disciplina sportiva come recinto dell’anima, dove il tennis smette di essere un gioco per farsi geometria del corpo e della devozione paterna. Attraverso la storia della giovane Aleni, l'autrice ci conduce lungo il confine sottile tra il talento come dono e il talento come condanna.
Dalla "geometria feroce" del campo da tennis alle mani di un padre che plasma un destino predestinato, dai silenzi di una madre artista alla vulnerabilità di un corpo che parla attraverso i lividi e la fatica. Tra la ricerca di un ordine rassicurante e il richiamo insopprimibile di un'indole selvatica, questo libro attraversa la fatica di crescere e il tentativo di rispondere a una domanda fondamentale: si può davvero smettere di essere ciò che siamo stati addestrati a diventare?Giulia Della Cioppa è nata in Campania nel 1996, vive a Roma e scrive. È laureata in scienze cognitive con una tesi in filosofia estetica.
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In questa puntata de L’Indolente, Francesco Zappino dialoga con Emanuele Trevi a partire dal libro "Mia nonna e il Conte" (Solferino, 2025). Trevi ci guida attraverso la metamorfosi tardiva e sorprendente della protagonista, una donna che, dopo anni di placida e immutabile routine domestica, si apre all'inatteso stupore di un amore senile.Dal "nonnarcato" tirrenico all'erudizione disinteressata del Conte, dalle corrispondenze baudelairiane di un Sud arcaico alla scrittura intesa come puro esercizio di ammirazione, questo libro attraversa la storia di un mondo perduto e di un gesto, quello di tramandare.Emanuele Trevi, critico letterario e scrittore, collabora con le pagine culturali del «Corriere della Sera». È autore di romanzi tradotti all’estero e vincitore di numerosi premi, tra cui il Premio Strega 2021 con "Due vite" (Neri Pozza 2020).
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In questa puntata de L’Indolente, Francesco Zappino dialoga con Giacomo Petrarca a partire dal libro "Mosè. Dal mondo al libro" (Feltrinelli, 2026). Il libro è un'indagine su un "fantasma": la figura di Mosè intesa come paradigma del narrare.
Dal racconto biblico ai commentari rabbinici, dall’iconografia bizantina alle letture antigiudaiche, da Spinoza a Freud, da Kafka a Derrida, questo libro attraversa la storia di un nome, Mosè, e di un gesto, quello della scrittura.
Giacomo Petrarca (Amelia, 1986) è professore associato all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, dove insegna Metafisica e Teologia politica. I suoi interessi di ricerca intrecciano filosofia, storia culturale e pensiero ebraico.
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In questa puntata de L’Indolente, Francesco Zappino dialoga con Carmen Gallo a partire dalla raccolta poetica "Procne Machine" (Einaudi, 2026). Un'opera ibrida che mette in dubbio le nostre certezze sul rapporto tra corpo, linguaggio e trauma, suggerendoci una prospettiva spiazzante: l'antica e brutale violenza del mito ovidiano di Procne e Filomela si fa carne nel presente, calandosi nelle nostre fobie più quotidiane – come il terrore per il volo e per la minaccia che ci reclama dall'alto – per cercare, tra le macerie, la speranza di un «canto a venire».Attraverso una scrittura che fonde la forza incantatoria del verso e l'esattezza tagliente dei microsaggi in prosa, Gallo ci accompagna in un viaggio tra gli scarti della metropoli e i limiti della materia viva, attraversando le paure intime e i nascondimenti del corpo.Carmen Gallo, poetessa, anglista e traduttrice, insegna Letteratura inglese alla Sapienza Università di Roma. Ha curato e tradotto opere di William Shakespeare e T.S. Eliot.
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In questa puntata de L’Indolente, Francesco Zappino dialoga con Giorgio Ficara a partire dal saggio "Il padre sulle spalle. Debolezza del patriarcato in letteratura" (Einaudi, 2025). Andando controcorrente rispetto alla percezione comune, l'autore svela un'insospettabile fragilità del canone occidentale: la celebre e temuta «legge del padre», con tutta la sua forza e il suo dominio, si scontra infatti con una lunga tradizione di padri deboli, malinconici, sentimentali o tragicamente assenti.Attraverso un'indagine che fonde l'esplorazione del mito e la finezza dell'analisi letteraria, Ficara ci accompagna in un viaggio nello spazio e nel tempo della nostra cultura, attraversando i segreti e i complessi legami tra generazioni: dal peso e dalla solitudine di Enea orfano di Anchise, fino all'inattesa dolcezza protettiva di Monaldo Leopardi.Giorgio Ficara scrittore e saggista, è professore emerito di letteratura italiana all'Università di Torino. Ha insegnato negli Stati Uniti a Ucla, Stanford e alla Columbia University.
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In questa puntata de L’Indolente, Francesco Zappino dialoga con Marcello Fois a partire dal romanzo "L'immensa distrazione" (Einaudi, 2025). L'idea spiazzante che l'intera esistenza terrena, densa di fatiche e trionfi, si riduca in fondo a una magnifica illusione per distoglierci dall'inevitabilità della fine.Attraverso una narrazione che fonde l'epica familiare e la spietatezza del reale, Fois ci accompagna in un viaggio nello spazio e nel tempo della Bassa padana, attraversando i segreti e le cicatrici del Novecento italiano.Marcello Fois (1960) è uno scrittore, commediografo e sceneggiatore nato a Nuoro e residente a Bologna. Considerato una delle voci più potenti della narrativa italiana contemporanea, esplora da decenni le radici storiche e sociali del nostro Paese, dalla Sardegna della trilogia dei Chironi alle pianure emiliane.Autore storico di casa Einaudi, i suoi libri sono tradotti in numerose lingue.
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In questa puntata de L’Indolente, Francesco Zappino dialoga con Federico Campagna a partire dal saggio "Altrimondi. Lezioni dal passato per sopravvivere alla Storia" (Einaudi, 2026). Un'opera visionaria che trasforma le nostre paure sul collasso della civiltà: la fine del mondo è già avvenuta più volte, eppure qualcuno è sempre sopravvissutoAttraverso una narrazione che fonde storia, filosofia e mito, Campagna ci accompagna in un viaggio nello spazio e nel tempo del Mediterraneo, dalla Mesopotamia antica fino alle tragedie del Novecento. Il dialogo esplora come, di fronte a mondi in rovina, l'essere umano abbia sempre coltivato la capacità di emigrare non solo fisicamente, ma anche attraverso il simbolo e l'immaginazione. Un invito a "disertare" le apocalissi del presente per costruire nuove geografie del possibile e trovare uno spazio in cui sia ancora possibile condurre una vita degna.Federico Campagna (1984) è un filosofo italiano residente a Londra. Il suo pensiero si muove tra la metafisica, gli studi culturali e la teologia. Insegna Filosofia all'università ECAL di Losanna e al Royal College of Art a Londra, è fellow del Warburg Institute di Londra, dirige la scuola di arte e filosofia Agora a Ginevra, e lavora presso gli editori Verso Books e Timeo. Ha ottenuto un dottorato presso il Royal College of Art di Londra sul rapporto fra la tradizione metafisica e il design dei mondi virtuali.
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In questa puntata de L’Indolente, Francesco Zappino dialoga con Giulia Lombezzi a partire dal libro "L'estate che ho ucciso mio nonno" (Bollati Boringhieri, 2025). Un romanzo potente e tagliente dove vengono minate le nostre certezze sui legami di sangue: sfidando il tabù della famiglia e l'intoccabilità della vecchiaia, l'opera ci mostra come, a volte, l'amore nasconda demoni e cicatrici impossibili da ignorare.Attraverso la voce sarcastica e fragilissima della sedicenne Alice, Lombezzi ci insegna a guardare oltre le ipocrisie del focolare domestico. L'arrivo in casa del nonno vedovo porta alla luce un despota brutale, capace di ridurre in totale asservimento la madre della ragazza. Il dialogo spazia dalla complessità e ferocia dell'adolescenza al peso dei traumi intergenerazionali.Giulia Lombezzi, nata a Milano nel 1987, è drammaturga, sceneggiatrice e scrittrice. È stata finalista al premio Calvino 2020 col suo primo romanzo, "La sostanza instabile" (2021), premio Kihlgren Opera Prima nel 2022. Collabora con, tra gli altri, il Piccolo Teatro Grassi, il LAC di Lugano e l’Iranshahr Playhouse di Teheran. È tra gli autori del podcast di Storytel Mi dica tutto. Insegna presso la NABA e la Scuola Belleville di Milano e la Scuola Holden di Torino. "L'estate che ho ucciso mio nonno" l'ha consacrata come una delle voci più interessanti e autentiche della giovane narrativa italiana.
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In questa puntata de L’Indolente, Francesco Zappino dialoga con Carlo Ginzburg a partire dal libro "Il vincolo della vergogna. Letture oblique" (Adelphi, 2026), Un'opera che ribalta le nostre certezze sull'identità: il paese a cui apparteniamo non è quello che amiamo, ma quello di cui siamo capaci di vergognarci. La vergogna si rivela così non un semplice senso di colpa privato, ma un potente vincolo politico e collettivo.
Attraverso l'arte della "lettura obliqua", Ginzburg ci insegna a partire da dettagli marginali e anomalie per svelare connessioni storiche inaspettate. Il dialogo spazia dalle dittature del Novecento alle sfide attuali delle fake news, mostrando come "leggere tra le righe" il passato sia essenziale per decifrare le ambiguità del nostro presente.
Carlo Ginzburg è uno storico di fama internazionale e pioniere indiscusso della microstoria. Tra le sue opere ricordiamo "Il formaggio e i vermi" (Einaudi, 1976) e "Storia notturna. Una decifrazione della sabba" (Einaudi, 1989), entrambi ripubblicati per Adelphi.
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