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  • CORONAVIRUS, RX TORACE SVELA MALATTIA NEGLI ASINTOMATICI

    È stata pubblicata sulla rivista Radiology un’indagine realizzata
    dall’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano – in collaborazione
    con le Università degli Studi di Milano, Pavia e Palermo, il centro
    Medical Radiologico di Codogno e la Radiologia della Casa di Cura San
    Camillo di Cremona – che documenta in maniera dettagliata la
    compromissione polmonare in soggetti non sintomatici o poco
    sintomatici per COVID-19 nella “zona rossa” del lodigiano.

    In una sola settimana è stato riscontrato come 100 radiografie al
    torace su 170 (circa il 60%) presentavano immagini riconducibili a una
    polmonite interstiziale bilaterale, quindi altamente sospette e
    riferibili alla polmonite correlata al COVID-19. Il coinvolgimento era
    bilaterale in tutti i casi: nel 54% dei pazienti il coinvolgimento era
    simmetrico, mentre le anomalie ai raggi X al torace erano maggiori su
    un lato del torace nel 46% dei casi.




    ISS CORONAVIRUS, CONSIGLI PRATICI SU USO E PULIZIA DELL'AUTOMOBILE

    L’Istituto superiore di sanità ha realizzato un poster di consigli
    pratici e raccomandazioni per viaggiare in sicurezza e per sanificare
    la propria auto dalla presenza del coronavirus.

    Dopo aver guidato o essere stati dentro un autoveicolo lavarsi sempre
    le mani e non toccarsi occhi, naso e bocca;

    L’utilizzo delle mascherine non è necessario se si viaggia da soli, ma
    lo diventa se si è insieme a persone che non convivono nella stessa
    abitazione o che hanno sintomi respiratori;

    All’interno dell’auto mantenenere distanza di sicurezza, (il
    passeggero deve sedersi sul sedile posteriore) e, se possibile, tenere
    aperto il finestrino.

    Gli altri consigli per le auto in car sharing e sulle tecniche di
    pulizia sono su salutedomani.com

    IPPOLITO (SPALLANZANI): «SERVE UN PATTO TRA GENERAZIONI»

    «Proteggere gli anziani significa solo mantenere le distanze di
    sicurezza e indossare le mascherine. Va definito un nuovo modello di
    rapporti, intanto facendo un patto tra generazioni - spiega
    all'agenzia Dire Giuseppe Ippolito, direttore scientifico
    dell'Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani
    di Roma e membro del Comitato tecnico-scientifico che supporta la
    Protezione civile- Non si puo' pensare di tenere il Paese totalmente
    chiuso, pero' ci vuole molta attenzione e i numeri devono essere la
    nostra bussola nelle decisioni. Ogni apertura significa per i
    cittadini del Paese assumersi un po' di rischio, sara' compito nostro
    capire quante ulteriori limitazioni e ulteriori rischi siamo pronti ad
    accettare».

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    info: http://www.salutedomani.com/results/coronavirus


  • Coronavirus isolato in lacrime paziente all'Istituto Spallanzani di Roma

    Il virus SARS-CoV-2, responsabile della pandemia COVID-19, e' attivo anche nelle secrezioni oculari dei pazienti positivi al virus. Partendo da un tampone oculare prelevato tre giorni dopo il ricovero da una paziente positiva al virus, presso l'ospedale Spallanzani di Roma alla fine di gennaio e che presentava una congiuntivite bilaterale, i ricercatori sono riusciti a isolare il virus, dimostrando cosi' che e' in grado di replicarsi anche nelle congiuntive oltre che nell'apparato respiratorio. Si tratta di una scoperta che ha importanti implicazioni anche sul piano della salute pubblica,  La ricerca dello Spallanzani ha inoltre evidenziato che i tamponi oculari possono essere positivi quando invece quelli del distretto respiratorio non mostrano piu' tracce del virus: i campioni respiratori della paziente, infatti, a 3 settimane dal ricovero risultavano ormai negativi mentre il campione oculare era ancora debolmente positivo fino a 27 giorni dal ricovero.

    Coronavirus, acque di scarico indicatore di focolai epidemici

    "Il materiale genetico del virus Sars-Cov-2 puo' essere trovato nelle acque di scarico, permettendo quindi di usare questo tipo di campionamento come 'spia' della presenza di un focolaio epidemico".
    Lo suggerisce uno studio condotto a Roma e a Milano dal gruppo guidato da Giuseppina La Rosa del Reparto di Qualita' dell'Acqua e Salute del Dipartimento Ambiente e Salute dell'Istituto Superiore di Sanita, che sarà pubblicato a breve. Il ritrovamento del virus nelle acque di scarico non rappresenta un rischio per la salute ma il risultato rafforza le prospettive di usare il controllo delle acque in fognatura dei centri urbani come strumento non invasivo, per rilevare precocemente la presenza di infezioni nella popolazione. Nella fase 2 la sorveglianza potra' essere utilizzata per monitorare in modo indiretto la circolazione del virus ed evidenziare precocemente una sua eventuale ricomparsa, consentendo quindi di riconoscere e circoscrivere piu' rapidamente eventuali nuovi focolai epidemici.Si tratta di una strategia già usata per altri virus.

    Coronavirus e apparato gastrointestinale

    Qual è l'impatto del virus Sars-Cov-2 sull'apparato gastrointestinale? Ce lo spiega Ludovico Abenavoli, professore associato di Gastroenterologia e Direttore della Scuola di Specializzazione in
    Gastroenterologia presso l’Università della Magna Graecia di Catanzaro

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  • FEDEMO: “RESTIAMO A CASA MA LOTTIAMO INSIEME". GIORNATA MONDIALE DELL'EMOFILIA 2020

    In occasionedella XVI Giornata Mondiale dell’Emofilia e in un grave momento di emergenza nazionale, dovuta alla diffusione del coronavirus, la Federazione delle Associazioni Emofilici (FedEmo) lancia un appello: “I pazienti emofilici non sono tutti uguali e non esiste una cura uguale per tutti. Ora più che mai c’è bisogno di cure appropriate e personalizzate, perché le difficoltà legate a una patologia preesistente non scompaiono in questo momento di emergenza nazionale, Ribadiamo “il principio della non equivalenza terapeutica in emofilia”. In Europa si stimano circa 32.000 persone affette da emoflia A o B.

    Se in un individuo sano la fuoriuscita di sangue dai vasi sanguigni si arresta rapidamente, chi è colpito da emoflia è soggetto a numerose emorragie, anche spontanee, dovute a un deficit delle proteine coinvolte nel processo della coagulazione.

    Per l’Emofilia si ricorre alla terapia sostitutiva, cioè nella somministrazione del fattore mancante. Da qualche anno è allo studio una nuovissima terapia che in futuro potrebbe portare alla completa risoluzione della patologia. Si tratta della terapia genica, che promette di evitare, per diversi anni, al paziente emofilico le infusioni del fattore della coagulazione mancante.

    TERAPIA MELANOMA: AIFA APPROVA ASSOCIAZIONE ENCORAFENIB/ BINIMETINIB E MIGLIORA LA SOPRAVVIVENZA

    L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha approvato la rimborsabilità di encorafenib in associazione con binimetinib nei pazienti con melanoma inoperabile o metastatico con mutazione del gene BRAFV600.

    In Italia circa 1.000 persone ogni anno potranno beneficiare di questa nuova terapia mirata, che ha proprietà farmacologiche innovative e peculiari. È infatti in grado di migliorare la sopravvivenza globale e la sopravvivenza libera da progressione, con un buon profilo di sicurezza e tollerabilità.

    Per il prof. Paolo Ascierto, Direttore del Dipartimento di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell’Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione ‘Pascale’ di Napoli, L’incidenza del melanoma, un tumore della pelle particolarmente aggressivo in fase metastatica, è raddoppiata nell’ultimo decennio. Nel 2019, in Italia, sono stati stimati 12.300 nuovi casi, di cui circa il 50% presenta la mutazione del gene BRAF.

    CORONAVIRUS E VITA FORZATA IN CASA. "SALTATI I PUNTI DI RIFERIMENTO DEL PASSATO. SI VIVE IN UN LIMBO"

    Le parole della dottoressa Angela Maria De Marco, medico psichiatra a Roma. L'intervista completa è in edicola sul settimanale 'Così'.

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  • Uno studio USA dell'NIH per cercare anticorpi su 10mila volontari, attraverso test sierologici, e poi l'impatto psicologico di chi è costretto a stare in casa e vive tra dubbi e speranze di tornare alla normalità.
    E ancora, come poter far trascorrere giornate impegnate e serene ai bambini? Ci sono i consigli dei pediatri. E poi le indagini sul sangue che partiranno nella Regione Lazio, e i vaccini conto il coronavirus e tanto altro ancora nell'intervista di Salutedomani ai microfoni di RadioRadio.

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  • -SLA: Scoperta diagnosi precoce. Studio Istc-CNR, Molinette, Irmet

    Dimostrata per la prima volta la possibilità di diagnosticare precocemente la Sla con un esame di tomografia ad emissione di positroni (Pet) mediante un tracciante analogo al glucosio (18F-Fdg) utilizzato nella pratica clinica dai centri di medicina nucleare.
    A raggiungere il risultato, pubblicato sulla rivista 'Neurology', un gruppo di ricerca italiano che coinvolge l’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Consiglio nazionale delle ricerche (Istc-Cnr) di Roma. Hanno collaborato il Centro Pet Irmet di Torino e il Centro SLA dell’Azienda ospedaliero universitaria Città della salute e della scienza e Dipartimento di neuroscienze dell’Università degli Studi di Torino.
    Questa tecnica permette di raggiungere un’accuratezza diagnostica del 95% e rappresenta un passo importante per lo sviluppo nella diagnosi precoce della malattia. Finora poteva essere diagnosticata esclusivamente attraverso l’indagine clinica e con il supporto di metodiche neurofisiologiche e pertanto richiedeva un lungo periodo di osservazione. L’accelerazione e la maggiore accuratezza della diagnosi di Sla sono fondamentali oltre che per la certezza di reclutare nei trial clinici pazienti con diagnosi confermata anche per lo sviluppo di nuove terapie e per l’identificazione di possibili familiarità sulle quali intervenire precocemente.

    -Fibrosi polmonare idiopatica: Roche compra InterMune per 8,3 miliardi di dollari

    Roche ha acquistato per 8,3 miliardi di dollari il gruppo InterMune. L'acquisto è di 74 dollari per azione. L'offerta è un premio del 38% rispetto al prezzo di chiusura di InterMune di venerdì scorso e del 63% rispetto a quello del 12 agosto. InterMune è una società di biotecnolgia con sede a Brisbane, California, focalizzata sulla ricerca, sviluppo e commercializzazione di terapie innovative in pneumologia e malattie fibrotiche; permetterà a Roche di ampliare e rafforzare il proprio portafoglio nell'area respiratoria a livello globale. Pirfenidone è il prodotto principale di Intermune, terapia per la fibrosi polmonare idiopatica (IPF), malattia progressiva, irreversibile e infine fatale, caratterizzata da progressiva perdita della funzione polmonare a causa di fibrosi o cicatrici.

    -Suicidio assistito: aumentano i casi di stranieri in Svizzera. 500% in piu' gli italiani in 4 anni

    Aumentano i casi di suicidio assistito in Svizzera di persone non residenti nel paese Elvetico. Si tratta di casi anche non legati a malattie fatali. Lo afferma uno studio dell'Università di Zurigo e del Centro di Psichiatria di Münsingen, pubblicato sul 'Journal of Medical Ethics'.
    Aumenti evidenti in particolare per l'Italia, dove si è passati dai 4 casi del 2008 ai 22 del 2012 e in Francia (7 casi nel 2009 e 19 nel 2012). Il numero di 'turisti per il suicidio assistito' è raddoppiato nell'arco di appena quattro anni, specialimente di persone provenienti dalla Germania e dal Regno Unito, per malattie neurologiche come paralisi, sclerosi laterale amiotrofica, Parkinson, sclerosi multipla. Queste malattie rappresentano la maggior parte dei casi riportati.
    Le malattie neoplastiche si fermano al 37% dei casi tra il 2008 e il 2012, un 10% in meno rispetto al passato. Le malattie reumatiche e del tessuto connettivo, come l'artrite reumatoide e l'osteoporosi, sono il 25% dei casi analizzati contro il 10 % di quelli registrati tra il 1990 e il 2000, seguono quelle cardiovascolari. Il 28% dei casi riporta più di una malattia per la scelta del suicidio assistito.
    La ricerca mostra che 611 non residenti in Svizzera sono stati aiutati a morire tra il 2008 e il 2012 con un'età compresa tra i 23 e i 97 anni e una media di 69 anni. Il 58,5% è donna.
    In tutto quindi si sono rivolti alla Svizzera i malati di 31 nazioni tra il 2008 e il 2012: 268 dalla Germania, 126 dal Regno Unito, 66 dalla Francia, 44 dall'Italia, 21 dagli USA, 13 dall'Austria, 12 dal Canada, 8 da Spagna e Israele.

    -Staminali e metastasi, scoperta la proteina diapason: sente vibrare le cellule e le rende plastiche

    Una ricerca interdisciplinare condotta dall’IFOM e dall’Università Statale di Milano in collaborazione con la National University of Singapore e con il Danish Cancer Society Research Center di Copenaghen, individua in ATR, proteina sensore nota per la sua funzione di difesa del DNA e di oncosoppressore, il motore della plasticità della cellula. Un ruolo del tutto inatteso che ha importanti implicazioni per la comprensione delle metastasi e delle cellule staminali. La scoperta, pubblicata su Cell, è stata ottenuta nei laboratori dell'Ifom di Milano grazie all’abbinamento interdisciplinare di microscopia avanzata, tecniche di ingegneria meccanica ed elettrofisiologia. Il protagonista della scoperta è la proteina ATR. Ogni volta che le nostre cellule subiscono uno stress meccanico, proveniente dal nucleo o dall’esterno della membrana, ATR è capace di avvertire come un diapason queste vibrazioni meccaniche e si attiva immediatamente, posizionandosi sulle membrane nucleari e conferendo plasticità alla cellula per tutelarla dallo stress.


  • -CHERATOSI ATTINICA: PRONTA GUARIGIONE CON IL GEL

    Un ciclo di terapia di due o tre giorni con un’unica somministrazione topica quotidiana, per trattare rapidamente le lesioni da cheratosi attinica, malattia della cute di cui soffrono milioni di persone in Italia e nel mondo soprattutto dopo i 40 anni. Arriva in Italia il gel a base di ingenolo mebutato, frutto dell’impegno di LEO Pharma, contro questa «forma di carcinoma allo stadio iniziale o “in situ”; le lesioni attiniche sono molto antiestetiche e ciascuna potenzialmente pericolosa perché a rischio di evoluzione maligna», afferma prof. Giampiero Girolomoni, Direttore della Clinica Dermatologica dell’Università degli Studi di Verona. La cheratosi attinica è ancora poco conosciuta e sotto-diagnosticata nonostante le lesioni possano progredire nel più frequente tumore della pelle non-melanoma, ovvero il carcinoma squamocellulare invasivo (SCC). Il farmaco è rimborsato dal Sistema Sanitario Nazionale.

    -ORTICARIA, OK DALL’EUROPA PER OMALIZUMAB

    La Commissione Europea ha approvato l’utilizzo di omalizumab come terapia aggiuntiva per il trattamento dell’orticaria cronica spontanea nei pazienti adulti e adolescenti con risposta inadeguata al trattamento con antistaminici H1. La dose approvata è di 300 mg per iniezione sottocutanea ogni 4 settimane. «Il trattamento con questo anticorpo monoclonale è efficace per il controllo dei sintomi in quei pazienti che non rispondono alla terapia tradizionale con antistaminici. E’ un grande passo avanti nella cura», afferma il Prof. Paolo Pigatto, Presidente SIDAPA (Società Italiana Dermatologia Allergologica Professionale e Ambientale) in occasione del Convegno ‘Skin to live in’ di Barcellona. Si stima che la prevalenza dell’orticaria cronica nella popolazione mondiale raggiunga l’1%, e fino a due terzi di questi pazienti soffrano della forma spontanea, patologia cutanea grave e logorante, caratterizzata dalla presenza sulla pelle di lesioni o pomfi rossi, gonfi, pruriginosi e talvolta dolorosi, che insorgono e ricorrono spontaneamente per oltre 6 settimane.

    -“OCCHIO AL DIABETE”, CAMPAGNA CONTRO LE COMPLICANZE OCULARI

    Prendere coscienza dei possibili rischi che il diabete può generare alla vista. E' l'obiettivo di 'Occhio al Diabete', la campagna promossa da Diabete Italia, dedicata a informare la popolazione sulle complicanze oculari, in particolare sulla retinopatia e l'edema maculare. Il tutto si articola in diverse iniziative, tra cui il sito www.occhioaldiabete.it , e il libretto 'Detto da Noi', con le linee guida per la prevenzione e la diagnosi precoce. Sono inoltre previste locandine e materiale informativo per i centri di diabetologia. «In un paese come l’Italia, dove esistono diverse realtà sanitarie e assistenziali, una campagna informativa come la nostra diventa indispensabile per rendere il paziente più esperto e sensibile anche alle complicanze cui possono essere soggetti organi importanti come gli occhi», afferma Salvatore Caputo, Presidente di Diabete Italia.
    Due sono i fattori di rischio che influiscono maggiormente sulla manifestazione della patologia: il tempo trascorso dall’insorgenza del diabete (quanto più a lungo si soffre di diabete, tanto più alta è la probabilità di soffrire di complicanze retiniche) e lo scarso controllo della glicemia e della pressione.
    Gli specialisti consigliano il controllo della retina ogni due anni, mentre in presenza di retinopatia deve essere continuativo ed eseguito a cadenza almeno annuale; quindi l'Esame del fondo oculare, fluorangiografia e OCT.

    -ARRIVA ‘LA PILLOLA DELL’AMORE SENZA ATTESA’

    Un'efficacia prolungata, che si mantiene per oltre 6 ore dall'assunzione e che inizia ad agire entro 15 minuti; riduzione della possibilità di comparsa di effetti collaterali e una minor probabilità di interazioni con medicinali e cibi; dosaggi che non vanno “aggiustati” in caso di pazienti anziani, con diabete o con insufficienza renale. Tante caratteristiche per rendere la vita di coppia del tutto naturale. E’ quanto permette ‘Avanafil’, “la pillola dell’amore senza attesa”, presentata al congresso di urologia di Stoccolma. «Il 40-50% dei pazienti con disfunzione erettile non ottiene una vita sessuale pienamente soddisfacente e abbandona presto la terapia– spiega Vincenzo Mirone, Segretario Generale della Società Italiana di Urologia (SIU) – Questo accade perché le aspettative dei pazienti nei confronti del trattamento farmacologico sono molteplici e non sempre le attuali pillole riescono a rispondere a tutti i bisogni. Molti pazienti cercano soluzioni più rapide, per vivere con più naturalezza il rapporto».


  • -Leucemia, Studio Florence: Febuxostat, “farmaco-spazzino” riduce i danni da chemioterapia

    Ogni anno sono oltre 25.000 gli italiani che devono fare i conti con tumori ematologici come leucemie e linfomi, guaribili oggi nel 70 % dei casi, ma che espongono al rischio di uno degli effetti collaterali più temibili della chemioterapia, la cosiddetta sindrome da lisi tumorale che si verifica quando tante cellule neoplastiche, distrutte dai farmaci, liberano nell'organismo sostanze tossiche per i reni, in particolare acido urico.
    Questo problema riguarda circa il 3-20% dei malati con tumori ematologici, ma l'incidenza sale fino al 30% negli under 18. Prevenire la lisi, che può provocare insufficienza renale in circa il 30% dei casi e nel 5% dei pazienti essere addirittura mortale, potrebbe presto diventare più semplice con febuxostat, un farmaco già ampiamente usato per ridurre l’acido urico nei malati di gotta: febuxostat, sicuro e ben tollerato, fin dal primo giorno di trattamento si comporta come uno “spazzino” diminuendo di circa il 30% i livelli di acido urico nel sangue rispetto all'allopurinolo, il farmaco impiegato ormai da trent'anni.
    Lo dimostrano i dati preliminari dello studio FLORENCE (Febuxostat for tumor Lysis syndrOme pREvention iN hematologiC malignanciEs), la più ampia sperimentazione clinica internazionale mai condotta in questo ambito, presentati oggi in anteprima a Firenze, la città dove lo studio è stato disegnato, con un investimento di circa 50 milioni di euro per l’intero programma di sviluppo di Febuxostat nella sindrome da lisi tumorale.

    -Negli ultimi 4 anni persi 1700 posti di specializzazione

    “In Italia negli ultimi 4 anni abbiamo perso 1.700 posti destinati alle scuole di specializzazione. I posti sono circa la metà di quelli necessari. Siamo in controtendenza rispetto al resto dell'Europa e del mondo che richiede specializzazione e cultura per la scienza. Rischiamo di laureare ottimi professionisti ma perdere tutti i potenziali scienziati e innovatori”.
    Lo ha dichiarato Andrea Lenzi, Presidente del Consiglio universitario nazionale, Cun, Ordinario di endocrinologia alla Sapienza Università di Roma in occasione dell’appuntamento annuale che ha avuto luogo oggi in Senato, promosso dalla Fondazione Lilly nell’ambito del progetto “La Ricerca in Italia: un’Idea per il Futuro”. L’iniziativa, arrivata ormai alla sua sesta edizione, è tesa a favorire la cultura della ricerca in Italia proponendo un nuovo modello basato su meritocrazia, trasparenza e valorizzazione economica. Anche quest’anno la Fondazione Lilly ha confermato il suo impegno assegnando una borsa di studio a un giovane ricercatore e aprendo il nuovo bando di ricerca.

    -Diabete: Ridurre il rischio di ipoglicemia

    Campagna MSD “L’educazione innanzitutto”
    Per le persone con diabete, la gestione delle crisi ipoglicemiche è un obiettivo imprescindibile, di cui spesso il paziente è poco a conoscenza e per il quale è necessaria una consapevolezza più diffusa.A 7 anni dal lancio di sitagliptin, MSD Primary Care Diabete presenta “L’educazione innanzitutto”, un nuovo progetto educazionale che ha come obiettivo quello di informare sulla consapevolezza del problema ipoglicemia, sulle complicanze ad essa associate e sul ruolo della sua corretta gestione. La campagna prende avvio con il lancio di un cortometraggio, interpretato dagli attori Enzo Decaro e Marta Zoffoli, che pone l’accento sui rischi che derivano dal sottovalutare l'ipoglicemia. Il cortometraggio si rivolge alle persone con diabete con la finalità educazionale di far comprendere cosa sia l'ipoglicemia e quali siano le complicanze ad essa associate. Il corto vuole inoltre essere uno spunto di riflessione per i medici e gli esperti di diabetologia circa l'importanza della consapevolezza da parte dei pazienti del problema ipoglicemia e la necessità di una sua corretta gestione.

    -Un palloncino per ridurre la fame

    In Italia il 25% dei bambini è in sovrappeso, mentre il 13% è addirittura obeso. Non sempre, purtroppo, le strategie dietetiche-comportamentali riescono a mettere sotto controllo il problema per cui si rendono necessari trattamenti non convenzionali. Tra questi il metodo meno invasivo prevede l’inserimento di un palloncino che viene gonfiato all’interno dello stomaco per indurre il senso di sazietà e aiutare così il paziente a seguire una dieta più corretta e dimagrire in maniera significativa. Al Bambino Gesù di Palidoro è stata utilizzata per la prima volta in campo pediatrico una metodica che permette di posizionare i palloncini semplicemente ingoiando una pillola. Fino a poco tempo fa, infatti, questi palloncini venivano inseriti per via endoscopica, ma oggi è disponibile una procedura alternativa che permette al paziente di inghiottire semplicemente una “pillola”, del peso di appena 6 grammi, che verrà poi gonfiata all’interno dello stomaco attraverso un sottile tubicino (dal diametro inferiore al millimetro). Costituito da una membrana sottilissima, il palloncino è studiato per resistere agli acidi dello stomaco ed è praticamente indistruttibile. Gonfiandolo con un gas più leggero dell’aria - l’azoto - facciamo sì che vada a posizionarsi nella parte alta dello stomaco, nel fondo gastrico, interagendo con i recettori dell’appetito ed inducendo un senso di sazietà precoce.