Эпизоды
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Un’altra opera per Francesco Filidei, stavolta in francese e battezzata in uno dei templi del teatro musicale mondiale: l’Opéra Comique di Parigi. Si intitola L’inondation, è basata su un racconto dello scrittore russo Evgenij Zamjatin e segue traiettorie narrative e sostanza linguistica affatto diverse dal precedente Giordano Bruno. Ne mantiene però l’ambivalenza posturale: con una parte del volto si rivolge al passato (in questo caso francese e a Debussy in particolare), con l’altra guarda al presente/futuro e utilizza modelli narrativi, focalizza problematiche, tratteggia personaggi, definisce linguaggi musicali non solo indiscutibilmente contemporanei, ma ambiziosamente destinati a diventare memoria per le generazioni future.È una fase di grande prolificità e di impegno serrato che vede la nascita di altre fondamentali composizioni come Requiem e Tre quadri, pagina quest’ultima, che ripropone al pubblico la forma, tradizionale e in certi momenti inflazionata, del Concerto per pianoforte e orchestra. Di ciascuna di queste composizioni è proposto l’ascolto di numerosi e ampi squarci.
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Nel lavoro di Francesco Filidei la memoria del passato è protagonista, con l’intenzione di riviverla ma senza alcuna nostalgia o rimpianto. Piuttosto per usare la forza dei suoi simboli per costruire e poi improvvisamente destabilizzare, per creare simulacri e dopo svelarli con l’occhio impietoso della contemporaneità. Ecco allora un pezzo intitolato addirittura Killing Bach, ecco un classico Notturno, ecco un Concerto per flauto e orchestra, ecco una grande opera, un vero capolavoro, intitolato Giordano Bruno e dedicato, usando tutti gli artifici di una scienza/artigianato musicale ormai raffinatissima, a una figura essenziale nel definire il passaggio dall’oscurità del mondo dogmatico e fideistico alla luce del pensiero moderno.
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Il racconto dell’esperienza creativa di Francesco Filidei prosegue, sempre arricchito da numerosi ascolti musicali e contributi dello stesso compositore, attraverso una fase di complessa elaborazione teorica relativa soprattutto alla forma musicale, ai rapporti con la storia, alle strategie per stabilire relazioni col pubblico d’oggi abituato a tutt’altri modelli di comunicazione e fruizione dei suoni. Tali pensieri, trasformati in fenomeni concreti, cioè in composizioni vere e proprie, aprono un ventaglio di esperienze ricchissimo. Pagine fra loro molto diverse, talvolta paradossali e forse anche un po’ provocatorie, talvolta accattivanti e irresistibilmente attraenti, sempre comunicative, sorprendenti e del tutto contemporanee. Si va dal teatro musicale, alla ricerca formale e strumentale, ad altre suggestive ipotesi di relazioni con i grandi compositori del passato volgendo lo sguardo indietro fino a cinque o seicento anni fa.
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Francesco Filidei ha oggi quasi 52 anni (è nato a Pisa il 5 maggio 1973) e, già da più di un decennio, è uno dei più importanti e influenti compositori europei e mondiali. I suoi lavori sono eseguiti ovunque, dalle più grandi orchestre e i più qualificati ensemble, dai più affermati direttori, solisti e cantanti, nei teatri più prestigiosi.
Molto legato alla memoria delle grande musica del passato e aperto al confronto con le forme ereditate dalla tradizione, Filidei ha scritto un’opera tratta dal romanzo di Umberto Eco Il nome della rosa che debutta al Teatro alla Scala il 27 aprile 2025. Negli stessi giorni, sempre a Milano, prende avvio il Festival Milano Musica che vede protagonista la musica di Francesco Filidei proponendo una ricca retrospettiva e alcune prime esecuzioni. Insomma una vera e propria celebrazione di questo artista ancora giovane ma già capace di caratterizzare la musica italiana del XXI secolo.
In questa prima puntata sono ripercorse la sue vicende umane e artistiche fra la gioventù pisana, le esperienze formative a Firenze, l’incontro con Salvatore Sciarrino (il suo maestro “decisivo”), le prime composizioni ufficiali, segnate da modalità esecutive del tutto personali e anomale rispetto alle pratiche consuete e dedicate al pianoforte e all’organo, strumento d’elezione di Filidei. Il racconto è costantemente intessuto con ascolti di estratti da tali brani e da interventi in voce dello stesso compositore.
La seconda parte della trasmissione si sofferma sulla scelta, sofferta ma estremamente efficace, di trasferirsi a Parigi per completare gli studi e godere delle opportunità professionali e artistiche che quella città offre; poi su alcune composizioni orchestrali nelle quali comincia ad affacciarsi una modalità del tutto nuova per l’Italia di fare i conti con la nostra storia musicale e i suoi ingombranti protagonisti; e infine sul primo grande lavoro di teatro musicale di Filidei, intitolato N.N. e dedicato alla figura dell’anarchico Franco Serantini (ucciso dalla polizia a Pisa nel 1972) che lo impose all’attenzione di tutta Europa.