Episodes

  • Sono passati tre anni da quando il Regno Unito ha abbandonato l’Unione Europea, e la Brexit non è mai stata così impopolare e odiata dai britannici. I sondaggi dicono che mai così tante persone rimpiangono l’uscita dall’Unione Europea, e i dati statistici dicono che il Regno Unito rischia un serio declino economico e sociale: la Brexit, a oggi, è un disastro. È ormai diventato chiaro che per come era stata raccontata ai tempi del referendum è un’illusione, o meglio una bugia. È il fallimento di una classe dirigente inadeguata, ma è anche il fallimento di un paese intero.
    In questa puntata di Globo ne parliamo con Paola Peduzzi, che è la vicedirettrice del Foglio ed è esperta e appassionata di Europa e Regno Unito. Con lei cerchiamo di capire come è avvenuto il disastro britannico, come il paese potrà rialzarsi, e che prospettive ci sono per la Brexit da qui in avanti.

    LEGGI “EU PORN”, LA PAGINA SETTIMANALE DI PAOLA PEDUZZI E MICOL FLAMMINI

    I CONSIGLI DI PAOLA PEDUZZI
    – Il film “Brexit: The Uncivil War”
    – La serie tv “Slow Horses”, su Apple TV+
    – Il podcast “The Rest Is Politics”
    – Tutti i podcast di BBC e in particolare “Two Minutes Past Nine”
    – Il libro “The Passenger” di Cormac McCarthy
    – La musica inglese, in particolare gli Oasis

  • Il Nagorno Karabakh è un territorio che si trova nel Caucaso meridionale e che formalmente appartiene all’Azerbaijan, ma che è abitato in gran parte da persone armene, che vorrebbero riunirsi all’Armenia. Per questo, Armenia e Azerbaijan hanno combattuto ben due guerre per il Nagorno Karabakh: una all’inizio degli anni Novanta, che è stata vinta dall’Armenia, e una un paio d’anni fa, nel 2020, che è stata vinta invece dall’Azerbaijan. Attualmente, in Nagorno Karabakh si trovano oltre 100 mila persone armene che sono praticamente isolate in mezzo al territorio azero, e quella che era una crisi politica ora è diventata anche una crisi umanitaria.Il conflitto in Nagorno Karabakh sembra piccolo e periferico, ma è importante per moltissimi motivi. Basta guardare alla mappa: l’Armenia confina a ovest con la Turchia, a sud con l’Iran, a est con l’Azerbaijan: tutte grosse potenze regionali che hanno qualcosa da dire in questo conflitto. E poi ci sono la Russia, il paese più importante della regione, e anche l’Unione Europea sta assumendo un ruolo. Insomma: per questo piccolo conflitto passa davvero tutto il mondo.Ne parliamo con Giorgio Comai, ricercatore dell’Osservatorio Balcani Caucaso e membro del direttivo dell’Associazione per lo Studio in Italia di Asia centrale e Caucaso.I CONSIGLI DI GIORGIO COMAI
    – Il podcast dell’International Crisis Group
    – Il jazz azero, con un disco di Vagif Mustafa Zadeh
    – Il prog-rock turkmeno, ben rappresentato dal Gunesh Ensemble
    – Il disco-funk armeno con tre playlist: Armenian disco-funk, “Silk Road: Journey of the Armenian Diaspora (1971-1982)” e un mix di dischi armeni provenienti da Beirut

  • Missing episodes?

    Click here to refresh the feed.

  • La Germania è l’unico vero gigante economico che abbiamo in Europa, ed è l’unico paese che può creare una vera leadership europea. E l’Europa, schiacciata tra tante grandi potenze, di un leader ne avrebbe davvero bisogno. Ma il problema è che quando non si parla di economia ma si parla di rilevanza internazionale, di politica estera, di diplomazia, di potenza militare, la Germania svanisce nell’irrilevanza, e da gigante diventa piccolissima. La guerra in Ucraina potrebbe aver cambiato le cose: il cancelliere Olaf Scholz ha annunciato grandi investimenti militari, e ha cercato di far capire che la Germania è pronta a essere più aggressiva e decisa anche sul piano internazionale, e di prendersi il posto di leadership che corrisponde alla sua potenza economica. Ma è davvero così?
    A Globo ne parliamo con Danilo Taino, che è stato per tanti anni corrispondente da Berlino, e ha visto la politica tedesca da vicino: sa come funziona il modello tedesco, ne conosce le debolezze e i punti di forza. E parliamo anche di Angela Merkel, ovviamente.

    I CONSIGLI DI DANILO TAINO
    – Il libro “L’uomo senza qualità“, di Robert Musil
    – Il film “https://www.imdb.com/title/tt0100530/”
    – Le prime due stagioni della serie tv “Fauda”
    – La serie tv “Shtisel”

  • Domenica 8 gennaio, quando in Brasile era primo pomeriggio, un gruppo di sostenitori dell’ex presidente di estrema destra Jair Bolsonaro ha assaltato il parlamento del Brasile, la Corte suprema e altri edifici istituzionali, con l’intento di avviare un golpe contro Luiz Inácio Lula da Silva, il presidente di sinistra che ha appena vinto le elezioni contro Bolsonaro. Il tentativo è stato piuttosto maldestro, ed è rapidamente fallito, ma mostra quanto sia precaria la situazione in Brasile, la prima economia dell’America Latina e uno dei paesi più grandi e importanti del mondo. Il paese corre ancora il rischio di nuovi attacchi da parte della destra golpista, ma soprattutto è diviso e arrabbiato. E non è affatto detto che Lula sia la persona adatta a sistemare le cose.
    In questa puntata di Globo ne parliamo con Loris Zanatta, professore di Storia e istituzioni delle Americhe all’università di Bologna, che da tanti anni si occupa di politica latinoamericana, e dell’ascesa dei movimenti populisti in Brasile e non solo. Con lui cerchiamo di capire quanto davvero la democrazia brasiliana è in pericolo, e cosa dobbiamo aspettarci dal ritorno di Lula al governo nel più grande paese dell’America Latina.

    L’ULTIMO LIBRO DI LORIS ZANATTA
    – Fidel Castro, l’ultimo “re cattolico”
    I CONSIGLI DI ZANATTA
    – “Redentores”, di Enrique Krauze
    – “Dal buon selvaggio al buon rivoluzionario”, di Carlos Rangel
    – “L’invenzione di Gesù di Nazareth”, di Fernando Bermejo-Rubio

  • Lo scandalo di corruzione al Parlamento Europeo è quasi certamente il più grave che abbia mai colpito le istituzioni europee, almeno negli ultimi anni. Riguarda alcuni ex parlamentari e parlamentari, oltre a funzionari e assistenti, che secondo l’accusa sarebbero stati corrotti da due paesi stranieri, il Qatar e il Marocco, per influenzare indebitamente le decisioni del Parlamento Europeo. Ci sono stati arresti eccellenti e particolari morbosi, come le valigie piene di banconote, anche se siamo soltanto agli inizi di un’indagine probabilmente molto lunga. Il cosiddetto Qatargate sembra essere la prova che le influenze esterne nei confronti dell’Europa sono molto potenti: non soltanto da parte del Qatar e del Marocco, ma soprattutto da parte di Cina, Russia e molti altri paesi. È la prova che l’Europa è in pericolo, ma è anche la prova che gli anticorpi democratici funzionano, almeno per ora, nonostante le enormi difficoltà.
    In questa puntata di Globo ne parliamo con David Carretta, uno dei migliori corrispondenti italiani da Bruxelles e storico giornalista di Radio Radicale, per capire da dove viene il più grande scandalo della storia delle istituzioni europee, e cosa aspettarci adesso.
    LA NEWSLETTER DI DAVID CARRETTA SULL’EUROPA:
    http://lab.ilfoglio.it/europaore7/
    I CONSIGLI DI CARRETTA:
    – Un biglietto aereo per Bruxelles
    – Una biografia di Winston Churchill
    – Un abbonamento al Post
    LA COPERTURA DEL POST SULLO SCANDALO:
    – Leggi gli articoli

  • Che fine ha fatto l’opposizione in Russia? Nelle prime settimane dopo l’invasione dell’Ucraina voluta da Vladimir Putin, migliaia di persone erano scese in piazza per protestare contro quella che anche loro consideravano una guerra ingiusta. Ve lo ricorderete: tantissimi russi e russe a Mosca, a San Pietroburgo, e perfino in sperdute città siberiane a urlare contro la guerra e contro il regime di Putin. Durò poco. La protesta fu soffocata con la violenza, ma l’opposizione in Russia è diventata dissidente: si muove in clandestinità e continua a lavorare tra enormi rischi per cercare di costruire una Russia diversa. Una delle principali componenti dell’opposizione, l’organizzazione russa Memorial, quest’anno ha vinto il premio Nobel per la Pace, e deve affrontare chiusure e minacce da parte del regime di Vladimir Putin. In questa puntata di Globo parliamo con Giulia De Florio, che è docente di letteratura russa all’università di Parma e fa parte del consiglio direttivo di Memorial Italia, la sezione italiana di Memorial. Per capire cosa significa essere dissidenti in Russia, e qual è il futuro per chi cerca di combattere il regime di Putin dal suo interno, nonostante gli enormi rischi.
    IL LIBRO CURATO DA GIULIA DE FLORIO
    – “Proteggi le mie parole”
    – Leggi «La patria è una madre che può ammalarsi», un estratto da “Proteggi le mie parole”
    I CONSIGLI DI DE FLORIO
    – “Il libro bianco sul caso Sinkavskij-Daniel”, di Aleksandr Ghinsbur
    – L’intervista al premio Nobel Dmitri Muratov
    – Il documentario su uno dei fondatori di Memorial, Arsenij Roginskij

  • Cosa sta succedendo a Elon Musk? Musk è uno degli imprenditori più geniali e influenti degli ultimi decenni: con la sua azienda spaziale Space X ha avviato praticamente da solo una nuova corsa allo spazio, e con Tesla ha aperto il mercato delle automobili elettriche. Questi risultati hanno contribuito a cambiare il mondo, ma con il tempo la visione di Musk si è appannata, i suoi progetti sono diventati sempre meno a fuoco e il suo mito è sempre più in difficoltà. Poi Musk ha comprato Twitter, e ha mostrato non solo una grande inadeguatezza nella gestione del social network, ma si è avvicinato all’estrema destra americana e ha assunto posizioni complottiste, antivacciniste, controverse. In questa puntata di Globo ne parliamo con Stefano Quintarelli, imprenditore, esperto di tecnologia e uno dei padri di internet in Italia.
    L’ULTIMO LIBRO DI STEFANO QUINTARELLI
    –“Capitalismo immateriale”
    I CONSIGLI DI QUINTARELLI
    –“Information Rules”, di Carl Shapiro e Hal Varian
    –Il film “Sesso e potere”
    –La newsletter “Letters from an American”

  • La guerra in Ucraina va avanti da quasi un anno, ma noi europei non ci siamo ancora accorti di quanto sia vicina a noi. Siamo abituati a vederla da lontano, a immaginarla come qualcosa di irraggiungibile, ma la guerra in Ucraina è eccezionalmente vicina: se vivete a Milano e stasera prendete la macchina, domani sarete a Leopoli in tempo per il pranzo.
    Vittorio Emanuele Parsi sostiene che non possiamo più permetterci di rimuovere la guerra provocata dal presidente russo Vladimir Putin. Ha scritto un libro su questa questione. Si intitola “Il posto della guerra” e ha una teoria interessante e terrificante al tempo stesso: dopo l’invasione dell’Ucraina, l’Europa deve prepararsi a un mondo in cui la guerra è tornata. Ne parliamo con lui nella nuova puntata di Globo, per capire cosa significa davvero il ritorno della guerra in Europa. E soprattutto, ora che è tornata, come si fa a ricacciarla indietro.
    IL LIBRO DI VITTORIO EMANUELE PARSI
    – “Il posto della guerra”
    I CONSIGLI DI PARSI
    – Il film “L’ora più buia”, disponibile su Prime Video o a noleggio
    – La serie tv “Occupied”, su Netflix
    – “1984”, di George Orwell

  • Nonostante tutte le apparenze, Joe Biden è uno dei presidenti più sottovalutati della storia recente degli Stati Uniti. È impacciato e spesso è poco lucido, ma nei suoi due anni di presidenza ha fatto approvare alcune delle riforme economiche e sociali più grandi e ambiziose degli ultimi decenni, che potrebbero cambiare l’America nei prossimi anni. L’ambizione dei primi due anni di presidenza Biden supera quella di praticamente tutti i suoi predecessori recenti – perfino quella del suo vecchio capo, Barack Obama.
    Inoltre – e questa sarà una sorpresa per molti – Joe Biden è probabilmente il presidente americano più di sinistra degli ultimi quarant’anni, e un presidente che sta portando l’America un po’ più a sinistra di quanto non fosse, appunto, in decenni. E indipendentemente dalle convinzioni politiche di ciascuno di noi, questo fatto da solo è una piccola rivoluzione.
    Ne parliamo con Marilisa Palumbo, giornalista del Corriere della Sera che si occupa da tanti anni di Stati Uniti, ha scritto e tradotto libri sulla politica americana e in questi mesi ha analizzato in maniere davvero interessante cosa sta succedendo alla Casa Bianca e perché, nonostante le apparenze, non bisogna mai sottovalutare Joe Biden.
    I CONSIGLI DI MARILISA PALUMBO
    – “Papà, fammi una promessa”, di Joe Biden
    – L’opera teatrale “The Cure at Troy” di Seamus Heaney, che in italiano si trova tradotta nel volume “Speranza e storia”
    – La serie tv “The West Wing”, disponibile su Prime Video

  • Xi Jinping è considerato il leader più potente della Cina degli ultimi decenni, e forse anche uno dei leader internazionali più potenti e influenti, se non il più potente e influente. Non soltanto perché guida uno dei paesi più grandi e temibili del mondo, ma soprattutto per come lo guida: per anni ha accentrato il potere, ha spianato la strada per diventare presidente a vita e ha trasformato la Cina in un luogo sempre più chiuso e autoritario, dove il dominio del Partito comunista è indiscusso.
    Ma come mostrano le grandi ed eccezionali proteste contro i lockdown degli ultimi giorni, Xi Jinping potrebbe aver portato se stesso e la Cina in una trappola.
    Ne parliamo con Simone Pieranni, giornalista di Chora Media che segue la Cina da tanti anni, e che in Italia è una delle persone più attente e interessanti sulle questioni cinesi. Perché la Cina è una grande potenza in ascesa, ma anche una grande potenza perennemente a rischio.
    I PODCAST DI SIMONE PIERANNI
    – Altri Orienti
    – Taiwan: Perché?
    I CONSIGLI DI PIERANNI
    – “Adam Smith a Pechino”, di Giovanni Arrighi
    – “The Prince”, un podcast dell’Economist su Xi Jinping
    – L’intervista all’autrice di “The Prince”, su Sinica Podcast
    – Le serie tv cinesi su Netflix

  • Sono passati ormai due mesi dall’inizio delle proteste contro il regime in Iran, e i manifestanti non accennano a volersi ritirare, nonostante la repressione brutale del regime. Più le proteste vanno avanti, più il regime iraniano sembra in difficoltà, e più comincia a serpeggiare una specie di speranza: e se i manifestanti ce la facessero? Ovviamente non abbiamo davvero idea di come andranno le cose, e ci sono ampie probabilità che le speranze dei manifestanti saranno spazzate via dalla repressione nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. Soprattutto, a pensarci bene non abbiamo davvero idea di cosa dovremmo sperare. In alcune specifiche concessioni? In condizioni migliori per le donne iraniane? O addirittura in un crollo completo del regime?
    Ne parliamo con Farian Sabahi, che è giornalista, scrittrice e docente di Storia e politica dell’Iran all’Università John Cabot di Roma. È di origini in parte italiane e in parte iraniane e ha scritto numerosi libri sull’Iran e non solo: l’ultimo è intitolato “Storia dell’Iran” ed è stato pubblicato dal Saggiatore. Se è impossibile capire cosa potrà succedere per l’Iran, con Farian Sabahi cercheremo di capire almeno in cosa possiamo sperare – cosa dovremmo temere.
    I LIBRI DI FARIAN SABAHI
    – Noi donne di Teheran
    – Storia dell’Iran
    I CONSIGLI DI SABAHI
    – “Suvashun. Una storia persiana”, di Simin Daneshvar
    – “Non ti preoccupare”, di Mahsa Mohebali
    – “Donne senza uomini”, di Shahrnush Parsipur, da cui è stato tratto un film omonimo.

  • Cosa vuole davvero Vladimir Putin? Quali sono i suoi obiettivi in Ucraina? Cosa lo spinge a continuare a combattere nonostante le sconfitte sul campo di battaglia? In questi mesi di guerra sono cambiate moltissime cose, ma una sola è rimasta sempre la stessa: la nostra ossessione per il presidente russo. Da mesi ragioniamo sui suoi obiettivi militari, sulla sua ideologia, sulla sua psicologia, sulle sue origini, senza riuscire davvero a venirne a capo.
    Ancora oggi, tutte le nostre discussioni sulla guerra in Ucraina ruotano attorno a Vladimir Putin, per una ragione molto semplice: Putin è l’unica persona al mondo che potrebbe decidere già domani di porre fine alla guerra in Ucraina, e di porre fine agli spargimenti di sangue, immediatamente. Ma per capire cosa vuole Putin, o cosa pensa Putin, o cosa farà Putin, c’è una domanda che ci dobbiamo porre prima di tutte le altre: chi è Vladimir Putin?
    Per cercare di rispondere parliamo con Anna Zafesova, giornalista che si occupa di ex Unione Sovietica e che in questi mesi è stata una delle commentatrici più interessanti e attente di quello che sta succedendo in Ucraina e in Russia. Zafesova segue la Russia e Putin dall’inizio, e questa domanda – chi è davvero Vladimir Putin – se la pone da molto prima di tutti noi.
    L’ULTIMO LIBRO DI ANNA ZAFESOVA
    “Navalny contro Putin. Veleni, intrighi e corruzione. La sfida per il futuro della Russia” – Paesi Edizioni
    I CONSIGLI DI ANNA ZAFESOVA
    – I libri di Anna Politkovskaja pubblicati da Adelphi
    – Le inchieste video di Alexei Navalny, e in particolare quella sul palazzo di Putin