Episodi
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Il destino possiede a volte un macabro senso dell'ironia, e nel giorno esatto in cui dovrebbe celebrare i dieci anni di vita in Serie A, la Pallacanestro Brescia si ritrova paralizzata ad assistere a quella che potrebbe essere la sua fine sull'altare delle fredde leggi di mercato. Nel frattempo all'ombra del Campidoglio va in scena la calcolatissima operazione di pubbliche relazioni di Luka Doncic, che stringe le mani della politica romana per radicare la sua nuova franchigia ammantando un tempismo quantomeno sospetto con una nobilissima iniziativa filantropica globale. Oltreoceano, infine, il sipario si chiude lasciando il palcoscenico ai general manager, chiamati a pescare i diamanti grezzi e le fondamenta silenziose delle contender nel secondo e ultimo giro del Draft NBA 2026.
Esiste davvero un ultimo, disperato miracolo amministrativo capace di salvare la storia bresciana o le spietate logiche del business continueranno a divorare impunemente le nostre piazze storiche? Il peso politico e l'impeccabile diplomazia di Doncic basteranno per forzare la mano all'intricata macchina burocratica della Capitale? E chi, tra i talenti scivolati inspiegabilmente al secondo giro come il clamoroso Henri Veesaar, si rivelerà la vera steal di questa notte?
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Il primo turno del Draft NBA 2026 lo aspettavamo tutti da tempo per il talento spaventoso di AJ Dybantsa e Cameron Boozer, ma non solo per questo. Intanto non si ferma il fenomeno culturale e commerciale di Caitlin Clark, pronta a conquistare il mercato globale con la sua prima signature shoe firmata Nike. In Italia si consuma il definitivo sdoppiamento del nostro basket: il titolo sportivo della Pallacanestro Brescia si trasferisce ufficialmente a Roma sotto la regia di Paul Matiasic, regalando alla Capitale un clamoroso doppio derby burocratico in Serie A1 contro la cordata legata a Luka Doncic.
Quale franchigia NBA è uscita davvero vittoriosa da questo primo turno del Draft 2026? L'impatto trasversale della linea di scarpe di Caitlin Clark costringerà i grandi marchi a riscrivere completamente le gerarchie del marketing tra basket maschile e femminile? E come accoglierà la burocrazia federale questo imminente e caotico sbarco a due teste del basket che conta nella Capitale?
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Episodi mancanti?
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Parafrasando il più celebre degli approdi in Florida, Giannis Antetokounmpo ha deciso di portare i suoi talenti a South Beach, siglando una trade di proporzioni gigantesche tra Bucks e Heat che azzera gli equilibri della Eastern Conference e lascia i Celtics con il durissimo colpo psicologico di una caccia sfumata. Mentre il GM Jon Horst compie un capolavoro freddo e cinico per rimettere in piedi il futuro dei Milwaukee Bucks tra scelte future e giovani di talento, l'ossessione di Pat Riley si prende la superstar di cui aveva disperatamente bisogno per riaccendere la Culture. Intanto in Italia si consuma uno scenario surreale, con la Germani Brescia che indica il PalaEur di Roma come campo casalingo europeo sotto la regia strategica di un Paul Matiasic che continua a muovere i fili in attesa delle imminenti scadenze federali.
Il greco che si muove verso sud costringerà Boston a rompere gli indugi sul mercato per non abdicare al ruolo di padrona a Est? Jon Horst è riuscito davvero a vincere una trade in cui si è visto costretto a cedere il giocatore più forte della storia della sua franchigia? E l'incredibile sdoppiamento d'identità tra Brescia e Roma è il preludio a un matrimonio definitivo o solo l'ennesimo mistero burocratico del nostro basket?
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L'arrivo di Luka Doncic a Roma non è una passerella ma la dimostrazione di un nuovo modello di business sportivo globale, dove le superstar scendono in campo direttamente come Luka in questo caso in qualità di investitore per sbloccare l'impasse burocratica di NBA Europe nella Capitale, scontrandosi con le logiche silenziose dell'imprenditoria tradizionale. Oltreoceano, intanto, il mercato è una gigantesca e tesa partita a scacchi in attesa di scoprire il futuro di Giannis Antetokounmpo: la corsa al rialzo tra Boston Celtics e Miami Heat minaccia di innescare un effetto domino devastante, pronto a stravolgere i destini di stelle del calibro di Jaylen Brown, Ja Morant e Kawhi Leonard. Lontano dal frastuono delle trade e dei milioni, emerge invece la straordinaria lezione di J.R. Smith, che dopo essersi schiantato contro il vuoto identitario post-ritiro si laurea al college, spogliandosi per sempre dell'etichetta di macchietta per ricordarci che non è mai troppo tardi per reinventare se stessi.
Il peso politico di Doncic e del suo gruppo basterà a conquistare la Capitale o la solidità dei vecchi sistemi avrà la meglio? Chi avrà il coraggio di affondare il colpo decisivo per il fuoriclasse greco mettendo sul piatto il proprio futuro prima che scada la deadline del Draft? E perché la nostra società fa ancora così tanta fatica ad accettare e perdonare l'evoluzione umana di chi un tempo avevamo ridotto a un semplice meme?
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Una lettera d'arrivederci a un'indimenticabile stagione NBA che ripercorre un anno di momenti straordinari, scambi, scandali, record infranti e sogni irrealizzabili divenuti realtà. Intanto in Italia il basket si inchina alla superiorità dell'Olimpia Milano, capace di vincere la serie finale contro la Reyer Venezia 3-1, cucendosi così sul petto il trentaduesimo scudetto della sua storia, un clamoroso Triplete italiano che porta la firma di un ragazzo speciale da Battipaglia. E mentre la Serie A incorona i suoi campioni, l'America si ferma davanti all'oceano di delirio e commozione riversato per le strade di New York, regalando ai Knicks, presenti e passati, la parata trionfale che spazza via in una sola mattina cinquantatré anni di dolorosa attesa.
Quale momento resterà per sempre scolpito nella nostra memoria collettiva di questa folle e romantica annata NBA? Quanto ha influito la sensibilità umana e tecnica di Peppe Poeta nel successo di Milano? E l'estasi collettiva del Canyon of Heroes segna l'inizio di una nuova legacy sportiva dei Knicks o la magnifica e irripetibile chiusura di un cerchio generazionale?
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Avere LeBron James in squadra non è mai una cattiva idea, ma dipende sempre da cosa stai cercando, perché se a quasi quarantadue anni il Re la scorsa stagione ai Lakers è stato ancora una terza opzione extra-lusso, le sue pretese salariali rischiano di paralizzare lo spazio di manovra di qualsiasi contender. A pochi giorni dal Draft NBA, un'analisi su quanto sia forte davvero la classe 2026 rispetto ai prospetti dell'ultimo decennio. Nel frattempo in Italia la giustizia sportiva mostra tutte le sue crepe di fronte alla brutale aggressione di Jacopo Borra ai danni di Aristide Landi, su cui è dovuta intervenire anche la Questura di Teramo con un daspo che però lascia i suoi dubbi.
Quale contender avrà davvero il coraggio di sacrificare il proprio spazio salariale per firmare un LeBron James che non farà sconti a nessuno? Chi tra AJ Dybantsa, Cameron Boozer e gli altri talenti possiede il potenziale reale per diventare un vero giocatore franchigia? E come si può sanare un simile blackout normativo, capace di generare sanzioni che rischiano di svuotare di significato il valore disciplinare dello sport?
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Nella pallacanestro, così come nello sport in generale, il futuro non è un diritto di nascita garantito dal talento e questo gli Spurs dovranno tenerlo a mente se vogliono tornare a giocarsi il titolo. In italia invece chi pensava che lo scudetto fosse già dell’Olimpia Milano dovrà attendere almeno Gara 4. Sono state le NBA Finals più viste dai tempi di Jordan, e questo è un bene per tutto il movimento.
Wemby e San Antonio torneranno al capitolo più importante di tutta la stagione? La Reyer riuscirà a portare la serie sul 2-2 domani? Quando la NBA potrà dare battaglia ai grandi eventi sportivi mondiali in termini di ascolti tv?
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L'amore eterno di un'intera città non ha prezzo, ma il sacrificio personale di Jalen Brunson per creare una squadra capace di riportare il titolo NBA a New York dopo 53 anni vale 113 milioni di dollari. Una cavalcata leggendaria che scrive la storia e che consacra anche Riccardo Fois, il terzo italiano di sempre a mettersi al dito l'anello più ambito del pianeta. Mentre la Grande Mela si gode l'estasi del trionfo, il mercato NBA non si ferma e fa ripartire anche la nostra soap opera preferita: i Boston Celtics hanno presentato un'offerta ufficiale per Giannis Antetokounmpo, pronti a sacrificare Jaylen Brown in una corsa a due con i Miami Heat che promette di stravolgere gli equilibri della lega prima del Draft.
La scelta senza precedenti di Brunson diventerà il nuovo standard etico per le superstar che vogliono vincere nella moderna NBA? Il trionfo di Riccardo Fois, arrivato dopo le finali perse a Gonzaga e Phoenix, rappresenta la definitiva redenzione per un professionista che ha saputo attendere il suo momento e che saprà ripetersi? Vedresti meglio Giannis Antetokounmpo inserito nel sistema di Boston o nel cuore della Heat Culture a Miami?
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Il tempo possiede una memoria impeccabile e prima o poi restituisce tutto, così come ha restituito a Rick Brunson il trionfo dei New York Knicks tramite le gesta di suo figlio Jalen, uniti entrambi dall'amore. Lontano dalla gloria delle Finals ma sotto il medesimo cielo del Texas, James Harden viene arrestato per porto d'armi illegale. Nel frattempo, il destino circolare di questo meraviglioso gioco traccia una nuova rotta per l'azzurro Luigi Suigo, il nostro gigante che ha scelto di rinunciare al richiamo immediato della NBA per costruire le proprie fondamenta a Villanova.
C'è un momento più speciale dell'abbraccio tra padre e figlio a schiacciare cinquantatré anni di fantasmi? L'ennesimo arresto notturno segna il definitivo e irreversibile declino sportivo e umano di James Harden? E rinunciare al Draft per farsi le ossa al college è la scelta giusta per garantire a Luigi Suigo un futuro oltreoceano?
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L'incantesimo lungo cinquantatré anni si è finalmente spezzato e i New York Knicks sono di nuovo Campioni NBA grazie all'apoteosi di un titanico Jalen Brunson MVP delle Finals. I San Antonio Spurs fanno i conti con l'amara lezione della sconfitta ma con la consapevolezza che questo è stato solo l'inizio. E Manhattan si prepara ad accogliere la parata sportiva più attesa dell'ultimo mezzo secolo.
Queste Finals legittimano Jalen Brunson nell'Olimpo dei più grandi di sempre? La caduta di stile di Wembanyama a fine gara è un segnale di pericolosa immaturità o la miccia che farà esplodere il suo dominio futuro? E in che modo New York reagirà ai festeggiamenti per questo storico anello?
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Ci sono notti in cui questo meraviglioso gioco sfugge a qualsiasi logica razionale per assecondare quella che sembra una sceneggiatura già scritta dagli Dèi del basket, portando i New York Knicks a completare una rimonta epocale, inspiegabile e mai vista ai danni dei San Antonio Spurs. Lontano dal parquet, purtroppo, la sacralità delle Finals viene sporcata dallo squallore dei finti tifosi, teppisti a caccia di attenzioni che usano la pallacanestro per giustificare la propria inaccettabile violenza. Nel frattempo in Italia l'Olimpia Milano lancia un messaggio spietato alla Reyer Venezia dominando Gara 1 delle LBA Finals.
Dopo un trauma sportivo di questa portata, la serie è da considerarsi virtualmente chiusa o gli Spurs troveranno la forza mentale per compiere il miracolo in Gara 5? Come si fa a isolare ed estirpare definitivamente la piaga della violenza dallo sport? E la profondità disumana del roster milanese lascia ancora qualche speranza scudetto a Venezia?
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I New York Knicks firmano la rimonta più folle nella storia delle NBA Finals cancellando un deficit di 29 punti e schiantando i San Antonio Spurs di Victor Wembanyama grazie al tap-in miracoloso di OG Anunoby. Nel frattempo, i 170 centimetri di pura ostinazione di Costanza Verona conquistano la WNBA con uno storico esordio in maglia Dallas Wings, mentre in Italia l'attesa è finita per l'inedita e imprevedibile serie delle LBA Finals tra l'Olimpia Milano e la mina vagante Reyer Venezia.
Il trauma di questo collasso emotivo spegnerà per sempre i sogni degli Spurs o San Antonio troverà la forza di rialzarsi in Gara 5? I minuti di Costanza Verona rappresentano l'inizio di una nuova era per il basket femminile italiano in WNBA? E nella corsa allo Scudetto, Milano rispetterà il pronostico o Venezia riuscirà a sovvertire nuovamente le gerarchie?
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La pianta del sud-est asiatico, il Kratom, spacciata per integratore e usata come antidolorifico che sta drammaticamente spopolando tra gli atleti professionisti in America senza che NBA, NFL, MLB o NHL facciano qualcosa e per il cui possesso Brandon Clark era stato arrestato sei settimane prima di morire. Il modo in cui i Knicks si presenteranno a Gara 4 dopo una serie di 13 vittorie interrotta al MSG dirà molto di questa serie. Sulla copertina del TIME, alla voce 'Atleta del Secolo' c'è un signore che conosciamo bene da oltre due decenni.
Com'è possibile che un'industria nociva equiparabile alla codeina e morfina non venga vietato e proibito dalla NBA? New York sarà in grado di giocare stanotte con la leggerezza delle sue precedenti 13 partite? Sei d'accordo con il TIME?
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Nel momento più asfissiante della loro stagione, i San Antonio Spurs sconsacrano il Madison Square Garden e riaprono le NBA Finals 2026, tutto quello che non sapete su Mitch Johnson e un ricordo per omaggiare la persona e celebrare l'immensa eredità di Stacey King.
Gli Spurs hanno davvero compreso quale sia il segreto per dominare sul palcoscenico più importante del mondo? Il capolavoro psicologico di Mitch Johnson continuerà anche in Gara 4? Qual è l'azione commentata da Stacey King che più ti ha emozionato negli anni?Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere.Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti.
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Ogni volta che Karl-Anthony Towns entra in campo non è mai da solo, e queste due partite di NBA Finals glielo hanno ricordato gioca con la serenità nel cuore. C'è un motivo se i Knicks non perdono da 46 giorni e sono a due vittorie dal titolo e quel motivo si chiama Mike Brown. Victor Wembanyama sta scoprendo che per vincere non devi necessariamente prima perdere ma devi sapere cosa sia il dolore sportivo. E nel frattempo il Madison Square Garden si blinda per Gara 3 preparandosi ad accogliere la discussa visita di Donald Trump e quella invece attesa di un grande eroe di questa città. Towns oggi vincerebbe il premio di Finals MVP? Mike Brown riuscirà a vincere il suo primo titolo da Head Coach? Wemby e gli Spurs riusciranno a compiere la storia ribaltando una serie che sembra già scritta? E quanto è giusto che una visita presidenziale rovini la magia del ritorno delle Finals a New York per chi non può spendere diecimila dollari per un biglietto? Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere. Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti.
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Jalen Brunson i commenti sulla sua taglia li ha sempre guardati dall'alto verso il basso, Victor Wembanyama è chiamato al primo vero esame di coscienza della sua post-season e la NBA continua ad avere tolleranza zero nei confronti di chi infrange le regole.
Mr. Clutch, dopo Isiah Thomas l'ultima volta, sarà davvero il prossimo esterno sotto il metro e novanta capace di trascinare una squadra al titolo? San Antonio ritroverà se stessa e il suo leader prima di Gara 2? La NBA è troppo dura con chi non rispetta il perimetro di gioco?
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I New York Knicks non sanno più perdere e si prendono Gara 1 delle NBA Finals 2026, il Senato degli Stati Uniti d'America vuole rimettere in riga la NCAA con il Protect College Sports Act e in Italia è già esploso il tormentone dell'estate con il mercato dei titoli sportivi per conquistare Roma e il pass per la NBA Europe.
I Knicks riusciranno a riportare il titolo a casa dopo 53 anni? Quinn Ellis e Saliou Niang giocheranno davvero al college? E che ne sarà della storia di piazze come Brescia, Trieste o Scafati?
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Buona pallacanestro a tutti.
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